Il teatrino del diritto di voto di Joe Biden

Byron York’s Daily Memo – Il teatrino del diritto di voto di Joe Biden

Ci sono un sacco di performance in corso nei circoli democratici sulla questione del diritto di voto. I Democratici del Texas sono fuggiti dal loro stato per fermare una legge sul voto scritta dai Repubblicani di maggioranza che tutti sanno che alla fine passerà.

Allo stesso tempo, i leader democratici nazionali, dal presidente Joe Biden in giù, stanno impiegando una retorica estrema a sostegno di una legge sul voto, il For the People Act, che tutti sanno non passerà alla fine.

Il For the People Act, conosciuto come S.1 al Senato, è ampiamente considerata una legge “propagandistica“. È una lista dei desideri di misure che fanno piacere all’ala liberal del partito e inviano un messaggio di forte aspirazione, ma non ha alcuna possibilità di diventare effettivamente legge.

Così, la S.1 contiene misure per la federalizzazione delle elezioni, il finanziamento pubblico delle campagne, il voto per corrispondenza a livello nazionale, il divieto dei requisiti di identificazione degli elettori, il permesso di raccogliere le schede elettorali, ed altro.

La Camera ha già approvato la sua versione della legge, l’H.R. 1, con un voto per partito preso. Questo non accadrà al Senato, dove la S.1 non ha nemmeno il sostegno di tutti e i 50 senatori Democratici.

Piuttosto, la speranza tra i leader del Partito Democratico è che, all’indomani del fallimento della legge, misure meno estreme possano passare. A questo proposito, un recente articolo sulla proposta S.1 di Nate Cohn del New York Times è intitolato: “Una legge destinata a fallire può ora generare opzioni più plausibili”.

Ma il presidente Joe Biden si comporta ancora come se potesse accendere una fiamma per supportare l’S.1. Deve in gran parte mostrare ai gruppi di elettori democratici che sta combattendo per la legge, anche se lui e tutti gli altri sanno che non passerà. Più retorica estrema usa Biden, più quei gruppi di elettori saranno soddisfatti che lui stia davvero lottando per loro – o almeno che ne stia facendo un bello spettacolo.

Così martedì, Biden si è recato al National Constitution Center di Filadelfia per tenere un discorso sulla “protezione del sacro, costituzionale diritto di voto“. Ha detto a un pubblico di attivisti democratici che alcune proposte di legge repubblicane sul voto in tutto il paese sono “un tentativo di sopprimere e sovvertire il diritto di votare in elezioni giuste e libere, un assalto alla democrazia, un assalto alla libertà, un assalto a chi siamo – chi siamo come americani”.

Niente di tutto ciò è vero. Ma il fatto che non fosse vero sembrava far argomentare Biden con ancora più forza.

“Ho prestato un giuramento a voi, a Dio, di preservare, proteggere e difendere la Costituzione”, ha detto. “E questo è un giuramento che forma una sacra fiducia per difendere l’America contro tutte le minacce sia straniere che interne. L’attacco alle elezioni libere ed eque è proprio una di queste minacce – letteralmente. L’ho detto prima: Stiamo affrontando la prova più significativa della nostra democrazia dai tempi della Guerra Civile. Non è un’iperbole. Dalla Guerra Civile“.

Ogni volta che Joe Biden dice che non sta usando iperboli, questo è un buon segno che sta proprio usando delle iperboli. Inoltre, quando dice che qualcosa è “letteralmente” vero, questo è spesso un indizio che sta parlando in modo figurato.

Ha continuato. Biden ha chiamato le leggi elettorali statali, compresa la legge “viziosa” della Georgia, “la cosa più antiamericana che chiunque di noi possa immaginare, la più antidemocratica, la più antipatriottica”.

Le ha chiamate “il Jim Crow del 21° secolo“. Le ha chiamate “la più pericolosa minaccia al voto e all’integrità delle elezioni libere ed eque nella nostra storia”.

