Tutte le “mine” anti-Biden che sta piazzando Donald Trump

Il Presidente Donald Trump sta iniziando a minare il cammino della futura amministrazione Biden-Harris. Le sue ultime mosse riusciranno a bloccare le follie che inizieranno da gennaio del 2021?

Il Presidente Donald Trump è pronto a tutto, non solo nella guerra legale, ma anche a segnare il più possibile la nuova amministrazione Biden-Harris qualora i ricorsi e i riconteggi non dovessero premiarlo.

Diverse fonti, infatti, stanno riportando alcuni ordini esecutivi in ambito di politica estera e geoeconomica che difficilmente il democratico potrà rovesciare senza pesanti conseguenze elettorali (… anche se il vantaggio dei Democratici nei cimiteri, attraverso il voto postale, è indiscutibile).

Secondo quanto riporta Axios, il Presidente è pronto ad un ulteriore crackdown sulla Cina, impedendo il commercio bilaterale in altre zone oltre allo Xinjiang, regione già precedentemente sanzionata per la violazione di diritti umani dei suoi campi di lavoro forzati.

John Ullyot, portavoce del National Security Council, il Consiglio della Sicurezza Nazionale, afferma che sarà una mossa “suicida” per qualsiasi altro futuro Presidente toccare anche solo uno di questi provvedimenti anti-Pechino se gli atteggiamenti del Partito Comunista Cinese su scala globale rimarranno invariati.

Gli alti funzionari della sicurezza stanno inoltre considerando di aggiungere altre società ed enti cinesi nella cosìddetta “lista nera” di società che hanno rapporti diretti con le forze armate cinesi. La scorsa settimana il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che impediva investimenti da parte di società americane in 31 società cinesi.

Il Presidente Donald Trump sta mimando il sentiero al suo successore, ecco dove

Il primo compito internazionale di Sleepy Joe Biden, quando e se a gennaio diventerà presidente, sarà certamente rivolto al teatro Asia-Pacifico, visto che è stato appena firmato il RCEP, ovvero un trattato di libero scambio che coinvolge le nazioni dell’ASEAN, Nuova Zelanda, Giappone, Australia e Cina. Possiamo certamente affermare che tornerà di “moda” il multilateralismo e ci sarà una ripresa del TTP, il famigerato Trans Pacific Partnership, accordo abbandonato da Donald Trump nel 2017 che prevedeva scambi commerciali con tutta l’area del Pacifico ad esclusione della Cina.

Sebbene ci sarà forse una sorta du continuità tra l’attuale e la futura amministrazione sui rapporti sino-americani, la situazione è ben diversa in ambito energetico. Sleepy Joe Biden ha più volte espresso la volontà di effettuare una transizione enregetica, che nel concreto significa investire nelle energie rinnovabili e pagare un sovrapprezzo sui combustibili fossili che servono per colmare le intermittenze. L’amministrazione di Donald Trump sta quindi giocando d’anticipo ed è pronta a vendere le concessioni per la ricerca e l’estrazione di petrolio in Alaska, andando quindi a colpire l'”Artic National Wildlife Refuge“.

Un’altra mossa che metterà in seria difficoltà la futura amministrazione democratica è sicuramente il ritiro delle truppe dall’Iraq (quasi 500 unità) e dall’Afghanistan (altre 2.000 unità). Sebbene sul piano militare vi sono pareri contrastanti, su quello politico è certamente una mossa ben vista dal pubblico. Futuri dispiegamenti di nuove truppe in questi teatri dove gli americani sono presenti dal 2003 e dal 2001 rispettivamente, presenza che gli elettori americani hanno sempre sanzionato col loro voto, potranno solo condurre ad una perdita di consensi da parte del ticket Biden-Harris.

Noi ci auguriamo che Donald Trump possa complicare il più possibile la vita dell’amministrazione Biden-Harris, specialmente sul commercio con la Cina, costringendo i Democratici e tutto il Congresso ad accettare che la priorità in ambito internazionale degli Stati Uniti e dei suoi alleati debba essere l’implosione economica del “Dragone” (che senza il dollaro statunitense non produrrebbe neanche le scarpe della Lidl).

Questi primi segnali non sono certamente positivi, vedremo se le ultime mosse di Donald Trump riusciranno a bloccare le follie che inizieranno da gennaio del 2021.

Per le notizie sui riconteggi e i ricorsi seguiteci su Facebook e su Twitter e consulta il nostro blog!

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