Una Corte Suprema cautamente conservatrice

Articolo tratto e tradotto da un commento di David B. Rivkin Jr. e Andrew M. Grossman del Wall Street Journal e adattato alla comprensione di un pubblico italiano.

Le linee ideologiche risultano essere più fluide di quanto i critici avessero immaginato quando Amy Coney Barrett fu nominata.

“Ogni volta che un nuovo giudice arriva alla Corte Suprema”, diceva il giudice Byron White, “è un tribunale diverso”. Gli attivisti si aspettavano che questo fosse particolarmente vero quando la giudice Amy Coney Barrett approdò alla Corte Suprema l’anno scorso. Il gruppo di pressione di sinistra “Demand Justice ha denunciato la candidata a succedere alla giudice Ruth Bader Ginsburg come “una giudice attivista di estrema destra la cui conferma minaccerebbe di sconvolgere la vita di milioni di americani” e avevano predetto che il suo voto avrebbe condannato l’ObamaCare.

Ma la realtà raramente è così semplicistica. L’ObamaCare è sopravvissuto a California vs. Texas con una maggioranza di 7 a 2, compreso il voto di Amy Coney Barrett. Dei 65 casi che la Corte ha esaminato in questa sessione, ne ha decisi solo nove con un 6 a 3, seguendo quindi le linee ideologiche convenzionali tra giudici conservatori e progressisti, laddove solo tre di questi casi potrebbero essere descritti correttamente come “coinvolgenti delle controversie politicamente scottanti“. Uno era Cedar Point Nursery vs. Hassid, che ha ritenuto un regolamento del lavoro della California che richiedeva ai datori di lavoro agricoli di ammettere le organizzazioni dei lavoratori sulle loro proprietà costituisse “una appropriazione” per cui i datori di lavoro avevano diritto ad un giusto risarcimento. Gli altri sono stati decisi verso la fine della sessione: Brnovich vs. Democratic National Committee sulla regolamentazione delle elezioni e Americans for Prosperity Foundation vs. Bonta sulla disclosure dei donatori della non profit.

Eppure è vero che la Corte è entrata in una “nuova fase“, caratterizzata da modeste vittorie conservatrici, allineamenti imprevedibili nel voto dei giudici e sorprendenti sentenze votate all’unanimità. Le forze trainanti di questa nuova fase sono le differenze dottrinali tra i sei giudici conservatori della corte, la preferenza del presidente John Roberts per un approccio progressivo (o dei “piccoli passi”) piuttosto che radicale, e l’abbraccio, attraverso le linee ideologiche, del principio secondo cui i giudici dovrebbero seguire il tenore letterale della legge. Come disse la giudice Elena Kagan nel 2015, “Siamo tutti originalisti ora”.

Lo stesso giorno in cui la Corte si è pronunciata a favore di ObamaCare, ha dichiarato all’unanimità che la città di Philadelphia aveva violato il Primo Emendamento decretando che un’agenzia cattolica di affidamento dei bambini non potesse operare in città a meno che non avesse accreditato anche le coppie gay. La questione più profonda era il destino di una sentenza precedete, Employment Division vs. Smith (1990), una decisione storica che afferma che le leggi generalmente applicabili che gravano sulla pratica religiosa non violano il libero esercizio di un’attività, non importa se l’onere possa essere grande e l’interesse del governo lieve. 

In Fulton vs. Philadelphia, dunque, i giudici conservatori Clarence Thomas, Samuel Alito e Neil Gorsuch hanno votato per rovesciare il precedente della sentenza Smith. Anche l’opinione del presidente John Roberts per gli altri sei giudici non è caduta troppo lontano, ma ha preferito modificare la dottrina (piuttosto che rovesciare il precedente) sostenendo che la condotta religiosa non debba essere trattata peggio dell’equivalente condotta laica. Ciò significa che una legge non è “generalmente applicabile” attraverso il precedente della sentenza Smith se permette anche delle eccezioni che potrebbe fare un non religioso.

La sentenza Fulton è una vittoria soprattutto per la dottrina dei “piccoli passi” del giudice capo Roberts, che ha le sue virtù, tra cui quella di rendere le sentenze della corte più facili da accettare per la parte perdente. Non è un problema da poco che la Vorte sia stata in grado di pronunciarsi all’unanimità per la libertà religiosa in un caso che ci si aspettava fosse controverso. Allo stesso tempo, la sentenza Fulton rende il precedente della sentenza Smith più facile da rovesciare, indebolendo la sua logica e la fiducia nella sua vasta portata. Infatti, i giudici Amy Coney Barrett e Brett Kavanaugh hanno suggerito di essere aperti a questa possibilità in futuro.

La sentenza Fulton non è stata l’unica sorprendente dimostrazione di unanimità. In Caniglia vs. Strom tutti e nove i giudici hanno respinto un’eccezione di “difesa degli interessi della comunità” ai requisiti del mandato di polizia previsti dal Quarto Emendamento (che difende i cittadini da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli, n.d.r.) per le perquisizioni domiciliari – un caso che avrebbe potuto dividersi sulle preoccupazioni per la violenza delle armi o le necessità delle forze dell’ordine. Due volte la corte ha annullato all’unanimità le decisioni sull’immigrazione della Nona Corte d’Appello degli Stati Uniti a favore degli stranieri; una di queste decisioni è stata scritta dalla giudice progressista Sonia Sotomayor.

