John C. Frémont, il primo candidato alla Presidenza dei Repubblicani

John Charles Frémont nacque a Savannah, in Georgia, nel 1813. Fin da giovanissimo, venne fortemente attratto dalle scienze naturali e sviluppò un forte spirito avventuroso. Grazie alla sua personalità, il giovane John riuscì ad attirare l’attenzione dell’importante politico Joel Poinsett che lo aiutò ad ottenere un posto come insegnante di matematica su una nave da guerra. Abbandonata la marina, entrò nel corpo topografico lavorando come disegnatore di mappe.

Nel 1837, partì finalmente assieme al francese Joseph Nicollet per esplorare i territori del Mississippi e del Missouri. Nel 1841, sposò Jessie Benton, figlia del potente senatore Thomas Benton, uno dei primi sostenitori del suo destino manifesto. Benton inizialmente non approvò il matrimonio della figlia con un uomo di una classe sociale inferiore, ma cambiò idea vedendo il sincero amore tra i due.

Paesaggio della California

Nel 1842, Frémont iniziò una lunga spedizione esplorativa nel West, esplorò il Wind River, la pista dell’Oregon ed il Passaggio del Sud. Riuscì a compiere un encomiabile lavoro, annotando la fertilità dei terreni e le zone più adatte alla costruzione di fortezze. In seguito, Fremont compì altre due spedizioni nella zona dell’Oregon e della California, venendo coinvolto in alcuni scontri con i nativi.

La svolta definitiva della sua carriera, si ebbe nel 1846, con lo scoppio della guerra contro il Messico. Giunto in California con la sua spedizione esplorativa, Frémont si rese conto che l’autorità messicana era pesantemente indebolita e favorì quindi una rivolta della popolazione locale (la cosiddetta “Bear flag revolt”). I rivoltosi proclamarono la nascita della Repubblica della California. Venuto a conoscenza dello scoppio della guerra tra gli Stati Uniti e il Messico, favorì l’annessione della neonata repubblica nell’Unione e si distinse nel conflitto. In riconoscimento del suo ruolo nell’occupazione della California, il commodoro Robert F. Stockton nominò Frémont Governatore militare della California nel 1847. Nel frattempo, le autorità federali inviarono il generale Stephen Kearny in California per stabilire un governo. Tuttavia, i frequenti contrasti con i suoi superiori lo portarono ad essere sostituito dopo un mese e congedato con disonore per insubordinazione. Nonostante questo episodio, Frémont mantenne la sua popolarità e stima presso il pubblico americano. Assolto da una Corte Marziale e riabilitato dal Presidente James K. Polk, rientrò nell’esercito e si lanciò in una quarta spedizione esplorativa attraverso il fiume Arkansas.

Egli tuttavia non si dedicò solo all’esplorazione. Nel 1847 acquistò un grosso appezzamento di terra, denominata “Las Mariposas”, dove iniziò a costruire un ranch. La scoperta dell’oro nella sua proprietà lo rese di colpo ricchissimo.

C. Frémont e Wm L. Dayton. I campioni della libertà

Probabilmente, chiunque si sarebbe accontentato di tali trionfi, ma non Frémont che si lanciò in politica. Le sue esplorazioni ben pubblicizzate del selvaggio West e le sue imprese nella ribellione della California contro il Messico contribuirono alla sua elezione a primo Senatore della California nel 1850, incarico ricoperto fino al 1851, quando si lanciò in una quinta campagna esplorativa volta a trovare un passaggio transcontinentale attraverso le Montagne Rocciose che fosse praticabile anche in inverno.

Nel 1854 aderì al neonato Partito Repubblicano, fondato sulle idee dell’anti-schiavismo. Visti i suoi successi e la sua notorietà, Frémont divenne il primo candidato repubblicano alla presidenza nelle Elezioni presidenziali del 1856. Frémont fece campagna come il Pathfinder (“l’Esploratore”) che avrebbe condotto il paese fuori dalla vergogna della schiavitù. A causa della scarsità di fondi e della limitatezza della macchina organizzativa del partito, unita alla competizione provocata dalla candidatura di Millard Fillmore del partito “Know Nothing“, le prime elezioni si risolsero in una sconfitta per i Repubblicani. Ciononostante, riuscì a vincere in molti Stati del New England e nel Nord-ovest degli Stati Uniti, garantendo la sopravvivenza nel panorama politico del neonato GOP e creando così la prima “roccaforte” elettorale. Anche se Frémont aveva perso contro il Democratico James Buchanan, continuò i suoi sforzi a favore dell’emancipazione.

