L’aiutante di Biden che accusa un “sabotaggio” verso Kamala Harris

Credit: Sarah Grillo/Axios. Photo: Al Drago/Pool via Getty Images

Molti Democratici, compresi alcuni alti funzionari dell’amministrazione, sono preoccupati che Kamala Harris non possa sconfiggere il candidato repubblicano – anche se fosse Donald Trump.

Alti funzionari della Casa Bianca si stanno mobilitando per difendere la Vicepresidente Kamala Harris in mezzo ad una vera e propria raffica di fughe di notizie su disfunzioni e lotte intestine all’interno del suo ufficio.

Il capo dello staff della Casa Bianca Ron Klain ha detto ad Axios in una dichiarazione: “La fiducia del presidente in lei è evidente quando li si vede nello Studio Ovale insieme”. Il consigliere anziano di Biden, Cedric Richmond, ha detto in un’intervista nella tarda notte di giovedì: “È una campagna di pettegolezzi progettata per sabotarla”.

Le loro risposte sono arrivate dopo che Axios si è presentata alla Casa Bianca con nuovi rapporti sulle crescenti tensioni tra i funzionari dell’Ala Ovest e la squadra della Harris, compreso il capo del suo staff Tina Flournoy.

Le accuse mosse a Kamala Harris e al suo staff

Alcuni funzionari della Casa Bianca sono stati frustrati da una serie di passi falsi della Harris e da battibecchi sempre più pubblici nella sua cerchia, che si sono riversati in un articolo di POLITICO di mercoledì. Il vecchio capo della Flournoy, l’ex presidente Bill Clinton, è giunto in sua difesa con una dichiarazione definendola “una persona straordinaria”.

Il 2024 è “l’elefante nella stanza”. Mentre gli aiutanti di Biden credono per la maggior parte che sarà ancora lui il candidato democratico, sanno anche che avrà 81 anni quando cercherà la rielezione.

Un’operazione che a volte sembra visibilmente fuori sincronia con quella di Biden – e passi falsi durante un recente viaggio al confine tra Stati Uniti e Messico, dopo un’intervista con Lester Holt della NBC – hanno riacceso le domande della candidatura alle primarie della Harris nel 2020.

La Harris sarebbe la candidata più probabile qualora Biden non si ricandidasse. Fonti dell’amministrazione ritengono che sarebbe quasi impossibile disarcionare la prima donna afroamericana alla vicepresidenza.

Eppure molti Democratici, compresi alcuni alti funzionari dell’amministrazione, sono preoccupati che lei non possa sconfiggere chiunque il Partito Repubblicano possa mettere contro di lei – anche se fosse Donald Trump.

Un funzionario democratico dice ad Alayna Treene di Axios che la maggior parte dei Democratici non sta dicendo, “‘Oh, no, la nostra probabile erede sta facendo un casino, cosa faremo?’. È più che altro come se la gente pensasse, ‘Oh, sta facendo un casino, forse non dovrebbe essere lei a prendere il testimone’“.

Alcuni Democratici vicini alla Casa Bianca sono sempre più preoccupati per la gestione che ha in mano la Harris su questioni di alto profilo e la sordità del suo tono politico, e mettono in discussione la sua capacità di mantenere la coalizione che Biden ha formato per andare alla Casa Bianca, dicono delle fonti a Hans Nichols di Axios.

Le relazioni tra l’Ala Ovest e l’ufficio del vicepresidente sono dunque tese.

Diversi funzionari dell’amministrazione hanno usato la parola “shitshow” (qualcosa di caotico, controverso o sgradevole in misura eccessiva o assurda, n.d.r.) nel descrivere l’ufficio della Harris, e si vede il contrasto con gli aiutanti di Biden, che invece sono disciplinati e virtualmente a prova di defezioni.

Alcuni funzionari di Biden vedono “l’operazione Harris” come mal gestita e affidata a del personale che non ha affatto un rapporto di relazione di lunga data con lei. Ritengono che abbia ricevuto cattivi consigli dal suo ufficio di stampa e comunicazione e pensano che sia significativo il fatto che abbia già perso due assistenti e un direttore digitale.

