Il caso O.J. Simpson: Uno sguardo indietro ad un altro caso con un alto profilo razziale

I giurati di O.J. Simpson deliberarono per meno di quattro ore prima di arrivare ad un verdetto

I giurati nel processo dell’ex agente di polizia di Minneapolis Derek Chauvin hanno iniziato le deliberazioni lunedì, mentre gli avvocati della difesa hanno espresso preoccupazioni circa la mancanza di isolamento della giuria stessa data la vasta copertura mediatica che la morte di George Floyd ha ricevuto.

Mentre la nazione attendeva il verdetto, le autorità del paese si stavano preparando per possibili proteste e disordini.

Quasi tre decenni fa, timori di violenza ed un pubblico diviso attendevano un altro verdetto nel processo di alto profilo di O.J. Simpson, accusato di aver brutalmente ucciso la sua ex moglie, Nicole Brown Simpson, e l’amante di lei, Ronald Goldman, a Los Angeles.

A differenza della giuria del processo Chauvin, i giurati del processo Simpson del 1995 sono rimasti isolati per quasi nove mesi mentre ascoltavano le deposizioni di decine di testimoni prima di emettere un controverso verdetto di non colpevolezza dopo meno di quattro ore di deliberazione. L’esposizione mediatica di quel processo è stata la prima del suo genere, con i media che hanno dedicato 24 ore su 24 di copertura al processo e alle analisi.

Folle di sostenitori e oppositori di O.J. Simpson si sono radunati ogni giorno davanti al palazzo di giustizia mentre i procuratori e gli avvocati della difesa, soprannominati il “Dream Team“, hanno esposto i loro argomenti in quello che è stato definito il “processo del secolo“.

SANTA MONICA, STATI UNITI: Spettatori fuori dal tribunale di Santa Monica, California, tengono un cartello contro O.J. Simpson mentre reagiscono al verdetto di colpevolezza emesso nel processo civile – che seguì quello penale in cui avvenne l’assoluzione – per aver causato una morte ingiusta di sua moglie. Simpson è stato ritenuto responsabile della morte della sua ex moglie Nicole Brown Simpson e del suo amante Ron Goldman solo nel processo civile, in cui venne condannato a risarcire i danni. (credit. HECTOR MATA/AFP via Getty Images)

Chauvin affronta le accuse di omicidio di secondo e terzo grado e le accuse di omicidio colposo per la morte di George Floyd il 25 maggio 2020.

L’avvocato difensore di Chauvin, Eric Nelson, ha espresso preoccupazioni circa la possibilità che i giurati siano stati influenzati dall’attenzione dei media, dato che avevano il permesso di tornare a casa ogni giorno dopo le udienze.

“Non so proprio come questa giuria possa davvero essere… libera dalla minaccia di tutto questo”, ha detto al giudice Peter Cahill dopo gli argomenti di chiusura.

Un ex giurato del caso O.J. Simpson, David Aldana, disse a Fox News nel 2004 che se mai fosse stato chiamato a far parte nuovamente di una giuria: “Farei qualsiasi cosa in mio potere per uscirne”.

I manifestanti vengono trattenuti dalla polizia fuori dal Criminal Courts Building dove si stava tenendo il processo per il duplice omicidio di O.J. Simpson nel centro di Los Angeles. I manifestanti urlavano “rilasciate i nastri” in attesa che l’ex detective della polizia di Los Angeles Mark Fuhrman salisse di nuovo sul banco dei testimoni. (credit. AFP/AFP via Getty Images)

Molti, compresi altri agenti di polizia, hanno dichiarato di credere che Chauvin avesse usato una forza eccessiva quando pose il suo ginocchio sul collo di George Floyd il 25 maggio dello scorso anno. Il filmato dell’incidente ha scatenato una resa dei conti tra attivisti antirazzisti e la polizia che continua ancora oggi.

In previsione di un verdetto di colpevolezza, le autorità di Los Angeles hanno aumentato i turni di polizia e alcune aziende hanno preso misure per proteggere le loro proprietà per paura di disordini.

Il processo a O.J. Simpson ha lasciato un pubblico profondamente diviso, specie se si guarda all’appartenenza ai rispettivi gruppi etnici.

I video delle reazioni della folla all’annuncio del verdetto di non colpevolezza in diretta hanno mostrato infatti molte persone di colore che reagivano con gioia, mentre gli spettatori bianchi erano rimasti visibilmente scioccati e delusi. Molte minoranze ritenevano che O.J. Simpson fosse stato in qualche modo incastrato dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles, che aveva infatti una storia di difficili rapporti con le comunità minoritarie che aveva servito fino a quel momento.

La folla esulta dopo aver ascoltato la decisione del verdetto di O.J. Simpson al tribunale di Los Angeles il 3 ottobre 1995. (Foto di Michael Montfort/Michael Ochs Archives/Getty Images)

Le loro opinioni vennero in effetti convalidate quando il testimone dell’accusa, il detective Mark Fuhrman, era stato ripreso mentre diceva ripetutamente la parola N—ro. All’epoca del processo, Los Angeles era ancora scossa dai disordini del 1992, scatenatisi dopo l’assoluzione di quattro agenti bianchi accusati di aver picchiato Rodney King.

Un momento cruciale per l’accusa venne quando Christopher Darden chiese a O.J. Simpson di provare in aula i guanti che si pensava fossero stati usati nell’omicidio. Quando non gli sembrarono calzare, l’avvocato della difesa Johnnie Cochran pronunciò la sua celere frase: “Se non calza, dovete assolvere“.

La polizia sorveglia Hollywood Boulevard il 1° maggio 1992, dopo che l’incidente a Rodney King aveva scatenato delle rivolte. (Foto di Dayna Smith/The Washington Post via Getty Images)

O.J. Simpson è stato infine condannato per rapina a mano armata ed altre accuse il un altro processo penale, ed è stato rilasciato da una prigione del Nevada nel 2017, dopo nove anni.

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