La verità sul cambiamento demografico e perché i Democratici lo vogliono

Quelli che sono nati in america, di ogni razza e classe sociale, vengono sistematicamente privati dei diritti civili. Dobbiamo iniziare a parlarne.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 12 Aprile 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

La settimana scorsa, abbiamo detto qualcosa in televisione che il solito il coro di bugiardi iperaggressivi sta ora fingendo che sia in qualche modo altamente controverso. Normalmente, ignoreremmo tutto questo. Una volta che sei stato denunciato come suprematista bianco per aver citato Martin Luther King Jr. ti rendi conto che tali critiche sono solo un’altra forma di controllo sociale. Onestamente, a chi importa cosa pensano?

Ma in questo caso, abbiamo pensato che potrebbe valere la pena fermarsi per riaffermare il punto della questione (l’immigrazione, n.d.r.), sia perché è vero e vale la pena di dirlo, sia perché l’America ha un gran bisogno di una conversazione nazionale su questo tema.

Il nostro amico Mark Steyn è stato ospite su Fox News. Ha parlato in un segmento dedicato a come le autorità federali stanno permettendo ai clandestini di volare senza documenti – qualcosa che, nel caso non l’abbiate notato, a voi non è permesso fare.

Il seguente scambio ha avuto luogo in risposta a quella storia:

Tucker Carlson, ‘Fox News Primetime’, dell’8 Aprile: “Sto ridendo perché questa è una delle circa 10 storie che so che avete seguito dove il governo mostra preferenza verso persone che hanno mostrato assoluto disprezzo per i nostri costumi, le nostre leggi, il nostro sistema stesso, e vengono trattati meglio dei cittadini americani.”

“Ora, so che la Sinistra, e tutti i loro piccoli guardiani su Twitter, diventano letteralmente isterici se si usa il termine “sostituzione”, se si suggerisce che il Partito Democratico stia cercando di sostituire l’attuale elettorato, gli elettori che ora votano, con delle nuove persone, elettori più obbedienti del Terzo Mondo. Ma diventano isterici perché è quello che sta succedendo, in realtà.”

“Diciamo solo che, se questo fosse vero, se guardate, se questo stesse accadendo in casa vostra, se foste in prima media, per esempio, e, senza dirvelo, i vostri genitori adottassero un gruppo di nuovi fratelli e gli regalassero delle biciclette nuove di zecca e li lasciassero stare alzati più tardi e li aiutassero con i loro compiti e gli dessero il doppio della paghetta che davano a voi. Tu diresti ai tuoi fratelli: “Sai, penso che siamo stati sostituiti da dei ragazzi che i nostri genitori amano di più”. E sarebbe un po’ difficile contraddirvi, perché guardate quel che succede.”

“Quindi questo conta su un mucchio di cose a diversi livelli. Ma al livello più elementare, è una questione di diritto di voto. In una Democrazia, una persona equivale ad un voto. Ma se si cambia la popolazione, si diluisce anche il potere politico delle persone che ci vivono. Quindi ogni volta che importano un nuovo elettore, io verrei privato del diritto di voto come elettore che c’era prima. Quindi non capisco. Voglio dire, tutti vogliono farne una questione razziale. “Oh, la sostituzione dei bianchi”. No, No, No. Questa è una questione di diritto di voto. Ho meno potere politico perché stanno importando un elettorato nuovo di zecca. Perché dovrei sedermi e accettare tutto questo? Il potere che ho come americano, garantito alla nascita, è un uomo, un voto, e loro lo stanno diluendo. No, non gli è permesso farlo. Perché sopportiamo tutto questo?”

Almeno una previsione si è avverata subito, tutti quei piccoli guardiani su Twitter sono diventati isterici. Hanno passato gli ultimi giorni a saltare su e giù furiosamente, cercando ancora una volta di togliere lo show dalla messa in onda. Ancora una volta, falliranno, anche se è divertente vederli continuare a farlo. (Si arrabbiano sempre così tanto, è uno spasso).

