Donald Trump potrebbe essere interdetto dalla presidenza per sempre?

Il 16 gennaio è stato pubblicato su The Hill un articolo del professore di diritto Jonathan Turley in merito alle problematiche giuridiche inerenti a questo secondo processo di impeachment, procedimento che il Senato dovrà portare avanti nei confronti di un ex-Presidente non più in carica.

Jonathan Turley è “Shapiro Professor of Public Interest Law” presso la George Washington University ed ha servito come consulente durante il processo di Impeachment al Senato. Ha testimoniato come esperto giuridico alle udienze dell’impeachment di Bill Clinton e di Donald Trump.

Si riporta la traduzione dell’articolo, adattato alla comprensione di un pubblico italiano.

Il professore di diritto della George Washington University Jonathan Hurley ha testimoniato come unico teste presentato dai Repubblicani all’udienza del comitato giudiziario della Camera di mercoledì sull’impeachment.

Donald Trump dovrebbe non presentarsi al processo di impeachment al Senato?

Nel giro di pochi giorni, questa nazione dovrà affrontare un processo senza precedenti al Senato. Il Senato non solo dovrà processare lo stesso presidente per una seconda volta, ma lo dovrà fare dopo che egli avrà lasciato l’incarico.

La Vice Presidente eletta Kamala Harris ci assicura che il Senato potrà politicamente operare in versione “multitasking“, cioè far fronte contemporaneamente sia all’impeachment, sia alle nomine della nuova amministrazione Biden che alla pandemia. Tuttavia, la domanda che sorge fondamentale è se il Senato possa svolgere il suo ruolo garantendo, costituzionalmente, la “migliore difesa possibile” al futuro cittadino Donald Trump.

In tutta onestà, gli esponenti di entrambe le parti politiche stanno combattendo con le unghie e con i denti per affrontare questo nuovo impeachment. Sebbene abbia affermato che non desidero servire come avvocato del Presidente, ho parlato con i membri del Congresso e della Casa Bianca sui precedenti storici e costituzionali di tale processo. Da una prospettiva puramente strategica, credo che per Trump possa essere saggio non presentarsi.

Per un lottatore come Trump, evitare un combattimento potrebbe essere la decisione più difficile di tutte, soprattutto perché egli può difendersi facilmente

In primo luogo, perché gli è stato negato il giusto processo quando la Camera ha tenuto un “impeachment lampo” – senza precedenti – e per il quale non si è tenuta nemmeno un’udienza o un’indagine, pur sapendo che un processo al Senato, probabilmente, non si sarebbe svolto immediatamente in ogni caso. Anche un’udienza di un solo giorno avrebbe consentito di poter discutere le accuse e le prove, così come di esaminare una richiesta formale per una difesa, anche scritta.

In secondo luogo, l’articolo di impeachment è mal concepito e mal realizzato, costruito interamente attorno alla convinzione secondo cui il discorso di Trump del 6 gennaio ai sostenitori fosse un “incitamento all’insurrezione“. 

Certamente, il suo discorso sollevava questioni potenzialmente passibili di impeachment; l’ho condannato così per come lo ha fatto e mi sono opposto fin dall’inizio alla sua contestazione dei voti del Collegio Elettorale. Ma come ho scritto in precedenza, sarebbe stato molto meglio censurarlo attraverso con una risoluzione di condanna bipartisan e bicamerale da parte dell’intero Congresso.

Mentre l’impeachment può essere basato anche su motivi non legati alla responsabilità penale, il discorso di Trump, preso così da solo, non è stata un’istigazione a delinquere. In assenza di prove dirette all’istigazione, un’accusa penale sarebbe probabilmente crollata in un processo ordinario o in appello per effetto del Primo Emendamento

Donald Trump ha espressamente chiesto ai suoi sostenitori di “far sentire pacificamente e patriotticamente le vostre voci”. Ha detto loro di andare in Campidoglio “per fare il tifo per i nostri coraggiosi Senatori, uomini e donne membri del Congresso”, di “combattere come dei dannati” per contestare il risultato delle elezioni e di ricordare ai Repubblicani che non supportavano la contestazione che le loro azioni non sarebbero state dimenticate. È stato un discorso moralmente sconsiderato, ma, in un tribunale, costituirebbe un discorso protetto dalla Costituzione.

Nonostante la forza di tali argomenti difensivi, il presidente deve prima decidere se vuole presenziare al proprio processo. Può legittimamente sostenere che un privato cittadino non possa essere messo sotto accusa e che il Senato non possa rimuovere dall’incarico una persona che ha già lasciato quell’incarico.

L’articolo I, sezione 4, della Costituzione afferma che l’unico scopo di un processo di impeachment è quello per cui “il presidente, il vicepresidente e tutti gli ufficiali civili degli Stati Uniti devono essere rimossi dall’incarico“. 

