Cina e America si sfidano in vista del 6G

Mentre in tutto il mondo scopriremo nei prossimi anni i benefici del 5G, i due colossi mondiali si stanno già sfidando per sviluppare una rete 6G, che sarà cento volte più veloce dell'(ormai) attuale 5G.

Huawei, nonostante le difficoltà, ha aperto un centro di ricerca 6G in Canada; ZTE e China Unicom hanno avviato una partnership per lo sviluppo di questa nuova tecnologia. La Cina ha inoltre già lanciato nello spazio un satellite, lo scorso novembre, per effettuare i primi test.

Gli Stati Uniti con Donald Trump erano passati all’offensiva: nel 2018, con il ban del dipartimento del commercio su ZTE, la società si è trovata vicino al collasso finanziario. Inoltre, a ottobre del 2020, è stata creata la “Alliance for Telecomunications Industry Solutions” che ha dato vita ad un consorzio di imprese nel quale fanno parte Apple, AT&T, Qualcomm, Google e Samsung.

Si sta quindi venendo a delineare una “grande alleanza” in funzione anti-cinese composta da diversi player internazionali L’Unione Europea, su questo fronte, lavora con Nokia, Eriksson, Telefonica e università su tutto il territorio.

I progressi nella tecnologia 6G nel Mondo

Cina– ha iniziato la ricerca nel 2018 e punta alla commercializzazione nel 2029
– ha lanciato un satellite per testare i Terahertz a Novembre 2020
– Huawei punta a sviluppare il 6G in Canada, in alleanza con ZTE e Unicom
– la Cina ha invitato l’Australia a collaborare, dichiarando che la Cina sarà il leader
mondiale “che piaccia o meno”
Stati Uniti– hanno iniziato la ricerca nel 2018 e puntano alla commercializzazione nel 2026
– la FCC ha aperto alla sperimentazione su nuove frequenze
– ad ottobre 2020 è nata la “Next G Alliance
Corea del Sud– ha iniziato la ricerca nel 2019 e punta alla commercializzazione nel 2026
– investirà nel 2021 11.7 miliardi di dollari per l’economia digitale
– LG, Samsung e SK Telecom hanno firmato un protocllo d’intesa per lo sviluppo
Giappone– ha iniziato la ricerca nel 2020 punta alla commercializzazione nel 2030
– il governo punta a mettere a disposizione 9.6 miliardi di dollari per lo sviluppo
Unione Europea– ha iniziato la ricerca nel 2020, capitanata da Nokia con il progetto “Hexa-X
– l’Università di Oulu ha investito 300 milioni nel 2018 per lo sviluppo del 6G

L’Occidente sembrerebbe dunque aver capito l’inaffidabilità della Cina sullo sviluppo di queste nuove tecnologie. La partita geopolitica è dunque apertissima. Chi sarà in grado di sviluppare per primo il 6G avrà (come nel caso del 5G) un grande vantaggio, sia in termini economici, sia in termini contrattuali con i propri paesi d’influenza e competitori.

Avendo il 6G anche un grande impatto militare, ci auguriamo che la NATO possa fare da “ponte” per una cooperazione tra Stati Uniti e Unione Europea (che mostra sempre meno dei segnali di collaborazione) per garantire un’adeguata sicurezza cibernetica ai propri cittadini.