Analisi del voto: I Repubblicani sfondano al Centro. I Democratici sono sempre più un partito di Estrema Sinistra

Passato questo tormentato periodo elettorale, è tempo di cominciare a fare delle analisi sui vari trend di voto (sebbene, con il passare del tempo, avremo a disposizione una mole maggiore di dati e di elaborazioni che ci permetteranno di essere ancora più analitici).

Come si può vedere dalla foto (sotto) l’elettorato di Donald Trump è maggiormente distribuito rispetto a quello di Sleepy Joe Biden. Il candidato democratico ha un elettorato identificabile come “Sinistra-Centro“, ovvero quello con una forte trazione progressista (il 46% dell’elettorato complessivo) rispetto a quello repubblicano, che ha rispetto al primo solamente il 32% degli elettori che hanno una visione conservatrice, sia dal punto di vista economico che sociale. Donald Trump vince maggiormente in molte delle posizioni più “Centriste” rispetto a quelle di Biden, e lo si può capire dal maggior numero di puntini rosso scuri al centro del quadrante (vedi sotto).

Fonte: Navigator Research

Nel secondo grafico (sotto), possiamo invece notare l’enorme divario che c’è tra gli elettori sulle tematiche sociali, dall’aborto, al possesso di armi e alla cosiddetta “Police Brutality” ovvero la brutalità nell’uso della forza da parte della polizia americana. Su quest’ultima tematica, a parte quei ragazzetti che scrivono sui social network con l’unico scopo di pontificare su tutto per sentirsi intelligenti, la posizione diciamo “repubblicana“, ovvero quella secondo cui, al netto di qualche caso isolato, il sistema della giustizia penale nel suo complesso funziona bene, sarebbe da considerare “centrista” o, semplicemente, di “buon senso”, visto che quasi nessuno ritiene che i benefici dati dalla presenza delle forze dell’ordine nella propria Contea siano inferiori ai pregiudizi che queste possano arrecare nello svolgimento delle loro funzioni.

Fonte: Navigator Research

Per quanto riguarda le questioni economiche, il “terreno in comune” tra gli elettori Repubblicani e quelli Democratici rimane molto distante, soprattutto dal punto di vista della tassazione, con l’elettorato del GOP che rimane saldamente a favore del taglio delle tasse, conscio dei benefici che questo porta alla classe media ed alle piccole e medie imprese.

La vera novità di questo grafico riguarda però il tema sanitario, dove sia i Repubblicani che i Democratici condividono una visione “progressista” del funzionamento dell’intera macchina sanitaria (pur mantenendo differenti soluzioni, visto che molti Repubblicani vogliono ancora l’abolizione dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Barack Obama che si è tradotta in un salasso per il ceto medio). Questa è una delle tematiche per la quale Donald Trump ha perso la rielezione, anche nonostante il fatto che tutti i rappresentanti e i senatori Repubblicani al Congresso (tranne John McCain e i senatori “centristi”) volessero fortemente lo smantellamento di quanto fatto da Barack Obama; ma è anche vero il fatto che non si sia mai stata una salda “unità” nel presentare una proposta alternativa in campo repubblicano.

Fonte: Navigator Research

Donald Trump nella campagna presidenziale del 2016 si è tenuto abbastanza ambiguo sulle tematiche sanitarie, ma si è più volte espresso a favore di un sistema simile a quello scozzese o canadese. In questo video publicato da The Hill (sotto) vengono spiegati alcuni possibili motivi della sconfitta del 2020, sottolineando come, nell’ultimo periodo della sua presidenza, Trump abbia governato seguendo alcune ideologie simili a quelle di Paul Ryan che si erano però rivelate fallimentari dal punto di vista elettorale già nel 2012.

Una lucida analisi di come Donald Trump, abbandonando il suo 2populismo economico” del 2016, abbia perso la rielezione.

Effettivamente uno spostamento verso “Destra” rispetto al 2016 c’è stato, e lo si può notare confrontando il primo grafico con questo (vedi sotto):

Fonte: voterstudygroup.org

Nel 2016, infatti, l’elettorato aveva posizioni meno conservatrici dal punto di vista fiscale e c’era una maggiore coesione verso il “progressismo economico” ed il “conservatorismo sociale”, riportando il GOP ad una dimensione pre-Reagan, cioè ai tempi di Nixon.

