Sondaggi: Donald Trump davanti a Joe Biden sia in Arizona che in Florida

Il Presidente Donald Trump ha superato il suo sfidante Democratico Joe Biden sia in Florida che in Arizona. Determinante l’economia ed il sostegno in aumento per il Presidente tra la comunità afroamericana. La maggior parte dei sondaggi non riesce a rilevare correttamente il livello effettivo di sostegno per Trump.

Il Presidente Donald Trump è in vantaggio sul suo sfidante Democratico Joe Biden nel campo di battaglia dell’Arizona, secondo un sondaggio di Trafalgar Group pubblicato venerdì.

Il sondaggio, condotto dal 6 all’8 ottobre 2020, tra 1.087 Likely Voters alle elezioni generali, ha mostrato che il Presidente mantiene un vantaggio di 4 punti nello Stato del Grand Canyon: 47,8% contro il 43,7% di Joe Biden. Il suo vantaggio di quattro punti è al di fuori del margine di errore di +/- 2,89% del sondaggio.

Degli intervistati, il 4,6% rimane indeciso e il 2,2% sostiene il candidato libertario Jo Jorgensen:

Il sondaggio segue ad una identica rilevazione sulle scelte dei latinos pubblicato questa settimana, che mostrava Trump e Biden statisticamente “alla pari” nello Swing States, con Biden in vantaggio con il 48% su Donald Trump al 45%, un vantaggio però all’interno del margine di errore del +/- 4%:

Il Presidente ha vinto in Arizona nel 2016, battendo Hillary Clinton con il 48,1%, mentre la candidata democratica prese il 44,6%.

Il sondaggio in Arizona condotta da Trafalgar Group è stato effettuato dopo la diagnosi di Coronavirus del Presidente Donald Trump.

La media di RealClearPolitics di venerdì mostra Joe Biden con un vantaggio del 2,7% in Arizona, un vantaggio che continua a ridursi ormai da settimane.

BreitbartNews.com

Il Presidente Donald Trump saluta Marine One dalla Casa Bianca (Credit: White House)

La situazione di sostanziale parità sembra però volgere a favore del Presidente negli Swing States, in particolare negli ultimi giorni.

Un sondaggio Fox35 ed InsiderAdvantage di Orlando, pubblicato questa settimana, ha mostrato che in Florida, il Presidente Donald Trump guida la sfida sull’ex Vicepresidente di 3 punti percentuali nel Sunshine State, con l’1% a sostegno della candidata libertaria Jo Jorgenson e il 10% di indecisi.

Il sondaggio su 400 Likely Voters della Florida è stato condotto dal 6 ottobre al 7 ottobre, il che significa che è uscito dopo il primo dibattito presidenziale e la diagnosi di Coronavirus del Presidente Donald Trump.

Inoltre, è stato condotto interamente dopo che Donald Trump ha lasciato l’ospedale Walter Reed, dove ha trascorso il fine settimana a seguito della sua diagnosi alla fine della scorsa settimana. Trump è stato trattato con un cocktail di anticorpi di Regeneron, che è in attesa dell’autorizzazione per l’uso in condizioni di emergenza da parte della Food and Drug Administration (FDA). Quando sarà approvato, il Presidente Donald Trump ha detto che sarà somministrato a coloro che ne hanno bisogno gratuitamente, poiché viene fornito attraverso l’Operazione Warp Speed, il programma firmato dall’Amministrazione Trump per sviluppare trattamenti e vaccini per la pandemia di Coronavirus.

Il vantaggio di 3 punti di Donald Trump è all’interno del margine di errore del 4,9% del sondaggio.

“Questi risultati sono ancora nel margine di errore, quindi la Florida resta in palio. Ma dipingerlo di blu o di rosso su qualsiasi mappa elettorale proiettata a questo punto sarebbe pura follia”, ha detto il sondaggista Matt Towery, Sr..

Towery, il fondatore di InsiderAdvantage, ha affermato che il sostegno per Trump è cresciuto nella comunità nera e che ritiene che ad altri sondaggi manchi questo ed altri livelli di supporto per il Presidente.

“Ancora una volta, sulla base di dati e/o ponderazioni scarse, molti dei sondaggi che stiamo vedendo semplicemente non stanno raccogliendo il livello effettivo di sostegno per il Presidente Trump“, ha detto Towery. “Ciò che spicca in questo sondaggio è che Trump sta effettivamente raccogliendo il 12% dei voti afroamericani nel Sunshine State“.

