Tutto quello che i media non vi hanno detto sulla morte di George Floyd

Il processo di Derek Chauvin non è uno di quei casi in cui è già scritto come deve andare a finire.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione dell’11 marzo del 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

La selezione della giuria è iniziata nel processo per omicidio di Derek Chauvin. Chauvin è uno degli agenti accusati di aver ucciso George Floyd a Minneapolis lo scorso Memorial Day. Da un certo punto di vista, il processo è una storia di crimine locale, una delle tante che si stanno svolgendo in questo momento. Ma naturalmente, è anche di gran lunga più di questo.

La morte di George Floyd ha cambiato gli Stati Uniti, profondamente e per sempre. George Floyd, ci è stato detto, non era semplicemente un individuo. Era ogni afroamericano di questo paese. Derek Chauvin non era solo un poliziotto. Era l’incarnazione fisica delle istituzioni americane. Ci è stato detto che quando Chauvin ha ucciso George Floyd, stava facendo ad un uomo quello che il nostro paese ha fatto a tutti gli afroamericani. Molte persone ci hanno detto questo, incluso Joe Biden:

Joe Biden: “Voglio solo dire qualche parola sull’orribile uccisione di George Floyd in Minnesota… Manda un messaggio molto chiaro alla comunità nera e alle vite dei neri che sono sotto minaccia ogni singolo giorno… Parlano ad una nazione dove troppo spesso è solo il colore della tua pelle a mettere a rischio la tua vita… Le ultime parole di George Floyd erano rivolte ad una nazione dove è il colore della pelle a decidere della tua sicurezza e del tuo futuro… Sono un uomo bianco. Penso di capire. Ma non riesco ad immaginarmelo.”

George Floyd è stato ucciso perché era nero. Questo è quello che ci hanno detto. Esigevano che ci credessimo, e se ne dubitavi in qualche modo, se avevi qualche domanda sui fatti di quel caso, allora eri colpevole tanto quanto quel poliziotto razzista. Un insegnante di teologia in un liceo cattolico di Columbus, in Ohio, lo ha imparato nel modo più duro.

Durante una lezione virtuale, l’insegnante Deborah DelPrince ha fatto notare che la causa della morte di George Floyd è “contestata“. Questo è assolutamente vero. Il processo non era ancora iniziato, e una disputa è al centro di ogni processo. Ma, per il crimine di aver detto questa cosa, la Diocesi Cattolica di Columbus ha licenziato Deborah DelPrince. Secondo la Diocesi, la DelPrince aveva fatto, cito, “affermazioni e opinioni personali non supportate dai fatti” sulla morte di George Floyd.

Faremo quello che non è permesso fare nelle scuole superiori cattoliche a Columbus, o in qualsiasi altro posto in America. Valuteremo, con calma e nel modo più oggettivo possibile, ciò che è successo a George Floyd quel giorno. La morte di George Floyd è stata triste. Ogni morte è triste, come spesso diciamo. Ma la domanda è: è stato un omicidio?

Questa domanda è molto importante, perché la morte di Floyd è stata usata per rimodellare il nostro modo di vivere in questo paese. Poiché è morto, abbiamo una cosa chiamata “equità”. Con il pretesto dell’equità, i nostri leader hanno sancito il razzismo sistemico in quasi tutte le nostre istituzioni, dalle quote di assunzione delle aziende ai piani di lezione degli asili nido. Agli americani è stato detto che la morte di George Floyd è stato un omicidio razzista, e che loro ne sono responsabili.

Sulla CNN, Don Lemon ha chiesto a Chris Cuomo: “Non spetta ai neri fermare il razzismo. Per fermarlo, spetta alle persone che detengono il potere in questa società contribuire a farlo, a fare il lavoro sporco. E indovinate chi sono? Chi sono, Chris?”

Cuomo ha risposto: “I bianchi”.

