I media hanno passato mesi a minimizzare i BLM violenti e le rivolte Antifa. Ma con la rivolta del Campidoglio hanno improvvisamente cambiato tono

La CNN definiva la rivolta di Kenosha una “protesta focosa ma perlopiù pacifica”

Per tutto il 2020, i media hanno costantemente minimizzato, inventato scuse e talvolta anche sostenuto le violente rivolte della Sinistra che hanno scosso in lungo e in largo l’America.

Per tutto il 2020, i media hanno costantemente minimizzato, inventato scuse e talvolta anche sostenuto le violente rivolte della Sinistra che hanno scosso l’America. Per tutto il 2020, i membri dei media hanno costantemente minimizzato, inventato scuse e talvolta sostenuto violente rivolte di sinistra che hanno scosso l’America. Gli stessi media hanno però condannato molto rapidamente e con molta forza i sostenitori di Trump che sono scesi in piazza e che hanno preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti, spesso usando il termine che avevano evitato per così tanto tempo: “rivolte“.

I disordini hanno cominciato a colpire l’America in seguito alla morte di George Floyd alla fine di maggio, con una scia di distruzione che ha preso di mira le città grandi e piccole: New York, Kenosha, Portland, Washington D.C. stessa ed altre.

Nonostante i video mostrassero queste rivolte, i media le hanno sempre e costantemente minimizzate. Mentre diversi edifici a Minneapolis venivano rasi al suolo dalle fiamme, Ali Velshi della MSNBC dichiarava che la scena dietro di lui “non è, in generale, indisciplinata” lo scorso maggio.

“Questa è perlopiù una protesta”: Ali Velshi della MSNBC affermava che le rivolte non erano indisciplinate mentre un edificio bruciava dietro di lui.

“Voglio essere chiaro su quello che sto descrivendo”, aveva detto Velshi mentre si trovava di spalle ad un edificio in fiamme. “Questa è principalmente una protesta. Non è, in generale, indisciplinata, ma gli incendi sono stati appiccati e questa folla lo apprezza”.

Quando i sostenitori del Presidente Donald Trump si sono ribellati mercoledì scorso ed hanno fatto irruzione nel Campidoglio, Velshi ha riportato i fatti facendone una descrizione molto diversa, etichettando la situazione con una varietà di parole, molto forti:

“Parole che userò in TV stasera: Colpo di stato. Insurrezione. Tradimento. Sedizione. Bugie. Terroristi.”

“Ho sentito colleghi giornalisti a cui è stato detto di non usare queste parole. Resistete [sic] ai tentativi di censurare le vostre parole. La democrazia dipende dalla testimonianza e dal mantenere il potere di riportarlo” ha dichiarato.

Successivamente, Velshi ha condannato i giornalisti che non hanno usato un linguaggio simile al suo e che hanno cercato di minimizzare la situazione, nonostante lui lo avesse fatto a Minneapolis.

“Qualsiasi giornalista che addolcisce le proprie parole o normalizza quello che è successo oggi non sta facendo il proprio lavoro”, ha twittato Velshi. “Il nostro compito è testimoniare e di dire la verità: Trump sta tentando un colpo di stato e ha incitato alla violenza”.

Anche la CNN ha lavorato per minimizzare e giustificare le rivolte per tutto il 2020. Ad agosto, un banner della CNN ha coraggiosamente definito le rivolte a Kenosha, che hanno visto più edifici rasi al suolo, come “focose ma per lo più pacifiche”.

Il corrispondente della CNN Omar Jimenez ha parlato ai telespettatori con una maschera antigas al collo e gli occhiali in testa mentre un edificio bruciava sullo sfondo.

Il conduttore della CNN Don Lemon è apparso per un certo periodo nel 2020 per sostenere i disordini, dicendo a maggio che “è così che è nato questo paese”.

“Il nostro paese è stato fondato perché, il Boston Tea Party”, ha detto Lemon, “si ribellò. Quindi non distorcete le cose e pensate che questo è qualcosa che non è mai accaduto prima, e che è così terribile e che questi sono dei selvaggi e tutto il resto. È così che è nato questo paese”.

E solo quando le rivolte hanno iniziato ad influenzare negativamente le possibilità del presidente eletto Joe Biden di vincere le elezioni del 2020, Lemon ne ha chiesto la condanna. (Vedi sotto)

Anche il conduttore della rete Brian Stelter ha svolto un ruolo, sostenendo a luglio che i “media di destra” stessero semplicemente giocando con “la violenza della protesta di Portland”.

“I media di destra hanno aumentato la copertura sui disordini sparsi a Portland, nell’Oregon, della scorsa settimana, all’incirca nello stesso momento in cui gli ufficiali federali siano calati nell’area del centro”, ha scritto Stelter il 20 luglio, nonostante le prove video mostrassero dei disordini costanti nella città. “[Fox News ‘Sean] Hannity e altri conduttori della Fox hanno evidentemente deciso che un piccolo gruppo di sedicenti anarchici meritava improvvisamente la copertura dell’informazione nazionale”.