Per quanto riguarda i nuovi elettori è possibile vedere come quelli di Biden si consolidino su posizioni sempre più “progressiste”, sia dal punto di vista economico che sociale, mentre i nuovi elettori “trumpiani” del 2020 hanno diverse visioni ideologiche speicalmente sui temi economici economici.

Fonte: Navigator Research

I “New GOP” menzionati nel grafico (sopra) sono gli elettori che non hanno votato nel 2016 ma che hanno votato per Donald Trump nel 2020, mentre i “Clinton-to-Trump” sono i cosiddetti “swing voters” ovvero coloro i quali nel 2016 hanno votato per Hillary Clinton ma che nel 2020 hanno svoltato per andare su Trump. Si può notare, infatti, come ci sia una concentrazione verso il “Centro” per entrambe le due tipologie di elettori.

Tutt’altra situazione hanno riscontrato invece i Democratici. Qui gli elettori “Trump-to-Biden“, ovvero gli “swing voters” che sono passati da Trump a Biden nel 2020, sono maggiormente concentrati a “Sinistra” seppur con qualche caso tendente verso il “Centro”. Mentre i “New Dem“, cioè i nuovi elettori dei Democratici, sono ancor più concentrarci nel quadrante a “Sinistra” e sono molti di più tra quelli che sono “progressisti” su entrambe le tematiche, sia quelle sociali che economiche.

Fonte: Navigator Research

Nella prima tabella, chiamata “House Vote“, tra il GOP e i Dem si può vedere come la differenza ideologica non esista rispetto al voto presidenziale. In questa circostanza, però, i Repubblicani hanno incrementato i seggi ed hanno vinto tutte le sfide “Toss-up“, consegnando quindi a Nancy Pelosi una maggioranza talmente tanto risicata che il capogruppo della minoranza repubblicana, Kevin McCarthy, ha dichiarato “We Run the Floor“, ovvero, “dettiamo noi la linea”.

La seconda tabella riguarda invece una peculiarità del voto congressuale, il “Ticket Splitting, ovvero gli elettori che alla Camera ed al Senato votano in maniera opposta rispetto alla scelta del Presidente. I “Biden-GOP” sono i cosiddetti “Biden-Republicans” cioè quelli che hanno votato Joe Biden per la Casa Bianca ma dei candidati Repubblicani per il Congresso. In questo grafico sono 102 osservazioni, mentre i “Trump-Dem” o “Trump-Democrats” sono quegli elettori democratici che hanno promosso Donald Trump alla Presidenza ma che poi hanno votato per i loro candidati alla Camera ed al Senato (nel grafico sono 93 osservazioni).

Possiamo dunque affermare che, a livello statistico, i “Biden-Repubblicans” hanno avuto un peso maggiore rispetto alla loro controparte, e questo può essere stato fatale per la rielezione di Donald Trump.

Fonte: Navigator Research

In questo ultimo grafico (sopra), invece, si può vedere come siano distribuiti gli elettori in ciascuno dei quadranti politici ed il loro “comportamento di voto”.

I Repubblicani, se non vogliono dunque essere in “eterna minoranza”, devono puntare a quella fetta di popolazione che ha una visione economica “moderata”, tendente quasi al “progressismo” (cioè, sostanzialmente al mantenimento del Welfare State per come lo consociamo oggi) ma che hanno comunque una visione della società conservatrice. Un mix, dunque, tra una politica delle opere pubbliche, del taglio delle tasse e del mantenimento del Welfare State dovrà necessariamente costruire la piattaforma del Partito Repubblicano del futuro, cercando di includere maggiormente tutti le varie minoranze che compongono gli Stati Uniti.

Fonte: Business Insider

Un’ulteriore analisi va fatta riguardo le c.d. “minoranze“. In tanti dicono che Donald Trump abbia fatto il “record” di voti assoluti tra gli elettori “non bianchi”. Questa affermazione, se guardiamo alla storia, è errata, in quanto George W. Bush e Ronald Reagan, ad esempio, hanno fatto meglio di Trump tra gli ispanici, vincendo entrambi con il 34% nell’anno della rielezione, a fronte del 32% di Donald Trump. Per quanto riguarda invece il voto degli afroamericani, sono stati invece Richard Nixon nel ’68 (con il 15%), e Gerald Ford nel ’76 (con il 17%) e di nuovo Ronald Reagan nell’84 (con il 14%) ad aver fatto meglio di Donald Trump.