Ma perché tutta questa rabbia? Se qualcuno dice qualcosa che pensi sia sbagliato, il tuo primo istinto è di fargli del male? Probabilmente No. Le persone normali non reagiscono in questo modo. Se senti qualcosa che pensi sia sbagliato, cerchi di correggerlo. Ma correggere i fatti non è certo lo scopo di questo esercizio. Il punto è quello di evitare che inizino conversazioni non autorizzate. “Zitto, razzista! Niente più domande!” L’avete già sentito.

Vi chiederete per quanto tempo ancora immaginano che gli americani possano andare avanti così; un intero paese costretto a mentire sempre su tutto. Non può andare avanti per sempre, ma potete capire perché ci stanno provando.

Il cambiamento demografico è la chiave delle ambizioni politiche del Partito Democratico. Ripetiamolo per enfasi, perché è il segreto dell’intero dibattito sull’immigrazione: Il cambiamento demografico è la chiave delle ambizioni politiche del Partito Democratico. Per vincere e mantenere il potere. I Democratici progettano di cambiare la popolazione del paese. Non stanno più cercando di conquistare i voti con il loro programma. Ovviamente non stanno cercando di migliorare la vita degli americani. Non gli interessa nemmeno più il loro voto. Il loro obiettivo è… renderli irrilevanti.

Questo è incontestabilmente vero. E poiché è vero, li fa impazzire assolutamente quando glie lo si dice a voce alta. Un cane ferito d’altronde abbaia. Gridano che notare l’ovvio è immorale, che sei un razzista se osi ripetere cose che loro stessi dicono con orgoglio. La maggior parte delle persone si adegua a questo assurdo standard e sta doverosamente zitta; non pensano di avere una scelta. Ma non importa quello che possono dire in pubblico, tutti capiscono la verità: quando si cambia chi vota, si cambia chi vince. Questo fatto non ha niente a che fare intrinsecamente con la razza o la nazionalità. È la natura della Democrazia. È sempre stato vero. Potete vederlo accadere voi stessi e probabilmente l’avrete già fatto.

In tutto il paese, abbiamo visto enormi cambiamenti nei risultati elettorali causati dal cambiamento demografico. Nuove persone che si trasferiscono e votano in modo diverso. In pratica, non importa l’aspetto o la provenienza. Ciò che conta è che hanno opinioni politiche diverse. Questo è vero tanto quando i migranti vengono da Brooklyn tanto quando vengono da Oaxaca.

Nel Vermont, i liberal bianchi che fuggivano dal casino che avevano combinato a New York hanno fatto diventare lo Stato “blu” (Democratico, n.d.r.). Fino al 1992, il Vermont era una roccaforte repubblicana, per quanto sia difficile da credere. Il Vermont è ora una parodia del liberalismo negli stili di vita. Questo è il cambiamento demografico al lavoro. Si vede la stessa cosa accadere nello stato del New Hampshire, mentre i rifugiati provenienti dal Massachusetts si riversano a nord e portano le loro cattive abitudini con loro.

Montana, Idaho e Nevada stanno affrontando problemi simili. I liberal benestanti che hanno distrutto la California non rimangono certo nei paraggi per vedere come va a finire. Stanno scappando verso i pallidi nascondigli di Boise e Bozeman, distorcendo la cultura locale e i mercati immobiliari nel mentre lo fanno. Molto presto, le persone che sono nate nel Mountain West non potranno più viverci. Saranno, sì, sostituiti dai baroni delle private equity, istruttori di yoga e vicepresidenti senior di Google. I bei posti sono sempre in pericolo di essere invasi dalle persone peggiori. Chiedete a chiunque sia cresciuto ad Aspen.

Ma nella maggior parte di questo paese, è l’immigrazione da altre nazioni più di ogni altra cosa che ha governato la trasformazione politica. Ma questo fenomeno è diverso da quello che abbiamo visto in posti come il Vermont. Gli americani hanno tutto il diritto di trasferirsi in altri stati, se lo vogliono, anche se hanno delle stupide opinioni politiche. Ma i nostri leader non hanno il diritto di incoraggiare gli stranieri a trasferirsi in questo paese per cambiare i risultati delle elezioni. Farlo è un attacco alla nostra stessa Democrazia. Eppure, per decenni, i nostri leader hanno fatto proprio questo, e continuano a farlo… perché funziona.

