Dei discorsi pericolosi sulle elezioni e sui militari…

Riportiamo un interessante Editoriale del grande Byron York del Washington Examiner.

Segue la traduzione dell’articolo.

Il Generale Michael Flynn

Edizione speciale Daily Memo di Byron York: Dei discorsi pericolosi sulle elezioni e sui militari…

Negli ultimi giorni ci sono stati molti commenti sul Presidente Donald Trump riguardanti le elezioni e la legge marziale.

Non è chiaro cosa ne pensi lo stesso Presidente – in ogni caso, sabato sera ha twittato che le notizie in merito erano delle “fake news” e che erano state “consapevolmente mal riportate” – ​​ma è chiaro che il suo ex-consigliere per la sicurezza nazionale, il generale in pensione Michael Flynn, ha espresso opinioni su un possibile “ruolo militare” nelle elezioni che sono da ritenersi sconsiderate ed allarmanti.

In breve, Flynn ha lanciato l’idea che Trump dovesse far sequestrare le macchine per il voto in tutto il paese ed inviare i militari in alcuni degli “Stati Chiave” per “far ripetere” le elezioni presidenziali. Il fatto che Flynn, noto sia per la sua illustre carriera militare sia per essere stato ingannato da zelanti democratici che avevano preso di mira il presidente nell’indagine Trump-Russia, abbia discusso di tali azioni come un’opzione praticabile per Trump è sia sbalorditivo che oltraggioso.

Nonostante le reali preoccupazioni per alcune irregolarità ben localizzate, non c’è alcun aspetto delle elezioni in corso (la vittoria di Joe Biden è stata certificata negli Stati e formalizzata nel Collegio Elettorale) che giustificherebbe un’azione del genere. Per il Presidente seguire il consiglio di Flynn sarebbe disastroso, sia per il Paese che per lo stesso Trump.

Flynn ha discusso la questione su Newsmax il 17 dicembre. Ha detto che il Presidente avrebbe “un paio di opzioni che può prendere in considerazione, e che deve prendere. Deve prenderle subito”. In primo luogo, ha detto Flynn, Trump “ha bisogno di nominare immediatamente un Procuratore Speciale” per indagare sulle elezioni. Quindi, il Presidente “deve impossessarsi di queste macchine per il voto sia della Dominion che di altre società che abbiamo in tutto il paese”. In questo modo, ha affermato Flynn, si consentirebbe al Presidente di indagare e di scoprire se vi è stata “un’influenza straniera” legata ai sistemi di voto utilizzati nelle elezioni. Flynn ha menzionato che Cina, Russia, Iran e Venezuela potrebbero essere stati coinvolti.

A quel punto, il conduttore di Newsmax, Greg Kelly, ha sollevato la questione militare secondo Flynn. “Quindi ho sentito alcuni mormorii”, ha detto Kelly, “sai, che riguardano lo staff del Pentagono. Stanno mettendo in campo delle persone che potrebbero non essere contrarie ad azioni anche aggressive, ed il Presidente avrebbe alcune opzioni, almeno sulla carta. Puoi dirci quali sono queste opzioni e la tua opinione se potrebbe prenderne qualcuna?”. “Non lo so se deciderà di eseguire una di queste opzioni”, ha detto Flynn. “Il Presidente deve pianificare ogni evenienza, perché non possiamo permettere che queste elezioni e la loro integrità vengano compromesse. Questo è semplicemente insoddisfacente. Non esiste nessun modo al mondo in cui noi saremo in grado di andare avanti come Nazione in questa situazione. Quindi il presidente – ho appena menzionato una delle opzioni – potrebbe immediatamente, su suo ordine, far sequestrare ognuna di queste macchine per il voto in tutto il paese”.

Flynn non ha detto come, precisamente, Trump dovrebbe sequestrare 2ogni macchina per il voto in tutto il paese”, o anche solo ogni macchina per il voto prodotta dalla Dominion. Ma ha poi delineato una possibilità per un’azione militare.

“[Trump] potrebbe anche ordinare, all’interno degli Stati contestati, se lo volesse, potrebbe prendere degli assets militari e mandarli in quegli Stati e, fondamentalmente, far ripetere le elezioni in ciascuno di questi stati. Voglio dire, non è senza precedenti. Preciso, che quelle persone che parlano di legge marziale come se fosse qualcosa che non abbiamo mai fatto prima… l’abbiamo già fatto – la legge marziale è stata istituita 64 volte “. Uno sguardo agli archivi storici in merito all’applicazione della legge marziale rileva che è stata infatti dichiarata più di 60 volte, quasi sempre dai Governatori, negli Stati nel corso degli anni, ma non ci sono mai stati dei precedenti per un’azione di questo genere su iniziativa presidenziale come quella di cui parla Flynn.

Il Generale Michael Flynn

È stato un momento sbalorditivo. Il fatto che provenisse da un militare era particolarmente preoccupante. Flynn, un generale a tre stelle in pensione, non ha avuto la presenza sullo schermo di Burt Lancaster, che, nel melodramma golpista degli anni ’60, “Seven Days in May“, aveva interpretato una recriminazione generale sulla debolezza della leadership politica della nazione. Ma Flynn ha comunque “evocato” quel film mentre criticava la situazione attuale e di come percepiva come una “debolezza” le azioni sia del Presidente che della Corte Suprema, della Corte nel suo insieme, e del Partito Repubblicano.