Ma non stiamo dicendo che Donald Trump abbia fatto “male”, anzi, il risultato di Trump tra la comunità afroamericana è certamente il migliore se si guarda agli ultimi anni, cioè a partire dal 2008 (N.B. i dati ufficiali per le elezioni del 2020 devono ancora uscire). Con John McCain e Mitt Romney, invece, il GOP era visto come il “partito dei ricchi patrizi bianchi” poiché il voto tra gli afroamericani è stato infatti tra il 4% nel 2008 e il 6% del 2012 rispettivamente.

Sommando tutte le minoranze, Donald Trump ha fatto molto bene, guadagnando il 26% tra tutte le minoranze. Nonostante questo, però, è secondo in classifica, dietro a George W. Bush nel 2004, che prese il 28%.

Non è facile determinare la sconfitta di un Presidente in carica che ha guadagnato 10 milioni di voti. Probabilmente, più che per un fuzzy set di politiche, gli elettori hanno votato solamente “contro” un candidato, incuranti delle dinamiche congressuali e molto più concentrati sulla bacheca Twitter di The Donald. Bisognerà dunque valutare sia dall’andamento elettorale della Georgia il 5 gennaio che di tutte le elezioni da qui fino al 2024 se questa “affluenza record” che pare aver premiato i Democratici, persisterà oppure se svanirà come neve al sole con l’uscita di Donald Trump dalla Casa Bianca.

Il Partito Repubblicano, dal canto suo, con questi dati, che certamente sta osservando, può ambire a tornare ad essere una vera e propria “macchina elettorale”, unendo alcuni aspetti ideologici e le recenti politiche del c.d. “Trumpismo“, cercando al contempo di trovare una “quadra” con il più tradizionale “moderatismo” (aka “conservatorismo compassionevole”) di George W. Bush (che stavolta è “sceso in campo” per la partita al Senato) rivedendo anche la propria posizione sulle politiche sanitarie e di welfare e promuovendo una politica economica più “bipartisan (magari, puntando maggiormente sulle infrastrutture). Con questa sorta di “compromesso”, i Repubblicani potrebbero nuovamente scendere in campo e diventare quella “macchina elettorale” accennata di sopra, a fronte di un Partito Democratico che, invece, tende maggiormente ad estremizzarsi e a radicalizzarsi verso posizioni sempre più di “Estrema Sinistra“, in cui la componente più “moderata”, nonostante la “vittoria” di Biden, è destinata ad assottigliarsi sempre di più con il passare del tempo se i trend rimarranno questi.

Ovviamente, non possiamo escludere che gli scenari possono cambiare per entrambe le parti. Ma stando così la situazione, per il 2024, il prossimo ticket repubblicano (qualunque esso sarà) dovrebbe tenere in considerazione l’inclusione di – almeno – una donna (la maggior parte delle nuove elette alla Camera, dal lato repubblicano, sono donne) ed un rappresentante delle minoranze, magari latinos, per poter ragionevolmente “sbancare” al prossimo giro, specie nel caso in cui -come si vocifera – Joe Biden non dovesse ricandidarsi e Kamala Harris dovesse essere la prossima nomination democratica alla presidenza.

Ivanka Trump? …
… Nikki Haley e Marco Rubio?
…. oppure Ted Cruz e Carly Fiorina, come nelle primarie del 2016?

A me (personalmente) piacerebbe vedere Marco Rubio e Nikki Haley, ma essendo un Grande Partito ci sono molte altre combinazioni possibili… non mancate di farci sapere nei commenti le vostre!

Fonti: Navigator, Politifact, BusinessInsider, RopeCenter

Il campione dei sondaggi Navigator è di 3.003 elettori, il sondaggio è stato condotto tra il 30 ottobre e il 3 novembre ed è stato adattato alla stima del voto popolare del 16 novembre 2020.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...