Frontiere aperte: Un assalto al buon senso

Un confine aperto rappresenta una minaccia fondamentale al contratto sociale tra i governati e il governo, perché lascia il popolo senza protezione.

articolo di Frank Miele, RealClearPolitics.

“Noi riteniamo che queste verità siano evidenti…”

Così inizia uno dei pronunciamenti più importanti nel progresso delle libertà umane. Con queste parole, Thomas Jefferson ha lanciato un guanto di sfida non solo al Re d’Inghilterra, ma anche al Parlamento ed a quella ristretta élite che, fino ad allora, aveva riservato il potere a se stessa in virtù della sua educazione, della sua istruzione e della sua ricchezza.

Thomas Jefferson

Così non sarà più, diceva Jefferson. Dichiarando che le verità dell’uguaglianza e dei diritti inalienabili fossero “evidenti“, Jefferson liberò la gente comune dal giogo dell’oppressione sotto cui aveva lavorato troppo a lungo, compresa l’oppressione di sentirsi dire cosa pensare dai propri “superiori”.

Questo, in sintesi, è il genio della democrazia americana, che si basava sul “Senso Comune“, non solo il pamphlet di Thomas Paine ma il concetto stesso. Il popolo americano aveva scoperto di essere abbastanza ben equipaggiato dal suo Creatore per affrontare qualsiasi compito, rispondere a qualsiasi sfida, affrontare qualsiasi oppressore. Potevano pensare da soli. Questa era la chiave.

Poiché Jefferson e gli altri Padri Fondatori diedero voce a questa idea rivoluzionaria, il popolo concesse loro l’autorità di condurre una guerra rivoluzionaria, derivando (come dice la Dichiarazione d’Indipendenza) i loro poteri “dal consenso dei governati“.

È quello stesso consenso che è stato il fondamento della nostra democrazia negli ultimi 245 anni, ma non deve essere dato per scontato. Jefferson sosteneva che “ogni volta che una qualsiasi forma di governo diventi aliena a questi fini, è diritto del popolo modificarla od abolirla, e istituire un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi, e organizzando i suoi poteri in tale forma, come a loro sembrerà più adeguato per la sicurezza e ricerca della felicità”.

Jefferson aveva ragione ad ammonire che i governi non dovrebbero essere cambiati alla leggera, ma dobbiamo anche essere cauti nei confronti del potere radicato e chiederci se il consenso del popolo può essere corrotto da un governo che è diventato ostile ai diritti dei propri cittadini alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. In molte sedi della politica pubblica americana, oggi, sembra che il buon senso sia stato soppiantato dalla teoria e dal dogma – una condizione pericolosa, specialmente quando il popolo è sufficientemente istruito per respingere la teoria con i fatti.

Questo conflitto si traduce naturalmente in una grave violazione del consenso dei governati, poiché un popolo che non può fidarsi che il suo governo dica la verità, finirà per mettere in dubbio la legittimità di quel governo. Questa violazione è attualmente drammatica come non lo è mai stata da quando la Costituzione ha corretto gli errori degli articoli originali della Confederazione nel 1787. Non c’è bisogno di guardare oltre la disputa sulla legittimità delle ultime elezioni per sapere che il “consenso” del popolo viene messo alla prova, ma si può anche assistere a questa tensione nei dibattiti politici sul transgender, sul controllo delle armi e sulla libertà di parola. Da nessuna parte è più evidente che, nella bizzarra insistenza dell’amministrazione Biden che i confini – esattamente come la sua nozione di genere – siano fluidi, transitori e apparentemente del tutto facoltativi.

Un confine aperto rappresenta una minaccia fondamentale al contratto sociale tra i governati e il governo, perché lascia il popolo senza protezione. Proprio come i governati devono fedeltà al governo, così anche il governo deve la sua fedeltà al popolo. Non un popolo qualsiasi, non il “popolo del mondo”, ma al popolo della nazione. La “sicurezza e la felicità” del popolo deve essere il principio guida di qualsiasi governo, ma chiaramente la volontà del governo degli Stati Uniti di “chiudere un occhio” sull’afflusso di non cittadini nel paese è una minaccia diretta alla salute e alla sicurezza del popolo.

Roberta Jacobson, che è stata ambasciatrice degli Stati Uniti in Messico ed è la “coordinatrice per il confine meridionale” di Joe Biden, ha tenuto una conferenza stampa la scorsa settimana per spiegare cosa sta facendo l’amministrazione per “cambiare il nostro sistema di immigrazione”, ma avrebbe anche potuto essere onesta e dire che era per spiegare cosa stessero facendo per cambiare il nostro paese nel suo nucleo centrale.

