Voodoo Economics con Maurizio Rocco – L’inflazione rischia di fare lo scalpo ai piani economici di Joe Biden

Finalmente son riuscito a sentire il discorso sullo Stato dell’Unione di Joe Biden. Non mi concentrerò sulla parte politica, dato che poco mi interessa e anche perché mi ha fatto abbastanza sbadigliare come anche le due signore dietro di lui che hanno vissuto un’esperienza alquanto soporifera.

Pertanto andiamo sull’analisi economica. Ma prima voglio fare una premessa: sono convintamente un keynesiano, pertanto favorevole al piano infrastrutturale che si vuole presentare e soprattutto a un’imposta patrimoniale in un momento di crisi per mantenere un alto grado di progressività nel sistema della tassazione e aiutare chi è rimasto indietro, ossia il ceto medio, in questa dannata crisi.

Però, però, Keynes impallidirebbe anche di fronte a questo piano economico presentato dal presidente americano. Siamo in un contesto di politica monetaria estremamente favorevole: fortissime iniezioni monetarie, tassi estremamente favorevoli, inflazione che ormai raggiunge il target stabilito del 2% e quindi costituisce un lievito per l’economia, e abbandono dello spettro della deflazione economica.

Però attenzione, l’inflazione sta salendo (guardando i dati) non per via del potere di acquisto degli americani che sale, quindi non per i consumi, bensì per il prezzo delle materie prime che sta rendendo i beni di consumo più costosi e quindi più inflazionati. Al contrario, i salari degli americani non salgono, anzi rischiano di diminuire, dal momento che Biden vuole anche aumentare la Corporate Tax dal 21% al 28%, il che porterà gli utili delle aziende dal 15% attuale al 9%.

L’unica cosa che Joe Biden sta facendo per approfittare di questa inondazione di liquidità è quella di continuare a dare sussidi a pioggia agli Households americani che quindi vivono un’illusoria condizione di benessere e capacità di spesa. Infatti i famosi assegna da 1.400 dollari di Biden a persona vanno a individui che, come dice la teoria economica appunto, tendono a spenderli immediatamente, mentre le classi più abbienti tendono invece ad aumentare i propri risparmi.

Questi sussidi non dureranno in eterno, ciò che invece durerà in eterno e anzi rischia di implodere è il debito americano che sta raggiungendo i livelli della stratosfera e che rischia di essere declassato dai mercati appena questa droga monetaria della FED sparirà. Anzi, questo aumento repentino dell’inflazione rischia di costringere la FED a rialzare i tassi prima del 2022 (anno in cui aveva in animo di farlo), e questo sarebbe un disastro, dal momento che abbiamo ancora bisogno di politiche monetarie accomodanti dato che dal COVID e dall’incertezza da esso generato non ne siamo ancora usciti.

Altra piccola ma importante postilla: Joe Biden vuole aumentare le tasse con una Wealth Tax a coloro i quali hanno patrimoni superiori a 400.000 dollari. Numerosi modelli econometrici, ma anche il buon senso, spiegano come questo threshold non costituisca in realtà una reale condizione di ricchezza economica, dato che la ricchezza per chi la costruisce può svanire in un giorno, una condizione stabile di ricchezza è costituita in parte dai 700.000 dollari in su, per essere ancora più precisi da 1 milione di dollari. in su.

In un Paese di tradizione liberal-capitalista come gli Stati Uniti un’imposta patrimoniale sui per i redditi superiori ai 400.000 dollari vuol dire semplicemente distruggere il ceto medio e impedire il cosiddetto “ascensore sociale” proprio dell’Occidente, ossia se nasci povero puoi morire ricco.

Poi, il piano infrastrutturale (ribadisco sacrosanto) lo si vuole finanziare con la Corporate Tax al 28%, che porterebbe gli Stati Uniti ad essere ammazzati nella competizione economica, dato che il Canada ce l’ha al 15%, Regno Unito al 20%, e la “Comunista” Cina al 25%, quindi Paesi con cui gli Stati Uniti sono in diretta concorrenza sul libero mercato globale. Tutto ciò porterà semplicemente le aziende a delocalizzare (anche al contrario della famosa Minimum Global Tax proposta dalla Yellen che i paradisi fiscali mai accetteranno), e quindi a salari ancor più bassi per gli americani ed il piano infrastrutturale di Biden sarà quindi destinato a crollare vertiginosamente, con nefaste conseguenze sui mercati finanziari.

Insomma, più che “Neo Keynesianism“, questa la chiamerei “Bidoneconomics“, che purtroppo trascinerà anche l’Europa in una spirale recessiva pericolosissima.

di Maurizio Rocco

Cos’è la Voodoo Economics? La Voodoo Economics è una frase dispregiativa usata da George H.W. Bush in riferimento alle politiche economiche del presidente Ronald Reagan, che sono diventate note come “Reaganomics”. Col tempo è diventata una frase popolare e molto usata per respingere le ambiziose promesse economiche fatte dai politici. Nel blog de L’Osservatore Repubblicano è una rubrica dedicata a comprendere il mondo della finanza curata da Maurizio Rocco.

Maurizio Rocco è laureato in economia e lavora per una boutique finanziaria specializzata in derivati e prodotti strutturati in Svizzera.

**Titoli e immagini a cura del blog L’Osservatore Repubblicano.