I successi in politica estera dell’Amministrazione Trump che Biden non può rimangiarsi

Spesso accusata di essere stata “isolazionista“, nonché di aver permesso a potenze quali Russia e Cina, di occupare dei vuoti strategici lasciati dagli Stati Uniti, tuttavia, l’Amministrazione di Donald Trump è stata in grado di ottenere importanti successi in politica estera, sui quali l’Amministrazione Biden potrà e dovrà lavorare per mantenere. Vediamo insieme quali…

L’USMCA, l’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada

Probabilmente, il più grande successo del Presidente Donald Trump in politica estera. Durante la campagna elettorale per le elezioni del 2016, Donald Trump aveva bollato il NAFTA come un accordo commerciale “sbagliato” che era costato “centinaia di migliaia di posti di lavoro agli americani”. Una volta divenuto Presidente, Trump ha immediatamente avviato, il 18 maggio del 2017, le procedure per rinegoziare l’accordo. Poco più di un anno dopo, il 30 settembre del 2018, venne finalmente raggiunto un nuovo accordo, poi firmato il 30 novembre successivo. L’accordo venne successivamente revisionato e firmato definitivamente il 10 dicembre 2019.

L’USMCA rappresenta una significativa evoluzione del precedente NAFTA. Esso include numerose riforme relative alla tutela della proprietà intellettuale, delle regolamentazioni ambientali, delle regolamentazioni sui salari dei lavoratori, degli incentivi alla produzione domestica di automobili ed un maggiore accesso al mercato lattiero e caseario canadese. Questo nuovo accordo commerciale rafforza ulteriormente l’alleanza tra gli Stati Uniti, il Canada e il Messico e garantisce maggiori tutele sia per i lavoratori che per l’ambiente.

Gli “Accordi di Abramo” tra arabi e israeliani

Fin dai tempi della guerra fredda, la politica estera americana è stata caratterizzata da un particolare dualismo: da un lato, l’alleanza con le potenze sunnite quali l’Arabia Saudita; dall’altro, l’Asse d’acciaio con Israele. Gli Stati Uniti sono sempre stati alleati con questi due blocchi contrapposti che per molto tempo sono rimasti impossibilitati a collaborare. La recente ascesa dell’Iran nel panorama medio orientale unita all’incapacità della leadership palestinese di raggiungere un accordo con lo Stato di Israele, hanno poi portato ad un progressivo “disgelo” tra lo stato ebraico e numerosi paesi arabi confinanti. L’Amministrazione Trump è dunque riuscita a promuovere ben quattro accordi di pace nel giro di pochi mesi, il doppio di quanto ottenuto nei 40 anni precedenti. Tali accordi consentono un maggiore isolamento sull’Iran e permetteranno agli Stati Uniti di avere una politica estera in Medio Oriente, d’ora in avanti, più lineare rispetto che al passato.

L’Accordo Israele, Serbia e Kosovo

Nella più ampia negoziazione per il mutuo riconoscimento tra la Serbia e il Kosovo, l’Amministrazione Trump ha promosso, il 4 settembre 2020, un importante accordo tra due dei paesi più filo-americani del mondo. L’accordo prevede lo stabilimento di regolari relazioni diplomatiche e commerciali tra il Kosovo e Israele, nonché l’apertura di un’ambasciata kosovara a Gerusalemme. La mossa, da un lato, rafforza la posizione israeliana, dato il riconoscimento diplomatico e l’apertura di un’ambasciata nella sua capitale de facto da parte della prima nazione musulmana, dall’altro conferisce maggiore legittimità al governo kosovaro, ormai riconosciuto da gran parte della comunità internazionale.

Sebbene il mutuo riconoscimento tra Serbia e Kosovo non sia stato raggiunto in quella data, tuttavia il documento finale firmato a Washington contiene diversi punti che apportano alcuni benefici diretti ai due paesi balcanici. Anche la Serbia si è poi impegnata ad aprire la propria ambasciata a Gerusalemme, risultando il primo paese europeo a compiere tale mossa. Inoltre, i due paesi balcanici inseriranno Hezbollah nelle proprie liste delle organizzazioni terroristiche.

Il Contenimento della Cina

Dopo aver fatto della lotta economica alla Cina una delle sue principali promesse in campagna elettorale, il Presidente Trump ha attuato una netta cesura rispetto alle amministrazioni precedenti, imponendo pesanti dazi d’importazione al Dragone ed attuando una “lotta senza quartiere” per contrastare il dominio di Pechino sul 5G. Inoltre, l’amministrazione Trump ha attuato misure volte a porre fine alle violazioni dei diritti umani attuate dalla Cina a danno dei cittadini di Hong Kong (Hong Kong Human Rights Act) e sulla repressione a danno degli Uiguri (Uyghur Human Rights Policy Act).

Le politiche dell’amministrazione Trump hanno certamente contribuito a “puntare i riflettori” per la prima volta sulle costanti violazioni dei diritti umani attuate dal governo cinese, nonché ad indurre diversi paesi europei a rinunciare al 5G cinese. Ormai la “lotta alla Cina” è divenuta un argomento bipartisan, condiviso da entrambi i poli dello schieramento politico.

Se vorrà davvero mantenere il ruolo degli Stati Uniti come principale potenza mondiale, dunque, Joe Biden dovrà necessariamente percorrere la strada tracciata dal tanto odiato predecessore, magari coinvolgendo maggiormente gli alleati europei.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...