Quando sono i Democratici a contestare le elezioni…

Il candidato Democratico sconfitto nel 22° Distretto di New York della Camera ha contestato l’accuratezza del conteggio elettronico. L’elezione si é conclusa venerdì 5 febbraio, a più di tre mesi dall’Election Day.

Donald Trump e i suoi sostenitori sono stati demonizzati, calunniati, censurati a reti unificate da mass media, Democratici e sui social quando a novembre avevano osato contestare il risultato elettorale – una contestazione ricordiamo legittima, anche se è stata poi rigettata dai tribunali. Anzi, chi parlava di contestazione dei risultati elettorali é stato quasi equiparato ad un “terrorista“. Alcuni commentatori di Sinistra si sono addirittura spinti a parlare di “rieducare” i sostenitori di Trump.

Adesso, però, si scopre che anche un candidato Democratico ha contestato il risultato della competizione elettorale che lo riguardava, perché ritiene anche lui che le macchine elettorali gli abbiano “rubato l’elezione” – e anche questa denuncia é stata respinta.

Il candidato Democratico dell’ultima competizione elettorale ad essere stata chiamata alla Camera dei Rappresentanti, nello Stato di New York, ha curiosamente deciso di adottare gli stessi argomenti portati da Donald Trump per la sua contestazione.

Il team legale dell’ex-rappresentante Democratico Anthony Brindisi – che si è ritrovato indietro nel conteggio rispetto all’ex-rappresentante repubblicana del Distretto, Claudia Tenney, per soli 109 voti – ha sostenuto, in un documento depositato in tribunale lunedì 1 febbraio, che le macchine per il conteggio elettronico del voto sono da biasimare per gli errori che riguardano centinaia di schede.

“In questo caso, c’è ragione di credere che le macchine per il conteggio elettronico del voto abbiano letto male centinaia, se non migliaia di voti validi come voti in difetto, e che questi errori delle macchine nel conteggio abbiano colpito Brindisi in modo sproporzionato”.

hanno scritto gli avvocati di Brindisi, come riportato dall’Associated Press.

L’ex-presidente Donald Trump e i suoi sostenitori avevano anch’essi a novembre contestato l’accuratezza del conteggio dei voti operato dalle macchine elettroniche, accuse che però sono state severamente respinte dai funzionari elettorali, dalle aziende tecnologiche che avevano prodotto le macchine e dai tribunali. I problemi riscontrati nel conteggio, come nella Contea di Antrim, in Michigan, erano invece stati attribuiti all’errore umano.

Ora, aziende del settore – come la Dominion Voting Systems e Smartmatic – si stanno impegnando in una estesa campagna legale contro coloro che hanno affermato che le loro apparecchiature e i loro software fossero stati coinvolti in una frode elettorale.

Gli avvocati di Brindisi e della Tenney sono tornati in tribunale venerdì, dopo che un giudice aveva fermato la certificazione dell’elezione, ed il tribunale ha stabilito che la repubblicana Claudia Tenney abbia sconfitto il rappresentante degli Stati Uniti Anthony Brindisi per 109 voti nell’ultima corsa al Congresso non ancora chiamata dell’intera nazione. La sentenza del giudice Scott DelConte potrebbe aprire la strada alla Tenney per giurare come rappresentante per il 22° Distretto congressuale di New York, escludendo il ricorso d’urgenza di una Corte d’appello di livello statale.

La sentenza è arrivata dopo aver trascorso tre mesi a revisionare l’elezione e a cercare di risolvere una miriade di problemi con il conteggio dei voti ed ha permesso allo Stato di New York di certificare i risultati immediatamente. Nell’ultima udienza, aveva detto agli avvocati di Brindisi che non era incline a ritardare ulteriormente la certificazione dei risultati:

“Mi è stato chiesto di fermare questa elezione… e questo è un onere molto grande”

Tornando alle accuse mosse alle macchine per il conteggio dei voti, la campagna di Brindisi aveva chiesto al giudice della Corte Suprema dello Stato di New York una verifica che sarebbe potuta finire in un riconteggio di tutte le 325.000 schede già scrutinate, ma il giudice aveva fatto notare che la Corte non poteva richiedere una nuova elezione o un riconteggio.

La Repubblicana Tenney si è dichiarata dunque vincitrice. Come accennato, era già stata in precedenza la rappresentante del distretto per un mandato, sconfitta poi dallo stesso Brindisi nelle elezioni di midterm del 2018.

“Le schede sono state esaminate e siamo sicuri che tutti i voti legali siano stati conteggiati”

ha detto la sua campagna in una dichiarazione.

I Democratici, attualmente, con la chiamata dell’eletto del 22° Distretto di New York, detengono una maggioranza risicata alla Camera, con 221 seggi contro i 212 dei Repubblicani.

Rimangono vacanti due seggi della Louisiana, a seguito della morte del Repubblicano Luke Letlow e dopo le dimissioni del Democratico Cedric Richmond perché chiamo a servire nell’amministrazione Biden (negli Stati Uniti, se ricopri un incarico parlamentare, una volta che vieni chiamato nel ramo esecutivo devi lasciare il seggio, n.d.r.).

WashingtonTimes.com, WashingtonExaminer.com