Sondaggio Rasmussen: il problema del Partito Repubblicano sono i “Never-Trumper”

Se le elezioni si tenessero oggi, il 43% degli elettori registrati voterebbe per il candidato democratico del proprio distretto congressuale, mentre il 39% voterebbe per il candidato repubblicano. Un sondaggio nazionale di Scott Rasmussen ha rilevato che il 5% voterebbe per qualche altro candidato, mentre il 14% non è sicuro.

I Democratici conducono con un ampio margine, 50% a 33%, tra gli elettori che sono online “quasi costantemente”. I Repubblicani hanno un margine più ristretto, 42% a 39% tra il resto degli elettori. Questo è coerente con il fatto che il 42% di coloro che sono online costantemente si identifichino come Democratici. Solo il 27% si allinea con il GOP.

Tra tutti i Democratici, il 91% dice che voterebbe per il candidato del suo partito. Solo l’85% dei Repubblicani dice lo stesso. Gli elettori indipendenti sono equamente ripartiti, con il 35% indeciso. Il 12% degli elettori indipendenti dice che preferirebbe una terza opzione.

La relativa debolezza nella lealtà verso il partito repubblicano può essere ricondotta alla piccola ala del partito che preferisce le posizioni politiche repubblicane tradizionali. Tra questi Repubblicani della vecchia scuola, solo il 55% ha intenzione di votare per il candidato del GOP. Il 17% di questi elettori dice che voterà per il candidato democratico, il 9% non è sicuro, e il 19% è indeciso.

Tra coloro che preferiscono un candidato che promuove politiche simili a quelle di Donald Trump, il 90% prevede di votare per il candidato repubblicano. Essi rimangono l’ala dominante del partito.

Questi dati riflettono una frattura di lunga data nel GOP. Nelle primarie presidenziali repubblicane del 2012, i Repubblicani del Tea Party erano impegnati a votare per chiunque avesse vinto la nomina del partito. Mentre i Repubblicani “tradizionali” a quel tempo erano molto più propensi ad abbandonare il partito se il loro candidato preferito non avesse vinto la nomination.

Guardando al 2022, questa dinamica può produrre diversi esiti. Se i Repubblicani tradizionali non riescono a sostenere i candidati al Congresso del loro stesso partito, questa divisione potrebbe limitare significativamente le vittorie repubblicane alle elezioni di midterm. D’altra parte, è abbastanza possibile che le politiche dell’amministrazione Biden spingano molti di questi repubblicani tradizionali a sostenere i candidati del GOP. Dopo il primo mese in carica di Joe Biden, c’è stato un aumento significativo del numero di persone che credono che il paese diventerà ancora più polarizzato.

Metodologia

Il sondaggio su 1.200 elettori registrati è stato condotto da Scott Rasmussen utilizzando un approccio misto dal 15 al 17 aprile 2021. Il lavoro sul campo per il sondaggio è stato condotto da RMG Research, Inc. La maggior parte degli intervistati sono stati contattati online o via messaggio, mentre 261 sono stati contattati utilizzando le tecniche di sondaggio telefonico automatizzato. Gli intervistati online sono stati selezionati da una lista di elettori registrati e attraverso un processo di coinvolgimento digitale casuale. Sono state applicate alcune quote e il campione è stato leggermente ponderato in base alla geografia, al sesso, all’età, alla razza, all’istruzione, all’uso di Internet e al partito politico per riflettere ragionevolmente la popolazione nazionale di elettori registrati. Altre variabili sono state riviste per assicurare che il campione finale sia rappresentativo di quella popolazione.

ScottRasmussen.com

Conclusioni

Da questo sondaggio è quindi possibile capire due cose:

La prima è che non è certamente Donald Trump e i suoi fedelissimi che stanno danneggiando il Partito Repubblicano.

La seconda è che è ormai un imperativo categorico togliersi o smettere di utilizzare i social network, strumento di propaganda di gruppi liberal che non hanno nulla di meglio da fare durante il giorno, visti i dati sulla presenza online degli elettori.