Non sei d’accordo con la Ocasio-Cortez? Dovresti cominciare a guardarti le spalle

Un attivista contro la guerra riceve la visita della polizia dopo aver definito la componente della “Squad” come “incredibilmente insoddisfacente”.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 9 Aprile 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

Se doveste riassumere questo momento della storia americana, come lo chiamereste? Forse “l’età della frode“. Viviamo in un momento storico in cui le persone più potenti del mondo si mascherano da persone senza potere, un momento in cui i miliardari si atteggiano a vittime indifese (non criticate Bill Gates!), in cui una donna che si identifica letteralmente come “la duchessa del Sussex” dice a Oprah che è oppressa e Oprah annuisce con empatia, perché anche Oprah è oppressa.

In un momento come questo, non è sorprendente che Alexandria Ocasio-Cortez si senta profondamente addolorata per se stessa. La Ocasio-Cortez è stata eletta al Congresso qualche anno fa, all’età di 29 anni, battendo un incumbent di lunga data in una elezione che nessuno pensava potesse vincere. Il suo precedente lavoro, notoriamente, era stato quello di cameriera e barista in un locale di tacos a Union Square. La gente l’ha presa in giro, ma noi no. Dite quello che volete sulle opinioni di Ocasio-Cortez, questo è un risultato legittimamente impressionante. Se vostra figlia lo facesse, sareste orgogliosi.

Ma Alexandria Ocasio-Cortez, invece, non sembra orgogliosa. Sembra addolorata.

Ogni anno che passa, mentre la sua fama e il suo potere crescono, appare sempre più arrabbiata e più fragile. Entro un mese dal suo arrivo a Washington, la Ocasio-Cortez ha accumulato una presenza sui social media maggiore di qualsiasi altro membro del Congresso. Ad oggi ha più di 12,6 milioni di seguaci su Twitter, quasi il doppio di Nancy Pelosi, che è lì da mezzo secolo. Alexandria Ocasio-Cortez ha uno dei più grandi megafoni politici sulla terra. Ma lei vuole di più.

La Ocasio-Cortez, ora, insiste sul fatto che non solo lei debba essere messa in grado di parlare assolutamente senza filtri a milioni di persone, ma anche che nessuno debba essere autorizzato a dissentire da ciò che lei dice. A febbraio, il suo ufficio ha inviato una e-mail ai sostenitori chiedendo loro di segnalare chiunque la critichi ai monopoli tecnologici per essere punito.

“Controllate sui i vostri social media e trovate post con informazioni fuorvianti“, si leggeva nell’email, “usate la funzione di segnalazione integrata per segnalarli ai moderatori“.

Come si chiama questa cosa? È abbastanza semplice, invero. Qui avete uno dei politici più potenti del paese che usa le aziende più potenti del mondo per censurare i suoi avversari politici.

Questo suona molto come autoritarismo. Infatti, se stesse accadendo in Ghana, lo chiamereste così. Ma siccome sta succedendo in America, nel 2021, non lo chiamiamo così. Non ce ne accorgiamo nemmeno. Alexandria Ocasio-Cortez non è una demagoga assetata di potere. No, tutt’altro, è una giovane donna vulnerabile che cerca solo di proteggersi da un’aggressione. Non essere d’accordo con Alexandria Ocasio-Cortez è come ferirla.

Quando il podcaster di sinistra Jimmy Dore l’ha spronata a lottare per un salario minimo più alto, la Ocasio-Cortez lo ha accusato di aver commesso un crimine. “Questa è violenza“, ha scritto.

Come ci si protegge dalla violenza? Si usano delle guardie armate, e AOC lo ha fatto.

La settimana scorsa, la Ocasio-Cortez si è seduta per un’intervista sul Medio Oriente. A 31 anni, è una voce molto ricercata su ogni possibile argomento, dall’economia al modo in cui la società è concepita ai dettagli delle complesse questioni di politica estera. Durante questa intervista, che è stata trasmessa in streaming online, le è stato chiesto come portare la pace tra i palestinesi e gli israeliani. Ecco cosa ha detto:

Alexandria Ocasio-Cortez: “Sai, prima, poco fa, tu ed io stavamo parlando del “perché” e del “percome”. E penso che quando parliamo di pace, di focalizzare l’umanità delle persone, di proteggere i diritti delle persone – non si tratta solo del “perché” e dell’obiettivo finale, che spesso si restringe molto, ma in realtà penso che si tratti molto di più del “percome”, e del modo in cui ci uniamo, e di come interpretiamo quel “perché”, e di come agiamo, sai, le azioni che intraprendiamo per arrivare a quel “percome”… Apprezziamo gli ebrei e, piuttosto, apprezziamo gli israeliani, uhm, uhm, uhm, apprezziamo la sicurezza e i diritti umani degli israeliani, apprezziamo la sicurezza e i diritti umani dei palestinesi.”