Una vittoria in Florida, che ora è lo stato di origine di Donald Trump dopo che vi ha trasferito la sua residenza ufficiale da New York durante il suo periodo alla Casa Bianca, è fondamentalmente indispensabile per riconquistare la Casa Bianca. I suoi 29 voti elettorali farebbero molto per garantire a Trump un secondo mandato.

Detto questo, Trump ha vinto in questo Stato nel 2016, mentre i Repubblicani hanno ottenuto una incredibile serie di vittorie nel 2018, con le elezioni di medio termine vinte nelle gare per l’elezione del Governatore e del Senato. Gli attuali Governatore Ron DeSantis ed il Senatore Rick Scott hanno entrambi sconfitto i loro avversari Democratici ben finanziati ed appoggiati nelle sfide delle scorse midterms.

La media di RealClearPolitics mostra Joe Biden con un vantaggio del 3,7% in Florida, un vantaggio che continua a ridursi ormai da settimane.

BreitbartNews.com

La fiducia nell’economia rafforza Donald Trump nelle corse serrate in Florida e Arizona

L’argomento economico di Donald Trump respinge l’idea che Joe Biden possa gestire meglio la pandemia di Coronavirus in Florida ed Arizona, argomento che ha prodotto due sfide nella corsa presidenziale strettamente serrate in entrambi gli Stati, anche secondo il nuovo sondaggio di ABC News/Washington Post.

La corsa critica al Senato per l’Arizona, in cui i Democratici ripongono le loro speranze per il controllo di quell’assemblea, è anche essenzialmente legata a questo nuovo sondaggio.

Gli elettori registrati in Florida si dividono quasi esattamente alla pari per il Presidente, 47% a 48%, in un match Trump contro Biden, mentre è 51% a 47% tra coloro che hanno più probabilità di votare. In Arizona, la corsa presidenziale si attesta al 47% a 49% tra gli elettori registrati e al 49% a 48% tra i Likely Voters. Nessuna di queste differenze tra le percentuali è però statisticamente significativa.

Idem per il concorso del Senato dell’Arizona, dove una corrispondenza del 50% a 45% tra gli elettori registrati tra il Democratico Mark Kelly e la Senatrice Repubblicana in carica Martha McSally è ancora più stretta, 49% a 48% tra i Likely Voters.

Il numeri della Florida si addicono al suo status di Swing State, con forti differenze tra le varie zone ed i gruppi demografici. Una sfida per Biden è il suo tiepido vantaggio di 13 punti tra gli ispanici nello Stato (utilizzando gli elettori registrati per un campionamento adeguato); Hillary Clinton ha vinto il voto degli ispanici della Florida di 27 punti percentuali nel 2016, nonostante abbia perso di poco lo Stato. Donald Trump, invece, fa anche meglio che altrove in Florida tra i bianchi laureati, ed va molto meglio ancora tra le loro controparti che non hanno un’istruzione universitaria.

In Arizona, la vicinanza tra i due contendenti è una storia diversa, dato che lo Stato ha votato per un candidato democratico alla presidenza solo una volta dal 1952 – ovvero nel 1996. Là, Biden è al comando con il 61% contro il 34% di Trump tra gli elettori ispanici registrati, primo tra gli indipendenti ed è più forte rispetto che in Florida con i laureati. Trump ha però un vantaggio netto in termini di lealtà al partito: tra i Likely Voters dell’Arizona, i Repubblicani superano infatti i Democratici di 7 punti.

In entrambi gli Stati, mentre Biden è forte tra i moderati, meno elettori tra i liberals appaiono come Likely Voters rispetto agli exit poll del 2016. I conservatori rappresentano quasi 4 elettori su 10; i liberals, circa 2 su 10.

Le interviste per questo sondaggio, prodotto per ABC News da Langer Research Associates, sono state condotte dal 15 al 20 settembre, sovrapponendosi alla morte del giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Ruth Bader Ginsburg. Non c’erano differenze significative nelle preferenze di voto prima e dopo la sua morte.

L’economia si distingue come chiave per la competitività di Donald Trump. Anche nel mezzo di una recessione alimentata da una pandemia, gli elettori registrati in Florida si fidano più di Trump che di Biden per gestire l’economia di 11 punti, 52% a 41%, e in Arizona di 15 punti, 56% a 41%. La preferenza per il tema economico era vista più strettamente nei sondaggi ABC News/Washington Post in Wisconsin (Trump +5) ed in Minnesota (Biden +3) precedenti.

