Il pericolo per gli altri non è una buona scusa per la vaccinazione obbligatoria

L’American Institute for Economic Research (AIER) è un think tank pro libero mercato con sede a Great Barrington, Massachusetts. Fondato nel 1933, è una delle più antiche e rispettate organizzazioni apartitiche di ricerca economica del paese, dedicandosi allo sviluppo e alla promozione delle idee di libertà e di governo minimo, combinando la ricerca economica avanzata con una divulgazione accessibile ed una offerta formativa per coltivare una migliore e più ampia comprensione dei principi fondamentali che consentono la pace e la prosperità in tutto il mondo. AIER ha rilasciato una dichiarazione nell’ottobre 2020 chiamata “Dichiarazione di Great Barrington” che sostiene una strategia bastata sull’immunità di gregge e contraria alle chiusure per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19.

L’esternalità non è una buona scusa per la vaccinazione obbligatoria

di Donald J. Boudreaux per AIER.org

Non sono, e non sono mai stato, un No-Vax. Quando il mio unico figlio, Thomas, era piccolo, né sua madre né io abbiamo esitato a fargli ricevere l’intera gamma di vaccini infantili – proprio come i miei genitori non hanno esitato a farmi ricevere, negli anni ’60, l’intera gamma di vaccini allora disponibili per i bambini. E quando i vaccini Covid-19 sono diventati disponibili qualche mese fa, ho fatto le due dosi. (Moderna, nel caso ve lo stiate chiedendo).

Ma io sono, e sono sempre stato, un anti-autoritario. Ed essendo tale, mi oppongo agli sforzi del governo per imporre la vaccinazione o per punire le persone che non sono vaccinate. In questo nostro mondo reale, lo Stato non ha alcun diritto di imporre sanzioni a chiunque scelga di non iniettarsi o ingerire certe medicine. Una tale intrusione negli affari privati degli individui è immorale ed incoerente con i principi di una società libera. Ogni genitore dovrebbe avere il diritto di rifiutare la vaccinazione per i suoi figli. Ogni adulto dovrebbe avere il diritto di rifiutare la vaccinazione per se stesso. Nessuna spiegazione per tale rifiuto dovrebbe essere richiesta al di là di un semplice “No”.

Esternalità!

La replica più comune a quelli di noi che si oppongono alla punizione statale delle persone che rifiutano i vaccini è quella di sostenere che i non vaccinati mettono in pericolo la salute, e persino la vita, di terzi innocenti. Leggete, per esempio, l’editoriale del Washington Post di Leana Wen, la cui forte ossessione per la vaccinazione obbligatoria è accompagnata dalla sua debole capacità di mettere i dati nella giusta prospettiva. Nel linguaggio economico, l’accusa è “esternalità!” – o come l’economista dell’Università del Michigan Justin Wolfers ha recentemente esclamato in risposta a qualcuno che si opponeva a ciò che ha l’odore di una mossa verso la vaccinazione obbligatoria, “Perché le esternalità…”. Un individuo non vaccinato, si sostiene, diffonde ingiustamente ad altre persone agenti patogeni pericolosi ogni volta che quell’individuo si mostra in pubblico.

Ma gridare “esternalità!” non è la carta vincente che molti economisti (e non economisti) suppongono ingenuamente che sia. In un mondo in cui non tutti gli esseri umani vivono un’esistenza isolata – cioè nel nostro mondo – ognuno di noi agisce incessantemente in modi che influenzano gli estranei senza per questo giustificare le restrizioni imposte dal governo sulla grande maggioranza di queste azioni. Pertanto, la giustificazione dell’ostruzione governativa degli affari ordinari della vita richiede molto più di un’identificazione della prospettiva di qualche impatto interpersonale. (Vedi la breve risposta di David Henderson a Wolfers).

La giustificazione della vaccinazione obbligatoria richiede anche più di una fervida immaginazione. Abili bambini di seconda media possono descrivere situazioni ipotetiche in cui ogni persona ragionevole potrebbe essere d’accordo che la vaccinazione obbligatoria sia giustificata. (“Tipo, immaginate un virus così super-contagioso e letale che, con il 100% di certezza, ucciderà letteralmente ogni essere umano nel paese se anche una sola persona nel paese rimanesse non vaccinata!!!”) Per essere rilevante, l’argomento della vaccinazione obbligatoria deve essere fatto rispetto alla realtà come la conosciamo. Inoltre, in una società libera l’onere della prova ricade non sugli oppositori della vaccinazione obbligatoria, ma su coloro che affermano che l’esternalità è reale ed abbastanza grave da giustificare l’obbligatorietà della vaccinazione.

Che la scelta di rimanere non vaccinati contro il Covid crei alcuni rischi per gli estranei è indiscutibile. Tuttavia questo fatto su questa scelta non la distingue da molte altre scelte con conseguenze simili, quasi tutte le quali, di nuovo, non giustificano l’intervento del governo – un fatto che vale anche se limitiamo la nostra attenzione solo alle azioni che mettono in maggiore pericolo la salute fisica degli altri.

La scelta di guidare fino al supermercato crea rischi per la salute dei pedoni e degli altri automobilisti. La scelta di non fare il test per l’influenza e poi continuare a vivere normalmente crea rischi per la salute degli altri. La scelta di tuffarsi in una piscina pubblica crea rischi per la salute degli altri. La scelta di usare un bagno pubblico crea rischi per la salute degli altri. In ognuna di queste situazioni, i benefici di permettere agli individui di fare liberamente tali scelte sono ritenuti maggiori dei benefici che deriverebbero dall’imposizione di nuove restrizioni su tali scelte.

Che dire allora del Covid e dei vaccini?

