Chi è Maria Elvira Salazar, deputata Repubblicana della Florida, e perché dovresti conoscerla…

La deputata Maria Elvira Salazar rappresenta con orgoglio il 27° distretto congressuale della Florida, servendo con passione la gente del sud della Florida.

Nelle elezioni del 2020 negli Stati Uniti sono state registrate numerose vittorie di donne affiliate al Partito Repubblicano. Nella attuale legislatura (il 117° Congresso) che si è insediata il 3 Gennaio 2021, il GOP ha battuto il suo precedente record di donne alla Camera dei Rappresentanti, con oltre 30 elette attualmente in forza ai Repubblicani. Nell’ambito di questa “Women’s Revolution“, la candidata repubblicana nel 27° Distretto della Florida, Maria Elvira Salazar, ha realizzato uno degli upset più inaspettati di questo ciclo elettorale. 

Maria Elvira Salazar nasce nel 1961 a Little Havana (un sobborgo di Miami) da una famiglia gli esiliati cubani. Sin da giovane insegue il sogno di diventare giornalista, sogno che riuscirà a realizzare nel 1983, dopo aver ottenuto un Bachelors of Arts in comunicazione all’Università di Miami. Nello stesso anno, inizia a lavorare come giornalista per la Univision Communications Inc., diventando in breve una delle giornaliste più talentuose della rete e nel 1988 collabora con la CNN in lingua spagnola.

Diventata corrispondente della Casa Bianca e dal Pentagono per la Univision, lavora alla copertura mediatica della Guerra del Golfo e della guerra in El Salvador. Nel 1995, inizia a lavorare per Telemundo, ed è in questo periodo che conduce l’intervista che le cambierà la carriera. La Salazar, riesce infatti ad intervistare il dittatore cubano Fidel Castro, diventando una delle pochissime giornaliste americane ad aver potuto intervistare il leader cubano. Successivamente fa da moderatrice nell’unico dibattito politico nella storia cubana, tra il presidente dell’Assemblea Nazionale Ricardo Alarcon e il fondatore della Fondazione cubano-americana Jorge Mas Canosa. Questi successi sanciscono la definitiva “svolta” nella sua carriera, coronata da cinque Emmy Award.

Nel 1995 ottiene un Master in amministrazione pubblica presso l’Università di Harvard e inizia ad ottenere interviste con personaggi sempre più importanti, tra ai quali i presidenti americani Bill Clinton (1999) e George W. Bush (2001), i presidenti messicani Vicente Fox e Carlos Salinas De Gortari, nonché il Presidente del Consiglio spagnolo José Marìa Aznar e ai presidenti colombiani Alvaro Uribe e Juan Manuel Santos. Nel 2003, realizza l’ultima intervista all’ex Presidente cileno Augusto Pinochet.

Nel 2004 inizia a lavorare come Anchor per Mega TV e a partire dal 2016, diventa political contributor di Fox News e l’anno successivo di Newsmax.

Nel 2018 inizia la sua avventura politica candidandosi nel 27° Distretto della Florida (situato nell’estremo Sud della Florida, all’interno della Contea di Miami-Dade, e comprende parte di Miami, Miami Beach, Coral Gables e Kendall). Maria Elvira Salazar si presenta come una repubblicana conservatrice, ma allo stesso tempo molto moderata su temi sociali. Nello specifico, la Salazar si oppone all’utilizzo dei fondi per l’aborto prelevati dalla fiscalità generale, sostiene il Secondo Emendamento ma chiede comunque la presenza di controlli più rigidi sui soggetti che acquistano le armi. Pur opponendosi all’Obamacare, ritiene che non vada abrogato finché non si riuscirà a trovare una valida alternativa. L’ex giornalista inoltre è favorevole a fare di Puerto Rico il cinquantunesimo stato degli Stati Uniti, per di più, contrariamente a molti altri Repubblicani, la Salazar che sostiene apertamente la Carbon Tax, mettendosi in prima linea nella lotta per l’ambiente.

Alle elezioni del 2018, però, l’ex giornalista viene sconfitta con uno scarto minimo, sebbene la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton avesse vinto nel distretto con un margine di 20 punti appena due anni prima, nel 2016.

Alle elezioni del 2020 ritenta l’avventura politica candidandosi nuovamente per il 27° Distretto, stavolta con l’appoggio di Donald Trump. Numerosi sondaggisti ritenevano che la corsa fosse classificata come “Likely Democrat“, cioè “favorevole ai Democratici”, data la composizione etnica del Distretto (il quartiere fortemente cubano-americano di Little Havana, da dove è originaria Maria Elvira Salazar, è situato proprio in questo distretto) e la forza della candidata democratica Donna Shalala, rappresentante uscente ed ex Scretary of Health and Human Services nell’amministrazione Clinton. La Shalala disponeva inoltre di fondi elettorali cinque volte superiori rispetto alla candidata repubblicana. Ciononostante, Maria Elvira Salazar ha vinto le elezioni per il 27° Distretto della Florida con il 51,4%.

