Da Andrew Cuomo a The Lincoln Project, i media hanno difeso il peggio della politica

Due delle entità più squallide e perverse d’America hanno ora la loro giusta punizione.

Questo articolo è adattato dal commento di apertura di Tucker Carlson dell’edizione del 12 febbraio 2021 di “Tucker Carlson Tonight”.

Abbiamo avuto una buona notizia: a 212 anni dal giorno in cui nacque Abraham Lincoln, quel marchingegno di propaganda del Partito Democratico che aveva rubato il suo nome è finalmente crollato.

Probabilmente non c’è mai stata un’organizzazione più sleale o più perversa nella politica americana di “The Lincoln Project“. Naturalmente, è stata pesantemente finanziata dagli oligarchi tecnologici della Silicon Valley. Il Lincoln Project si distingueva dalla maggior parte delle altre organizzazioni politiche per non aver mai affrontato, per la maggior parte del tempo, idee o proposte politiche. Invece, andavano sempre sul personale, saltando immediatamente alla gola.

Piuttosto che argomentare contro ciò che Donald Trump avrebbe potuto fare o non fare, il Lincoln Project ha invece minacciato i suoi avvocati e diffuso oscenità sui suoi collaboratori. A gennaio, per esempio, un dirigente del Lincoln Project si vantava: “Stiamo costruendo un database dei funzionari e dello staff di Trump che metterà in chiaro i loro ruoli nell’amministrazione e traccerà dove sono ora… Saranno ritenuti responsabili”. Ha sempre suonato un po’ più come la MS-13 (una nota gang latino-americana molto forte a Los Angeles, n.d.r) che come un’operazione politica.

Ora, poiché la vita è ironia, ci sono dei rapporti dell’FBI, che sta indagando sul Lincoln Project, in particolare sul co-fondatore John Weaver. Potreste ricordarvelo perché ha aiutato a gestire la corsa alla presidenza di John McCain nel 2008. Ha anche lavorato per l’ex governatore dell’Ohio John Kasich. Nel tempo libero, Weaver ha speso enormi energie cercando di adescare giovani ragazzi per fare sesso. Almeno uno di questi ragazzi aveva 14 anni. Ventuno delle presunte vittime di John Weaver lo accusano ora di molestie sessuali.

È una storia terribile, ma ecco la parte peggiore: Nel Lincoln Project si aveva chiaramente un’idea abbastanza chiara di quello che John Weaver stava facendo. Per decenni, i consulenti politici hanno sussurrato voci che John Weaver avesse tentato di molestare dei ragazzini. Karl Rove, a suo discapito, una volta lo disse ad alta voce e fu prontamente attaccato dalla rivista Atlantic. I colleghi di Weaver al Lincoln Project sapevano tutto questo, ma hanno nascosto la verità al pubblico e alle forze dell’ordine. Ma all’interno dell’organizzazione hanno messo più volte in chiaro di aver capito cosa stava succedendo.

Non stiamo tirando ad indovinare; ecco un estratto da un nuovo pezzo del New York Magazine: “A partire da settembre, gran parte dello staff del Lincoln Project si è riunito a Park City, nello Utah, dove si sono rintanati in una bolla COVID-free fino al giorno delle elezioni. A questo punto, le accuse contro Weaver erano un segreto di pulcinella nella società, secondo gli ex dipendenti. Un ex dipendente ha detto che fu allora che il suo capo lo avvertì di evitare Weaver. ‘Quando mi è stato detto, è stato quasi di sfuggita che non volevo essere coinvolto con Weaver specificamente perché sono un uomo giovane’, ha detto l’ex dipendente.

“Una sera, durante una bevuta con gran parte dello staff, ricordano quattro dipendenti, il comportamento di Weaver è stato ripetutamente oggetto di discussione. Una persona ricorda che [Steve] Schmidt e il co-fondatore Rick Wilson dissero alla gente che Weaver era ‘depravato’ e ‘contorto’ e che non avrebbero voluto sapere la verità su di lui”.

