I Democratici sono nel panico più assoluto mentre i primi dati infrangono la loro narrativa negli “Stati Chiave”

In Michigan ed in Wisconsin i Repubblicani sono già in testa nelle votazioni anticipate. Donald Trump è sull’orlo della vittoria in questi Stati, ma questo può accadere solo se i Repubblicani continueranno a presentarsi a votare con lo stesso vigore che hanno dimostrato fino a questo punto. Crolla il voto tra i giovani, Democratici nel panico!

Fino a due settimane dalle elezioni, la narrativa sulla ormai prossima vittoria dei Democratici è stata più o meno questa: Joe Biden è largamente avanti sia nel voto anticipato che per posta su Donald Trump. I Repubblicani, più restii al voto per corrispondenza, opteranno per il voto di persona il giorno delle elezioni. Tuttavia, alla fine, il voto di persona non sarà sufficiente per superare l’enorme numero di elettori che hanno già votato (per i Democratici).

Tuttavia, questa narrativa sembra essere andata in frantumi in alcuni Stati Chiave. Ed è panico assoluto.

Questo articolo di apertura del 19 Ottobre di POLITICO conteneva questa citazione rivelatrice sui molti promemoria “pieni di ansia” negli uffici dei Democratici:

I Democratici stanno studiando attentamente i dati sulle votazioni anticipate, facendo circolare promemoria elettorali pieni di ansia e preparandosi per due lunghe settimane.

Michigan – I Repubblicani sono avanti per numero di schede restituite

Il Michigan è la principale tra le preoccupazioni che corrono tra i Democratici. Ad oggi, con il 52% dei voti totali rispetto al 2016 già espressi i Repubblicani hanno già un leggero vantaggio, e ben prima del giorno delle elezioni. E’ quindi già possibile immaginare cosa accadrà il 3 novembre, quando verrà espresso di persona la massa critica del voto da parte dei Repubblicani.

In Michigan ci si può registrare e votare lo stesso giorno, quindi questa è ancora una gara serrata. Negli ultimi giorni, i Repubblicani hanno preso d’assalto le urne nel voto anticipato in presenza e stanno iniziando a prendere l’iniziativa nelle votazioni anticipate anche in altri Stati. La velocità con cui il GOP ha raggiunto il normale vantaggio dei Democratici in questo tipo di votazioni ha sbalordito gli esperti. I Repubblicani non avrebbero dovuto recuperare il ritardo nel voto anticipato rispetto ai Democratici nel Michigan, nel migliore dei casi, se non nel giorno stesso delle elezioni (come è sempre stato finora).

Le principali Contee del Michigan stanno diventando “rosse“. In particolare, le Contee di Kent e di Oakland. Con mezzo milione di voti espressi nella Contea di Oakland nel 2016, devastante per Hillary Clinton, è niente di meno che un completo shock vedere un voto anticipato altamente favorevole ai Repubblicani. Con il 52% dei voti del Michigan già espressi, questi risultati sono assolutamente terrificanti per i Democratici.

Per essere molto chiari: questi numeri non potranno essere che confermati dal voto che il resto dell’elettorato, per la maggior parte Repubblicani che sono più prudenti nel ricorrere al voto per corrispondenza, esprimeranno di persona il 3 novembre. Ma, anche se si modellassero i dati utilizzando le aspettative più rosee per i Democratici il 3 novembre, i Repubblicani sono sempre e comunque maggioritari. Questi dati sono in netto contrasto con la narrativa dei Democratici che lì da per sicuri vincitori. I dati suggeriscono anche che i sondaggi sono fuori strada. Inoltre, il 52% dei dati totali è di per sé un set di dati significativo che non può essere ignorato facilmente. È un insieme di dati molto più ampio di qualsiasi sondaggio si possa tenere in Michigan.

Se si prevede che i Repubblicani voteranno di più il giorno delle elezioni, e se questa ipotesi dovesse rivelarsi corretta, il Presidente Trump sarebbe già in vantaggio, non solo in Michigan, ma anche nel vicino Wisconsin.

  • Michigan – I Repubblicani sono già in testa nelle votazioni anticipate e per corrispondenza che sono stati espressi finora.

Wisconsin – Il voto anticipato mostra che i sondaggi sono sbagliati: I Repubblicani invadono i seggi, e ora sono avanti

Con 1.294.660 voti già espressi, il GOP conduce il voto anticipato anche in Wisconsin. I Repubblicani che hanno già rispedito il proprio voto postale o che sono andati a votare in anticipo di persona sono il 42%, mentre il 35% sono Democratici. È stato espresso circa il 54,3% dei voti totali stimati per il 2020. In Wisconsin si può registrare e votare anche lo stesso giorno delle elezioni, quindi per questo è ancora una gara serrata. Negli ultimi giorni, i Repubblicani hanno preso d’assalto le urne.

La dimensione del campione di questi dati, già espressi, è più grande di qualsiasi sondaggio e lo rende un indicatore più accurato sulla preferenza del voto dell’elettorato. Siccome in generale i Repubblicani sono più restii a votare per corrispondenza e aspettano il giorno delle elezioni, se questa ipotesi fosse corretta, il Presidente Donald Trump è già in vantaggio in Wisconsin.

Texas: I risultati del voto anticipato in Texas mostrano che i sondaggi recenti sono sbagliati mentre il GOP domina dal 53% al 37%

E se già questo non basta a mandare nel panico i Democratici, sentite un pò questa…

Un campanello d’allarme per i Democratici: il voto tra i giovani, in percentuale, sta crollando.