“I bianchi” sono responsabili. La CNN lo ha detto ad alta voce, ma molti altri si sono uniti a loro. Quell’affermazione ha portato a disordini che hanno ucciso almeno 19 persone e potrebbero continuare ad ucciderne altre. Ha distrutto centinaia di imprese. Minneapolis, dove tutto è cominciato, potrebbe non tornare mai alla normalità.

Ci sono stati disordini la scorsa estate, prima che il consiglio comunale di Minneapolis tagliasse i fondi alla polizia, e la città non è diventata più sicura da allora. Nelle prime settimane di gennaio, Minneapolis ha visto un aumento del 250% di vittime da arma da fuoco rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il quartiere dove è morto George Floyd è ora più pericoloso che mai. I negozi sono sbarrati. I residenti lo chiamano “George Floyd Square”. Ho visitato quel quartiere qualche settimana fa, e ci ho fatto un giro, solo per vedere com’era. Ho pranzato al minimarket dove George Floyd ha usato la sua finta banconota da 20 dollari.

Era orribile. Non era migliorato, era molto peggio. Niente di quello che BLM ha fatto a Minneapolis ha migliorato la vita delle persone che ci vivono. Sabato notte, un uomo è stato colpito a morte nel quartiere. Un reporter del Washington Examiner, Joe Simonson, ha cercato di raggiungere George Floyd Square per scoprire cosa fosse successo. Ma non ha potuto. Fu informato che nessun bianco era autorizzato ad entrare. Questa è un’istantanea dell’equità che la morte di George Floyd è riuscita a giustificare.

La seconda ragione per cui valuteremo ciò che è successo a George Floyd è che è probabile che Derek Chauvin non riceva un giusto processo. Potrebbe non importarvi, ma dovrebbe. Dovrebbe importarvi, indipendentemente da chi avete votato. Ogni americano merita un processo equo, punto. Questo è il fulcro di questo paese. L’equa giustizia secondo la legge. Non c’è altro punto.

Ma come farà Chauvin ad averne uno? Centinaia di attivisti – alcuni vestiti completamente di nero – hanno guardato a vista i soldati della Guardia Nazionale fuori dal tribunale di Minneapolis per tutta la settimana. Lunedì hanno chiuso le strade fuori dal tribunale. “Abbiamo bisogno di giustizia, gente”, ha gridato uno. “Giustizia con ogni mezzo necessario”.

In altre parole, se si votasse per assolvere Derek Chauvin, la folla di manifestanti ci sta dicendo che la comunità distruggerà e brucerà tutto, perché deve farlo. Sembra qualcosa di già visto nel Mississippi degli anni ’20. Ma dov’è il Dipartimento di Giustizia? Dov’è la cosiddetta Divisione dei Diritti Civili per proteggere i diritti civili di Derek Chauvin? Sì, anche i poliziotti accusati hanno diritto a un equo processo. I tuoi diritti civili non vengono sospesi quando sei accusato. Questa è l’America.

Ma naturalmente, la Divisione dei Diritti Civili non la si trova da nessuna parte. Non stanno facendo nulla. Così non sorprende che, durante la selezione della giuria, diversi aspiranti giurati abbiano espresso una certa riluttanza ad avere a che fare con il caso. Vorrebbe essere un giurato in questo processo? Non credo. Un aspirane giurato ha spiegato le minacce che avrebbe dovuto affrontare:

“È più dal punto di vista della sicurezza. Per quanto mi riguarda mi sento a mio agio e al sicuro. Ma non vorrei che qualche problema o danno arrivasse a mia moglie o alla mia famiglia… Se quegli individui che stanno la fuori per intimidire o causare danni, se sapessero dove vivo io, c’è il potenziale [che] potrebbero danneggiare la casa o imbrattare con lo spray la casa o la porta del garage. O rompere una finestra”.

