Biden non ha nemmeno bisogno di mentire sulla trasparenza della sua amministrazione con questi giornalisti

Joe Biden stuzzica e si prende gioco dei giornalisti mentre continua a dividere sempre di più la Nazione

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 25 marzo 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

Joe Biden ha tenuto la sua prima conferenza stampa giovedì. Nessun presidente ha mai aspettato così a lungo per rispondere alle domande in pubblico, e non eravamo del tutto sicuri che sarebbe successo. Un giornalista alla Casa Bianca ha visto Biden gironzolare e gli ha chiesto se era pronto per la sua prima conferenza stampa. “Quale conferenza stampa?” ha risposto Biden. A quanto pare, alla fine, qualcuno glielo ha detto. Sicuramente uno staffer gli avrà indicato il segno fatto con il nastro sul pavimento e gli avrà dato un bello spintone.

Biden si è dunque trascinato sul podio ed ha iniziato a parlare. E a fare una pausa, e poi a parlare ancora un po’. E poi a fare un’altra pausa. Avete sentito il termine “pausa ad effetto“? Le pause di Joe Biden sono state un parto plurigemellare al terzo trimestre. Queste pause erano quasi pronte a scoppiare.

Joe Biden: “Quindi il modo migliore per ottenere qualcosa… se tu, se ti sta a cuore che tu, uhm, uhm, ti piace essere in grado di… beh comunque… Io sono … otterremo un sacco di cose.”

Capito, America? Faremo un sacco di cose. Molte. Naturalmente otterremo molto di più, e confonderemo molte meno persone, se non andassimo avanti a leggere le nostre posizioni politiche da dei piccoli foglietti di carta che altri hanno faticosamente preparato. In questo modo, non perderemo i sensi a metà frase, o non inizieremo accidentalmente una guerra.

Così, quando è emerso l’argomento della Corea del Nord, Joe Biden sapeva esattamente cosa dire. Ha trovato il suo foglietto di carta ed ha iniziato a leggere le parole che vi erano scritte.

Joe Biden: “Ci stiamo consultando con i nostri alleati e partner e, … uhm, ci saranno, … uhm, risposte se scelgono di intensificare, …uhm, risponderemo di conseguenza. Ma sono anche pronto, …uhm, …uhm, per una qualche forma di diplomazia.”

Questo deve essere piuttosto intimidatorio per i nordcoreani, che naturalmente lo stavano guardando in diretta. Se hanno delle armi nucleari a Pyongyang ora, questo significa che probabilmente avranno anche la TV via cavo. Non sottovalutate questa gente. Sono astuti.

Naturalmente, i nordcoreani erano già profondamente spaventati da Joe Biden. Sanno che fa sul serio. Ricordano la volta in cui Biden ha picchiato l’intera famiglia Kim con una catena. Lui e Nelson Mandela, nell’86. Avrete sentito la storia, ma loro l’hanno vissuta. Fa parte della loro tradizione.

E ora questo: La Corea del Nord sta affrontando non solo la mascolinità di Joe Biden, ma un intero foglietto di carta con sopra delle istruzioni che Joe Biden è perfettamente disposto a leggere ogni volta che ne ha bisogno. Quel gobbo è l’arma segreta di Joe Biden nella lotta contro la proliferazione nucleare. Puoi respirare tranquillamente, America, e questa è una buona notizia, perché abbiamo i nostri problemi in questo paese. Uno dei nostri più grandi problemi è il voto. Sta diventando sempre più difficile votare.

Ci sono alcune persone in America – dei “bigotti“, chiamiamoli per quello che sono – che chiedono addirittura di conoscere l’identità degli elettori prima di permettere loro di scegliere il nostro governo. Vogliono che la gente mostri un documento d’identità ai seggi, se potete anche solo immaginarvelo, nel 2021. Questi “bigotti“, ha spiegato Joe Biden, sono i Repubblicani.

Joe Biden: “E quindi sono convinto che saremo in grado di fermare questa cosa, perché è la cosa più perniciosa. Questo fa sembrare Jim Crow come Jim Eagle”.