Altre decisioni all’unanimità hanno respinto l’espansione delle recenti riduzioni di pena per i colpevoli di crimini sotto l’effetto di crack e cocaina, hanno autorizzato le richieste di risarcimenti in denaro contro i funzionari statali che hanno violato il Religious Freedom Restoration Act, hanno limitato le cause per violazione dei diritti umani basate sulle diversità culturali degli stranieri, hanno riconosciuto la protezione del Primo Emendamento per un comizio al di fuori dalla scuola pubblica di uno studente, e hanno rifiutato di stringere i limiti giurisdizionali per le cause contro le grandi aziende. (Alla faccia delle affermazioni che la Corte Roberts sia in balia delle grandi imprese).

Dietro a gran parte di questi accordi c’è la convergenza della corte sull’originalismo, il metodo di interpretazione che il giudice conservatore Antonin Scalia sosteneva come correttivo rispetto alla politica del diritto. I due casi unanimi sull’immigrazione, così come quello sulla condanne per droghe, hanno elevato il senso chiaro del testo di legge al di sopra degli argomenti politici. Probabilmente anche i giudici liberal, in minoranza, hanno capito che solo il ragionamento testuale può raggiungere la maggioranza nella Corte di oggi.

C’è un’asimmetria però in tutto questo. La flessibilità metodologica dei giudici liberal permette loro di votare strategicamente con i colleghi conservatori che favoriscono il risultato a loro più congeniale. I giudici conservatori tendono ad essere esigenti su questioni di testo e di dottrina, il che può dividere i loro voti anche quando sono d’accordo su questioni centrali o sull’approccio. Tuttavia i conservatori possono rincuorarsi delle azioni della Corte in questo periodo e guardare con ottimismo al prossimo futuro. I giudici hanno accettato di ascoltare casi nel mandato 2021-22 che daranno loro l’opportunità di ridimensionare i precedenti sull’aborto e di espandere i diritti delle armi.

L’area più chiara di riforma in positivo già in questa legislatura riguarda i tentativi del Congresso di proteggere le agenzie del ramo esecutivo dal controllo presidenziale e dalla responsabilità democratica. Nel caso U.S. vs. Arthrex, la Corte ha trovato una violazione costituzionale in uno schema che autorizzava i giudici dei brevetti a rendere le decisioni esenti da revisione da parte del capo del Patent and Trademark Office, un ufficiale soggetto alla supervisione presidenziale. In Collins vs. Yellen, ha ritenuto incostituzionale una restrizione alla rimozione presidenziale del capo della Federal Housing Finance Agency

La Corte ha invalidato solo le restrizioni più offensive. Ma questo rimedio limitato supera l’obiezione principale – “gravi perturbazioni” – al ripristino del controllo presidenziale, annullando l’intera linea di casi che autorizzano il “quarto ramo” del governo senza testa. Questo è stato un obiettivo centrale del movimento legale conservatore fin dagli anni ’70.

Per essere sicuri, la dottrina dei “piccoli passi” può spingersi anche oltre. Alcune delle opinioni del presidente della Suprema Corte John Roberts, tra cui la sentenza Arthrex, sono così accuratamente prudenti che le regole che dispongono rappresentano poco più del fatto che una parte abbia prevalso e che l’altra abbia perso. Una lamentela simile può essere rivolta all’opinione 8 a 1 del giudice Stephen Breyer nel caso del discorso degli studenti Mahanoy Area School District vs. B.L., che fornisce poche indicazioni per i tribunali inferiori o gli amministratori scolastici. Allo stesso modo, l’opinione del giudice Breyer nel caso ObamaCare ha rifiutato di pronunciarsi sul merito, ritenendo invece che le contestazioni mancassero di legittimazione, ma senza affrontare la questione. 

Tutte queste opinioni sono state assegnate dal presidente della Corte John Roberts e riassunte per intero dai suoi colleghi più giovani, i giudici Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett. Essi sono giustamente preoccupati per l’eccessiva prudenza ma sembrano risolti in ogni caso a decidere non più di quanto sia necessario decidere. La moderazione giudiziaria è essenziale e ammirevole, ma la chiarezza sulla legge è necessaria perché lo stato di diritto funzioni. Man mano che i nuovi giudici acquisteranno fiducia, la Corte dovrebbe trovare un equilibrio più veritiero.

David B. Rivkin Jr. ha servito al Dipartimento di Giustizia e all’Ufficio Legale della Casa Bianca nelle amministrazioni Reagan e George H.W. Bush. Andrew M. Grossman è uno studioso del Cato Institute. Entrambi praticano l’attività nelle corti d’appello e nel diritto costituzionale a Washington D.C.

Consulta maggiori informazioni sulla Corte Suprema. Leggi il nostro Approfondimento

EGUALE GIUSTIZIA SOTTO LA LEGGE” – Queste parole, scritte sopra l’ingresso principale dell’edificio della Corte Suprema, esprimono la responsabilità ultima della Corte Suprema degli Stati Uniti. La Corte è il più alto tribunale della nazione per tutti i casi e le controversie derivanti dalla Costituzione o dalle leggi degli Stati Uniti. Come arbitro ultimo della legge, la Corte è incaricata di assicurare al popolo americano la promessa di una giustizia uguale per tutti secondo la legge e, quindi, funziona anche come custode ed interprete della Costituzione.