La copertura della CNN sulla rivolta di mercoledì ha mostrato una netta differenza rispetto a questi esempi.

Don Lemon si è chiesto incredulo perché “tutti [stiano] dicendo di essere scioccati da questo”, aggiungendo che “era inevitabile”.

Chris Cuomo della CNN sembrava addirittura difendere il modo in cui la rete coprì le rivolte precedenti, twittando: “Mi ricordi quando hanno preso d’assalto il Campidoglio e in quale modo non siano stati tenuti sotto controllo per la maggior parte del tempo?” (Ecco qui però 31 episodi in cui i media hanno minimizzato le rivolte e i saccheggi dopo la morte di George Floyd)

Ad un certo punto, durante le rivolte del 2020, aveva chiesto agli spettatori di “dimostrarmi dove si dice che i manifestanti dovrebbero essere educati e pacifici”.

Ma l’atteggiamento di Chris Cuomo ha avuto un notevole cambiamento quando i sostenitori di Trump si sono ribellati mercoledì. “I manifestanti usano la parola. Rabbiosa. Non pacifica spesso… l’oltraggio, l’imprecazione… e questo è tutelato. La sedizione non lo è. La criminalità non lo è. Erano folle che hanno distrutto il Campidoglio ed hanno ottenuto una relazione leggere per questo. Qui è dove siamo arrivati. Ed è brutto”, ha twittato Cuomo.

Nel frattempo, la rete nel suo insieme ha finalmente chiamato un evento per quello che è: una rivolta.

ma i telegiornali non sono stati l’unico gruppo a minimizzare le rivolte del 2020 e a condannare con forza la rivolta del Campidoglio. Quando le rivolte iniziarono a scoppiare dopo la morte di Floyd, anche la rivista Rolling Stone ripubblicò un articolo intitolato “9 trionfi storici per farti ripensare alla distruzione della proprietà”.

I redattori di Rolling Stone hanno aggiunto una nota alla ripubblicazione: “Le proteste sono scoppiate a Minneapolis e da allora si sono diffuse in tutto il paese. Ancora una volta, alcuni criticano la distruzione della proprietà come se fosse in qualche modo uguale – o addirittura peggiore – alla distruzione delle vite”.

Nessun articolo del genere è apparso durante le rivolte dei sostenitori di Trump. Invece, la redazione ha pubblicato un articolo in cui dichiarava che “Il tentativo di colpo di stato al Campidoglio dimostra che si tratta degli Stati Uniti di QAnon” – (dal nome del noto teorico della cospirazione n.d.r).

“Una folla è scesa a Washington D.C. oggi, dimostrando che le teorie del complotto su Internet possono avere conseguenze violente nella vita reale”, si legge nell’articolo.

Il periodico Mother Jones aveva condannato l’uso della parola “sommossa” a giugno. in un articolo intitolato: “The Reliably Racist Cherry-Picking of the Word ‘Riot'”.

“Da ‘rivoltosi‘ a ‘saccheggiatori‘, le redazioni di tutto il paese stanno usando nei loro titoli delle parole che storicamente vengono utilizzate per condannare e diffamare le comunità di colore che protestano contro la brutalità della polizia”, ​​secondo l’articolo, che afferma anche come tali parole dovrebbero essere “usate in base al contesto”.

Ma la stessa pubblicazione non si è certo risparmiata nell’usare le stesse parole per descrivere la rivolta al Campidoglio.

“Alla rivolta di oggi, i troll di Trump hanno trasformato le loro fantasie violente in realtà”, hanno titolato in un articolo.

Il direttore esecutivo del Media Research Center Tim Graham ha condannato l’improvviso cambiamento di copertura in un intervista a Fox News, affermando che “non è difficile trovare voci di spicco a Sinistra che stanno improvvisamente trovando l’illegalità una cosa imperdonabile, dopo aver però suggerito che era ‘scusabile’ se questa avesse portato avanti la loro agenda”.

“Hanno usato parole come ‘ribellione‘ per ammantare i disordini“, ha detto.

Molti altri invece si sono affrettati a sottolineare le differenze, con la giornalista Megyn Kelly che ha scritto che “l’ipocrisia dei media nel condannare le rivolte in modo così indignato dopo aver minimizzato le violente rivolte del BLM per tutta l’estate è ovvia“.

“Il doppio standard per quanto riguarda le rivolte nei media (è buono quando è BLM, è cattivo quando si tratta dei sostenitori di Trump) è eclatante. E vice versa per coloro che si occupano di whataboutism“, ha osservato il commentatore Ben Shapiro.

DailyCaller.com

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