L’America è ora una nazione con due sistemi di giustizia molto diversi

Le persone al potere danno un giro di vite ai loro nemici mentre ai loro alleati forniscono un atterraggio morbido.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 14 Aprile 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

L’ironicamente chiamata “Divisione dei Diritti Civili” del Dipartimento di Giustizia di Joe Biden ha annunciato che non ci saranno accuse contro l’uomo che ha sparato e ucciso la manifestante Ashli Babbitt in Campidoglio a gennaio. Nessuno che presta attenzione è rimasto però sorpreso dal sentire questa cosa.

In casi come questo, il beneficio del dubbio di solito va alle forze dell’ordine, e come abbiamo spesso detto, ci sta bene. È giusto che sia così. Ma comunque, in una società libera, il resto di noi ha il diritto di sapere più o meno cosa è successo. In questo caso, chi ha sparato ad Ashli Babbitt e perché?

Nessuno ce lo dirà. L’amministrazione Biden dice che l’uomo che ha ucciso la Babbitt è un ufficiale di polizia di Capitol Hill, e che ha fatto la cosa giusta. Questo è tutto quello che hanno detto. Sappiamo che Ashli Babbitt era bassa, donna e disarmata. Non ci sono prove che l’agente che l’ha uccisa abbia dato alcun tipo di avvertimento verbale prima di premere il grilletto. È una procedura standard? Avevamo immaginato che le regole di ingaggio per gli agenti federali limitassero l’uso della forza mortale a situazioni in cui le forze dell’ordine hanno ragione di credere che loro o le persone intorno a loro siano in pericolo imminente di essere danneggiate. Non si può sparare alle persone senza preavviso perché si trovano nel posto sbagliato. Non è permesso. Tranne adesso, perché, a quanto pare, è permesso. Quando sono cambiate queste regole? E, ancora una volta, chi ha sparato esattamente ad Ashli Babbitt? I giornalisti esistono per fare domande come queste, ma non lo faranno.

Il Washington Post ha scritto una lunga storia sull’annuncio del DOJ su questo caso e non ha mai sollevato una sola di queste domande. Il Post non ha fatto il nome dell’assassino e non ha nemmeno riconosciuto che il governo stia nascondendo il suo nome.

“Le autorità hanno determinato che non c’erano prove sufficienti per dimostrare la violazione dei diritti civili di Babbitt”, ha dichiarato il Post. Questo è tutto. Il resto del pezzo era un attacco personale ad Ashli Babbitt e alle sue idee politiche. “Meritava di morire“. Questo era il punto della storia del Washington Post.

Che meraviglia leggere una cosa del genere, specialmente adesso. A 1.100 miglia da Washington, a Brooklyn Center, in Minnesota, una agente di polizia ha accidentalmente preso la sua pistola invece del taser ed ha ucciso un uomo chiamato Daunte Wright. È stata una tragedia, come tutte le sparatorie. Ma conosciamo il nome di quell’agente perché tutte le agenzie di stampa del paese l’hanno riportato immediatamente. Ora si è dimessa e sta affrontando delle accuse. La sua foto segnaletica è su Internet. Alcune notti fa, una folla si è presentata a casa sua, costringendola a fuggire.

Non è l’unica. Lo scorso agosto, un poliziotto di Kenosha, Wisconsin, ha sparato a un uomo chiamato Jacob Blake. Ve lo ricordate? I disordini sono scoppiati immediatamente. Ebbene, quell’agente è stato scagionato da tutte le accuse. Quando è scoppiata quella storia, NPR ha messo il nome e la fotografia di quell’agente di polizia sulla prima pagina del loro sito web.

Questo è lo standard, eccetto in questo caso dove stanno ancora nascondendo l’identità dell’uomo che ha sparato ad Ashli Babbitt.

Gli standard che le grandi organizzazioni di notizie usano per seguire le sparatorie dipendono interamente dalle opinioni politiche delle persone che vengono coinvolte. Quando al Washington Post non piacciono i candidati per cui si vota, sopprimono i dettagli del caso. Nel caso di Ashli Babbitt, non sapremmo quasi nulla su come è morta, e non sapremmo nulla se la sua sparatoria non fosse stata catturata in video da persone che non lavorano al Washington Post.