Quindi i giurati sono intimiditi. Questo è il fine della giustizia oclocratica. Era lo scopo della giustizia oclocratica di 100 anni fa nel profondo Sud americano, è lo scopo della giustizia oclocratica a Minneapolis oggi. I teppisti fuori dal tribunale non vogliono che i giurati si concentrino sulle prove. Sanno che quelle prove potrebbero non favorire il loro caso. La maggior parte di quelle prove non è stata vista dalla maggior parte della popolazione americana. Lo sforzo per nascondere quelle prove è iniziato subito dopo la morte di George Floyd. Tutti hanno visto il filmato di Derek Chauvin con il ginocchio sul collo di George Floyd. È stato orribile. È anche sconcertante. Quando lo si guarda, ci si chiede “Perché un agente di polizia dovrebbe agire così? Certo, deve essere illegale“.

Nessuno nei media ha pensato di dirci che, in effetti, usare un ginocchio per trattenere un sospetto non cooperativo è la politica ufficiale del Dipartimento di Polizia di Minneapolis. Infatti, è insegnato nella loro accademia (vedi foto qui sotto).

Ma non lo sapevate la scorsa estate, perché i nostri media erano occupati a montare un caso di omicidio contro Derek Chauvin e ad usarlo per trasformare il paese, cosa che hanno fatto con successo.

Né nessuno della stampa ha pensato di riferire cosa è successo prima che Derek Chauvin mettesse il suo ginocchio sul collo di George Floyd. Le autorità del Minnesota hanno fatto in modo che nessuno vedesse il filmato della body camera che lo mostrava. Le body camera esistono in modo che possiamo sapere cosa è successo, ma hanno nascosto questo filmato. L’abbiamo visto solo perché il Daily Mail, che ha sede in Gran Bretagna e quindi leggermente meno terrorizzato e disonesto dei nostri media, ne ha avuto una copia.

Il video mostrava gli agenti che lo trattenevano per circa 20 minuti cercando di fermare un uomo che credevano avesse appena commesso il crimine di pagare con una banconota falsa da 20 dollari, un uomo che chiaramente aveva perso ogni senso della realtà. Il filmato mostrava George Floyd che implorava gli agenti di restare con lui. Stava chiaramente soffrendo. Il nastro è straziante, davvero. Alla fine, sei pieno di compassione per George Floyd. Ma non è l’immagine di un omicidio.

L’incidente è iniziato intorno alle 8 di sera del 24 maggio, quando un commesso di un negozio di alimentari ha chiamato la polizia per segnalare che George Floyd aveva cercato di fare un acquisto usando una banconota falsa. Gli agenti trovarono George Floyd in un’auto nelle vicinanze. Immediatamente, fu molto ovvio che c’era qualcosa di molto strano in lui.

George Floyd era emotivamente fuori controllo, ed è per questo che si compatisce così profondamente per lui mentre si guarda quel video. È nel panico, è terrorizzato, è isterico. La domanda è: perché? Il Dipartimento di Polizia di Minneapolis non ha una comprovata reputazione di brutalità, e questo certamente non era il primo incontro di George Floyd con le forze dell’ordine.

Tra il 1997 e il 2007, la polizia del Texas ha arrestato Floyd per un totale di nove volte, con accuse che vanno dal possesso di droga al furto. Poi, il 9 agosto 2007, George Floyd fece irruzione nella casa di una donna e le puntò una pistola all’addome davanti al suo bambino. Era una violazione di domicilio, e George Floyd ha avuto cinque anni di prigione.

Se era già stato in prigione, perché George Floyd era sull’orlo dell’isteria? Gli agenti di polizia si chiesero la stessa cosa. “Hai la schiuma intorno alla bocca”, dice uno. Un passante dice a Floyd: “Morirai di infarto“.

“Sei sotto l’effetto di qualcosa in questo momento?”, chiede un poliziotto.

No“, dice George Floyd.

Ma questo non era affatto vero. Secondo l’ufficio del medico legale della contea di Hennepin, George Floyd non era solo “fatto”. Aveva una dose letale di fentanyl nel suo corpo, oltre alla metanfetamina. Il rapporto dell’autopsia ha mostrato che Floyd aveva 11 nanogrammi di fentanyl per millilitro di sangue nel suo corpo quando è stato analizzato in ospedale. Questo è più di tre volte la quantità di fentanyl che può uccidere una persona sana.