Mentre gli strateghi Democratici studiano i numeri, emerge una tendenza chiara ed inaspettata: le chiusure (c.d. lock-downs) stanno sopprimendo il voto nei College. Nei campus universitari di tutta America, durante un normale anno elettorale, molti degli eventi sociali al loro interno sono ovviamente legati anche ad eventi elettorali, per lo più dei candidati Democratici. Ma non quest’anno, con i vari stop alla vita universitaria a causa del COVID-19.

Inoltre, un generale “compiacimento” di un’ormai inevitabile vittoria di Joe Biden ha pervaso i campus. A quanto pare, molte iniziative di sensibilizzazione dei College sono state annullate proprio in Michigan, comprese le manifestazioni virtuali e le campagne di sensibilizzazione porta a porta, a causa delle linee-guida volute da Biden e delle preoccupazioni per il distanziamento sociale. Il risultato? Gli studenti universitari non stanno venendo coinvolti e in molti non vanno a votare.

  • A Filadelfia, Contea di Alleghenny, in Pennsylvania, sede di Temple University, Drexel, University of Pennsylvania e LaSalle University, il voto tra i 18 e i 29 anni è passato dal 16,5% nel 2016 all’11,8% nel 2018, al 12,7% nel 2020: un risultato più in linea con un elezione di midterm (dove vanno a votare meno persone) che con una Presidenziale.
  • Nella Contea di Dane, in Wisconsin, sede dell’University of Madison ed una delle città universitarie più liberal d’America, il voto tra i 18-29 anni è sceso dal 9,1% nel 2016 al 7,2% nel 2020. Questa è una grande sorpresa. Il 54% del voto totale nel 2016 è già stato espresso ed il voto dei giovani del Wisconsin doveva essere quello da energizzare di più.
  • Nella Contea di Durham, in Carolina del Nord, sede della Duke & North Carolina State University, il voto tra i 18-29 anni è diminuito dal 21% nel 2016 al 18,6% nel 2020 quando già l’80.1% del voto totale nel 2016 è già stato espresso. In tutto lo stato, il voto dei giovani è sceso dal 14,7% nel 2016 al 12,8%.

I giovani votano contro ulteriori chiusure

Particolarmente preoccupante per i Democratici è la quasi totale assenza dei giovani elettori (18-29) rispetto alle altre fasce metà nell’elettorato complessivo.

Prendiamo il caso del Michigan. Poiché il voto precedente a quello nell’Election Day è aumentato del 192% rispetto al 2016, i numeri “grezzi” mostrano che i giovani sono di più. Ma se nel 2020, in percentuale, i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni stanno esprimendo il 10% del totale, nel 2016 erano ben il 21% dell’elettorato complessivo.

Il voto anticipato per fasce d’età in Michigan

Confrontiamo questi dati con il Wisconsin. Poiché il voto precedente a quello nell’Election Day è aumentato del 198% rispetto al 2016, i numeri “grezzi” mostrano che i giovani sono di più. Ma se nel 2020, in percentuale, i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni stanno esprimendo solo il 5% del voto totale, nel 2016 erano ben il 17% dell’elettorato complessivo nel voto anticipato.

Questi dati suggeriscono inequivocabilmente che i giovani non si stanno presentando a votare allo stesso ritmo degli elettori di altre fasce d’età in questo ciclo elettorale.

Il voto anticipato per fasce d’età in Wisconsin

Gli elettori giovani, che tra l’altro sono tra quelli che più ricorrono ad early voting, sono affaticati dal nuovo stile di vita imposto dal blocco delle Università, non vogliono più saperne di richiudere il paese. Stanno sempre più favorendo Donald Trump, perché il Presidente afferma chiaramente che non chiuderà il paese. Sono in gran parte d’accordo con la strategia di concentrare le risorse e gli sforzi sulle persone più vulnerabili, ma chiedono che tutti gli altri cittadini possano rimanere liberi. I sondaggisti rilevano che durante le interviste i giovani elettori citano spesso la frase del Presidente Trump: “La cura non può essere peggiore del problema”.

I sondaggi sembrano sbagliarsi ancora una volta…

Ci si aspetta ovunque che i Repubblicani presentino sempre di più un maggior numero di elettori che si recano a votare mano a mano che ci si avvicina al 3 novembre.

Ma tornando al Michigan e al Wisconsin, questo effetto potrebbe però essere attenuato, poiché sono già tanti i Repubblicani che hanno votato in anticipo rispetto all’Election Day: sebbene abbiano un vantaggio netto la gara è tutt’altro che già decisa.

Ma già i numeri in nostro possesso sono sorprendenti ed inaspettati, perché l’attuale media dei sondaggi (mainstream) mostra Biden davanti con un margine di più di 5-7 punti sia in Michigan che in Wisconsin: se ciò fosse vero, però, sarebbero i Democratici a dover avere un chiaro ed inequivocabile vantaggio nel voto anticipato. Ma così non è. E’ bene precisare che quasi tutti i sondaggi mostrano un inasprimento della gara negli ultimi giorni, ma siamo ancora ben lontani dal riportare un margine così ristretto da poter invocare l’errore statistico a scusante.

Tuttavia, le prove che emergono suggeriscono inequivocabilmente come siano i sostenitori di Trump a non fidarsi dei sondaggi più di altri e che, quindi, semplicemente non accettano le chiamate telefoniche o le interviste, specialmente quando richiede una spesa di tempo di almeno venti minuti o più.

Anche se sembra che il Presidente Trump sia sull’orlo della vittoria in Michigan e nel Wisconsin, questo può accadere solo se i Repubblicani continueranno a presentarsi a votare con lo stesso vigore che hanno dimostrato fino a questo punto. In altre parole, Donald Trump ha ottime possibilità di vincere il Michigan – circa l’80% – e in Wisconsin – circa il 90% – ma solo se i Repubblicani non si compiaceranno troppo.

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