Quindi, c’è qualcosa di speciale nel Covid-19 che giustifica l’insolito passaggio autoritario di rendere obbligatoria la vaccinazione? No.

Prima c’è questa realtà importante e rilevante che merita di essere ripetuta, data la bizzarra ma diffusa convinzione che questa realtà non sia né importante né rilevante: Il Covid riserva i suoi pericoli nella stragrande maggioranza dei casi agli anziani e ai malati – cioè ad un gruppo facilmente identificabile i cui membri possono prendere misure per proteggersi dall’esposizione al virus senza richiedere alla stragrande maggioranza dell’umanità, pochissimi dei quali sono a reale rischio di Covid, di sospendere e sconvolgere le loro vite.

In secondo luogo – e anche in parte il primo punto – il fatto che le vaccinazioni siano abbastanza efficaci nel proteggere le persone vaccinate dal contrarre ed ammalarsi di Covid dovrebbe essere sufficiente per piantare il paletto finale nel cuore dell’argomento della vaccinazione obbligatoria. Eppure i Pro-Vax sostenitori dell’obbligo hanno una replica. Credono che il loro argomento sia valido stabilendo due fatti. Il primo di questi fatti è che la vaccinazione non solo protegge gli individui vaccinati dal Covid, ma riduce anche la prospettiva che le persone vaccinate diffondano il Covid ad altri. Il secondo fatto è che non tutti sono o possono essere vaccinati. Questi due fatti sono poi riuniti in un trampolino di lancio da cui i sostenitori dell’obbligo vaccinale saltano alla conclusione che, quindi, lo Stato dovrebbe rendere obbligatoria la vaccinazione di tutti coloro che sono medicalmente idonei ad essere vaccinati.

Ma questo salto è illogico, perché ignora diverse obiezioni che possono essere fatte. E le persone che hanno l’onere della prova non sono nella posizione di ignorare le obiezioni pertinenti.

Tra le obiezioni pertinenti, ed ignorate – e, quindi, lasciate senza risposta – ci sono queste:

Di quanto la vaccinazione riduce la possibilità per una persona di trasmettere il coronavirus? Questa riduzione vale tutti i costi dell’obbligo di vaccinazione?

Quante persone hanno condizioni mediche che impediscono loro di essere vaccinate contro il Covid? E quale parte di queste persone sono in gruppi i cui membri sono a rischio particolarmente alto di ammalarsi di Covid?

Cosa significa avere una condizione medica che impedisce a qualcuno di essere vaccinato contro il Covid? Significa che queste persone, se fossero vaccinate, avrebbero il 100% di possibilità di morire a causa della vaccinazione? Sicuramente No. Ma se non è così, a quali livelli di rischio specifici la vaccinazione contro il Covid sottoporrebbe tali persone? E questi rischi sono abbastanza alti da essere parte di un caso credibile per la vaccinazione obbligatoria? Qual è il costo per il gruppo “incapace di essere vaccinato” di proteggersi comunque e altrimenti dal Covid rispetto al costo dell’obbligo di vaccinare tutti gli altri?

L’esistenza stessa di un gruppo di persone per le quali i vaccini Covid sono troppo rischiosi da prendere implica che i vaccini Covid non sono senza rischi per nessuno. (Anche a parte il rischio casuale “naturale” intrinseco, anche se sufficientemente piccolo, posto da qualsiasi trattamento medico, ognuno di noi ha qualche possibilità positiva di essere inconsapevolmente affetto da una o più delle condizioni che sono riconosciute per rendere la vaccinazione Covid troppo rischiosa). Perché, allora, tutti – tranne gli individui nel gruppo formalmente esente – dovrebbero essere obbligati ad essere vaccinati e, quindi, essere sottoposti a qualche rischio positivo di essere fisicamente danneggiati dal vaccino?

Se, come i sostenitori dell’obbligo implicano, ogni azione che pone un rischio per la salute degli estranei è un’azione che il governo dovrebbe trattare come una “esternalità” e prevenire con la forza, perché il governo non dovrebbe trattare tutte le espressioni di argomenti a sostegno della vaccinazione obbligatoria come esternalità da vietare con la forza? Poiché la vaccinazione stessa non è priva di rischi, obbligare le persone a essere vaccinate significa sottoporre forzatamente alcune persone ad un rischio che preferirebbero evitare. Inoltre, sostenere pubblicamente la vaccinazione obbligatoria aumenta il rischio che una politica della vaccinazione obbligatoria venga implementata – il che significa che sostenere pubblicamente la vaccinazione obbligatoria (secondo la logica degli stessi sostenitori dell’obbligo vaccinale) espone altri innocenti ad un rischio che il governo ha il dovere di prevenire.

Conclusione

Naturalmente, mi opporrei agli sforzi per zittire il discorso dei sostenitori dell’obbligo vaccinale con la stessa energia e sincerità che alimentano la mia opposizione agli sforzi degli stessi sostenitori del vaccino obbligatorio di imporre all’umanità la loro misura autoritaria. Ma il fatto che la logica dei sostenitori dell’obbligo possa essere facilmente usata per creare un caso per spogliarli con la forza della loro libertà di sostenere pacificamente la vaccinazione obbligatoria rivela quanto sia fragile l’argomento della vaccinazione obbligatoria.

Questo argomento, per ripetere, non può essere risolto in astratto con la semplice intonazione della parola “esternalità”. Le obiezioni di cui sopra (e forse alcune altre) sui fatti devono avere una risposta. E l’onere, in una società liberale e aperta, di rispondere a queste domande in modi che rendono l’argomento a favore di qualsiasi obbligo imposto del governo, ricade sui sostenitori dell’obbligo stesso, non sui difensori della libertà.

AIER.org