Il Presidente Donald Trump avrebbe già un “asso pigliatutto” nelle sue mani, anche se nessuno, ancora, ne parla…

“Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento bensì sottomettere il nemico senza combattere” Sun Tzu, l’Arte della Guerra

Riassumiamo velocemente – e all’estremo – la situazione ad oggi.

I media tradizionali e i social network si sono affrettati ad annunciare in Joe Biden il vincitore, con annessa censura di chi provasse a raccontare una storia diversa.

Le istituzioni americane si sono divise al loro interno tra chi, come l’ex-direttore della CISA (la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency), Christopher Krebs, ha stabilito che queste siano state le “elezioni americane più sicure di sempre”, – dichiarazione cui è seguito il suo licenziamento da parte del Presidente Donald Trump – e chi, invece, ha sostenuto che ci fossero brogli in corso, come il Presidente della Commissione Federale sulle Elezioni, Trey Trainor. (Per approfondire leggi questo articolo)

Leggi anche: “Paganini non ripete? Il potenziale attacco al cuore della democrazia e lo spartito dei media”

A loro volta, le stesse autorità giudiziarie si sarebbero inoltre divise sui ricorsi; in questa ultima fase, ad esempio, abbiamo avuto a stretto giro di posta sia un giudice del Nevada, che ha fissato l’udienza il 3 dicembre affinché vengano presentate dal Team legale di Trump quelle che essi asseriscono essere le prove delle frodi e dell’illegalità del voto, sia la Corte di Appello della Pennsylvania (i. e. La Corte Suprema della Pennsylvania) , che ha invece dichiarato “a priori” che tali ricorsi siano “infondati” e persino formalmente “mal costruiti”, lasciando quindi aperta la strada al ricorso, da parte del Team, alla ben più ambita Corte Suprema FEDERALE.

Tradotto

Il numero delle schede elettorali che la nostra Campagna sta contestando nel caso Pennsylvania è MOLTO PIU’ AMPIO del margine degli 81,000 voti. Non è nemmeno lontanamente vicino. FRODE e illegalità COSTITUISCONO grande parte del caso. Documenti in fase di completamento. Faremo appello (i.e.: alla Corte Suprema)

Questi eventi in corso e con altri prossimi all’avverarsi – e di cui parleremo tra poco – ci lasciano già intravedere uno scenario che non più tardi di due mesi fa, uno dei canali più ferocemente avversi a Donal Trump, la CNN, aveva ipotizzato l’eventualità di un “secondo mandato” per il Presidente in carica attraverso una procedura, di certo inusuale, ma tuttavia perfettamente Costituzionale.

– Il vantaggio di Trump evapora con il conteggio delle schede per posta;
– I legislatori decidono di scegliere loro stessi gli elettori;
– Le liste dei Grandi Elettori contestate vengono inviate al Congresso;
– Il Congresso scarta quindi i voti del Collegio Elettorale degli stati contesi;
– Poiché nessuno ha 270 Grandi Elettori, il Congresso degli Stati Uniti rompe la situazione di stallo, ed ogni Stato ottiene un voto.

Come abbiamo visto nei precedenti articoli, sia il Team Legale di Trump che Donald Trump stesso continuano imperterriti a dichiarare di avere prove schiaccianti nelle loro mani; quest’ultimo, inoltre, ha dichiarato, durante il discorso per il Giorno del Ringraziamento, che tali prove saranno rese pubbliche nella settimana a venire o, al più tardi, in quella successiva.

Qui trovate la trascrizione dal minuto 19 e 50 sec. e per i successivi 48 sec. di questo discorso, tenuto in occasione del 26 Novembre per il Giorno del Ringraziamento.

Giornalista: “Signor Presidente, ha grandi progetti per il suo ultimo Ringraziamento alla Casa Bianca?