Considerate la Virginia. Le contee oltre il fiume Potomac da Washington, D.C. ospitano ora una delle più grandi comunità di immigrati degli Stati Uniti. La maggior parte di questi immigrati sono persone laboriose e rispettabili. Molti hanno avuto molto successo negli affari. Buon per loro. Ma hanno anche una visone politica molto diversa dalle persone che ci vivevano prima. I loro voti hanno permesso ai Democratici di prendere il controllo dell’intero Stato e di cambiarlo in qualcosa di irriconoscibile. Il Governatore, Blackface Klanrobes a Richmond, deve il suo posto di lavoro agli immigrati di Arlington e di Falls Church.

Tendenze simili sono ora in corso in Georgia, North Carolina e in molti altri Stati. L’immigrazione di massa aumenta il potere del Partito Democratico, punto. Questa è la ragione per cui i Democratici la sostengono. È l’unica ragione. Se duecentomila immigrati dalla Polonia si presentassero domani al nostro confine meridionale, Kamala Harris non prometterebbe loro l’assistenza sanitaria. Perché? Semplice: I polacchi tendono a votare per i Repubblicani. Questa è la differenza. I Democratici deporterebbero immediatamente quegli immigrati. Non ci si preoccupa di come siamo diventarti una nazione di immigrati. Se centinaia di migliaia di probabili elettori Repubblicani che si ammassano a Tijuana, al confine con il Messico, la si qualificherebbe come una crisi nazionale. Avremmo un muro di confine entro domani.

Per i Democratici, il punto dell’immigrazione non è mostrare compassione ai rifugiati, tanto meno migliorare il nostro paese. Sicuramente non si tratta di “giustizia razziale”. L’immigrazione di massa danneggia gli afro-americani, forse più di qualunque altra cosa. L’immigrazione è un mezzo per ottenere un vantaggio elettorale. Si tratta di potere. Più elettori democratici significano più potere per i politici democratici.

Questo ci ha insegnato la California.

Tra il 1948 e il 1992, lo Stato della California ha votato per un solo candidato presidenziale dei Democratici (Lyndon Johnson, n.d.r). Tra i grandi centri popolati d’America, in netto contrasto con Chicago e New York, la California è stata affabilmente ed orgogliosamente repubblicana. Per otto anni, niente meno che Ronald Reagan ha governato quello Stato. La California aveva le migliori scuole del paese, le migliori infrastrutture, la migliore economia, per non parlare dell’ambiente paesaggistico più bello del pianeta. La California era un modello per il mondo.

Nel 1980, Ronald Reagan, ex governatore della California, divenne presidente degli Stati Uniti. In prospettiva, le cose non erano mai andate meglio per la California. A metà del suo secondo mandato, Reagan firmò una cosa chiamata “Legge per la riforma ed il controllo dell’immigrazione” nel 1986. Anche se probabilmente non se ne rese conto all’epoca, quella legge rese impossibili dei futuri Ronald Reagan. L’Immigration Reform and Control Act portò un’amnistia, e ad un percorso verso la cittadinanza, per quasi tre milioni di cittadini stranieri che vivevano illegalmente negli Stati Uniti. L’anno successivo, con un ordine esecutivo, Reagan aumentò quel numero. Fermò la deportazione di altri 100.000 minori illegali, i “Dreamers” dei suoi tempi.

Il resto del mondo guardò attentamente mentre tutto questo accadeva. Gli aspiranti migranti di tutto il mondo conclusero che non c’era una vera e propria “pena” per chi avesse infranto le leggi americane. In effetti, c’era una ricompensa. Reagan firmò anche una legge che obbligava gli ospedali a fornire cure mediche gratuite indipendentemente dallo stato di provenienza. La Corte Suprema aveva già garantito l’istruzione gratuita a chiunque si fosse presentato senza un visto. Quindi: Ospedali gratis, scuole gratis e amnistia mal che vada. Perché il resto del mondo non dovrebbe venire? E lo fecero molto presto.