Un caso emblematico: Qualche mese fa, quella che avrebbe dovuto essere una banale richiesta di informazioni alla stampa è arrivata all’ufficio della Vicepresidente. Forbes voleva presentare la Harris sulla copertina del suo numero “50 Over 50” – salutando la sua ascesa per essere stata la “prima donna, la prima persona di colore, e la prima sud-asiatica-americana a diventare Vice Presidente degli Stati Uniti”.

Dopo aver concluso che Tina Flournoy, capo dello staff della Harris, era stata incaricata di seguire la richiesta – una caratterizzazione che un assistente del Vicepresidente contesta categoricamente, spiegando che stava semplicemente fissando i dettagli prima di condividerli con una cerchia più ampia alla Casa Bianca – alla fine l’Ala Ovest è devuta intervenire per dare una risposta a Forbes.

La Vicepresidente alla fine ha partecipato a quel servizio di Forbes – ed ha ottenuto un trattamento glorioso. Ma i consiglieri di Biden non riuscivano a capire cosa ci fosse di così difficile, dicono ad Axios persone informate su questo incidente.

La difesa dei colleghi Democratici

Il consigliere senior della Harris, Symone Sanders, e il vice capo dello staff Michael Fuchs hanno difeso sia Harris che la Flournoy. La squadra della Harris fa notare che il presidente ha affidato alla vicepresidente un portafoglio di compiti che comprende il diritto di voto, l’immigrazione dall’America centrale, lo spazio, il lavoro, la banda larga, l’assistenza alle piccole imprese e le donne nella forza lavoro.

“Le persone non stanno combattendo tra di loro ogni giorno”, ha detto Sanders. “Non c’è costernazione tra gli assistenti. Questo non è vero… Sento che ci sono dei critici. Quelli che parlano spesso non sanno e quelli che sanno di solito non sono quelli che parlano”.

Fuchs ha respinto le critiche a Flournoy e Harris come “voci” e “non vere“, e ha detto che hanno mostrato integrità e leadership mentre la pandemia ha aggiunto altri ostacoli ad un lavoro già difficile.

Ron Klain ha elogiato la Harris e la sua squadra come “la partenza più veloce e più robusta che qualsiasi vicepresidente abbia mai visto” e ha detto che “il suo talento e la sua determinazione hanno già fatto un’enorme differenza”.

“Lei si sta impegnando per il popolo americano su immigrazione, piccole imprese, diritto di voto e crescita economica”, ha detto Klain. “I risultati parlano da soli: un calo degli arrivi al confine dal Triangolo del Nord, una migliore equità nella distribuzione dei vaccini e maggiori opportunità economiche per le donne”.

Richmond ha definito la Harris una “convinta sostenitrice dell’agenda Biden-Harris,” e ha detto che le richieste per una sua partecipazione agli eventi rimangono alte.

Ha detto che nessuno ha portato a lui alcuna lamentela su di lei o sulla sua squadra. E ha detto che è ingiusto paragonare lo staff di qualsiasi vicepresidente allo staff di un presidente – tanto meno la squadra di Biden, che include alcuni consiglieri che hanno lavorato per lui per decenni e hanno servito in tre amministrazioni.

“Non si può uniformare la squadra della vicepresidente a questo standard“, ha detto Richmond. “Ma penso che siano bravi, penso che si stiano facendo il culo e penso che la vicepresidente stia eseguendo tutti i suoi incarichi e si stia occupando dei suoi problemi”.

Della narrativa contro la Harris, ha detto: “Ad un certo punto una persona dice qualcosa abbastanza a lungo che diventa una leggenda metropolitana. Non deve essere credibile. Non deve essere reale. Qualcuno dice qualcosa e può diventare una palla di neve”.

“Non una persona nominata. Questo è quello che mi preoccupa di più. Siamo in un giorno in cui la posta in gioco è alta. Speriamo solo che se c’è una critica legittima mettano il loro nome accanto ad essa”.

Axios.com

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