È andata avanti così per un po’, ma avete capito. “Focalizzare l’umanità delle persone”, “Proteggere i diritti delle persone”, bla, bla, bla, bla. Era tutto fumo.

Se foste sua madre, o un compagno di stanza del college, o un amico intimo, potreste cercare di trovare qualche giustificazione per tutto questo. “Piuttosto coraggioso da parte sua intervenire su un argomento di cui non sa nulla“, potreste pensare tra voi, se foste benevoli. Ma se voi foste dei veri progressisti, che guardano da casa e sperano di trovare un leader, sareste profondamente delusi. Questa è Alexandria Ocasio-Cortez, dopo tutto, è la “leonessa della Sinistra“. Ehi, ma dov’era la difesa a tutto campo dei palestinesi e dei loro diritti?

Questa è stata infatti la reazione di Ryan Wentz. Wentz è un uomo di Sinistra, un attivista contrario alla guerra della California. Non è rimasto impressionato dalle sue parole, e lo ha detto.

Su Twitter, Wentz ha scritto questo: “La sua risposta è stata incredibilmente insoddisfacente, per non dire altro”.

Una settimana dopo, la polizia si è presentata a casa sua. Due agenti in borghese della California Highway Patrol sono arrivati, chiamandolo per nome. Hanno spiegato che erano stati inviati dalla polizia del Campidoglio a Washington, D.C. per rispondere ad una “minaccia” contro un membro del Congresso. Wentz non aveva minacciato Ocasio-Cortez o nessun altro. Aveva semplicemente disapprovato le sue opinioni.

Ma la polizia non sembrava convinta. Come ha spiegato in un’intervista a The Grayzone, “non volevano far cadere l’accusa di averla minacciata di morte”.

Ma ecco la parte più inquietante: Ryan Wentz non aveva inserito alcuna informazione personale sul suo profilo nei social media. Eppure la polizia sapeva il suo nome e dove viveva esattamente. Come hanno fatto a trovarlo? Sembra probabile che Twitter abbia consegnato Wentz alle autorità per conto della loro amica Alexandria Ocasio-Cortez.

È difficile credere che questo stia accadendo in America, ma è successo. La California Highway Patrol lo ha confermato venerdì. La polizia del Campidoglio ha detto a “Tucker Carlson Tonight” che hanno fatto il nome di Wentz perché è stato menzionato in un messaggio “minaccioso”. Hanno negato che Ocasio-Cortez abbia richiesto un’indagine.

Da parte sua, la Ocasio-Cortez ha anche negato un coinvolgimento diretto in tutto questo, ma non sembrava particolarmente sconvolta dall’accaduto. Certamente non si è lanciata in un discorso appassionato sulle libertà civili.

Perché avrebbe dovuto? Minacciare le persone per aver osato criticare i potenti è ormai normale. È una tendenza che si è accelerata drammaticamente dal 6 gennaio, il giorno in cui è iniziata la caccia agli “estremisti interni”. Già all’epoca, abbiamo notato che nessuno definiva i termini molto chiaramente. Cos’è un “estremista”? In che modo è diverso da qualcuno che non è d’accordo con chi comanda?

Tucker Carlson, il 4 febbraio del 2021: “Quelle persone sono terroristi interni, ci dicono. Devono essere abbattuti con la forza. La guerra al terrorismo si è spostata negli Stati Uniti. Gli estremisti hanno fatto breccia nei nostri muri. Sono dentro il nostro paese. E in risposta, dobbiamo dar loro la caccia… Nessuno di questi cacciatori di estremisti, belli eccitati e con grandi poteri, ci ha detto esattamente cosa sia un estremista. Così siamo lanciati a indovinare, ci siamo messi a guardarci intorno nervosamente per vedere se possiamo individuarne uno, sperando contro ogni speranza per tutto il tempo che non stiano parlando di noi, vero?”

Allora, cos’è un estremista? Molte persone presumono che un estremista debba essere qualcuno che ha votato per Donald Trump o che legge dei siti webproibiti“.

No. Si scopre che è qualcuno che non è d’accordo con Alexandria Ocasio-Cortez, sia da Destra, ma anche da Sinistra.

FoxNews.com

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