Addio all’ex Segretario alla Difesa americana Donald Rumsfeld

Ieri sera è giunta la notizia della morte di Donald Rumsfeld, due volte Segretario della Difesa degli Stati Uniti, all’età di 88 anni.

Per chi lo conosce, saprà che ha lasciato queste sponde un simbolo Repubblicano di straordinaria lucidità ed intelligenza.

Per chi non lo conoscesse, Donald Rumsfeld ha ricoperto la carica di Segretario della Difesa dal 1975 al 1977 sotto Gerald Ford, e di nuovo dal 2001 al 2006 sotto George W. Bush. È stato sia la persona più giovane che la seconda più vecchia ad aver ricoperto la carica di Segretario della Difesa. Inoltre, Rumsfeld è stato tre volte deputato dell’Illinois (1963-1969), direttore dell’Office of Economic Opportunity (1969-1970), consigliere del presidente (1969-1973), rappresentante permanente degli Stati Uniti alla NATO (1973-1974) e capo dello staff della Casa Bianca (1974-1975). Tra i suoi mandati come Segretario della Difesa, è stato amministratore delegato e presidente di diverse aziende.

Nato in Illinois, Rumsfeld ha frequentato la Princeton University, laureandosi nel 1954 in scienze politiche. Dopo aver prestato servizio in Marina per tre anni, ha organizzato una campagna per il Congresso nel 13° distretto congressuale dell’Illinois, vincendo nel 1962 all’età di 30 anni. Mentre era al Congresso, fu uno dei principali co-sponsor del Freedom of Information Act. Rumsfeld accettò una nomina dal presidente Richard Nixon per dirigere l’Office of Economic Opportunity nel 1969; nominato consigliere da Nixon e promosso a livello di gabinetto, diresse anche il programma di stabilizzazione economica prima di essere nominato ambasciatore alla NATO. Richiamato a Washington nell’agosto 1974, Rumsfeld venne nominato capo dello staff dal presidente Ford. Rumsfeld reclutò all’epoca un giovane collaboratore, Dick Cheney – futuro Vice di George W. Bush – per succedergli quando Gerald Ford lo nominò Segretario della Difesa nel 1975. Quando Ford perse le elezioni del 1976, Rumsfeld tornò agli affari privati e alla vita finanziaria, e fu nominato presidente ed amministratore delegato della società farmaceutica G.D. Searle & Company. In seguito fu nominato amministratore delegato di General Instrument dal 1990 al 1993 e presidente di Gilead Sciences dal 1997 al 2001.

Rumsfeld è stato nominato Segretario della Difesa per la seconda volta nel gennaio 2001 dal presidente George W. Bush, giocando un ruolo importante nella risposta agli attentati dell’11 settembre. Come Segretario della Difesa, Rumsfeld ha avuto un ruolo centrale nella guerra in Afghanistan e in quella dell’Iraq, sostenendo che il paese avesse un programma attivo di armi di distruzione di massa. Il mandato di Rumsfeld è stato controverso per l’uso della tortura e lo scandalo degli abusi sui prigionieri di Abu Ghraib e Guantanamo, anche se non è mai stato dimostrato che sia stato lui ad autorizzarle. Rumsfeld ha gradualmente perso il sostegno politico e si è dimesso alla fine del 2006, il giorno della sconfitta repubblicana nelle elezioni di Midterm (al suo posto andò Robert Gates, ex direttore della CIA). Negli anni della pensione, ha pubblicato un’autobiografia, “Known and Unknown: A Memoir, e Rumsfeld’s Rules: Leadership Lessons in Business, Politics, War, and Life”.

Poco o nulla si sa dopo che uscì definitivamente di scena, e quindi ne approfittiamo per parlarne qui. Rumsfeld tornò a farsi sentire negli anni successivi, prendendo le distanze, e con toni molto accesi, da George W. Bush, bollando come “irrealizzabile” l’idea di esportare la democrazia in Iraq (che poi non era altro che la politica dei neocon). Critico anche sulla linea di Barack Obama che, a suo avviso, aveva abdicato alla leadership mondiale aprendo la porta all’espansionismo russo. Ha più volte sostenuto che la NATO e l’ONU non funzionavano più e che avrebbero dovuto essere sostituite da nuove alleanze in grado di affrontare le moderne minacce, come le armi chimiche, l’Iran e la schiavitù. Rumsfeld mise anche in guardia l’Occidente, esortandolo ad aprire gli occhi per dare inizio, contro l’ISIS e gli altri gruppi terroristici, ad una nuova “Guerra Fredda”, che a suo avviso sarebbe durata decenni e in cui le diverse intelligence mondiali avrebbero dovuto collaborare principalmente per tagliare i finanziamenti agli jihadisti. Infine sottolineò come fosse stato un errore (avallato dagli Stati Uniti di Barack Obama ed Hillary Clinton) la scelta di abbattere il regime di Muammar Gheddafi in Libia nel 2011. In quel difficile e confuso periodo spese delle parole positive per il nostro paese, riconoscendo che il governo italiano di allora avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella rinuncia del raìs libico ad abbandonare un progetto di armamento nucleare e a “voltare pagina”, passando dall’elenco dei paesi “canaglia” stilato dagli Stati Uniti, a paese “quasi” normale, con cui trattare ed avere buone relazioni.

Rumsfeld ha senz’altro preso le distanze da alcune posizioni neocon che aveva sostenuto tempo prima, ma non si è mai spinto sino a parlare di un completo e sostanziale fallimento delle stesse: anzi in “Known and Unknown” rivendica ancora molti aspetti dell’approccio neocon, essendo l’esponente politico che più ha contribuito a plasmare quella visione. Nel 1997 fondò infatti, assieme ad altri esponenti di destra, il “Project for a New American Century”, che giocò un ruolo determinante nel disegnare la geopolitica neocon americana ai tempi di Bush.

Il pensiero neocon – una visione condivisa non solo da alcuni movimenti Repubblicani ma anche da molti ambienti Democratici e poi proseguita, sotto varie forme, anche durante l’amministrazione Obama – è sicuramente mutato negli anni, e non bisogna nascondere il fatto che quello più prevalente durante l’era Bush ne sia uscito sostanzialmente ammaccato. Dall’ambiente neocon tuttavia provengono esponenti politici ancora oggi molto apprezzati dalla base Repubblicana: l’ex Segretario di Stato Mike Pompeo, l’ex governatore Chris Christie, i Senatori Tom Cotton, Marco Rubio, Josh Hawley e molti altri.

“La storia – si legge nella nota diffusa dai familiari – potrebbe ricordarlo per i suoi straordinari risultati in oltre sei decenni di servizio pubblico, ma per coloro che lo hanno conosciuto meglio e le cui vite sono state cambiate per sempre di conseguenza, ricorderemo il suo amore incrollabile per sua moglie Joyce, la sua famiglia e i suoi amici, e l’integrità che ha portato a una vita dedicata al Paese”.