Una di queste persone è un videomaker del Texas chiamato Samuel Montyoa. Montoya era al Campidoglio quel giorno. Montoya non assomiglia molto ad un suprematista bianco, e non ha precedenti penali di cui siamo a conoscenza. Il 6 gennaio, Samuel Montoya ha preso quello che potrebbe essere il video più chiaro della morte di Ashli Babbitt:

Quando si guarda il video, ci sono molte cose da notare. Ashli Babbitt non era armata. Non stava attaccando nessuno. Non poteva attaccare nessuno, perché si stava arrampicando attraverso una finestra nel momento in cui le hanno sparato. Ma la cosa più sorprendente è che diversi agenti di polizia di Capitol Hill in tenuta paramilitare stavano in piedi direttamente dietro la Babbitt quando è stata uccisa. Portavano quelle che Joe Biden chiama “armi da guerra” – AR-15 carichi.

Quindi diteci di nuovo come Ashli Babbitt abbia rappresentato una minaccia fisica imminente per qualcuno quando le hanno sparato. Non lo era. Il filmato di Samuel Montoya lo dimostra. E siamo grati di avere questo video. Se non l’avessimo, il New York Times ci direbbe che Ashli Babbitt stava picchiando a morte la gente con un estintore quando è stata uccisa. Grazie a Samuel Montoya, il New York Times non può affermare questo.

Ci piacerebbe avere Samuel Montoya a “Tucker Carlson Tonight” per descrivere ciò che ha visto quel giorno, ma non possiamo farlo, perché è in prigione. Un gruppo di agenti federali armati si è presentato a casa sua ad Austin. Hanno sfondato la porta d’ingresso di Montoya, confiscato i suoi dispositivi elettronici e l’hanno sbattuto in prigione. Ora è dietro le sbarre. Quale era il suo crimine?

Beh, per scoprirlo, abbiamo letto la richiesta di mandato d’arresto voluta dall’amministrazione Biden. L’FBI dice che ha iniziato a indagare su Montoya dopo che uno dei suoi familiari ha fornito:

“la prova che Montoya si trovasse fisicamente all’interno del Campidoglio degli Stati Uniti vicino alla sparatoria di una donna il 6 gennaio 2021″.

Per essere chiari, Montoya non ha sparato alla donna. È solo capitato che si trovasse nelle vicinanze.

Ma aspettate un attimo. Non c’erano anche molti giornalisti all’interno del Campidoglio il 6 gennaio? Secondo la CNN, sì, c’erano. La CNN ha pubblicato un pezzo che ci dice che “i giornalisti del Congresso sono diventati gli occhi e le orecchie del paese mentre i rivoltosi prendevano d’assalto Capitol Hill”. Allora perché l’FBI non ha arrestato le persone identificate dalla CNN nella sua storia – i fotografi di GettyImages, i giornalisti politici della NBC, i corrispondenti del Congresso della CNN e dell’AP?

Beh, questa è una buona domanda. L’FBI spiega il perché nell’affidavit del mandato. “A volte durante il video, Montoya si descrive agli altri all’interno del Capitol Building come un ‘reporter‘ o ‘giornalista‘ mentre cerca di passare attraverso la folla”. Eppure, conclude l’FBI:

“Il direttore delle gallerie della stampa del Congresso all’interno dell’ufficio stampa del Senato ha fatto un controllo del nome di Samuel Christopher Montoya ed ha confermato che nessuno con quel nome ha le credenziali per la stampa del Congresso come individuo, o attraverso qualsiasi altra organizzazione.”

Quindi questo è lo standard. Se l’ufficio credenziali del Congresso degli Stati Uniti dice che non sei un giornalista, non sei un giornalista. Samuel Montoya aveva forti opinioni politiche personali? Apparentemente Sì. Ma avrete di certo notato che non è così insolito nel giornalismo in questo momento. Allora perché il “giornalistaSamuel Montoya è dietro le sbarre? Beh, ha commesso un crimine?

“Interferenza con gli affari del governo”

In altre parole, violazione di domicilio.

Se questo fosse successo in Ucraina, quali sono le possibilità che NBC News descriva Samuel Montoya come un “giornalista dissidente“, e poi descriva Ashli Babbitt come una “dimostrante disarmata a favore della democrazia“? Le possibilità sono all’incirca del 100%.

Ma questa è l’America, e non stanno dicendo questo. Invece ci stanno dicendo che Ashli Babbitt meritava di morire.

Joy Reid, della MSNBC: “Ha abbracciato le teorie della cospirazione. Il suo nome era Ashli Babbitt, 35 anni. Ha twittato sul Pizzagate. Ha twittato migliaia di tweet ai conduttori di Fox News. Si è impegnata [sui] social media con il sito internet di notizie cospirative InfoWars. Nel 2020, ha iniziato a twittare con gli account di QAnon e ad usare gli hashtag di QAnon.”

