Una nuova speranza per la California?

Chi è Kevin Faulconer, l’ex Sindaco Repubblicano di San Diego, una (possibile) nuova speranza per far tornare la California di nuovo grande.

La California è uno degli Stati americani più famosi e iconici in assoluto. Il Golden State, è inoltre lo stato più popoloso e con il PIL più alto della nazione. Questo è noto a tutti.

Per decenni, e questo è meno noto, la California è stata una roccaforte repubblicana, votando ininterrottamente per i candidati del GOP dal 1968 al 1988. Tuttavia, il cambiamento demografico cambiò completamente il clima politico.

Le elezioni del 1992 hanno rappresentato un completo riallineamento politico per lo Stato, un momento a partire dal quale è progressivamente diventato un “Deep Blue State”, uno Stato roccaforte dei Democratici, che con i suoi 55 Grandi Elettori risulta essere una risorsa imprescindibile per ogni candidato democratico che ambisca alla presidenza.

Allo stesso tempo, il Partito Democratico ha acquisito il completo controllo anche della politica locale della California. L’ascesa dei Democratici ha comportato infatti l’applicazione di politiche economiche fortemente anti-impresa. La Tax Foundation indica la California come uno dei “peggiori stati dove gestire un’attività economica”, posizionandola al 48° posto.

L’elevatissima aliquota della State Income Tax, la tassa sui redditi locale, è fissata al 13,3% (la più alta del paese), le numerose regolamentazioni e l’altissimo costo della vita, hanno reso la California un vero e proprio “inferno” per chi vuole gestire un’attività d’impresa.

Negli ultimi anni, per effetto di queste politiche, si è dunque assistito ad una vera e propria fuga delle imprese, soprattutto nel settore High Tech, dalle spiagge assolate della California verso le fertili pianure del Texas. Nel solo 2020, sono state ben sei le compagnie a fare gli scatoloni, tra cui le californiane iconiche Hewlett Packard e Oracle. Anche numerosi capitani d’impresa, tra cui Douglas Merritt e Elon Musk, hanno fatto i bagagli.

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Gavin Newsom, Governatore Democratico della California

Ma non sono solo le imprese a scappare, il Golden State è interessato anche da un imponente flusso migratorio in uscita, composto principalmente da elettori conservatori stanchi del dominio democratico nello Stato e da giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Ancora una volta, la principale meta per chi abbandona lo stato è il Texas, che con la sua bassa pressione fiscale e l’abbordabile costo della vita rappresenta il luogo ideale per trovare un impiego o avviare un’attività economica.

La situazione è poi definitivamente precipitata nell’ultimo anno, con la California che ha subito il suo primo calo della popolazione, il quale le è già costato un seggio alla Camera e il rispettivo Grande Elettore alle presidenziali con la nuova redistribuzione dei seggi e dei Grandi Elettori nel Collegio Elettorale a seguito del Censimento del 2020.

Inoltre, il 10 giugno del 2020, è stata lanciata un’iniziativa per chiedere il “Recall” (cioè la revoca del mandato) del governatore democratico Gavin Newsom. Quest’ultimo, negli ultimi mesi, ha subito un vero e proprio tracollo nel suo consenso personale. Pesano l’incapacità di invertire il trend economico disastroso dello Stato, la pessima gestione dell’epidemia di COVID-19, un recente scandalo relativo ad una cena in un ristorante con alcuni finanziatori in palese contrasto con le norme anti-Covid imposte dallo stesso governatore e la mancata tempestività nella reazione agli incendi estivi nello Stato. Sotto gli occhi del democratico Gavin Newsom le scuole stanno fallendo, i senzatetto sono alle stelle, le piccole imprese stanno chiudendo e i posti di lavoro stanno scomparendo.

Kevin Faulconer, Repubblicano, ex-Sindaco di San Diego dal 2014 al 2020

Nel mentre, dal GOP, è emerso il candidato che potrebbe essere “adatto” a sconfiggere Newsom in un’eventuale elezione di recall. Si tratta di Kevin Faulconer, ex-sindaco di San Diego dal 2014 al 2020. Da poco andato in pensione, si presenta con delle buone credenziali bipartisan – ha vinto due volte le elezioni in una città dove la maggior parte degli elettori sono Democratici.

Faulconer è un “repubblicano moderato” che durante il suo mandato come Sindaco ha da un lato perseguito politiche economiche fiscalmente conservatrici (meno tasse, controllo della spesa e taglio agli sprechi) ma dall’altro ha adottato iniziative spiccatamente progressiste, come un aggressivo piano contro il cambiamento climatico, che renderà San Diego una città “100% a energia rinnovabile” entro il 2035 (piano applaudito anche dal santone del clima Al Gore), l’applicazione di misure volte a ridimensionare il problema dei senzatetto, l’issare la bandiera arcobaleno nel municipio per celebrare il Gay Pride o evitare le posizioni più anti-immigrazione per costruire dei forti legami con il vicino Messico.

Faulconer, probabilmente, imposterà la campagna elettorale lasciando da parte i temi sociali e focalizzandosi sui suoi risultati come Sindaco e sull’adozione di politiche economiche conservatrici che possano far ripartire l’economia californiana. In questo, l’ex sindaco di San Diego, seguirà certamente l’esempio di altri Repubblicani che governano Stati solidamente Democratici, come Larry Hogan del Maryland, Charlie Baker del Massachusetts e Phil Scott del Vermont, i quali, grazie ad un mix tra adozione di politiche economiche conservatrici e l’attenzione alle politiche sociali di marca progressista, sono riusciti ad ottenere buoni risultati nei loro Stati, ottenendo anche degli indici di gradimento tra i più alti nella nazione.

Kevin Faulconer e Donald Trump

Faulconer ha sostenuto la rielezione di Donald Trump a novembre, “pensavo che sarebbe stato il migliore per l’economia”, ha detto la speranza del GOP al giornalista George Skelton. Una dichiarazione curiosa visti i precedenti sforzi per prendere le distanze dal Presidente.

Anche se Donald Trump ha perso in California con una valanga di voti di distacco, ha ricevuto più di 6 milioni di voti e comanda ancora la classifica dei politici piè amati dai repubblicani californiani. Faulconer non può dunque permettersi di alienare una porzione significativa di quella base se spera di andare bene alle elezioni. Ma, allo stesso tempo, se Faulconer sarà troppo strettamente associato all’ex-presidente, molto probabilmente spegnerà l’entusiasmo degli indipendenti, dei repubblicani moderati e degli stessi elettori Democratici più “trasversali”, di cui ha bisogno per vincere – qualcosa che nessun repubblicano qui riesce più a fare da 15 anni. È difficile mettere assieme entrambe le cose, abbracciando Trump e tenendolo a distanza, anche se Faulconer potrebbe provarci.

Ovviamente la strada per Faulconer è “tutta in salita”, ma certo va detto che quando nel 2014 Larry Hogan lanciò la propria candidatura nel Maryland in pochi scommisero su una sua vittoria. Fu proprio da quel “miracolo elettorale” che iniziò la “rinascita del Maryland”.

La candidatura di Kevin Faulconer può rappresentare certamente una speranza per permettere a quel “gigante ferito” che è la California di “tornare grande di nuovo”.

Kevin Faulconer, spot elettorale

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