Sebbene qui il candidato democratico Joe Biden abbia ottenuto la maggioranza dei voti nel distretto, oltre all’ottima performance elettorale di Donald Trump, che ha aumentato i voti nella Contea di Miami-Dade di circa 12 punti rispetto al 2016, e l’endorsement dello stesso Presidente, hanno pesato sul risultato finale della Salazar anche l’ottima campagna elettorale condotta dall’ex giornalista, in grado di attirare molti elettori indipendenti, la sua forte retorica antisocialista, molto efficace nell’attirare la locale minoranza cubana, nonché l’appoggio di molti rabbini della comunità ebraica, talvolta registrati come Democratici. Questo ha permesso di creare una “coalizione” che ha portato all’elezione della Salazar, con un voto disgiunto di circa 3 punti rispetto al ticket presidenziale repubblicano, in uno degli upset più clamorosi del ciclo elettorale del 2020.

La vittoria della candidata repubblicana è stata estremamente importante, data la composizione geografica ed etnica del distretto, a maggioranza di ispano-cubani, caratterizzato da una popolazione quasi esclusivamente urbanizzata e costituita quasi all’80% da minoranze.

Come si legge dal profilo sul sito web del GOP della Camera, “la deputata Salazar è impegnata ad agire instancabilmente in difesa dei diritti e delle libertà individuali, sostenendo lo sviluppo economico e la formazione nel lavoro, e promuovendo la resilienza ambientale nella sua comunità. È nota per la sua difesa dei diritti umani e della democrazia in tutto il mondo, specialmente per i popoli di Cuba, Venezuela, Bolivia e Nicaragua, così come per il suo sostegno incondizionato ai partner globali e regionali degli Stati Uniti come Israele, Colombia e Taiwan.”

Primo atto della deputata è stato infatti l’introduzione del c.d “FORCE Act, un provvedimento che mira ad impedire la rimozione di Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo finché il governo de L’Avana non accetterà determinate condizioni che portino la libertà e la Democrazia nell’isola. La Salazar ha infatti espresso anche in passato dure critiche alle politiche di Barack Obama con Cuba, annunciando che avrebbe sostenuto la revoca dell’embargo commerciale degli Stati Uniti contro Cuba solo quando ci sarebbe stata la democrazia nel paese. Ha pesantemente criticato anche Bernie Sanders per “la sua luna di miele in Unione Sovietica” e “le sue lodi ai regimi socialisti del Nicaragua e di Cuba”.

Di recente, la rappresentante della Florida è scesa in campo per condannare le gravi violazioni dei diritti umani da parte del regime di Daniel Ortega in Nicaragua.

Altra caratteristica della Salazar è infatti la sua opposizione al Socialismo: la deputata Salazar è stata individuata come partecipante alla “Freedom Force“, un gruppo di membri repubblicani entranti della Camera dei Rappresentanti che lotta contro il Socialismo in America.

A causa della quarantena impostale per aver contratto il COVID-19, la deputata Salazar non ha votato per la certificazione dei risultati delle elezioni presidenziali alla Camera il 6 gennaio 2021. Il 12 gennaio 2021, il giorno in cui ha prestato giuramento al Congresso, la Salazar si è unita ai suoi colleghi repubblicani di Miami, Mario Díaz-Balart e Carlos Giménez, votando contro la rimozione di Trump per tramite del 25° emendamento ed ha votato contro il secondo impeachment di Donald Trump il 13 gennaio 2021.

Nel febbraio 2021, la deputata Salazar, assieme ad altri 11 Repubblicani, ha votato per rimuovere Marjorie Taylor Greene dai suoi incarichi al Congresso, in risposta alle controverse dichiarazioni sulle sparatorie nelle scuole di Parkland e Sandy Hook, assieme ai suoi colleghi della Freedom Force. La Salazar ha rilasciato una dichiarazione sul suo voto, dicendo: “Come ho ripetutamente criticato Ilhan Omar per i suoi commenti antisemiti, ho dovuto ritenere Marjorie Taylor Greene responsabile per la sua negazione del massacro di Parkland, dell’incidente del Volo 77 e per aver accusato una famiglia ebrea di aver appiccato gli incendi in California. D’ora in poi, giudicherò ogni Democratico in base a questo nuovo standard che hanno creato.” Nel maggio 2021 si è unita ad altri 34 Repubblicani e a tutti i Democratici nel votare per approvare la creazione della commissione sui fatti del 6 gennaio 2021.

La deputata Salazar ha votato contro l’Equality Act, un disegno di legge che vieterebbe la discriminazione basata sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale modificando il Civil Rights Act del 1964 e il Fair Housing Act per includere esplicitamente nuove protezioni. La Salazar ha detto che il disegno di legge “ha mancato il bersaglio rimuovendo le protezioni alla libertà religiosa“.

Attualmente fa parte della commissione della Camera per gli affari esteri e della commissione della Camera per le piccole imprese.

In conclusione, si può dire che la deputata Salazar, con le sue idee conservatrici ma allo stesso tempo moderate ed il suo brillante background professionale, rappresenta il “candidato tipo” perfetto da impegnare per vincere nelle zone urbane e suburbane, specialmente quelle abitate dalle minoranze etniche, aree dove tradizionalmente i Repubblicani fanno fatica, ma che costituiscono uno dei motori della crescita economica e demografica americana.

La deputata Salazar risiede attualmente a Coral Gables con le sue due figlie, Nicoletta e Martina.

GOP.gov

María Elvira Salazar