Oh, vedete, non era una dimostrante pro-democrazia, non una veterana militare disarmata. Quindi ha citato in dei tweet i conduttori di Fox News. Nessun problema. Ashli Babbitt ha avuto evidentemente quello che si meritava.

Ciò che è sorprendente non è semplicemente la crudeltà grottesca di valutazioni come questa – una giovane donna viene colpita a morte e i media applaudono – ma ciò che è più sorprendente è il contrasto tra questo e la copertura di altre violenze che sono ora in corso.

Il 14 Aprile, gli elettori di Biden hanno bruciato un edificio della polizia a Portland, Oregon. Lo sapevate? Probabilmente no, non ha avuto molta copertura.

Sulla scia della morte di Daunte Wright domenica, sono scoppiate rivolte in tutto il paese, a New York, Philadelphia, Chicago e Minneapolis.

La gente rubava roba dagli scaffali dei negozi, ma non chiamatelo saccheggio. È una protesta pacifica. Lo sappiamo perché il Sindaco di Brooklyn Center, Mike Elliott, ce lo ha detto.

“All’inizio di questa sera, ho avuto l’opportunità di andare a parlare con questi manifestanti pacifici“, ha scritto. “La nostra città è calma ora”.

Ecco la cosa divertente: il sindaco indossa un elmetto di Kevlar nella foto, che non è stata scattata in Siria, ma nella sua città. Ecco quanto è pacifica la sua città: indossa un elmetto di Kevlar. Qualunque cosa sia, Mike Elliott non è un bugiardo molto bravo.

Altri, al contrario, hanno deciso di abbandonare del tutto la finzione. La leader di BLM Bree Newsome non parla più di “proteste pacifiche“. Non le vuole più.

“Sono decisamente nel campo dei difensori dei disordini e dei saccheggi come risposta legittima e politicamente conforme alla violenza dello stato

ha scritto in un tweet che i censori di Twitter hanno puntualmente lasciato visibile.

Va da sé che Bree Neswsome è essa stessa una figlia del privilegio. Solo le persone privilegiate possono essere così decadenti. Ciò che colpisce davvero è che la Newsome abbia commesso anche lei una versione più aggressiva dello stesso reato per cui Samuel Montoya è in prigione.

Qualche anno fa, si è introdotta nel Campidoglio in South Carolina e ha strappato la bandiera. Si è anche introdotta nell’ufficio di un legislatore statale e si è rifiutata di andarsene. Sta marcendo in prigione? No. È stata arrestata per un breve periodo, poi ha ricevuto elogi da niente po’ po’ di meno che Hillary Clinton. Hillary ha appoggiato quella particolare insurrezione. Ma non tutti ricevono lo stesso trattamento, avrete notato.

Questo dovrebbe preoccuparvi, non importa per chi avete votato e non importa quanto ardentemente sostenete Joe Biden. Questo è un problema enorme, un problema da fine della società. Le leggi non hanno significato se non sono applicate equamente. Quando non sono applicate equamente, non sono nemmeno leggi. Sono solo strumenti di persecuzione politica. Non vuoi vivere in un paese così, anche se le persone che non ti piacciono sono quelle che vengono perseguitate.

Rashida Tlaib vuole invece vivere così. La Tlaib è un membro del Congresso, quindi la sua sicurezza non è mai messa in dubbio. È protetta da guardie del corpo, armi da guerra e ora migliaia di truppe federali pagate dagli Americani. Lei sta bene. Ma nel vostro quartiere, lei vorrebbe vedere la polizia eliminata.

Basta con la polizia, l’incarcerazione e la militarizzazione

Ha scritto la Tlaib su Twitter. Il sistema “non può essere riformato”. Di nuovo, la militarizzazione va bene se i militari la proteggono. Lei ha le truppe federali. Ma non per voi. Voi avete il dispotismo della folla. Non ce lo stiamo inventando, non la stiamo citando male. Lo sta chiedendo in pubblico come membro del Congresso. Molti lo fanno.

Un personaggio sulla MSNBC ci dice che dobbiamo abolire immediatamente il suo dipartimento di polizia:

Jason Johnson: “Ho detto che dobbiamo abolire la polizia americana come esiste attualmente. Non funziona… Sapete la media [del numero di] omicidi che vengono effettivamente risolti dai dipartimenti di polizia? Solo circa il 35%. Sapete il numero di stupri e aggressioni sessuali che vengono risolti dai dipartimenti di polizia? Meno del 60%. Sapete la percentuale, la probabilità di essere colpito a morte da disarmato di una persona nera è, tipo, cinque volte più probabile rispetto ad una persona bianca? La polizia non funziona nel modo in cui la stiamo vedendo ora.”