“Non la sto invocando” ha precisato Flynn in merito all’opzione militare che aveva così appena delineato. “Abbiamo un processo costituzionale. Abbiamo chiaramente un processo costituzionale … che deve essere seguito. Ma ti dirò che sono un po’ preoccupato per il Presidente della Corte Suprema, John Roberts. Non possiamo scherzare con il tessuto della Costituzione degli Stati Uniti. E penso che, in questo momento, la Costituzione, se la Corte Suprema non viene coinvolta almeno nell’assicurarsi che il tessuto di quella Costituzione sia ancora tenuto insieme … tutto ciò che hanno da fare è guardare alle prove. Devono guardare le prove. Non sono sicuro, anzi non credo, che la Corte Suprema degli Stati Uniti abbia nemmeno esaminato il merito di uno dei casi che gli sono stati finora proposti. Quello che hanno esaminato sono i documenti del processo. Questo è insoddisfacente. Per me è mancato il coraggio, è mancata la fibra morale al supremo giudice delle leggi e, francamente, ai membri della Corte Suprema”.

Flynn ha continuato esprimendo la sua insoddisfazione per il Partito Repubblicano ed esortando i suoi leader ad “alzarsi in piedi e combattere per questo Presidente.”

Ora ci sono dei rapporti secondo cui Michael Flynn e Sidney Powell, l’avvocatessa che ha rappresentato Flynn nelle indagini del Procuratore speciale Mueller e che ora sta seguendo il caso che vi siano state delle interferenze straniere e della pirateria informatica nelle elezioni del 2020, erano alla Casa Bianca venerdì, il giorno dopo Flynn ha delineato i suoi pensieri su Newsmax. Il New York Times ha riferito che il tema della legge marziale è stato sollevato nella discussione alla Casa Bianca, ma che è stato fortemente contrastato dagli assistenti e consiglieri apicali del Presidente.

Il discorso sulle “idee” di Flynn ha ricevuto così tanta attenzione che i capi delle forze armate, venerdì, hanno rilasciato una dichiarazione dicendo: “Non c’è alcun ruolo per le forze armate statunitensi nel determinare l’esito di un’elezione americana”.

Cosa farne dunque di tutto questo? Erano solo “parole al vento”? Durante la sua Presidenza i critici di Trump hanno mancato – o si sono rifiutati – di distinguere tra le “cose che il Presidente a volte dice” e le “cose che effettivamente fa”. È giusto dire che non c’è alcuna possibilità che la legge marziale venga dichiarata e che i risultati delle elezioni vengano ribaltati. È facile immaginare il Presidente che dice a qualcuno: “dicono che dovrei sequestrare le macchine per il voto. Cosa pensi?”. Questo è il modo in cui Trump ha discusso molti, molti altri argomenti durante il suo mandato. Allo stesso tempo, Donald Trump ha anche dimostrato più e più volte che la sua “retorica” spesso finisce per rimanere solo nel suo linguaggio parlato e non si trasferisce nella sue azioni.

“Nonostante la sua retorica allarmante, Trump ha rispettato coerentemente le decisioni dei tribunali e ha operato all’interno del sistema legale”, ha scritto il professore di diritto della George Washington University, Jonathan Turley nel discutere questa storia della legge marziale.

Ma se si trattasse solo di “discussioni“, che dire allora dell’idea che ci siano invece alcune cose che non possono essere considerate tali? Il fatto che l’esercito intervenga in un’elezione negli Stati Uniti sembra una di quelle cose, specialmente se è il Comandante in Capo a parlarne. D’altra parte, non sappiamo esattamente cosa abbia detto Trump. Ma sappiamo quello che ha detto il generale Flynn su Newsmax, ed erano parole ben al di fuori dei “limiti” delle discussioni ragionevoli.

Le parole di Flynn sono state anche imbarazzanti per molti che lo avevano difeso, o più specificamente, che avevano criticato il trattamento che aveva ricevuto per mano dell’FBI e del Procuratore Speciale dell’indagine Trump-Russia, Robert Mueller. L’intervista di Flynn su Newsmax è stata “una dichiarazione oltraggiosa e sconsiderata che equivaleva a un appello alla tirannia“, ha scritto Turley. “Per quelli di noi che hanno difeso Flynn per il suo procedimento giudiziario abusivo, è stata anche una delusione che qualcuno che ha difeso a lungo questo paese abbia abbracciato idee così antidemocratiche. Francamente, Trump avrebbe dovuto ricordare a Flynn che stava parlando al Presidente degli Stati Uniti nello Studio Ovale e che un tale suggerimento era da considerarsi altamente offensivo e da squilibrato”.

No, ovviamente, la posizione di Flynn sulle elezioni non cambia il fatto che sia stato trattato in modo sbagliato nella questione Trump-Russia. Questo è quello che è. Ma ora Flynn, parlando dopo che il Presidente lo ha “perdonato” e quindi gli ha dato la libertà di parlare, sta promuovendo un’idea “squilibrata” sull’intervento militare nelle elezioni che, se il Presidente provasse a mettere in pratica, sarebbe una catastrofe per tutti quelli coinvolti. Flynn si è lamentato del fatto che i leader del Partito Repubblicano non avrebbero appoggiato un’azione del genere. È corretto. Non lo faranno, e nemmeno nessun altro dovrebbe.

WashingtonExaminer.com

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