Jim Eagle? Chi è Jim Eagle? Un eroe dei fumetti degli anni ’50? Una specie di pony soldato con la faccia da cane? Non sapevamo chi fosse Jim Eagle, così ci siamo precipitati su Google per cercarlo. Poi ci siamo resi conto – doh! – che siamo troppo letterali qui. È un’analogia. Il corvo. L’aquila. Sono entrambi uccelli, ma un’aquila è molto più grande di un corvo. E questo dimostra che chiedere alle persone di mostrare la patente di guida quando devono votare sia molto più razzista della segregazione razziale e dei linciaggi. La segregazione e i linciaggi erano “Jim Crow”. I documenti d’identità sono “Jim Eagle”. Decisamente molto peggio.

Questo ha senso se ci si pensa. La maggior parte degli afroamericani non ha un documento d’identità rilasciato dal governo. Ecco perché non possono guidare le auto, o avere un lavoro, o volare sugli aerei, o stare negli hotel, o andare dal dottore, o incassare degli assegni, o firmare dei contratti di affitto, o comprare delle case, o aprire dei conti bancari, o comprare il Sudafed in farmacia. I neri non possono fare nessuna di queste cose perché non hanno la carta d’identità. Milioni e milioni di loro non hanno documenti. È triste, come Joe Biden sottolinea spesso. Si potrebbe pensare che la soluzione a questa tragedia potrebbe essere quella di rendere più facile per gli americani ottenere dei documenti d’identità.

No! Joe Biden ha un’idea migliore: fare in modo che nessuno debba mai mostrare un documento d’identità per votare. In questo modo, i milioni e milioni di neri che in qualche modo non hanno documenti non si sentiranno male o esclusi. Non saranno ancora in grado di guidare le auto, o avere dei lavori o dei conti bancari, o vivere ovunque, ma almeno potranno votare, molto, ed il resto di noi non sarà più razzista. Problema risolto. Come ci ha appena detto Joe Biden, “riuscirà a fare molte cose”.

Non solo nei prossimi quattro anni, a proposito, ma anche nei quattro anni successivi. Joe Biden si ricandida. Ce l’ha detto giovedì. Alla fine del suo secondo mandato, Joe Biden avrà 86 anni. È un intero decennio oltre l’aspettativa di vita dell’americano medio (che, per la cronaca, Joe Biden ha già superato). Ma non c’è nulla di mediocre in Joe Biden. Il tempo lo migliora. Come certe varietà di formaggi artigianali, Joe Biden è fatto per essere stagionato. Diventa sempre più affilato e pungente. La sua prossima campagna sarà ancora più gustosa.

Nancy Cordes, della CBS NEWS: “Ha deciso se correrà per la rielezione nel 2024? Ma lei non ha ancora organizzato una campagna per la rielezione, come aveva già fatto il suo predecessore a quest’ora.”

Joe Biden: “Il mio predecessore ne aveva bisogno. Il mio predecessore. Oh, Dio, mi manca. La mia risposta è sì. Il mio piano è di correre per la rielezione. Questa è la mia prospettiva.”

“Il mio piano è di correre per la rielezione“. Ora, noi non eravamo nella stanza quando Joe Biden ha detto questa frase, ma secondo quelli che c’erano, c’è stato un udibile sussulto di orrore da dietro le tende.

Fonti hanno detto che sembrava molto simile a quello che ha avuto Kamala Harris. Non possiamo confermarlo. Ma possiamo dirvi che Joe Biden ha già scelto un tema per la prossima campagna. Il tema è l’unità.

“Aspetta un secondo”, potreste pensare. “L’unità non era il tema dell’ultima campagna di Biden, quella che si è appena conclusa a novembre?” Sì. Ma quella non era abbastanza unità. C’è più unità in arrivo, signore e signori – a secchiate, a carichi da trattore. Immaginate ogni piscina di Malibu, riempita fino all’orlo di unità, e poi aggiungete tutte le piscine di Bel-Air. Ecco di quanta unità stiamo parlando. E per unità, naturalmente, intendiamo politiche che fanno sì che gli americani si odino l’un l’altro molto più di quanto non abbiano fatto finora. Questo è quello che Joe Biden ci ha dato finora. Ma presto ne avremo di più.