Un gruppo di privilegiati ci dice di abolire la polizia. Ma non stanno dicendo di abolire davvero la polizia. Noi spesso sosteniamo che lo stiano facendo, ma ascoltate molto attentamente. Dicono di voler abolire la polizia americana per come esiste oggi. E questo solleva la domanda: come è che funziona oggi la polizia?

Ecco come: le comunità locali hanno il controllo. Quindi i poliziotti che camminano nella tua strada, li hai assunti tu. Questo è ciò che non piace a Rashida Tlaib. Questo è ciò che offende la MSNBC. La cosa che odiano è che non la controllano loro. Non possono usare il tuo dipartimento di polizia locale per punirti per le tue opinioni politiche. Per questo, devono andare all’FBI. E questo li fa impazzire.

Abolire la polizia non significa sbarazzarsi della gente armata. Significa semplicemente e specificamente spogliarvi di qualsiasi controllo sulle forze dell’ordine locali. È solo una forma più ambiziosa di controllo delle armi, intesa a disarmare i cittadini, non a proteggerli. Quando il vostro dipartimento di polizia risponderà a loro, le cose saranno molto diverse.

Per avere un’idea di quanto saranno diverse, date un’occhiata a quello che l’amministrazione Biden sta facendo nello stato dell’Oregon. Negli ultimi giorni, i procuratori federali hanno essenzialmente abbandonato una mezza dozzina di casi di crimini federali nati da quei famosi disordini di Portland della scorsa estate. I federali hanno raggiunto accordi di non perseguibilità, che assicurano che le persone che hanno commesso reati se ne potranno andare senza alcun tipo di macchia sulla fedina penale.

Di cosa sono accusati gli imputati dell’Oregon? Più che di violazione di domicilio.

Una di loro, una donna chiamata Alexandra Eutin, è stata accusata di aver colpito un poliziotto di Portland alla testa con uno scudo di legno mentre cercava di fare un arresto.

Un’altra imputata, chiamata Alexa Daron Graham, è stata accusata di aver cercato di abbattere un elicottero della polizia con un puntatore laser.

Ora questo è male, ovviamente. Ma non è così male come, diciamo, votare per Donald Trump, o andare in giro per il Campidoglio con una telecamera. Alexandra Eutin e Alexa Graham non avranno la fedina penale sporca alla fine di questa storia. Samuel Montoya potrebbe passare i prossimi sette anni in prigione.

Vedete cosa sta succedendo. Due sistemi di giustiziauno per gli amici delle persone al comando, e uno molto diverso per i loro nemici. Questi non sono liberal tradizionali. Non chiedono un’utopia pacifica dove nessuno usa la violenza. Questa non è la tradizione del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King. Quello era il vecchio liberalismo americano. Lo prendevamo in giro, quando c’era. Ora ce ne servirebbe molto di più. Questa roba fa paura.

FoxNews.com

Tucker Carlson Tonight” è un talk show americano e programma di attualità condotto dal commentatore paleoconservatore Tucker Carlson. Lo show viene trasmesso in diretta da Washington, D.C., su Fox News Channel alle 8:00 P.M. ET nei giorni feriali. Lo show include tipicamente commenti politici, monologhi, interviste e analisi. Ha debuttato come programma nella lineup di Fox News Channel il 14 novembre del 2016. Nel luglio 2020, “Tucker Carlson Tonight” ha battuto il record di programma con il più alto indice di gradimento nella storia delle notizie via cavo degli Stati Uniti, raccogliendo un’audience media di 4,33 milioni di spettatori.

Tucker Carlson è un conduttore di Fox News. Si è unito alla rete nel 2009 come collaboratore. Sostenitore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si dice anche che abbia influenzato alcune decisioni politiche chiave di Trump stesso. Le sue controverse dichiarazioni su razzismo, immigrazione e femminismo hanno portato al boicottaggio degli inserzionisti contro lo show. Fiero oppositore del progressismo politico, è stato definito un “nazionalista” ed un “paleoconservatore”. È un critico dell’immigrazione. Originariamente sostenitore della politica economica libertaria, ha poi criticato l’ideologia come “controllata dalle banche” ed è diventato un “protezionista”. È anche uno scettico sugli interventi all’estero degli Stati Uniti.

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