Voto postale: i Repubblicani presentano delle proposte per maggiori controlli in molti Stati

Le schede elettorali per posta in occasione delle elezioni generali degli Stati Uniti del 2016 depositate al Salt Lake County Government Center, a Salt Lake City, nello Utah, il 1 novembre del 2016.

L’Arizona, che ha battuto ogni record di affluenza elettorale di tutti i tempi, con più di 759.000 voti, è in testa alle iniziative legislative promosse dai Repubblicani che avanzano nuove restrizioni e controlli sul voto postale

Dopo le ultime elezioni presidenziali, molti “poveri populisti, ignoranti, senza arte né parte” (tra cui il sottoscritto) hanno sollevato alcuni dubbi sul sistema di conteggio dei voti elettronici e l’utilizzo massiccio del voto postale negli Stati Uniti.

Come Osservatore Repubblicano abbiamo sempre sottolineato, fin dal principio, nelle nostre numerose live sui social o sugli articoli pubblicati in questo blog (nonostante qualche titolo provocatorio) l’impossibilità di ribaltare l’esito delle elezioni. È stato più volte ripetuto – infatti – che il miglior modo per “rispondere” alle “elezioni rubate” era quello di imporre maggiori controlli in fase sia di raccolta del voto postale sia sullo scrutinio seguente all’Election Day.

Leggi anche: “Le elezioni kafkiane: come trovare una via d’uscita da questo labirinto”

È giunto quindi il momento di mostrare cosa il Partito Repubblicano stia mettendo in atto per far sì che una notte elettorale come quella a cui abbiamo assistito a novembre non possa più capitare nuovamente.

I legislatori del GOP stanno cercando di ripristinare la fiducia nel sistema elettorale dopo che l’ex presidente Donald Trump non ha avuto un percorso valido per contestare un elezione che in molti degli “Stati Chiave” ha perso per pochi punti – se non per una frazione di punto percentuale nel caso di Arizona e Georgia – dopo giorni e giorni di infinito spoglio dei voti arrivati per posta.

Le loro proposte, presentate in diversi Stati – alcune delle quali potrebbero essere votate già nelle prossime settimane – includono misure volte a rendere più facile il riconteggio, obbligare gli elettori che votano in anticipo ad andare da un notaio prima di imbucare il propio mail in ballot, finanche ad un sistema per cancellare le richieste di voto anticipato spedite in automatico agli elettori che non partecipano per più di due elezioni di fila.

Ecco le principali proposte presentate nelle varie assemblee statali negli Stati Uniti:

STATON° PROPOSTApartitoCOSA PREVEDE
ArizonaSB1010Repubblicanoconteggio manuale anziché con le macchine elettroniche
ArizonaSB1069Repubblicanochi non vota per due volte consecutive a qualsiasi elezione non riceve più in automatico le lettere per il voto postale
ArizonaSB1358Repubblicanole registrazioni per le elezioni possono avvenire solo nelle sedi istituzionali
PennsylvaniaHB25Repubblicanoeliminazione dell’estensione del voto postale approvata nel 2019
GeorgiaSB68Repubblicanoeliminazione della registrazione automatica degli elettori e dell’absentee vote senza una giustificazione
GeorgiaSB29Repubblicanoobbligo di mostrare la carta d’identità due volte, quando si ritira il voto per posta e quando lo si deposita
MinnesotaSF173Repubblicanoobbligo di mostrare la carta d’identità ai seggi
MississippiHB4, SB2588Bipartisancancellazione dal registro degli elettori se in 4 anni non si è mai votato o se non si risponde alle richieste dell’ufficio elettorale
I sostenitori del presidente Donald Trump manifestano durante una manifestazione “Stop the Steal” davanti al Campidoglio dell’Arizona a Phoenix il 7 novembre 2020. (Mario Tama/Getty Images)

Arizona, Mississippi, Georgia e Pennsylvania si stanno muovendo velocemente. Dietro molte delle proposte di legge c’è il fresco ricordo delle manifestazioni “Stop the Steal” e delle accuse di conteggio “fraudolento” dei voti in Stati dove i tassi di partecipazione al voto sono stati molto alti ed il vantaggio di Joe Biden è stato esiguo – un terzo di punto percentuale, per esempio, in Arizona.

L’Arizona, uno stato in cui i Repubblicani controllano entrambe le camere della legislatura statale, sarà banco di prova di questo sforzo. Le legislature controllate dai Repubblicani in Georgia e Pennsylvania, stati entrambi vinti da Biden a novembre, stanno dando la priorità alle proposte di legge per cambiare il modo in cui le elezioni verranno gestite anche quando non ci sarà più l’emergenza COVID-19.

Sebbene la soluzione auspicabile (per chi scrive, ovviamente) – anche comprendendo le ragioni storiche di fondo che hanno spinto gli americani a dare grande spazio a questa modalità di voto – sarebbe l’eliminazione totale del voto per posta ed il ritorno al conteggio manuale dei voti, esattamente come avviene in Italia, personalmente mi auguro che tutte queste proposte vengano approvate, specialmente quelle in Arizona e Georgia, dove i Repubblicani si sono fatti cogliere impreparati all’ondata di voto per corrispondenza alla vigilia del voto presidenziale e dove essi hanno maggiori possibilità di farle passare, dato il controllo “totale” sia del ramo esecutivo che legislativo.

Bloomberg.com

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