Se mai vi annoiaste, tornate indietro e leggete la copertura mediatica di allora sulla legge dell’amnistia del 1986, il giorno in cui venne approvata. Tutti all’epoca, in entrambi i partiti e nei media, assicuravano agli americani che la nuova legge avrebbe presidiato il nostro confine. Dopo tutto, si chiamava Immigration Reform and Control Act. Ebbene, accadde il contrario: Nuove enormi ondate di migranti arrivarono immediatamente, molti dei quali illegali. La California fu trasformata praticamente da un giorno all’altro in uno Stato Democratico. Nel 1988, George H.W. Bush vinse per un pelo in California nelle elezioni presidenziali, ma da allora nessun Repubblicano ha più vinto in quello Stato. Nessun Repubblicano vincerà mai in California, non durante questa vita. Ci sono ora circa il doppio dei Democratici registrati in California rispetto ai Repubblicani.

Non c’è molto da discutere su come tutto questo sia accaduto. Le contee della California con la più alta percentuale di Repubblicani sono, non a caso, quelle con la più bassa percentuale di immigrati e viceversa. La California è cambiata perché è cambiata la popolazione. L’analisi delle elezioni presidenziali del 2012, per esempio, ha mostrato che se vivevi nello Stato della California nel 1980, probabilmente voti ancora per i Repubblicani. I vostri punti di vista però non sono affatto cambiati. Ma nel momento in cui il tuo Stato si è gonfiato di elettori stranieri, le tue opinioni sono diventate irrilevanti. Il vostro potere politico, il potere di controllare la vostra vita, scompare con l’arrivo di nuove persone che diluiscono il vostro voto. Questo era e resta il punto.

Questa non è più Democrazia, si chiama barare. Immaginate di guardare una partita di calcio in cui una squadra decide di iniziare il secondo tempo con 40 giocatori in più sul campo. Lo considerereste un gioco corretto? Il Partito Democratico ha fatto qualcosa di molto simile nello Stato della California. Hanno truccato il gioco mettendoci più persone. Hanno farcito l’elettorato. Come risultato, gli americani che sono cresciuti in California hanno perso il loro diritto più basilare in una Democrazia: il diritto di far contare il proprio voto.

Questo è vero per tutti quelli che sono nati in America, a proposito, non solo per i Repubblicani. Los Angeles ora ha la più grande popolazione latino-americana al di fuori di Città del Messico. I bianchi costituiscono meno del 30% della popolazione, da più del 90% che erano nel 1960. Ma un declino meno notato si è verificato tra gli afroamericani. Secondo il demografo Joel Kotkin, negli ultimi 30 anni, la proporzione di residenti afroamericani a Los Angeles si è dimezzata. San Francisco ha ora solo il 5% di afroamericani; nel 1980, era il 13%. Avete sentito molto ultimamente sulla necessità di un “potere politico afroamericano”. In California, quel potere sta evaporando a causa dell’immigrazione di massa.

I leader dei Democratici non menzionano mai questa tendenza, ma è ovvio per la gente che vive lì. Un sondaggio ha rilevato che quasi il 60% degli afroamericani in California vorrebbe andarsene. Molti l’hanno già fatto. L’esodo dei californiani nati in America di ogni colore è iniziato poco dopo l’amnistia del 1986. È cresciuto fino a diventare una corsa presi dal panico. Oggi può arrivare a costare cinque volte di più guidare un furgone per i traslochi per andare fuori dalla California che guidarne uno per venirci dentro. Questo è il lavoro della domanda e dell’offerta. Non sono molti gli americani che si trasferiscono a Los Angeles dopotutto.

Eppure, per ogni californiano che abbandona lo Stato, molte altre persone ci arrivano da paesi stranieri. Ecco perché, dal 1990, la popolazione totale della California è cresciuta di 10 milioni di persone. Questo è l’equivalente di un Michigan e di una Carolina del Nord completamente nuovi in soli 30 anni. È un sacco di gente in un periodo di tempo molto breve. La maggior parte di questi nuovi arrivati viene da posti poveri. Il loro standard di vita aumenta una volta arrivati in California. Lo Stato, tuttavia, è diventato molto più povero. Nel 1986, la California era la terra più ricca del mondo se paragonata alle sue dimensioni. Ora la California ha più poveri di qualsiasi altro Stato del paese a partire da quest’anno, secondo le migliori misurazioni disponibili del governo federale. La California ha un tasso di povertà più alto del Mississippi, anzi il più alto della nazione.

