George Floyd… un anno dopo

Proponiamo un articolo di Lauren Chen pubblicato su RT News a un anno dalla morte di George Floyd. Mentre i nostri media giustificano le rivolte che hanno messo le città americane a ferro e fuoco e celebrano il movimento marxista Black Lives Matter, la giornalista conservatrice analizza i danni e la spaccatura che hanno causato alla politica e all’interno della società americana.

La morte di George Floyd ha portato a un anno di proteste e sconvolgimenti, ma tutto ciò che abbiamo ottenuto è un paese più diviso che mai

Un anno fa, un uomo di nome George Floyd ha usato una banconota da venti dollari contraffatta nel negozio all’angolo. Un gruppo di agenti, tra cui un certo Derek Chauvin, venne chiamato sulla scena per effettuare un arresto.

Ciò che ne seguì avrebbe portato a una copertura giornalistica internazionale e avrebbe plasmato la discussione sulla polizia non solo in America, ma in tutto il mondo.

‘I can’t breathe’

Come molte persone, mi sono imbattuta per la prima volta nel video di Floyd bloccato a terra da Chauvin sui social media. Non avevo idea di quale fosse il contesto, e al momento sembrava che nessuno lo sapesse. Ma a prescindere, ciò che è stato ripreso in video sembrava così chiaro, così ovviamente indifendibile, che nient’altro aveva importanza. Nell’era dei telefoni cellulari, internet non è estraneo ai filmati di cattiva condotta della polizia, ma questa volta era diverso.

L’indignazione è cresciuta quando milioni di persone hanno visto Chauvin inginocchiarsi sul collo di Floyd mentre quest’ultimo implorava: “Non riesco a respirare“, prima di perdere i sensi. E quando i notiziari hanno confermato che George Floyd era effettivamente morto, l’idea che tutti noi ci siamo fatti era quella di un’esecuzione pubblica che ha suscitato disgusto da entrambe le parti dello spettro politico. A tempo debito, la morte di Floyd avrebbe finito per aumentare le divisioni tra coloro che sostengono e si oppongono al movimento Black Lives Matter (BLM), ma per un breve periodo di tempo, il mondo è stato unito dietro all’unanime condanna.

Nessuna giustizia sociale

Anche prima del 2020, il movimento BLM era noto per aver causato danni alle proprietà. Dopo che il caso di Floyd ha ricevuto una grande copertura mediatica e ha dominato l’opinione pubblica nazionale, la scorsa estate ha visto un numero senza precedenti di grandi città in tutto il paese incendiate, aziende saccheggiate o completamente distrutte. Gli attivisti che hanno alimentato queste aggressioni hanno sostenuto che “le rivolte sono il linguaggio degli inascoltati“, e che dunque, a meno che il resto del paese non provasse la stessa pressione che è presumibilmente messa sulle spalle della comunità afroamericana ogni singolo giorno, il cambiamento non sarebbe mai arrivato.

Utilità politica a parte, questo aumento delle rivolte e dei saccheggi come nuova forma di “protesta” è stato senza dubbio il maggiore impatto della morte di Floyd per l’americano medio urbanizzato, e ha scatenato una grande divisione politica. Tradizionalmente, la “Destra” americana si è dipinta come la parte che è più “inflessibile contro il crimine”, in contrasto con lo “scetticismo progressista” nei confronti delle pratiche della polizia nell’applicazione della legge e delle condanne penali esemplari. Mentre questa divergenza nelle preferenze politiche non è nuova, alla luce della morte di Floyd e dei successivi disordini, molti a Destra hanno calcato sulle pene severe nei confronti di coloro che si sono impegnati nella distruzione della proprietà, nei saccheggi o nella “disobbedienza civile”. La Sinistra, d’altra parte, ha ampiamente scelto di vedere le rivolte come il veicolo di un messaggio di dolore da parte di gruppi oppressi che vivono sotto un trattamento disumano e che avevano esaurito ogni altra opzione.

Queste differenze politiche sono effettivamente quantificabili, poiché gli studi ora mostrano che mentre il sostegno alla campagna Black Lives Matter ha visto un aumento in tutte le identità politiche immediatamente dopo la storia di Floyd, è rapidamente sceso per i Repubblicani, ma è rimasto relativamente stabile per i Democratici. Allo stato attuale, i sentimenti pro-BLM tra i Democratici hanno visto un aumento di 10 punti percentuali rispetto a prima della morte di Floyd, mentre tra i Repubblicani è sceso di quasi 20 punti percentuali. Come molti degli eventi del 2020, come la pandemia di Covid-19 e le elezioni presidenziali, sembra, tristemente, che la morte di Floyd abbia avuto un effetto polarizzante sulla società.

Defund the Police

In termini di politica, l’anno scorso il contraccolpo contro le azioni di Chauvin hanno anche visto una crescita esponenziale di critici che credono che la polizia sia “razzista” e che semplicemente sostenere “poliziotti migliori” o “una migliore formazione” non sia più sufficiente. Invece, si afferma che smantellare, abolire e togliere fondi alla polizia sia l’unico modo per garantire la sicurezza dei cittadini afroamericani.

Il cinismo verso le forze di polizia è sempre esistito nella Sinistra radicale, tuttavia, dopo che il filmato di Floyd sul marciapiede è diventato virale, il sentimento anti-polizia ha raggiunto nuovi livelli, e le richieste di smantellare la polizia sono diventate da mainstream. Anche politici eletti, come le rappresentanti Rashida Tlaib (D-Michigan), Alexandria Ocasio-Cortez (D-New York) e Ilhan Omar (D-Minnesota), hanno tutti espresso vari livelli di sostegno per abolire o smantellare la polizia oltre che abolire l’attuale sistema di giustizia penale.

In alcune città come New York, San Francisco e Minneapolis tali politiche sono state effettivamente attuate, in gran parte con risultati disastrosi. I crimini violenti sono saliti alle stelle in tutte e tre le città e, con brutale ironia, le vittime di questi crimini che sono risultati – contrariamente alla retorica di BLM, in gran parte gli stessi afroamericani.

Ad accompagnare questo aumento del crimine e dell’ostilità verso la polizia c’è, prevedibilmente, un’ondata di dimissioni di agenti nelle aree metropolitane. Lo scorso anno solo a Seattle 200 agenti si sono dimessi citando il clima “anti-poliziotto”. Le tensioni erano già alte tra la polizia e le comunità urbane prima del 2020 e, all’indomani della morte di Floyd, è difficile dire che le cose siano migliorate per entrambi i gruppi.

Black Lives Matter

Un anno dopo, la reazione alla morte di Floyd serve come una specie di cartina di tornasole politica, simile allo stesso Black Lives Movement. Se la morte di Floyd sia stata responsabile della creazione del disordine civile o se l’abbia semplicemente fatto esplodere dipende molto da chi lo chiede. E con altre vittime di sparatorie della polizia come quella a Daunte Wright e ad Adam Toledo che continuano a polarizzare il discorso politico, è probabile che l’America rimanga divisa nel suo sostegno al BLM.

Lauren Chen è una commentatrice politica e sociale. Ha iniziato come YouTuber e da allora ha guadagnato milioni di visualizzazioni sulla piattaforma e centinaia di migliaia di seguaci. È apparsa anche su Fox News, BlazeTV, RT, OANN, Newsmax, The Daily Wire, Rebel Media, PragerU e The Rubin Report. Twitter @thelaurenchen