“Finché politica non vi separi”: voto e polarizzazione nei matrimoni tra coniugi del partito opposto negli Stati Uniti

Le divisioni politiche si riflettono anche nella vita quotidiana. Voter Study Group sviscera tutti i dettagli per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Già durante il tumultuoso ciclo elettorale del 2016 molti osservatori della politica americana avevano notato la notevole quantità di ostilità e rabbia tra i Repubblicani e i Democratici quando pensavano ai sostenitori dell’altro partito. Gli scienziati politici avevano sostenuto che la natura molto personale della divisione politica di oggi lasciasse poco spazio per riconciliare le differenze attraverso le linee ideologiche di partito. L’America è divisa anche oggi e lo sta diventando sempre di più nel tempo.

Quanto influisce questo panorama politico sulle nostre relazioni a lungo termine con gli amici, nelle nostre famiglie e persino con i propri partner? I sostenitori dei due diversi partiti sostengono di avere pochissimi amici nel partito opposto. Durante la festa del Ringraziamento che ha seguito le elezioni del 2016, in tutti gli Stati Uniti le riunioni e i ritrovi sono state raccontate come più brevi, in particolare tra le famiglie con opinioni politiche miste.

Il Cato Institute 2017 Free Speech and Tolerance Survey ha rilevato che il 61% degli elettori della Clinton ha detto che era difficile essere amici degli elettori di Trump, mentre il 34% degli elettori di Trump ha detto a sua volta che era difficile essere amici degli elettori della Clinton.

Il Pew Research Center ha anche scoperto che il 47% dei Repubblicani non prenderebbe in considerazione di uscire con un elettore della Clinton, mentre la maggioranza dei Democratici (71%) non prenderebbe a sua volta in considerazione di uscire con un elettore di Trump.Quanto l’antipatia di parte influenza la volontà di andare oltre, anche di sposare qualcuno dell’altro partito?

Nuovi dati del Democracy Fund Voter Study Group forniscono informazioni sui matrimoni tra persone del partito opposto, cioè le situazioni in cui si sposano due individui che si identificano con partiti diversi. Il sondaggio VOTER (Views of the Electorate Research Survey) è caratteristico perché attinge ad un monitoraggio di lunga data di persone intervistate periodicamente sin dal dicembre 2011. Il sondaggio VOTER di dicembre 2019 è stato condotto dal 22 novembre 2019 al 23 dicembre 2019. Sia nel 2011 che nel 2019 agli intervistati sposati è stata chiesta l’affiliazione al partito del loro coniuge. Grazie alla natura di questo sondaggio, possiamo capire gli aspetti chiave dei matrimoni tra persone del partito opposto oggi e tracciare i cambiamenti che si accompagnamento nel comportamento tra gli individui nel tempo.

I matrimoni con una persona del partito opposto sono poco frequenti.

Le ricerche precedenti evidenziavano che il 9-10% di tutti i matrimoni erano tra Democratici e Repubblicani. Tuttavia, queste cifre si basano sui registri degli elettori e sulle stime di appartenenza ai partiti degli sposati. I dati di oggi ci dicono che solo il 6% degli intervistati dice che il loro coniuge si identifica con il partito opposto.

La maggior parte delle persone sposate hanno coniugi che condividono la loro affiliazione politica: Il 72% dei Repubblicani, il 75% dei Democratici e il 78% degli Indipendenti che sono sposati hanno un coniuge che vota per lo stesso partito o ha una affiliazione politica simile.

Al fine di comprendere i matrimoni tra persone del partito opposto ed il comportamento politico associato agli individui in queste relazioni, definiamo tre tipi di matrimoni: “partito opposto“, “stesso partito” e “sposato con un indipendente“. I matrimoni di partito opposto sono tra un Democratico e un Repubblicano. I matrimoni dello stesso partito sono tra due Democratici o due Repubblicani. Il terzo tipo di matrimonio di parte include circostanze in cui almeno una persona è un elettore Indipendente, compresi i matrimoni tra un Democratico e un Indipendente, un Repubblicano e un Indipendente, o infine tra due Indipendenti.

Tra le varie caratteristiche demografiche, ci sono poche differenze tra gli individui nei matrimoni con partner opposti e gli altri tipi di matrimonio. I gruppi razziali ed etnici hanno la stessa probabilità di contrarre un matrimonio con qualcuno del partito opposto: Il tasso di matrimonio con un partner del partito opposto è del 5% tra le coppie di bianchi, del 4% tra le coppie di afroamericani, del 6% tra le coppie di ispanici e del 6% tra le coppie di asiatici.

