La guerra interna tra i giovani Repubblicani


Le elezioni del 2016 hanno fissato un nuovo “standard di battaglia” per il Partito Repubblicano – imperniato su nazionalismo e populismo – che ricorda quello sotto il quale le legioni armate di forcone della vecchia destra avevano marciato una volta. Ora sembra a rischio di essere diluito e neutralizzato, come i movimenti populisti di destra lo sono stati anche in passato. Considerate il destino di Michelle Malkin.

Michelle Malkin, una giornalista ed autrice conservatrice, si è opposta a lungo all’establishment del Partito Repubblicano sulla base del fatto che questo sia debole e che favorisca l’immigrazione incontrollata quasi quanto il Partito Democratico. Recentemente ha preso le armi con un gruppo giovanile nazionalista – i cosiddetti “Groypers” – che è sorto per sfidare due principali organizzazioni conservatrici nei campus, la Young America’s Foundation (YAF) e Turning Point USA (TPUSA). YAF, i cui eventi sono stati assediati dai Groypers che facevano domande scomode e politicamente scorrette, aveva coinvolto la Malkin per i comizi in tutto il paese per quasi due decenni.

Esprimendo il suo sostegno a questi giovani nazionalisti, Michelle Malkin “ha attraversato il Rubicone”. YAF ha annunciato a fine novembre che avrebbe “tagliato i ponti” con lei. Si legge nella dichiarazione ufficiale:

“Non c’è spazio nel conservatorismo mainstream o in YAF per i negazionisti dell’olocausto, per i nazionalisti bianchi, per gli attaccabrighe di strada o i razzisti”

Malkin ha suggerito però che il vero problema dietro questo “divorzio” sia stata la sua difesa a Nicholas Fuentes – un irriverente 21enne YouTuber e Groyper – contro gli attacchi delle “A-lister conservatrici.

Nicholas Fuentes

Ben Shapiro“, ha detto la Malkin in uno dei suoi discorsi finali organizzati da YAF, “ha ripetutamente denigrato un intero movimento di giovani ragazzi che guardano uno YouTuber di nome Nick Fuentes, e [che] stanno cercando risposte a domande difficili su dove l’America è diretta, come perdenti che si masturbano nei loro scantinati e che condividono memes”.

Ben Shapiro non è l’unico ad avercela con i Groypers. Un altro esempio è Charlie Kirk, fondatore di TPUSA, e più grande di Fuentes di pochi anni.

Charlie Kirk ha lanciato il suo tour “Culture War” in ottobre, anche se non è chiaro cosa intenda per “cultura” o “guerra”. Qualunque altra cosa si possa dire dei Groypers, essi hanno esposto accuratamente il dirottamento in corso del conservatorismo nazionale nell’era di Donald Trump. TPUSA, per esempio, professa valoriconservatori” al pubblico, ma il suo manuale per i capitolati studenteschi mette in guardia dal parlare di aborto, matrimoni gay, ecc.” In una fermata alla Ohio State University durante il tour, un partecipante ha chiesto a Kirk: “Dato che la vostra interpretazione dei ‘valori conservatori tradizionali’ deriva dal 1965 sull’immigrazione e dal 2015 sul razzismo, vorrei sapere, quanto tempo dobbiamo aspettare fino a che gli spettacoli di drag queen per bambini siano passati come conservatorismo tradizionale americano?”

Questa è una domanda giusta, considerando che Charlie Kirk ha recentemente posato con un sorriso sornione accanto a “Lady Maga“, un uomo che si definisce “la superstar conservatrice drag queen d’America”. Kirk ha rimandato questa domanda al suo co-conduttore, Rob Smith, un orgoglioso omosessuale di recente convertito al conservatorismo, che ha proceduto a sminuire il suo interlocutore. Nel corso dell’interlocuzione, Smith ha accusato un altro partecipante di essere un “omosessuale non dichiarato” per aver posto una domanda simile e ha insistito sul fatto che chiunque avesse problemi con il suo stile di vita fosse “indietro con i tempi” e come tale, “non ha davvero alcun posto nel movimento conservatore”. Ancora un altro partecipante ha posto la domanda: come è possibile conciliare l’ideologia LGBTQ, che Kirk sostiene, con la moralità cristiana senza diluire il movimento conservatore? Kirk e Smith hanno nuovamente risposto con commenti sminuenti e prepotenti.

La posizione dichiarata di Charlie Kirk sul matrimonio omosessuale si riassume a: “Non mi interessa cosa fanno due adulti consenzienti”. Ma a Kirk interessa, e ha lodato gli sforzi degli Stati Uniti per imporre istituzioni omosessuali a paesi sovrani “con la spada”, cioè senza il loro consenso. Le “benedizioni della libertà” non vengono senza un po’ di coercizione.

