Gli Stati dove il Presidente Donald Trump può chiedere il riconteggio

Dall’Arizona al Wisconsin: gli Stati dove Trump può chiedere il riconteggio.

Il 7 novembre il candidato democratico Sleepy Joe Biden ha raggiunto e superato la soglia dei 270 Grandi Elettori ed ha i numeri per essere eletto presidente degli Stati Uniti. Ma il Presidente Donald Trump non vuole concederla sconfitta, ed ha già preventivato la richiesta di contare nuovamente le schede elettorali in alcuni Stati.

Lo spoglio delle schede valide per le elezioni presidenziali 2020 infatti non è ancora concluso e la battaglia elettorale tra Trump e Biden non è finita. Il riconteggio riguarderà però gli Stati dove il margine tra i due è molto ridotto.

Sebbene Sleepy Joe Biden conduca la corsa con 4 milioni di voti in più rispetto a Donald Trump, in realtà, il margine tra i voti di Trump e Biden non è così ampio negli “Stati Chiave” e l’attuale presidente vuole ricontare le preferenze espresse per cercare di ribaltare il verdetto nella corsa ai 270 Grandi Elettori. Gli Stati in cui Trump vorrebbe ricontare le schede sono Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin.

Ci sembra inutile specificare che le richieste di riconteggio sono uno strumento assolutamente legale, non solo a garanzia del corretto svolgimento di elezioni democratiche ma anche come presidio dello “Stato di Diritto”, e sono degli strumenti che hanno a disposizione i candidati, disciplinati dalle leggi in vigore, e che quindi il Presidente Donald Trump è assolutamente legittimato a richiederli. Non si tratta quindi di un “Colpo di Stato” per strappare dalle mani di Sleepy Joe Biden la vittoria, come sentite continuamente ripetere dai mas media.

Ogni Stato ha ovviamente, siamo pur sempre in un contesto FEDERALE, delle modalità diverse per il riconteggio l’uno dall’altro:

Arizona

In Arizona, la legge richiede un riconteggio obbligatorio quando lo scarto fra i due candidati è inferiore all’1%. Al momento, quando è stato scrutinato il 98% delle schede, questo scarto tra i due candidati è di 0,51 punti, a favore di Sleepy Joe Biden, appena 16mila schede di differenza. Dunque, in questo Stato, Donald Trump ha facoltà di richiedere il conteggio, perché il margine richiesto tra i due sfidanti è inferiore a quello previsto.

Georgia

In Georgia un candidato può richiedere il riconteggio, ma solo se il margine è inferiore allo 0,5% dei voti. Tuttavia lo Stato ha già ordinato il riconteggio. In Georgia, con oltre il 98% delle schede scrutinate, Biden sta vincendo, stando agli ultimi dati, per meno dello 0,1%, con un margine cioè di 11,596 su Donald Trump.

Mentre Joe Biden festeggia per la Georgia, il Segretario di Stato Brad Raffensperger (Repubblicano) comunica che il margine tra i due candidati è troppo esiguo per chiamare lo Stato, e si è impegnato a condurre un riconteggio. Nulla è ancora deciso quindi, e la Georgia non verrà ancora chiamata per Sleepy Joe Biden ancora.

La Campagna Trump, in collaborazione con il Partito Repubblicano della Georgia, ha intentato una causa mercoledì scorso contro il consiglio elettorale della Contea di Chatham, chiedendo che “applichino le leggi elettorali della Georgia, garantiscano i voti per corrispondenza legali ed impediscano il conteggio illegale delle schede ricevute dopo le elezioni”, dopo che gli scrutatori della Contea di Fulton hanno impedito agli osservatori repubblicani di monitorare lo spoglio delle schede ed il conteggio dei voti.

Secondo la legge della Georgia, le schede nelle contee devono essere ricevute entro le ore 19:00 del giorno delle elezioni per essere conteggiate. Un funzionario elettorale della Georgia ha confermato che ci sono prove di frode elettorale nello Stato, spingendo a possibili indagini sui voti che potrebbero decidere lo Stato e la Presidenza.

Michigan

In Michigan il riconteggio è automatico se tra i due candidati c’è uno scarto di massimo 2.000 voti. Un candidato, se sostiene di essere stato frodato, può richiedere il riconteggio. Trump dovrà però pagare per il riconteggio (poiché il margine è superiore allo 0,25%) ma i soldi spesi gli verranno rimborsati qualora dovesse ribaltare il risultato. Se la richiesta di riconteggio della campagna Trump dovesse essere accolta, dovrebbe essere completata entro 13 giorni. Sleepy Joe Biden, al momento, con il 98% delle schede scrutinate, è in vantaggio di circa 146 mila voti, ovvero il 2,6%.

Nevada

In Nevada chi perde le elezioni può richiedere il riconteggio entro tre giorni lavorativi, coprendo però il costo delle operazioni. Qui non è necessario avere alcun tipo di margine tra i due candidati. Se chi chiede il riconteggio, dovesse effettivamente risultare vincitore, la somma verrebbe completamente restituita. Stando alle ultime notizie (97% delle schede scrutinate), il vantaggio di Sleepy Joe Biden è di circa 36mila voti, quindi è avanti del 2,7%.

Pennsylvania

In Pennsylvaniase il margine è inferiore allo 0,5% dei voti, la legge obbliga ad indire un riconteggio entro il 12 novembre. Sleepy Joe Biden, in questo Stato, con il 98% delle schede scrutinate, ha per ora un vantaggio dello 0,51% (circa 45mila voti in più). Il secondo conteggio, comunque, andrebbe portato a termine comunque entro il 24 novembre.

Intanto, Trump ha già ottenuto qui un primo risultato, poiché è stato ordinato allo Stato della Pennsylvania di separare tutti i voti arrivati dopo l’Election Day, in attesa di una valutazione da parte della stessa Corte sulla loro legittimità. La Corte ha tuttavia rifiutato la richiesta del Partito Repubblicano di fermarne il conteggio.

Wisconsin

In Wisconsin, infine, la legge permette di chiedere un riconteggio quando il margine  tra i due candidati è inferiore all’1%. La Campagna di Trump non potrà presentare una petizione di riconteggio fino a quando il Wisconsin non avrà certificato i suoi risultati elettorali, che sono previsti entro il 1 Dicembre. Al momento, Sleepy Joe Biden sta conducendo con un margine dello 0,6%, con circa 20mila voti di vantaggio.

Infine,

In North Carlina, Stato ancora rimasto da assegnare, Trump non chiederà il riconteggio, poiché sta conducendo con oltre 75mila voti di vantaggio, al 98% dello scrutinio. Le schede sono già state quasi tutte contate, ma ne potranno essere accettate ancora fino al 12 novembre, quindi i numeri potrebbero subire ancora dei piccoli cambiamenti.

In Alaska è ancora Donald Trump ad essere in largo vantaggio (66,9% a 33%) ma per il risultato finale bisognerà attendere ancora giorni: le schede scrutinate finora sono il 61%, ma dato l’ampio margine in favore del Presidentenon capiamo il perché del ritardo nella chiamata di questo Stato che esprime appena 3 Grandi Elettori da parte dei mass media.

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