Come è successo? In un paese sano, uno che apprezza l’onestà, la libera inchiesta e la scienza sociale legittima, non ci porremmo questa domanda con urgenza. Come ha fatto un posto idilliaco come la California a diventare così miserabile che un gran numero di persone nate lì ha deciso di abbandonare le proprie case e fuggire? Se vi importasse degli Stati Uniti, vorreste conoscere la risposta e vorreste essere assolutamente certi che non accada altrove. Eppure il Partito Democratico sta lavorando per assicurarsi che accada anche altrove. Questo non è un insulto. Non è un’ipotesi. Lo sappiamo perché se ne vantano costantemente.

La Sinistra diventa isterica se le si fa notare che gli elettori americani vengono sostituiti da lealisti del Partito Democratico provenienti da altri paesi. A te non è assolutamente permesso dirlo, ma a loro è permesso dirlo. E lo fanno. Lo dicono continuamente. Hanno fatto degli studi su questo, scritto lunghi libri qui questo, ne hanno parlato all’infinito in televisione, spesso con i più brutti termini razzisti. Non si vergognano affatto, non pensano di doversi vergognare. Nell’autunno del 2018, un editorialista del New York Times ha scritto un pezzo che si intitolava letteralmente “Possiamo sostituirli“.

Nel caso vi foste chiesti chi fossero quei “loro“, la rubrica ve lo diceva esplicitamente. Grazie al cambiamento demografico, notava l’autore con cordiale approvazione, lo Stato della Georgia sarà presto controllato dai Democratici: “Il potenziale c’è. La Georgia è a meno del 53 [%] di [Bianchi] non ispanici”. Di nuovo, questo è un editorialista del New York Times, non un blogger di QAnon.

Vi dicono che la sostituzione demografica sia un’ossessione della Destra. No, non lo è. Dicono che è un’orribile teoria del complotto di Destra, che la Destra ne è ossessionata. No, la Sinistra ne è ossessionata. Infatti, è l’idea centrale del moderno Partito Democratico. La sostituzione demografica è la loro ossessione perché è la loro strada verso il potere. Nel 2013, il futuro segretario di gabinetto di Obama, Julian Castro, è andato sulla CBS a spiegare perché il Texas sarà presto uno Stato Democratico.

Julian Castro: “Tra un paio di cicli presidenziali, lei ci sarà – e nella notte delle elezioni, annuncerà che chiameremo i 38 Grandi Elettori del Texas per il candidato democratico alla presidenza. Sta cambiando. Diventerà uno stato viola e poi uno stato blu a causa della demografia, a causa della crescita della popolazione al di fuori del Texas.”

Nessuno ha attaccato Julian Castro per averlo detto. Nessuno ha chiesto chi fossero queste “persone al di fuori del Texas” o perché avessero il diritto di controllare il futuro delle persone che già vivevano in Texas. Nessuno ha detto una parola al riguardo. Sembrava normale, era normale, è ancora normale. A Washington, ciò che si qualifica come “scioccante” è qualsiasi tentativo reale di proteggere la Democrazia.

Nell’estate del 2019, l’allora presidente Donald Trump ha promesso – falsamente, come si è poi scoperto – che avrebbe deportato un gran numero di cittadini stranieri che vivono qui illegalmente. La risposta di Kamala Harris a questa cosa è stata rivelatrice. Avrebbe potuto sostenere, come spesso fanno i Democratici, che la deportazione sia “crudele” e “anti-americana”. Ma lei non ha detto questo. Invece, ha detto la verità su questo:

“Chiamiamolo per quello che è”, ha scritto la Harris su Twitter. “È un tentativo di ridisegnare la demografia del nostro paese dando un giro di vite sugli immigrati. Che questa minaccia venga dal Presidente degli Stati Uniti è profondamente riprovevole e un affronto ai nostri valori. Combatteremo tutto questo”.