Groypers

Ma la questione ancora più grande su cui i Groypers hanno premuto, e che Kirk vuole evitare, è limitare anche l’immigrazione legale.

È abbastanza facile opporsi, o sostenere di opporsi, all’immigrazione illegale. I democratici, per esempio, si oppongono interamente al concetto – così vogliono abolirlo, “depenalizzando” l’attraversamento dei confini. Kirk fa lo stesso gioco. Potrebbe altrimenti essere illegale offrire una tangente in cambio di una carta verde, ma poiché la pratica è stata formalizzata come il programma EB-5 Immigrant Investor Program, Kirk non vede alcun problema.

Notoriamente pieno di frodi, l’EB-5 è un programma di visti progettato per attrarre investimenti di capitale da parte di stranieri ed offrire loro un percorso di residenza permanente e legale. In altre parole, importa un’élite straniera, principalmente dalla Cina.

“Non ci dovrebbero essere limitazioni sui visti EB-5”, ha detto Kirk durante la sosta in Ohio di questo tour. Limitare il numero di EB-5 disponibili è “una delle cose più arretrate e stupide che potremmo fare”, ha detto il “ragazzo prodigio” del neo-conservatorismo. Kirk pensa che limitare l’immigrazione legale sia contrario a quei valoriconservatori” e “americani” che deve ancora definire o difendere. Infatti, se hai un visto accademico straniero F-1, Kirk vuole “pinzare una carta verde dietro il tuo diploma”.

L’F-1 è stato progettato come una sorta di “programma di buona volontà“. Gli studenti stranieri studiavano in America e poi tornavano al loro paese d’origine. L’F-1, tuttavia, è diventato un canale per le aziende statunitensi per importare lavoratori a spese dei cittadini americani. Non c’è praticamente modo di sapere quante persone superino illegalmente la durata dei loro visti e si trasformino in quegli “stranieri illegali” che Kirk sostiene di contrastare. Questi “ritardatari del visto” sono la più grande fonte di immigrazione illegale.

Anche se Kirk dice che non vuole “distribuire la cittadinanza”, la sua posizione significherebbe necessariamente creare un percorso verso la cittadinanza. Questo probabilmente va bene comunque perché, sostiene, questi clandestini, a differenza degli altri clandestini, abbracciano la nostra “identità culturale americana”. In un recente editoriale per American Greatness, Malkin ricorda ai lettori che l’attentato al World Trade Center del 1993, gli attacchi dell’11 settembre, il complotto per la bomba a Times Square, e l’attentato alla maratona di Boston erano tutti atti di terrorismo che coinvolgevano studenti che violavano i visti. L’affermazione di Kirk, quindi, è così al di là dei fatti che può solo equivalere a un’insalata di parole senza senso. Anche i suoi stessi seguaci hanno cominciato a prendere nota.

Il capitolo della Kansas State University di TPUSA ha visto un esodo di massa della sua leadership dopo che gli ufficiali hanno accusato l’organizzazione di Kirk di “conservatorismo da fiera“. Tra le ragioni dello scioglimento c’era l’evasione da parte di TPUSA da un autentico conservatorismo sociale, la loro posizione essenzialmente di sinistra sull’immigrazione, e la “cultura della censura“. Jaden McNeil, l’ex presidente del capitolo di KSU di TPUSA, mi ha detto che si è opposta al trattamento riservato da Kirk ai Groypers, che si stavano semplicemente “presentando, educatamente seduti, durante un discorso, e facendo solo domande”.

Cosa c’è dunque dietro questa reazione contro l’autentico nazionalismo americano?

Prima che YAF la lasciasse andare, ho parlato con Michelle Malkin di ciò che lei ha chiamato la “cultura dell’annullamento” promulgata dai “lemming che segnalano la virtù nel Conservatorismo Inc.”

Nessuno nell’establishment conservatore mainstream è seriamente interessato al nazionalismo americano come forza di ordine morale in una società gravemente destabilizzata. Invece, stanno cercando di prenderlo in ostaggio, ri-definirlo ed infine diluirlo. I veri dissidenti, come mi ha detto la Malkin, devono essere “ingiustamente calunniati e diffamati” dai sicari dellarispettabilità“. Più di ogni altra cosa, questa è la più grande minaccia allo spirito del vero patriottismo americano.

“Abbiamo incontrato il nemico“, mi ha detto Malkin, “ed è il custode della porta“. Pochi sentono il peso di quelle parole come lei ora.

Michelle Malkin

Seguici sui Social