Presidente Donald Trump: “Beh, non sappiamo quale sarà l’ultimo, se guardate a cosa sta succedendo. Dovete davvero dare un’occhiata a ciò che sta accadendo. Stanno riscontrando tremende discrepanze tra i voti. Nessuno crede a quei numeri. Quei numeri sono numeri errati. Molti numeri sono già stati segnalati come errati. Vedrete accadere cose nella prossima settimana o due che saranno scioccanti per le persone. Se guardate ai numeri del Michigan, se guardate ai numeri in Pennsylvania, se guardate il voto fraudolento e i voti falsificati. Quindi non posso dire quale sia il primo e quale sia l’ultimo in termini di questo (Giorno del Ringraziamento n.d.r.): è questo l’ultimo o il primo di un secondo mandato? Vedremo cosa succede”

Tutto ciò premesso, viene quindi spontaneo porsi proprio questa domanda: perché le prove non sarebbero ancora state mostrate?

I motivi sarebbero di diversa natura, il più semplice è che “le carte migliori si scoprono al momento giusto”, che sarebbe quello inappellabile della Corte Suprema!

Il secondo, e ben più importante, è che vi saranno due tipi di prove ad essere messe sul tavolo.

In primo luogo, quelle raccolte dal Team Legale di Trump, prove quindi acquisite dagli avvocati in qualità di cittadini ordinari.

In secondo luogo, quelle raccolte, invece – e qui starebbe la “chiave di volta” – dal Direttore Generale dell’Intelligence, dal Procuratore Generale e dal Segretario alla Sicurezza Interna, entro 45 giorni dal giorno delle elezioni il primo, ed entro 45 giorni dal Rapporto dello stesso Direttore Generale per gli altri due (ed ai sensi dell’art. 1 co. a) e b) dell’Ordine Esecutivo del 12 Settembre 2018)

Questa sarà quindi, secondo me, la chiave di volta“: proprio perché di tale Rapporto – in procinto di essere rilasciato – non starebbe infatti parlando nessuno, cosa alquanto insolita, data la sua fondamentale importanza; ritengo quindi che sarà proprio da lì che uscirà qualcosa di dirompente.

Come detto sopra, Donald Trump, a sua volta, sostiene che nell’arco di massimo due settimane saranno rilasciate prove “schiaccianti”. Tale arco di tempo, però, non va considerato come “il tempo necessario a completare il rapporto”: il Presidente, infatti, dichiara di avere già tali prove nelle sue mani.

Queste due settimane sarebbero piuttosto “il tempo massimo previsto per poter accedere alla Giurisdizione più alta degli Stati Uniti”, ovvero, la Corte Suprema, le cui sentenze, ricordiamo, sono inappellabili.

Qualora, quindi, il Rapporto confermasse frodi, brogli ed interferenze nel voto e si avesse anche una pronuncia della Corte Suprema che accertasse l’accaduto in tal senso, si attiverebbe inevitabilmente una procedura di elezione del Presidente certamente diversa e tuttavia, come ribadito anche dalla stessa CNN, perfettamente Costituzionale… procedura prevista dai Padri Fondatori degli Stati Uniti proprio come antidoto all’eventualità in cui il processo di voto fosse stato compromesso.

Inoltre, ed è bene già adesso anticiparlo, esisterebbe un antidoto anche alla malaugurata ipotesi in cui i mass media si ostinassero a non coprire informazioni diverse dalla narrazione da loro stabilita e a prescindere dai fatti; diversi elementi però sembrerebbero far presagire che, forse, non arriveranno ad osare tanto. Uno per tutti: ed è proprio il fatto che gli stessi canali televisivi più avversi al Presidente si siano già cautelati, ammettendo per tempo la possibilità di una sua elezione attraverso una procedura inusuale ma costituzionalmente valida.

Infine, per tutti coloro che si stanno domandando in cosa consistano esattamente questi due “antidoti“: essi saranno, ovviamente, oggetto di prossimi approfondimenti.

2 pensieri su “Il Presidente Donald Trump avrebbe già un “asso pigliatutto” nelle sue mani, anche se nessuno, ancora, ne parla…

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