Ciò che ha colpito del discorso di Biden, e che dà credito all’idea che fosse solo un teatrino, è stata l’enorme disconnessione, la sproporzione, tra la stridenza della sua retorica e la realtà della situazione negli stati.

I cambiamenti proposti nei disegni di legge sul voto sono, per usare l’esempio del Texas, dell’ordine di eliminare il voto 24 ore su 24, che è stato istituito l’anno scorso come misura pandemica in una contea: Harris, sede di Houston.

Eliminare il voto di 24 ore – che era una misura di emergenza, senza precedenti, e che valeva per la sola contea di Harris – non è il Jim Crow del 21° secolo. Non è un assalto alla democrazia. Non è la prova più seria della nostra democrazia dai tempi della Guerra Civile. È una misura limitata e di buon senso per armonizzare il voto post-pandemia in tutto lo stato del Texas.

Il punto più forte nel discorso di Biden è venuto quando ha descritto la rivolta del Campidoglio del 6 gennaio come prova dell’esistenza di una minaccia alla democrazia. Questo è discutibile, almeno per quanto riguarda molti partecipanti, ma è stato certamente un evento preoccupante.

Ma qui c’è una cosa strana, sia per la legge For the People che per la legge, sempre avanzata dei democratici, collegata, il John Lewis Voting Rights Act: Nessuna delle due affronta le questioni sollevate dalla rivolta del Campidoglio.

Cioè, nessuna delle due renderebbe più difficile per i membri del Congresso contestare un’elezione presidenziale in occasione della certificazione dei voti del Collegio Elettorale.

Per fare ciò sarebbe necessario modificare l’Electoral Count Act del 1887, che stabilisce le procedure per certificare il conteggio. Ma i Democratici, che dicono di voler lottare per elezioni libere ed eque, stanno dedicando le loro energie a sostenere cose come la legalizzazione della raccolta dei voti – e non a modificare i difetti reali o percepiti nell’Electoral Count Act. Questa è solo una ragione in più per chiamare ciò che sta accadendo un teatrino del diritto di voto.

Nel frattempo, il presidente e i Democratici al Congresso stanno esprimendo il loro sostegno ai Democratici del Texas, che si stanno facendo un giretto a Washington, D.C., giurando di “ammazzare” la legge del Texas – cosa che, essendo la minoranza nella legislatura del Texas, non possono fare. È anche tutto ciò è un teatrino.

Ma l’intera scena era troppo per il leader della minoranza repubblicana del Senato, Mitch McConnell. I discorsi del presidente su Jim Crow e la Guerra Civile sono “sciocchezze“, ha detto McConnell in un discorso di mercoledì.

“Sarebbe divertente se non fosse così irresponsabile“.

Lo stesso vale, ha detto McConnell, per i Democratici del Texas.

“Vengono qui a Washington solo per scattarsi i selfie, crogiolarsi sotto i riflettori, e supplicare i Democratici del Senato di prendere il controllo delle elezioni in Texas”, ha aggiunto. “Ancora una volta, l’indignazione è completamente falsa“.

McConnell ha ragione, naturalmente. Ma nel teatrino del diritto di voto, l’indignazione non deve essere per forza genuina. Il messaggio, diretto alla base liberal del Partito Democratico e ai media, è di tenere un costante stato di agitazione. E in questo, sia Biden che i Democratici del Texas stanno avendo successo.

WashingtonExaminer.com

Byron York è il corrispondente politico capo del Washington Examiner e un collaboratore di Fox News. Ha seguito le amministrazioni Bush, Obama, Trump e ora Biden, così come il Congresso e ogni campagna presidenziale sin dal 2000. È l’autore di “The Vast Left Wing Conspiracy”, un resoconto dell’attivismo liberal nelle elezioni del 2004. Già corrispondente dalla Casa Bianca per il National Review, i suoi scritti sono stati pubblicati sul Wall Street Journal, Washington Post, Atlantic Monthly, Foreign Affairs e New Republic. Laureato all’Università dell’Alabama e all’Università di Chicago, vive a Washington, D.C.

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