John C. Frémont

Allo scoppio della Guerra di Secessione, venne nominato maggiore generale dell’esercito dell’Unione, di stanza a St. Louis, in Missouri. Frémont entrò subito in contrasto con numerosi funzionari locali, per via del suo carattere. Quando scoppiò la ribellione secessionista nel Missouri, Frémont proclamò la legge marziale, assunse il governo dello Stato ed annunciò l’emancipazione degli schiavi di quegli abitanti che avevano preso le armi contro l’Unione. Il presidente Abramo Lincoln approvò le altre misure di Frémont contro la ribellione, ma considerò l’emancipazione “prematura” e chiese a Frémont di ritirare il suo proclama. Quando Frémont rifiutò, Lincoln emise un ordinanza che annullava l’atto.

Inoltre, fu aspramente criticato per non aver soccorso il generale Nathaniel Lyon, sconfitto e ucciso dai Confederati, preferendo concentrarsi sulla difesa della cittadina di Cairo, nell’Illinois. In seguito, vinse la Battaglia di Springfield (prima vera vittoria dell’Unione) e promosse Ulysses S.Grant a capo delle truppe di stanza a Cairo, comprendendo che un’offensiva attraverso il Missouri, volta a tagliare in due i territori della Confederazione, fosse la “chiave” per la vittoria.

A seguito delle accuse di cattiva amministrazione nel Missouri, Frémont subì un duro attacco e fu sollevato dal comando dal Presidente Abramo Lincoln per insubordinazione. I suoi sostenitori ritenevano però che l’attacco fosse ingiusto, e che fosse il risultato di un intrigo politico. In seguito fu coinvolto marginalmente in alcune battaglie in Virginia, ma senza riportare successi.

John C. Frémont

Nel 1864 la Guerra di Secessione pareva ancora ben lungi dal terminare ed il presidente Lincoln era dato sfavorito alle Elezioni presidenziali del 1864 contro il candidato Democratico, il generale George McClellan. I Repubblicani più “radicali” provocarono dunque una scissione, considerando di candidare proprio Frémont alla presidenza. Popolare ma controverso, Frémont decise che la sua candidatura avrebbe causato divisione all’interno del partito e si ritirò, favorendo la riunificazione del GOP, che tornò di nuovo ad appoggiare Lincoln. L’azione di Fremont si rivelò decisiva, assieme alla scelta dei “War Democrats“, di appoggiare il presidente uscente, formando il ”National Union Party”, oltre alle spettacolari vittorie militari ottenute dai generali Ulysses S.Grant e William T. Sherman, garantirono una netta vittoria a Lincoln, il quale condusse l’Unione alla vittoria sulla Confederazione, portando alla definitiva abolizione della schiavitù.

Terminato i servizio militare, provò ad investire nel settore ferroviario. Il suo fallito tentativo di rivitalizzare la Pacific Railrod, unito al “Panico del 1873“, distrussero però le sue fortune.

Dal 1878 al 1883, Frémont ricoprì nuovamente un incarico pubblico come governatore del Territorio dell’Arizona. Tuttavia vi si recò solo raramente e trascurò le sue mansioni. Rimosso dall’incarico nel 1881 non riuscì più a riprendersi e morì in povertà nel 1890. Pochi mesi prima della sua morte il Congresso gli concesse una pensione, riconoscendo l’importanza delle sue prime esplorazioni nel selvaggio West.

Cathedral Rock Yosemite Valley, California

Coraggioso, amante della libertà ed anti-schiavista, Fremont incarnava perfettamente gli ideali del “sogno americano” nel IXX Secolo. Lo storico Allan Nevins scrisse che Fremont “visse una vita fatta di grandi successi e di cupi fallimenti”. Egli riuscì infatti a diventare uno dei personaggi politici più importanti della sua generazione e la sua candidatura nel 1856 contribuì a creare per la prima volta un “partito anti-schiavista” abbastanza forte da arrivare alla presidenza; tuttavia il suo carattere e le circostanze sfavorevoli non gli permisero di ritagliarsi un posto da protagonista “assoluto” nella storia, posto che invece spetta sicuramente al presidente Abramo Lincoln.

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