Ci sono state anche poche differenze tra gli americani politicamente attenti e quelli politicamente distratti. Circa l’84% degli individui in matrimoni con il coniuge del partito opposto riferiscono di seguire la politica almeno “un po’” o “la maggior parte del tempo” rispetto all’87% delle altre persone sposate.

Si vedono anche poche differenze nei tassi di matrimonio tra persone del partito opposto rispetto ai gruppi di età, dove tra il 5% e l’8% per ogni gruppo di età sono sposati con partner del partito opposto. Ci si aspettava di rilevare che i più giovani sarebbero stati meno propensi a sposare qualcuno con una visione politica opposta a causa della polarizzazione politica in un periodo di forti differenze valoriali tra i partiti; tuttavia, queste differenze sembrano non essere sostanziali.

Una ragione per cui non si vedono grandi differenze tra le fasce d’età potrebbe essere che i giovani tra i 18 e i 29 anni hanno anche meno probabilità di sposarsi (solo il 25% sono sposati) rispetto ai più anziani (il 59% sposati tra quelli con più di 30 anni). Inoltre, i più giovani sono anche più propensi a identificarsi come elettori Indipendenti e ad affiliarsi ad un partito politico solo in età avanzata – Infatti, il 20% degli intervistati sotto i 30 anni, rispetto a solo il 14% degli intervistati di 30 anni o più, si identificano come elettori Indipendenti.

Gli individui nei matrimoni con il coniuge del partito opposto si posizionano lungo le linee partitiche ed ideologiche più o meno nello stesso modo in cui lo fanno gli altri, nel senso che si identificano con la combinazione più comune che troviamo nelle posizioni partitiche ed ideologiche: I Democratici si identificano come “liberal e i Repubblicani come “conservatori“.

Di interesse, almeno in vista delle prossime elezioni presidenziali, è che il 6% di tutti i matrimoni negli “Stati indecisi” del 2020 sono tra matrimoni tra partner del partito opposto, rispetto al 5% negli altri stati. La differenza qui però non è statisticamente significativa.

Quelli che hanno un matrimonio con il coniuge del partito opposto sono più propensi a votare per il candidato dell’altro partito e sono anche meno propensi ad essere prevenuti nei confronti del partito opposto.

La maggior parte degli elettori ha votato seguendo le linee di partito nel 2016. Solamente il 9% dei Democratici ha votato per Trump e il 7% dei Repubblicani ha votato per la Clinton – rappresentando un leggero aumento rispetto alla quota di voto fuori dalle linee di partito nel 2012, secondo gli exit poll nazionali.

La schiacciante maggioranza degli elettori sposati con coniugi dello stesso partito hanno votato ovviamente per il candidato presidenziale del loro partito. I tassi di defezione per gli uomini (6%) e le donne (4%) tra i Democratici, così come gli uomini (3%) e le donne (2%) tra i Repubblicani che erano sposati con coniugi dello stesso partito erano comunque inferiori alla media dei loro rispettivi gruppi di partito.

La questione è diversa per gli elettori in matrimoni con il coniuge del partito opposto. Sia gli uomini che le donne nei matrimoni di partito opposto erano più propensi a votare fuori dagli schemi di partito o per candidati terzi rispetto a quelli nei matrimoni con il coniuge dello stesso partito. Circa un terzo dei Repubblicani ha votato per Clinton (25%) o per un candidato terzo (10%) quando il loro coniuge era un Democratico. Questa tendenza era simile sia per gli uomini che per le donne repubblicane.

Per i Democratici sposati con dei Repubblicani è stata una storia ancora diversa. In particolare, gli uomini democratici erano più propensi a disertare rispetto alle donne democratiche. Più della metà (55%) degli uomini democratici sposati con un partner repubblicano hanno votato per Trump, mentre solo il 15% delle donne democratiche sposate con un partner repubblicano hanno votato per Trump.(3)

In conclusione, gli elettori sono più disposti a votare oltre le linee di partito quando il loro coniuge si identifica come appartenente all’altro partito.

Gli uomini democratici sembrano particolarmente suscettibili a questo modello, votando per Trump molto più delle donne democratiche sposate con dei repubblicani. Sembra che nel 2016 il disprezzo per la Clinton possa essere stato un fattore potente nel persuadere i Democratici, o meglio i Democratici che erano sposati con donne che votavano per Trump – (il 92% degli uomini democratici sposati con donne democratiche infatti hanno votato per la Clinton nel 2016). Tuttavia, la tendenza segue quella del 2012, quando tra gli uomini democratici sposati con donne repubblicane il 60% ha riferito di aver votato per Romney.

VoterStudyGroup.org