Ma aspettate un attimo, Trump aveva annunciato di voler deportare gli immigrati stranieri illegali, che non sono autorizzati a votare alle nostre elezioni. Non sono nemmeno autorizzati a vivere qui. In che modo mandarli a casa nel loro paese sarebbe “un tentativo di ridisegnare la demografia del nostro paese”? Gli stranieri illegali non dovrebbero nemmeno contare nella demografia del nostro paese. Non sono americani.

La risposta di Kamala Harris ha senso solo se si crede che i milioni di stranieri che infrangono le nostre leggi per vivere qui siano futuri elettori dei Democratici, ed è esattamente quello che lei crede. È scioccante se ci pensate, ed è per questo che non vi è permesso pensarci su. Pensare a ciò che Kamala Harris sta progettando – Kamala Harris stessa vorrebbe che sapeste – che è profondamente “riprovevole” ed un “affronto ai valori” americani. In altre parole, sottomettetevi al nostro schema o sarete dei senza morale.

Se sentiste persone di spicco parlare così in qualsiasi altro paese, sareste confusi. La classe dirigente di una nazione che ammette di sperare di sostituire i propri cittadini sembra grottesco. Se tu credessi nella Democrazia, lavoreresti per proteggere il potere che sta dietro al voto di ogni cittadino, ovviamente. Ti chiedi anche se la gente discuta di questioni come questa in paesi che non odiano se stessi, come il Giappone o la Corea del Sud o Israele.

Andate sul sito dell’Anti-Defamation League (ADL) qualche volta se volete dare un’occhiata a come potrebbe essere una conversazione senza veli sull’interesse nazionale di un paese. In un breve saggio pubblicato sul sito, l’ADL spiega perché lo stato di Israele non dovrebbe permettere più agli arabi di diventare cittadini israeliani con diritto di voto:

“Con tassi di natalità storicamente alti tra i palestinesi ed un possibile afflusso di rifugiati palestinesi e dei loro discendenti che ora vivono in tutto il mondo”, spiega l’ADL, “gli ebrei diventerebbero rapidamente una minoranza all’interno di uno Stato bis-nazionale, ponendo così probabilmente fine a qualsiasi parvenza di rappresentanza e protezione degli uguali. In questa situazione, la popolazione ebraica sarebbe sempre più politicamente – e potenzialmente fisicamente – vulnerabile.

“È irrealistico ed inaccettabile“, continua l’ADL, “aspettarsi che lo Stato d’Israele sovverta volontariamente la propria esistenza sovrana e la propria identità nazionalista, diventando una minoranza vulnerabile in quello che una volta era il suo territorio”.

Ora, dal punto di vista di Israele, questo ha perfettamente senso. Perché qualsiasi nazione democratica dovrebbe rendere i propri cittadini meno potenti? Non è questo il tradimento più profondo di tutti? Nelle parole dell’ADL, perché un governo dovrebbe sovvertire la propria esistenza sovrana? Bella domanda. Forse il presidente dell’ADL Jonathan Greenblatt verrà qui a “Tucker Carlson Tonight” qualche volta per spiegare e dirci se questo stesso principio si applica anche agli Stati Uniti. La maggior parte degli americani crede che sia così. Sfortunatamente, la maggior parte degli americani non ha voce in capitolo.

La maggior parte degli americani non ha nemmeno il permesso di tenere questa conversazione. Così guardano da bordo campo mentre la loro Democrazia viene assassinata da persone che sostengono di essere i suoi stessi difensori. “Democrazia! Democrazia! Democrazia!” urla la folla su Twitter, anche mentre i voti delle persone che sono nate qui diminuiscono costantemente di valore – diluiti e sempre più senza valore, come il dollaro americano. Questo è ciò che appare quando un’intera popolazione nativa – bianca e nera, ma ognuno di loro è americano – è sistematicamente privata dei diritti civili. Gli americani della classe media diventano ogni anno meno potenti. Hanno meno potere economico e, grazie all’immigrazione di massa, ora hanno anche meno potere politico.

I leader che fanno questi cambiamenti non hanno alcuna simpatia per le loro vittime. Incolpano il paese per la sua stessa sofferenza. Si odia sempre la gente a cui si fa del male.

Questo è tutto vero. Ogni persona onesta sa che è vero. Finché siamo qui, continueremo a dirlo ad alta voce.

FoxNews.com