Intelligence Quarterly: l’ultima previsione prima del voto

Quali sono le tematiche principali di queste elezioni?

  • le “RFS waivers” (Renewable Fuel Standard)
  • lo Stimulus Package
  • le minacce ecologiste di Joe Biden
  • i Sondaggi vs. le registrazione degli elettori
  • il ruolo marginale di Barack Obama
  • COVID vs. Economia

Il pacchetto di stimoli all’economia è l’interesse principale di entrambi i partiti in questi giorni di campagna elettorale. Il voto anticpato è iniziato all’incirca un mese fa e a questo punto “il dado è tratto“. La strategia di Nancy Pelosi di tenere in “ostaggio” il bill con la speranza che la colpa potesse ricadere sul Presidente è fallita, in quanto la maggior parte degli elettori (soprattutto gli indipendenti) accusa propio la Speaker della Camera per il ritardo. Se avesse usato questa tattica qualche settimana prima, forse avrebbe potuto avere successo, ma l’abilità politica sia di Mitch McConnell che della Casa Bianca hanno fatto sì che lei fosse la colpevole “numero uno”. Questa mossa potrà costare una perdita di circa otto seggi alla Camera e metterà a rischio le vittorie a livello senatoriale in Arizona e Colorado, con almeno una perdita in Michigan o in Minnesota. L’accordo verrà trovato a breve, ma avrà un impatto quasi nullo sulla notte del 3 novembre.

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Nancy Pelosi è identificata come la “colpevole” dei ritardi nell’approvazione dello “Stimulus Bill” sia dagli elettori indipendenti che da quelli registrati

La politica agricola sembra non avere una grande cassa di risonanza, ma la lobby degli agricoltori è quella con maggior peso al Senato e riesce quasi sempre ad ottenere un supporto bipartisan. Le “RFS Waivers“, che hanno obbligato tutte le raffinerie a rispettare l’utilizzo di etanolo (ottenuto dal mais), si è rivelata una mossa efficace per il GOP, e la Senatrice in carica Joni Earnst (R) è migliorata nei sondaggi e 100.000 aziende agricole tra Minnesota, Wisconsin, Michigan e Pennsylvania hanno gioito. Conseguenza di questa scelta è stato il rialzo dei prezzi del mais, che è passato da circa 320 $ a quasi 420 $ da inizio settembre ad oggi. (Fonte: Nasdaq)

La frase di Joe Biden durante il dibattito a Nashville, che dichiara di voler fare la transizione dai combustibili fossili alle energie alternative, avrà un impatto negativo non solo tra i lavoratori del settore ma anche in tutta la “Corn Belt“.

La più grande battaglia su Twitter, al momento, è tra i Democratici che sono “pro-sondaggi“, che mostrano Biden avanti con un margine irrecuperabile, e i Repubblicani che riportano i dati delle registrazioni degli elettori alle urne, che sono in netta controtendenza con i sondaggi nazionali. Con il lockdown, gli unici metodi di sondaggio sono via telefono ed online, due metodi con un alto margine di errore statistico. Bisogna inoltre considerare che solo il 6% dell’elettorato vuole partecipare ai sondaggi. L’affluenza, le tematiche principali (l’economia) ed il tasso di approvazione del Presidente sono metodi ben più precisi per determinare l’esito delle elezioni il 3 novembre.

I sondaggi danno addirittura Texas, Iowa e Georgia come “Swing States“. Nulla di più falso, gli effettivi “Battleground States” sono il North Carolina, la Pennsylvania, il Michigan, il Wisconsin e l’Arizona. Le statistiche sul voto anticipato hanno mostrato un calo d’affluenza tra gli afroamericani in alcune contee chiave in Michigan e in Pennsylvania, con un ulteriore evidenza che è cresciuto il supporto tra gli uomini afroamericani per il Presidente. Questa situazione, insieme alla riduzione del voto latino-americano rendono minime le chanches di vittoria di Biden. La strategia di utilizzare la gestione del COVID contro Trump e la continua minaccia di nuovi lockdown sono un grosso errore da parte dei Democratici, visto che gli elettori votano pensando al loro stipendio e non tanto all’ideologia. Inoltre, è bene ricordare che la tematica più importante in chiave elettorale è l’economia.

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Il Presidente Donald Trump gode una maggiore fiducia nell’economia

I Democratici hanno fatto molte pressioni su Barack Obama affinché entrasse in partita: dopo una comparsa online a Philadelphia, ha deciso di spostarsi in Florida, dove il GOP ha un vantaggio solido, e non invece in Michigan, Stato in cui Biden non può permettersi di perdere. Queste scelte aumentano le speculazioni circa la futura strategia dei Democratici, ovvero quella di lasciare andare “alla deriva” il ticket Biden-Harris nel 2020 e di trattenere la maggior parte dei fondi raccolti (un record) per tentare di vincere il Senato nel 2022 o per candidare Michelle Obama nel 2024, quando, anche secondo il modello del Professor Northpoth, i Democratici partiranno effettivamente favoriti dopo otto (ovviamente, eventuali) lunghi anni di Presidenza repubblicana.

I fallimenti del ticket democratico di capitalizzare consenso sugli errori di Donald Trump e sugli errori di Nancy Pelosi creano uno scenario per il quale:

  1. Il presidente in carica Donald Trump ha maggiori chances di vittoria
  2. I Repubblicani hanno maggiori chances di mantenere il controllo del Senato
  3. I Democratici hanno maggiori chances di mantenere il controllo della Camera, ma perdendo alcuni seggi; questo causerà uno scontro interno al Partito, e le figure maggiormente progressiste, che hanno tentato negli ultimi anni di sfidare l’establishment democratico, saranno “fatte fuori”.

La Campagna di Trump è stata semplice ed efficace: ha aumentato la presenza nel territorio (il c.d. “Ground Game”) negli “Stati chiave”, ottenendo dai 100 ai 200 mila nuovi elettori Repubblicani. Questo ha costretto Biden alla difensiva in Nevada e in Minnesota, impedendogli di poter minacciare la rielezione di Trump in altri Stati ben più decisivi. Questi fattori possono creare una mappa identica a quella del 2016.

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La mappa elettorale del 2020 sarà simile a quella del 2016 secondo Intelligence Quarterly

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