Le previsioni disastrose sul Partito Repubblicano si sono rivelate sbagliate, ancora una volta

L’analisi di Fred Barnes, editorialista senior del Washington Examiner sul Partito Repubblicano.

Le previsioni disastrose sul Partito Repubblicano (GOP) si sono rivelate sbagliate, ancora una volta. Da qualche anno ci è stato detto che il Partito Repubblicano è in uno stato di declino a lungo termine. I giovani rifiutano il partito a frotte, le donne lo lasciano con rabbia e gli immigrati e le minoranze ignorano gli appelli dei Repubblicani.

Ma, in qualche modo, i Repubblicani riescono ad evitare la condanna a morte dichiarata dagli studiosi e dall’establishment dei guru politici. Sono sfuggiti di nuovo al loro destino, il 3 novembre. È vero, un democratico ha vinto la Casa Bianca (noi specifichiamo “potrebbe aver vinto”), ma i Repubblicani hanno conquistato almeno 10 seggi alla Camera, anche se gli “esperti” avevano previsto che ne avrebbero persi molti o più. Il risultato: i Repubblicani sono posizionati per vincere la Camera nel 2022 ed insediare il Repubblicano Kevin McCarthy come Speaker della Camera.

Questo è lontano da ciò che si aspettava anche la comunità politica. I Democratici alla Camera erano pronti a prendere a pugni i Repubblicani, rendendogli difficile ottenere di nuovo la maggioranza alla Camera. Ma il declino repubblicano apparentemente irreversibile continuerebbe, secondo loro. E presto scopriremo se sarà così.Nel 2021, la prima prova di forza per i Repubblicani arriva nei ballottaggi all’inizio di gennaio per i due seggi del Senato della Georgia. I Repubblicani in carica David Perdue e Kelly Loeffler hanno solo lievemente colpito i loro avversari Democratici alle elezioni generali. Dovranno diventare più duri se vorranno vincere i ballottaggi.I Repubblicani devono conquistare un solo seggio per controllare il Senato, ma hanno la possibilità di vincerli entrambi. Ciò porterebbe a un Senato 52 a 48 in favore del GOP, una lieve maggioranza che però il leader della maggioranza Mitch McConnell potrebbe gestire.

Alla Camera, i Repubblicani avevano vinto sette seggi dopo pochi giorni di scrutinio e ne hanno portati altri cinque. I funzionari Repubblicani hanno stimato che il partito finirà con 210 o 212 seggi, molto vicini alla maggioranza di 218.

E le legislature statali? I Democratici hanno fatto uno sforzo enorme per controllare le assemblee del Texas, della Pennsylvania e del Michigan. Il loro piano è stato ideato da Eric Holder, il primo Procuratore Generale di Barack Obama. Ma ha fallito in tutti e tre gli stati.

Una caratteristica sorprendente della campagna repubblicana alla Camera era la sua intraprendenza. A Miami, la questione del socialismo ha contribuito alla sconfitta di due Democratici. Ma con la Cuba comunista a 90 miglia di distanza, il socialismo aveva una risonanza speciale. E dato l’agenda nettamente di Sinistra dei Democratici, non era affatto inopportuno da menzionare. “Avevamo il messaggio giusto”, ha detto Tom Emmer, il membro del Congresso del Minnesota che gestisce il Comitato congressuale repubblicano nazionale.

La democratica Donna Shalala ha spiegato di essere semplicemente una “socialista pragmatica”. Membro della Camera per un solo mandato, è stata segretaria dei servizi sanitari e umani nell’amministrazione di Bill Clinton ed in seguito presidente dell’Università di Miami. Ha perso contro la repubblicana Maria Salazar, una conduttrice televisiva di Miami. L’altro repubblicano vittorioso è stato Carlos Gimenez, l’ex sindaco di Miami.

In California, i Repubblicani hanno fatto progressi in uno stato dominato dai Democratici. Lo hanno fatto eleggendo due donne coreane americane, Michelle Steel e Young Kim. In Indiana, l’imprenditrice Victoria Spartz, immigrata dall’Ucraina, ha vinto un seggio alla Camera che i Repubblicani si aspettavano invece di perdere. Questo giusto per evidenziare la presunta mancanza di attrazione del GOP nei confronti degli immigrati.

Non è stata l’unica sorpresa. I Repubblicani temevano che un seggio in Texas da cui Will Hurd, un membro del Congresso del GOP ampiamente rispettato, si era ritirato fosse una causa persa. Il Distretto, che si estende per chilometri fuori San Antonio, era poco repubblicano e fortemente ispanico. Eppure Tony Gonzales, un ex crittografo della Marina e professore universitario, l’ha conquistato. I Democratici sono rimasti sbalorditi.

Per quanto riguarda i seggi che i Repubblicani avevano perso appena due anni fa. Il GOP li ha vinti entrambi. Nancy Mace ha ripreso il seggio alla Camera a Charleston, nella Carolina del Sud. Un biscotto duro da digerire, è stata la prima donna a diplomarsi alla “Cittadella”, il Collegio militare della Carolina del Sud, nel 1999. E Stephanie Bice ha estromesso la democratica Kendra Horn dal seggio di Oklahoma City che aveva vinto in modo scioccante nel 2018. Bice, senatore statale, ha detto agli elettori che avrebbe “lavorato per loro, non per Nancy Pelosi”.

Il Presidente Donald J. Trump in questa elezione caratterizzata da una forte polarizzazione ha aiutato i candidati Repubblicani a correre sotto la sua ala protettiva. Merita credito. Di conseguenza, il sondaggista Neil Newhouse di Public Opinion Strategies ha dichiarato: “I Repubblicani al Senato hanno contrastato le terribili previsioni per mantenere almeno un pareggio al Senato”.

Non è tutto. “I Repubblicani alla Camera non solo hanno raccolto una mezza dozzina o più seggi quando ci si aspettava che perdessero malamente”, ha osservato Newhouse, “ma non hanno perso un solo eletto alle elezioni generali, e i Repubblicani non hanno perso il controllo di nessun organo legislativo statale in tutto il paese.

WashingtonExaminer.com

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