Joe Biden: “La terza ragione per cui ho detto che mi sarei candidato era quella di unire il paese. E genericamente parlando, tutti voi avete detto: “No, non puoi riuscirci”. Beh, non sono stato in grado di riunire il Congresso, ma sono stato in grado di unire il paese in base ai dati dei sondaggi. Dobbiamo tornare uniti.”

Oh, “i dati dei sondaggi“. La vera moneta di Washington. Non abbiamo controllato il ticker dei “dati dei sondaggi” oggi, ma dobbiamo dirvi che ci avviciniamo a questa specifica affermazione con un certo grado di scetticismo. Non tutte le politiche “unificanti” di Joe Biden hanno ancora unificato completamente il paese. Ci sono ancora degli irriducibili di vecchia data nel profondo dell’America che non sono completamente convinti del suo nuovo programma che prevede di rimproverarli, umiliarli, disarmarli e tassarli fino alla povertà e all’impotenza. Queste persone sono “bigotte“, ovviamente. Probabilmente sono amici di quei pazzi evangelici che maneggiano serpenti e si lamentano quando un tizio si presenta nello spogliatoio davanti alla loro figlia di otto anni. Cosa vuoi. Non si può mica piacere a tutti.

Ma sai chi puoi compiacere, se sei Joe Biden? I media. I giornalisti sono molto contenti. Sono un gruppo che rimane assolutamente unito nel suo amore e sostegno a Joe Biden (e i dati dei sondaggi lo dimostrano). Joe Biden lo sa bene. Ma non sta facendo il ruffiano con i giornalisti. Joe Biden è più in alto di tutto questo. Non è che il Washington Post sia una società di carte di credito del Delaware. Non ha bisogno di sbavare su di loro.

Joe Biden ha spiegato che, nonostante i suoi enormi successi al nostro confine meridionale, quelli che state vedendo in TV, non è pronto a mostrare ai giornalisti esattamente cosa stia facendo in merito laggiù. Questo sta a lui saperlo e a loro scoprirlo.

Kristen Welker, della NBC NEWS: “Non abbiamo visitato le strutture in cui i bambini sono davvero ammassati, per dare al popolo americano la possibilità di vederle. Si impegnerà per la trasparenza su questo tema?”

Joe Biden: “Mi impegnerò per la trasparenza non appena sarò in grado di attuare quello che stiamo facendo ora…”

Beh, questo è piuttosto insolito. Non si sente spesso un politico ammettere che sta rifiutando la disclosure ed abbracciando la segretezza. Di solito mentono su questo. Ma non Joe Biden. Biden tende a dire le cose che non si dicono a voce alta. “Siamo opachi come una tenda da doccia”, ha detto alla stampa, “e non c’è niente che possiate fare al riguardo”.

È piuttosto provocatorio. Certo che lo è. Ma provocatorio in un modo che piace ai giornalisti. Sono dispettosi, questi giornalisti. Gli piace essere presi in giro. Neghi loro quello che chiedono, e ti vogliono ancora più bene.

Una signora dei media statali, ovvero la National Public Radio, era piena di meraviglia mentre descriveva le notevoli qualità personali del suo capo, Joe Biden.

Yamiche Alcindor, della NPR: “Lei ha detto più e più volte che gli immigrati non dovrebbero venire in questo paese in questo momento. Non è il momento di venire. Questo messaggio non è stato recepito. Invece, la percezione di lei, che è quella che l’ha fatta eleggere – di uomo morale e rispettabile – è la ragione per cui un sacco di immigrati vengono in questo paese e le affidano i minori non accompagnati.”

Quando lei lo chiama un uomo “morale” e “decente” nella sua domanda, è come se stabilisse la cornice, come si dice. Ma la linea di fondo è che un “uomo morale e decente” sta governando questo paese, signore e signori. Questo è il messaggio di unità. E a proposito, è un messaggio obbligatorio, quindi ripetetevelo cinque volte e poi ripetetelo ai vostri amici. Se non lo fate, siete razzisti.

FoxNews.com

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