Mentre il Senato può, in seguito alla condanna, aggiungere come pena accessoria l’interdizione dal ricoprire di nuovo una carica federale, ciò può avvenire solo dopo che la rimozione è stata decisa, perché è una questione che riguarda la “sanzione“, non lo “scopo” del procedimento.

La Costituzione fa riferimento allo stato attuale di “presidente“. 

Questo status è fondamentale per le disposizioni che conferiscono poteri e privilegi legati a quell’ufficio, e che dunque non persistono dopo aver lasciato l’incarico. Nessuno potrebbe sostenere che Trump possa continuare ad esercitare quei poteri tipici della presidenza una volta che il presidente eletto Joe Biden abbia prestato giuramento.

Eppure, un processo al Senato insisterà sul fatto che, sebbene Trump non abbia poteri permanenti legati alla presidenza, dovrà comunque rimanere soggetto ad una sanzione perpetua legata a quell’ufficio, pur non ricoprendolo più. 

Inoltre, lo scopo dichiarato del procedimento di impeachment è se un presidente debba o meno “essere rimosso” dalla carica che ricopre. Pertanto, l’unica persona costituzionalmente soggetta ad un procedimento di impeachment, dopo il 20 gennaio, sarà solo il presidente in carica, cioè Joe Biden. Non certo Donald Trump, che presidente non lo sarà più.

Questo problema è stato invero dibattuto sin dal primo procedimento di impeachment nel 1797, quando il senatore William Blount del Tennessee affrontò delle accuse di cospirazione per aver aiutato la Gran Bretagna ad impadronirsi di quella che oggi è la Louisiana. Blount fu espulso dal Senato prima di essere messo sotto accusa, quindi insistette di non potere essere sottoposto a tale processo e si rifiutò sempre di comparire. Apparentemente, il Senato accettò ed archiviò quel caso – appena 10 anni dopo la ratifica della Costituzione, con la maggior parte dei Padri Fondatori ancora in vita e alcuni ancora in servizio presso il Congresso. (In effetti, Blount stesso era uno dei firmatari della Costituzione).

Il secondo caso è andato leggermente meglio. Nel 1876, l’ex-segretario alla guerra William W. Belknap fu processato anche se si era dimesso prima di essere messo sotto accusa. Quasi la metà dei senatori votò di non avere giurisdizione sul caso e Belknap fu successivamente assolto, in parte a causa di “dubbi” sulla legittimità di quel processo.

L’assenza di un imputato o di un avvocato difensore potrebbe non essere l’unico elemento curioso in questo processo. Non è chiaro, ad esempio, se il presidente della Corte Suprema John Roberts possa essere chiamato a presiedere la seduta. Dopo tutto, la Costituzione stabilisce infatti che quando “il presidente degli Stati Uniti sarà processato, il presidente della Corte Suprema presiederà” la seduta, ma per allora il presidente sarà Biden, non Trump.

La mancata difesa non è tuttavia un’ammissione di colpa. Il Senato ha il dovere di decidere se si terrà un processo di impeachment valido e se lo standard procedurale previsto dalla Costituzione sia stato soddisfatto. Se il Senato non respinge il caso con un voto, Trump può trattare il procedimento come un attoextra-costituzionale” perché non sarà più soggetto alla rimozione. Se il Senato dovesse condannarlo, Trump avrebbe comunque la facoltà di contestare qualsiasi interdizione dai pubblici uffici annessa alla condanna. In questo caso, egli potrebbe benissimo prevalere, ed il Senato avrebbe così creato un precedentecontro se stesso“; e sarebbe anche il primo capovolgimento giudiziario nella storia di un verdetto di impeachment.

I tribunali hanno a lungo sostenuto che le accuse vengono lasciate alla determinazione del Congresso. Eppure in questo caso è diverso. Qui si tratta di stabilire se un privato cittadino possa essere sottoposto ad un procedimento che è  espressamente previsto per la rimozione di chi è in carica. Le accuse di impeachment riguardano lo status di funzionario pubblico, mentre le accuse di aver commesso un reato riguardano lo status di individuo, dunque di un privato cittadino e non di un pubblico ufficiale. Se i pubblici ministeri ritengono che Trump abbia incitato all’insurrezione, dovrebbero accusarlo come farebbero per un privato cittadino. Tuttavia, il Senato sarà chiamato a decidere se tenere un processo basato su una “finzione giuridica“: un voto per rimuovere qualcuno che non è più in carica.

Fonti: TheHill.com, GeorgeWashingtonUniversity.edu

Un pensiero su “Donald Trump potrebbe essere interdetto dalla presidenza per sempre?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...