Di nuovo, questo non è un nostro giudizio. Questo ci arriva direttamente dal rapporto dell’autopsia, quello che la gente non ha visto fino a dopo le rivolte.

Si legge: “I segni associati alla tossicità del fentanyl includono grave depressione respiratoria, convulsioni, ipotensione, coma e morte. Negli incidenti mortali da fentanyl, le concentrazioni nel sangue sono variabili e sono state riportate fino a 3 nanogrammi di fentanyl per millilitro di sangue”.

Nessuno lo nega. Lo stesso avvocato della famiglia Floyd ammette che è vero. E’ “vero che l’autopsia dell’ufficio del medico legale della contea di Hennepin ha mostrato che Floyd aveva del fentanyl nel suo sistema circolatorio”, ha ammesso, ma poi ha insistito sul fatto che George Floyd sia stato effettivamente ucciso dal razzismo.

Ma stando ai fatti, il medico legale ha trovato che il cuore di George Floyd era malato, e nel Memorial Day ha definitivamente ceduto. Secondo un comunicato stampa dell’ufficio del medico legale, la causa della morte di Floyd è stata: “Arresto cardiopolmonare complicato da sottomissione, costrizione e compressione del collo da parte delle forze dell’ordine”. I fattori contribuenti includevano, cito, “malattia cardiaca arteriosclerotica e ipertensiva; intossicazione da fentanyl; uso recente di metanfetamina”. Secondo il rapporto, George Floyd era anche infetto da COVID. Questo è tanto.

In agosto, dopo mesi di rivolte, documenti relativi all’autopsia furono rilasciati in tribunale. Uno era un promemoria che dettagliava una conversazione dell’ufficio del procuratore con Andrew Baker, il medico legale capo della contea di Hennepin. Andrew Baker disse ai procuratori che, “se il signor Floyd fosse stato trovato morto nella sua casa (o in qualsiasi altro posto) e non ci fossero stati altri fattori contribuenti, avrebbe concluso che fosse una morte da overdose“. Il memo ha notato che Baker ha detto che i livelli di fentanyl di Floyd erano “piuttosto alti” ‘e che fosse un “livello fatale di fentanyl già in circostanze normali.”

In un memorandum separato, Baker ha dichiarato che “l’autopsia non ha rivelato nessuna prova fisica che suggerisca che il signor Floyd sia morto per asfissia“.

Beh, Floyd aveva problemi di respirazione. Questa è la parte più evidente nei video. Cosa spiega questo? Perché George Floyd stava dicendo agli agenti “Non riesco a respirare“?

Ecco una possibile spiegazione: Uno dei sintomi principali dell’overdose di fentanyl è la “respirazione rallentata o interrotta”, che porta all'”incoscienza” e alla morte. Questo potrebbe anche spiegare perché George Floyd stesse dicendo “non riesco a respirare” ancora molto prima che il ginocchio di qualsiasi poliziotto fosse sopra di lui. Infatti, George Floyd si lamentava di non riuscire a respirare mentre i poliziotti cercavano di metterlo in una macchina della polizia, mentre lui resisteva.

Nessuno può guardare il filmato senza provare empatia per George Floyd. È terrorizzato. Ma si tratta di omicidio? No, non lo è. Chiaramente non lo è.

Il problema è che nessuno ha visto quel filmato durante le rivolte della scorsa estate. Non gli è stato permesso. Questo potrebbe essere il motivo per cui, lo scorso giugno, il 60% degli intervistati in un sondaggio USA TODAY/Ipsos ha ritenuto che la morte di George Floyd fosse un “omicidio“. Questo era allora. Altri fatti sono emersi dietro al blackout dei media, e quella percezione di conseguenza è notevolmente cambiata.

La percentuale di persone che pensano che George Floyd sia stato assassinato è oggi scesa al 36%. In altre parole, la questione se George Floyd sia stato assassinato è, di fatto, “contestata” dalla maggioranza degli americani. La cattiva notizia è che non vi è ancora permesso di dirlo ad alta voce.

FoxNews.com

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