“Non possiamo semplicemente annullare i quattro anni dell’amministrazione precedente”, ha detto la Jacobson, ma sembra proprio che stiano facendo esattamente questo. Mentre l’amministrazione di Donald Trump ha lavorato instancabilmente per fermare l’immigrazione illegale, il team di Biden sta invece stendendo il tappeto rosso. Muro di confine? Costruzione interrotta. Politica del “Rimanere in Messico“? Abbandonata. “Cattura e rilascio“? Ripristinata, con autobus carichi di stranieri illegali che vengono spediti attraverso il paese, molti quasi sicuramente infettati dal COVID-19.

Jacobson ha detto che gli Stati Uniti hanno investito miliardi di dollari nei paesi dell’America centrale con la speranza che le condizioni sarebbero migliorate in quelle nazioni in modo così significativo che le loro popolazioni avrebbero abbandonato l’idea d mettersi in viaggi verso il nostro confine. L’ambasciatrice ha affermato che questa “infusione di denaro” avrebbe affrontato le cause dell’immigrazione illegale alla radice, che lei ha detto essere “corruzione, violenza e devastazione economica, esacerbata dal cambiamento climatico“.

Davvero? Mandare 4 miliardi di dollari nelle cleptocrazie di Guatemala, El Salvador e Honduras farà diminuire la corruzione? In quale universo? I nostri dollari americani metteranno in qualche modo fine alla violenza in quei paesi? Bene, se possiamo fare questo, ditemi perché non spendiamo 4 miliardi di dollari per porre fine alla violenza a Chicago, dove le politiche democratiche hanno visto la violenza delle armi e gli omicidi aumentare del 50% nel 2020.

Ciò che tali affermazioni politiche rappresentano è una visione utopica del mondo che è separata dal senso comune. Jacobson pensa che le condizioni “costringano” le persone a migrare, mentre il senso comune fornisce chiare prove che le politiche statunitensi per decenni abbiano agito come una calamita per attirare la migrazione. Dalla sua conferenza stampa, è ovvio che quelle politiche non cambieranno in meglio. Peggioreranno. Stiamo per “ripensare il trattamento sull’asilo per garantire una valutazione equa e più veloce”. Secondo la Jacobson, tutto questo dovrebbe dare “speranza alle famiglie”, ma non alle famiglie americane, che pagheranno il conto e molto probabilmente vedranno i loro salari diminuire o perdere del tutto il proprio posto di lavoro.

Tutto questo è contraddittorio e senza senso. Da un lato, la Jacobson ci dice che Biden lavorerà per “espandere le vie sicure e legali verso gli Stati Uniti”, ma dall’altro dice che “vuole essere chiaro” che nulla nella politica degli Stati Uniti è inteso a “suggerire che qualcuno dovrebbe fare un viaggio pericoloso per cercare di entrare negli Stati Uniti in modo illegale. Il confine non è aperto“.

Suppongo che i video dei latino-americani che attraversano il confine per entrare negli Stati Uniti siano solo una produzione falsificata di QAnon o di Roger Stone (scegliete il vostro capro espiatorio conservatore preferito!). La Jacobson è arrivata al punto di lamentarsi che i cartelli messicani stiano in qualche modo “ingannando” i migranti facendogli credere che il confine sia aperto. Di nuovo, questa “denuncia” – la posizione ufficiale del governo degli Stati Uniti – ha violato il buon senso che Thomas Jefferson aveva promesso alla repubblica americana. Chiunque abbia guardato i video girati al confine nell’ultima settimana sa bene che il confine è aperto e la crisi è reale. Noi riteniamo che queste verità siano evidenti.

Ma il team di Biden non lo capisce. Invece della politica “America First” di Trump, ora abbiamo un governo federale che intende assumere su di sé la responsabilità delle “speranze e dei sogni” dei cittadini stranieri. Non solo, ma di farlo mentre insidia gli americani.

Non dimenticate il piano dei Democratici di concedere l’amnistia a più di 20 milioni di stranieri illegali. Questo è l’equivalente di aggiungere 10 volte la popolazione del Montana alla nostra nazione, ed essenzialmente significa che gli elettori del Montana ed altrove saranno ridotti a cittadini di “seconda classe”. Se i nostri leader eletti possono diluire il voto degli americani ingegnerizzando un nuovo elettorato ogni volta che è conveniente farlo, sia attraverso l’amnistia che attraverso l’indebolimento delle regole elettorali in modo che chiunque possa votare, allora il “consenso dei governati non è altro che un “trucco da quattro soldi“.

La pazienza del popolo americano è messa alla prova. Prevarrà il buon senso? O è già troppo tardi?