In altre parole, all’interno dell’ufficio, i dirigenti del Lincoln Project essenzialmente scherzavano su John Weaver che adescava sesso dagli adolescenti. Quindi la domanda è: perché stiamo apprendendo tutto questo solamente ora? Perché le elezioni sono finite. Donald Trump ha perso, quindi i giornalisti non hanno più alcun motivo politico per proteggere John Weaver. Fino a novembre, i media avevano tutto l’interesse a promuoverlo come “uomo di principi”, cosa che hanno assiduamente fatto.

A sentirli parlare, al Lincoln Project interessava solo la democrazia. Non aveva niente a che fare con tutti i soldi che ricevevano. Lo avrebbero fatto gratis. Avevano promesso che l’avrebbero fatto.

In effetti questo argomento veniva fuori spesso. Ed ogni volta gli impiegati del Lincoln Project sembravano particolarmente sensibili alla questione dei soldi. Questo avrebbe dovuto suggerirvi qualcosa.

Ecco il già citato Rick Wilson che parla a “60 Minutes“:

Rick Wilson, l’11 ottobre: “Il modo più facile al mondo per uno stratega repubblicano di fare i soldi in questo momento è quello di stare zitto e dire cose carine su Donald Trump. Quindi è chiaro che siamo nel settore sbagliato.”

Naturalmente, questo è il contrario della verità. Rick Wilson ha trovato l’unico datore di lavoro che lo avrebbe voluto, e apparentemente in un momento non troppo buono per lui. I rapporti pubblicati mostrano che Wilson ha affrontato debiti per centinaia di migliaia di dollari di tasse federali non pagate. L’American Express l’ha portato in tribunale per non aver pagato i conti della sua carta di credito per un ammontare di più di 25.000 dollari. Per un tipo del genere, il Lincoln Project era una manna dal cielo.

Secondo l’Associated Press: “Dei 90 milioni di dollari che il Lincoln Project ha raccolto, più di 50 milioni sono andati a società controllate dai capi del gruppo”. Secondo la Federal Election Commission, nel solo mese di dicembre, il Lincoln Project ha versato 1,5 milioni di dollari a Steve Schmidt che, incidentalmente, si è comprato una nuova casa molto spaziosa.

Secondo le notizie, il Lincoln Project ha speso 38.000 dollari per una compagnia di jet privati. Hanno speso 1,7 milioni di dollari sulla società del co-fondatore Mike Madrid, e hanno dato 420.000 dollari alla società del co-fondatore Reid Galen. Speriamo che questi ragazzi abbiano risparmiato dei soldi, perché è difficile immaginare che sentiremo ancora parlare di The Lincoln Project.

Steve Schmidt si è dimesso dal Lincoln Project a febbraio, scrivendo una lettera di dimissioni in cui si ritrae come la vittima (è tutto contro di lui, vedete) e poi è andato a dire in giro che si è dimesso perché il consiglio del Lincoln Project aveva troppi uomini bianchi di mezza età.

Tenete a mente che solo un mese fa, The Lincoln Project era potente e temuto. Ora, è finito. È finito. Non tornerà. La lezione è che le cose cambiano in fretta. Chiedete ad Andrew Cuomo.

Molte persone si aspettavano che Andrew Cuomo potesse essere il Segretario alla Giustizia di Joe Biden, forse addirittura il suo Vicepresidente. Cuomo ha giocato un ruolo fondamentale nella campagna di Biden per la Casa Bianca. Ha aiutato il partito a far leva sul Coronavirus per fini politici. È uno dei motivi per cui molti elettori a novembre hanno finito per credere che Donald Trump fosse personalmente responsabile della pandemia di COVID-19. Alcuni elettori sembravano convinti che Trump stesso avesse preparato il virus in un laboratorio nelle profondità di Mar-a-Lago.

