Bambini di nuovo nelle gabbie negli Stati Uniti, ma a nessuno sembra importare più nulla!

Project Veritas ha ottenuto immagini mai viste prima all’interno della struttura di detenzione in Texas (guarda il video sopra)

Ve lo ricordate lo scandalo mondiale su “Trump che rinchiude i bambini nelle gabbie”? Le decine di reporter che si fiondarono al confine con il Messico, documentando e denunciando il “fascismo” di Donald Trump e dei Repubblicani nello sdegno globale più assoluto.

Già allora, ebbi a spiegare in questo post del giugno 2018 (vedi sotto) la quantità di stupidaggini che stavano venendo dette in merito e le dirette responsabilità del Presidente Trump, prossime allo zero.

Le foto che vedete qui sotto sono invece di questi giorni, scattate a Donna, in Texas, dove è stato inaugurato da poco un nuovo centro di detenzione, nel quale sono detenuti bambini tra i 7 e i 17 anni, con circa il 700% in più della capienza per cui è stato costruito.

Ci sono otto sezioni con otto celle ciascuna nella struttura. Finora ci sono in media 3.000 persone tenute in custodia qui.

Gli immigrati clandestini vengono separati per età o per taglia fisica, a seconda della stanza. Cinquanta sono risultati positivi al COVID-19 in queste celle negli ultimi giorni. Ci sono state molteplici aggressioni, alcune anche a sfondo sessuale, ed emergenze mediche quotidiane.

La Casa Bianca ha inviato agenti federali ad assicurarsi che il personale di questi centri non parli con la stampa.

Nessun media di peso se ne sta occupando. Tutto bene mondo del double standard?

La foto del bambino messicano messo “in gabbia” a causa della politica di Trump sull’immigrazione. La foto si rivelò poi essere “decontestualizzata”, perché in realtà venne scattata durante una protesta (ne parla anche Buzzfeed) del gruppo Brown Berets de Cemanahuac.

Tutte le stupidaggini che sono state dette su Donald Trump e la “sua” politica di tenere i bambini migranti nelle gabbie.

“Papà, papà” grida un bimbo messicano chiuso in una gabbia.

Quest’immagine (sopra) ha fatto il giro del mondo, con accuse nei confronti di Donald Trump, disumano tiranno che separa i figli dai genitori. Molto toccante, e forse sufficiente per chi giudica in base alle emozioni.

Se invece vi interessa qualche fatto:

  • Non esiste nessuna legge dell’Amministrazione Trump che imponga la divisione tra bambini e genitori una volta arrivati al confine.
  • La divisione veniva attuata come “consuetudine” dallo US Department of Homeland Security. Il “Ministero competente” per intenderci. Sul suo stesso sito si trova spiegata la ragione: “per accertare la reale sussistenza del rapporto di parentela padre-figlio” (spesso si sono verificati episodi in cui questo si appurava non fosse vero), oppure perché il genitore che lo accompagna, venendo incriminato per immigrazione clandestina, non può essere per ovvie ragione rinchiuso con lui anche il bambino. Insomma, succedeva da sempre e per ragioni burcoratico-legali previste dalle stesse autorità governative sul campo.
  • L’immigrazione clandestina è reato negli Stati Uniti, punito con l’immediata carcerazione del clandestino fino a 6 mesi, per effetto di una legge del 1952, l’INA. Questa legge, e le previste pene per chi la viola, sono state aggiornate l’ultima volta dall’Amministazione del Democratico Bill Clinton, nel 1997. Da allora, le amministrazioni di George W. Bush, Barack Obama e infine Donald Trump le hanno semplicemente applicate.
  • Dal 1997 esiste il c.d. “Flores Settlement” che prevede che i bambini sorpresi ad entrare illegalmente negli Stati Uniti vadano tenuti in un “centro detentivo per immigrati” per ameno 20 giorni, per poi essere riuniti ai genitori.
  • Con l’Amministrazione di Barack Obama, nel 2016, si è di fatto data ulteriore legittimazione a queste separazioni, confermando che il bambino non possa essere imprigionato ma nel mentre il genitore deve rimanere in custodia a norma di legge. Non potevano quindi stare assieme.
  • In buona sostanza, da vent’anni bambini e genitori vengono separati quando tentano di entrare illegalmente dal Messico agli Stati Uniti. Semplicemente, prima della Presidenza Trump, non c’erano lì i giornalisti a riprendere la scena.
  • La foto, usata come “prova finale” per demonizzare Trump, è un falso. Si tratta infatti di una manifestazione in Texas di cui trovate ogni dettaglio, per sensibilizzare la politica texana sui diritti degli immigrati messicani
  • Da ultimo, Donald Trump era intervenuto con un ordine esecutivo che obbligava le autorità di confine a tenere i bambini assieme ai genitori.
AOC non piange più

Se avete letto attentamente tutti questi punti, aperto ogni link, e letto tutto quello che trovate all’interno, arriverete senz’altro alle mie stesse conclusioni.

Non dico che il fatto che i bambini vengano divisi dai genitori sia disinformazione, dico che il fatto che ai tempi sia avvenuto per volontà di Donald Trump o della sua Amministrazione è disinformazione. Avviene da decenni, per effetto di norme in vigore da ben prima dell’avvento di Donald Trump. A cambiare era stato soltanto l’approccio dell’amministrazione Repubblicana, che stava attuando una politica della “Tolleranza Zero” su chi oltrepassava clandestinamente il confine americano.

Donald Trump, nei fatti, è stato il primo Presidente da Clinton in avanti a firmare un ordine esecutivo per bloccare le separazioni!

Ecco, capite cosa si intende quando denunciamo che c’è una costante menzogna e mistificazione da parte di una fetta consistente di mondo liberal, sostenuto dal mondo dei media che gli è vicino?

Non vi chiedo di ammirare Trump o di appoggiarlo. Ma di riflettere su quanta e quale disinformazione una parte politica faccia in Occidente nei confronti dell’altra.

Triste…e anche pericolosa.

2 pensieri su “Bambini di nuovo nelle gabbie negli Stati Uniti, ma a nessuno sembra importare più nulla!

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