72 ore alla fine o ad un cambio di paradigma decisamente inaspettato…

Deo Auxilio Fiat Iustitia

Come Donald Trump potrebbe annullare la Convocazione dei Grandi Elettori di ieri? Ecco uno scenario interessante

“… ma è giunto il momento ed è questo …” Gv 4, 23

Mentre sto scrivendo questo pezzo si sta svolgendo la convocazione dei Grandi Elettori con relativa dichiarazione di voto; se le cose andranno come previsto da oggi potremo cominciare a chiamare Joe Biden “Presidente Eletto” ; se invece così non fosse, per qualche motivo a me ancora ignoto mentre scrivo… le argomentazioni che seguono rimarranno comunque valide.

Sin da subito sgombriamo il campo da ogni ambiguità: da tempo circolano varie ipotesi che vanno dalla posizione di chi considera i giochi oramai fatti a quella di chi addirittura pronostica l’intervento dell’esercito con relativa proclamazione della legge marziale; sono entrambe ipotesi, però, che in questa sede non verrano prese in considerazione… ritengo, però – per inciso – che la prima sarebbe eventualmente la più credibile delle due… non prevedo quindi né esercito nelle strade né legge marziale quindi: sicuramente non in questa fase.

Nel domandarci come possa essere “annullata” la dichiarazione di voto dei Grandi Elettori occorre invece prendere in considerazione i seguenti aspetti:

Donald Trump ed il suo Team legale avrebbero bisogno di:

1) una agorà pubblica in cui esporre le eventuali prove che dimostrino la frode;

2) inoltre, questo dibattito – accessibile all’opinione pubblica – dovrebbe anche avere una copertura mediatica;

3) ed esprimersi in modo giuridicamente vincolante.

Come possono essere rispettati tutti questi requisiti? Abbiamo visto infatti che fino ad ora non solo i mass media hanno rifiutato di coprire ogni notizia che andasse contro la “narrazione ufficiale” ma addirittura che, tutte le corti giudiziarie a cui il Team legale di Trump si è rivolto hanno rifiutato a priori di prendere in esame le prove eventualmente loro presentate, con conseguente esclusione di ogni dibattito approfondito su come si sia svolta l’elezione del 3 Novembre; tutto ciò indipendentemente dal fatto che un tale dibattito, con relativa analisi delle eventuali prove, avrebbe potuto benissimo portare anche alla conferma della validità di tale elezione a favore di Joe Biden, rafforzando la sua figura a discapito di quella di Donald Trump, che invece ne sarebbe in tal caso uscito con la sua credibilità seriamente compromessa.

Come si è visto, tutto questo non è accaduto, persino la Corte Suprema si è rifiutata di andare in dibattimento ed il Team legale di Trump si ritrova, apparentemente, con “niente in mano”, mentre continua in modo ossessivo ad inondare, da un lato, le varie Corti di nuovi ricorsi su presupposti giuridici diversi e, dall’altro, provando a fare “breccia” nel web, con dichiarazioni provenienti dai vari social network, anche se puntualmente censurate in svariati modi.

In articoli precedenti abbiamo ribadito a più riprese la differenza tra l’uso legittimo della forza e l’uso della “forza bruta”, abbiamo anche previsto che entro venerdì 18 dicembre vi sarà il rilascio di un documento da parte del capo del Direttore Nazionale dell’Intelligence che si pronuncerà su eventuali interferenze nelle elezioni ed ipotizzato, infine, anche che, a seconda del contenuto di tale documento, potrebbero innescarsi meccanismi che porterebbero all’applicazione sia degli strumenti dell’Ordine Esecutivo del 22 settembre 2018 sia dell’Insurrection Act.

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Qualora il Direttore Nazionale dell’Intelligence dichiarasse che le elezioni si sono svolte in modo regolare, non rimarrebbe secondo me alcuno spazio di manovra per il Presidente Donald Trump; mentre, se vi fosse una dichiarazione che confermasse la lesione dell’integrità elettorale, cambierebbe completamente lo scenario e, al fine di realizzare una “scenografia” che soddisfi i tre requisiti sopra menzionati (agorà pubblica, copertura mediatica, vincolo giuridico), potrebbe accadere questo:

1) la copertura mediatica sarebbe, se necessario, garantita attraverso l’utilizzo del National Council of Statewide Interoperability Coordinators, già menzionato in un precedente articolo.

ma soprattutto vi sarebbe un “cambio di paradigma legale” in quanto si potrebbe cambiare la fattispecie di “frode elettorale” fin qui contestata con quella di “terrorismo domestico” ai sensi…

2) del Patriot Act del 2001 e del Military Commision Act del 2006:

quest’ultimo, in particolare, permetterebbe l’applicazione di “combattente illegale” (i.e., non appartenente quindi alle c.d. “forze regolari”) anche ai cittadini statunitensi con relativa possibilità di ricorrere anche ai tribunali militari, in particolare (anche con ricorso diretto) alla massima Corte Militare Court of Appeals (sec. 3; 10); quest’ultima eventualità si rivelerebbe un dettaglio molto importante perché, qualora i tribunali ordinari dovessero continuare a rifiutarsi di analizzare i casi proposti, potrebbero intervenire i tribunali militari in modo del tutto legale, garantendo quindi un dibattito finalmente trasparente e pubblico sulle vicende contestate.

Occorre anche tenere in considerazione il fatto che la Corte Suprema ha ribadito più volte la sua superiorità giurisdizionale rispetto alla Court of Appeals stessa. Se quindi fosse necessario ricorrere a tale Corte Militare, i ricorrenti potrebbero inoltre essere successivamente i primi interessati a richiedere, anche, alla SCOTUS di analizzare ulteriormente i fatti costringendola a pronunciarsi, in ultima istanza, proprio sulla base della sua anche recentissima giurisprudenza, aumentando quindi ulteriormente la pubblicità del dibattito, oppure a smentirsi, dichiarando la pronuncia della massima Corte Militare in questione già sufficiente dal punto di vista giuridico per gli scopi proposti (annullare cioè la Convocazione dei Grandi Elettori del 14 dicembre).

In ogni caso si avrebbe sia pubblicità mediatica sufficiente a rendere la popolazione civile consapevole di quanto accaduto sia il fondamento legale da parte del Presidente per decisioni ulteriori eventualmente derivanti dall’Ordine esecutivo del 2018 e dell’Insurrection Act sopra menzionati.

La chiusura del cerchio in tal caso sarebbe quindi completata: tutto finisce dove tutto è iniziato.