Non che Andrew Cuomo stesse facendo un gran lavoro come governatore di New York. Nel suo Stato stavano morendo più persone che in qualsiasi altro Stato del paese. Ma per la maggior parte dell’ultimo anno, nessuno nei media lo ha detto ad alta voce. Hanno permesso a Cuomo di vincere un Emmy Awards, infatti, per aver detto cose come questa:

Andrew Cuomo, a marzo 2020: “Mia madre non è sacrificabile, e tua madre non è sacrificabile, e i nostri fratelli e sorelle non sono sacrificabili, e non accetteremo l’idea che la vita umana sia sacrificabile.”

“La vita umana non è usa e getta”, dice il tizio dell’aborto.

Bene, grazie al New York Post e ad una manciata di altri implacabili giornalisti che hanno seguito la storia per più di un anno, ora sappiamo che, in effetti, Andrew Cuomo crede che la vita umana sia usa e getta.

Ecco i dettagli: La principale assistente di Andrew Cuomo, Melissa DeRosa, ha ammesso privatamente la verità in una telefonata con i legislatori statali. Secondo la DeRosa, l’amministrazione Cuomo ha deliberatamente coperto il vero numero dei morti legate al Coronavirus nelle case di cura nello Stato di New York. Si sono rifiutati di dire ai legislatori quante persone stavano realmente morendo.

Perché l’hanno fatto? Perché hanno mentito? Beh, ha spiegato la DeRosa, l’amministrazione era preoccupata che dire la verità su quante persone stavano morendo nelle case di cura avrebbe danneggiato Joe Biden e aiutato Donald Trump.

“Lui [Trump] inizia a twittare che abbiamo ucciso tutti nelle case di cura”, ha detto la DeRosa. “Inizia a perseguire [il governatore del New Jersey Phil] Murphy, inizia a perseguire [il governatore della California Gavin] Newsom, inizia a perseguire [il governatore del Michigan Gretchen] Whitmer”.

Poi, preoccupata: Trump “sguinzaglia il Dipartimento di Giustizia per fare un’indagine su di noi. E fondamentalmente, ci siamo fermati, perché eravamo in una posizione in cui non eravamo sicuri se quello che avremmo dato al Dipartimento di Giustizia o quello che abbiamo dato a voi, quello che cominciamo a dire, sarebbe stato usato contro di noi mentre non eravamo sicuri che ci sarebbe stata un’indagine. Questo ha giocato un ruolo molto importante in tutto questo”.

In altre parole, abbiamo mentito perché non volevamo essere scoperti. La spiegazione più elementare di tutte. Non volevamo aiutare i nostri nemici politici e ammettere quante persone abbiamo ucciso.

Ora ci sono 15.000 morti confermate e presunte nelle case di cura nello Stato di New York. Il dato è in aumento rispetto ai più di recente 12.700 morti riportati alla fine di gennaio. Non abbiamo queste cifre perché l’amministrazione di Cuomo ce le ha date. Le abbiamo perché alcuni giornalisti, come Andrew Kerr del Daily Caller, hanno notato che i numeri dei morti di New York non contano i residenti delle case di cura che sono morti di Coronavirus in ospedale. Lo sappiamo perché centri come il think tank Empire Center for Public Policy hanno ottenuto un ordine del tribunale che obbliga Cuomo a rilasciare i dati al pubblico, perché lui li possedeva. Cuomo non possiede nulla. È un funzionario pubblico, ma non ha voluto dare quelle informazioni finché non è stato costretto.

Ma se ascoltassimo il resto dei media, non sapremmo nulla di tutto questo. Sapremmo solo dell’Emmy Award di Andrew Cuomo. E del suo ordine che ha costretto le case di cura ad ammettere i pazienti positivi al Coronavirus? Ci si aspetta che crediamo alla sua scusa che tutto questo sia in qualche modo colpa di Donald Trump?

Joe Biden è alla Casa Bianca in parte perché i giornalisti e i membri di entrambi i partiti politici hanno rifiutato di guardare ai fatti. È ora di valutare i fatti onestamente.

FoxNews.com

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