Rudy Giuliani ed un pittore italiano del 16° secolo conoscono il segreto per salvare le nostre città

Rudy Giuliani e un pittore italiano del 16° secolo conoscono il segreto per salvare le città americane

Al culmine del movimento hippie a San Francisco, accadde una cosa strana. I medici non riuscivano a capire una nuova serie di problemi medici che cominciavano a riscontrare. Alla fine impararono che i “nuovi” problemi erano in realtà vecchie infezioni batteriche dimenticate da tempo come “il prurito” e “il marciume”.

Si scoprì che gli hippies avevano rifiutato l’igiene e la medicina moderna per motivi ideologici. Volevano vivere liberi dalle “catene” della civiltà occidentale e si erano “liberati” dai nostri maggiori progressi. Ma quando malattie da tempo dimenticate si insinuarono di nuovo nella società, gli hippies furono costretti a confrontarsi con le stesse grottesche realtà che avevano spinto i nostri antenati a sviluppare le pratiche igieniche di base secoli fa. Tom Wolfe ha chiamato questo fenomeno il “grande riapprendimento“.

Questo termine potrebbe suonare familiare a chiunque viva oggi in una città dove si sta assistendo ad un grande disimparare su un’altra malattia della società che i leader precedenti avevano fatto grandi passi avanti nel frenare: il crimine.

Grazie ai riformatori degli anni ’80 e ’90, e ai loro anni di strategie, esperimenti e prove, i tassi di criminalità erano stati drasticamente ridotti e gli americani si sentivano ancora una volta sicuri per le strade delle loro più grandi città. La polizia di prossimità, la certezza della pena, lo stop-and-frisk e la c.d. “Teoria delle finestre rotte” sono diventati termini familiari. E le aree precedentemente insicure, specialmente i quartieri a maggioranza afroamericana, ne furono i maggiori beneficiari.

La città di New York sotto Rudy Giuliani è stata un esempio lampante del successo della politica pro-attiva sul crimine. I numeri stupiscono ancora. Nel 1993, l’anno prima che Giuliani diventasse sindaco, New York ha visto più di 1.900 omicidi e 85.000 rapine. Nel 2001, il suo ultimo anno in carica, New York registrava meno di 650 omicidi e 28.000 rapine.

Ora, in nome della “giustizia sociale“, i progressisti stanno mettendo da parte queste riforme in tutta l’America.

Dicono che la polizia di prossimità “acuisce la criminalizzazione ed espande il potere della polizia”. La certezza della pena contribuisce all'”incarcerazione di massa”. Lo stop-and-frisk è “discriminatorio”. E infine la c.d. “Teoria delle finestre rotte” “ha contribuito alla formazione di una polizia violenta e razzista che domina oggi il nostro sistema di giustizia penale”.

Nel frattempo, il tasso di omicidi aumenta e i negozianti in luoghi come San Francisco sono lasciati impotenti di fronte ai taccheggiatori.

L’attuale sindaco di New York Bill de Blasio ha incolpato la riforma della cauzione del suo stato. Ha anche incolpato il virus COVID-19. Ha anche bizzarramente affermato che “una delle cose che ci sta trattenendo” è che New York City non “ha un sistema giudiziario funzionante”, attirandosi un forte rimprovero pubblico dal suo stesso sistema giudiziario, che è stato ostacolato da nuove leggi che gli impediscono di fare il suo lavoro.

Quando Rudy Giuliani era sindaco, aveva un atteggiamento opposto, anche nei dettagli della decorazione del suo ufficio. Un cartello sulla sua scrivania recitava “Sono responsabile“.

Aveva anche appese due stampe di affreschi dipinti da Ambrogio Lorenzetti che sono stati appesi nel Palazzo Pubblico di Siena, in Italia, per quasi settecento anni. I due dipinti, intitolati “Effetti del buon governo sulla vita della città” ed “Effetti del cattivo governo sulla vita della città”, sono tra i capolavori dell’arte medievale.

Allegoria del Cattivo Governo, 1338-1339, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena

Effetti del Cattivo Governo“, con la sua oscura rappresentazione del caos, della morte e dello stesso Satana, ha ricordato a Giuliani e ai visitatori quanto possa essere brutta la vita in città quando i suoi leader si arrendono davanti ai peggiori impulsi della natura umana.

Effetti del Buon Governo” è una scena di tranquillità e di ordine. Il testo in basso invita lo spettatore a “volgere gli occhi a guardare” la Dea Giustizia, che “custodisce e difende coloro che la onorano“.

Allegoria del Buon Governo, 1338-1339, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena
Effetti del Buon Governo in città, 1338-1340, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena

Lorenzetti non ci ha chiesto di vedere l’indispensabilità della ricchezza o anche della libertà. Ci ha chiesto di volgere gli occhi alla potenza della giustizia.

Giuliani, dopo una carriera nelle forze dell’ordine passata a smantellare boss mafiosi e trafficanti di droga, l’aveva capito.

Ma i leader progressisti oggi feticizzano invece la “giustizia sociale“, pensando che quella parola in più aggiunga innocuamente un’oncia di compassione equilibrata.

Lorenzetti avrebbe capito tutto questo. Negli “Effetti del Cattivo Governo“, Lorenzetti umanizzava la Divisione come una figura che lavorava per aiutare un tiranno a catturare la bilancia della giustizia, un po’ come gli attivisti di sinistra di oggi, che usano la politica dell’identità per erodere lo stato di diritto approfondendo le divisioni nella nostra società.

Allegoria del Cattivo Governo, 1338-1339, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena

Alcuni problemi, tra cui il crimine e la pestilenza, possono essere battuti e sottomessi, ma mai completamente debellati.

Come vittima della peste bubbonica, Lorenzetti probabilmente non avrebbe capito gli hippy di San Francisco che rifiutavano spazzolini da denti e penicillina. Ma lui – e Giuliani – comprendeva due verità:

Primo, la giustizia è una soluzione senza termine al crimine. Secondo, “giustizia“, come singola parola, richiede già un equilibrio. I diritti individuali devono pesare sul piatto della bilancia della giustizia esattamente come la necessità di una società ordinata.

Ma lagiustizia sociale“, d’altra parte, rovescia l’ago della bilancia. Per definizione, sottrae molto più di quanto apporti, abbandonando l’ordine duramente conquistato e la giustizia legale in favore di nozioni sempre mutevoli come quelle di “resa dei conti razziale” o di una “polizia reinventata”. Gli effetti di queste ideologie disastrose sono evidenti nelle strade della New York del democratico Bill de Blasio.

Non è chiaro quanto tempo passerà e quanti altri soffriranno prima che questo “disimpararediventi un nuovoreimparare“.

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