Donald Trump raccoglie l’approvazione della maggioranza in entrambi gli Stati per la sua gestione dell’economia: il 54% tra gli elettori registrati in Florida e il 57% in Arizona. Ciò si confronta con la sua approvazione complessiva, il 47% in entrambi gli Stati, e per la gestione dell’epidemia di Coronavirus, il 45% in entrambi.

Il vantaggio di Trump nell’economia è paragonabile ad una richiesta di fiducia molto più vicina per la gestione la pandemia: Biden +5 punti in Florida e in Arizona +4, nessuna differenza statisticamente significativa. In Minnesota, Biden ha guidato per 22 punti di fiducia il tema della gestione della pandemia e supera Trump di 16 punti di preferenza nel voto in generale. (Biden aveva +7 sulla pandemia in Wisconsin, dove il margine tra i due è più ristretto)

Trump fa bene anche nella fiducia per la gestione della criminalità e della sicurezza; +4 punti su Biden su questo tema in Florida e Arizona, divario non significativo nonostante gli sforzi di Trump per renderlo un tema centrale della campagna.

Inoltre, la distanza che separa i due contendenti è lieve anche nella gestione dell’assistenza sanitaria, più tipicamente un tema che vede forti i Democratici.

È l’economia, però, a prevalere come problema principale: il 31% in Florida e il 33% in Arizona lo definiscono il problema più importante per determinare il loro voto, anche prima della pandemia in entrambi gli Stati. Più di 8 elettori su 10 in economia favoriscono Trump. L’85% di quelli più preoccupati per la pandemia preferisce Biden.

Le valutazioni sulla situazione economica non sono particolarmente robuste; meno della metà degli elettori in entrambi gli stati, il 46% in Florida e il 42% in Arizona, la valutano positivamente. L’argomento politico riguarda più il livello di responsabilità di Donald Trump per la recessione ed, in particolare, su chi sia il più adatto per andare avanti. Allo stato attuale, il 57% in entrambi gli stati è preoccupato di contrarre il Coronavirus.

Chi si fa vivo ai seggi il giorno delle elezioni, ovviamente, è più decisivo di ogni altra cosa, e su questo sono evidenti le complessità di un’elezione durante una pandemia. La maggioranza in Arizona (64%) e Florida (56%) prevede di votare “in anticipo” o “per assente”, cioè non nel giorno delle elezioni; è molto più alto che in Wisconsin (44%) o Minnesota (39%). Il voto per corrispondenza è particolarmente diffuso in Arizona, dove è più consolidato; in Florida, invece, più il voto anticipato di persona.

Le differenze nella scelta del candidato sono drammatiche. Tra i Likely Voters che hanno intenzione di votare nel modo tradizionale – di persona e il giorno delle elezioni – più di 7 su 10 sostengono Trump. Tra le maggioranze che intendono votare in anticipo, 6 su 10 o poco più sostengono invece Biden.

Entrambi gli Stati hanno tipicamente alti livelli di voto “anticipato” o “per assente”. Domande: può la campagna di Joe Biden incoraggiare quest’anno un livello più alto di affluenza alle urne nel voto precedente all’Electron Day? La percezione della pandemia è tale per cui gli elettori di Trump si sentono adeguatamente sicuri di votare di persona il giorno delle elezioni? Di nuovo, il risultato potrebbe dipendere dalle risposte.

La corsa a Senato in Arizona

La Senatrice dell’Arizona in carica Martha McSally, Repubblicana, parla a un raduno nel mese di settembre della campagna “Veterans for Trump”, a Litchfield Park, in Arizona.

Martha McSally, che è stata nominata al seggio del Senato nel 2018, è in vantaggio nelle periferie. È esattamente allineata con Donald Trump e conquista un 93% quasi unanime tra i Likely Voters che approvano il lavoro del Presidente. Anche lei, come Trump, ha un ampio vantaggio tra gli elettori che danno la priorità all’economia o alla criminalità e alla sicurezza che abbiamo visto nel voto presidenziale.

Entrambi gli sfidanti sono ex-ufficiali delle Forze Armate: la McSally era un colonnello dell’aeronautica militare, il Democratico Kelly era un capitano della Marina. E’ la McSally a guidare la corsa con il 56% a 42% tra i Likely Voters delle famiglie che hanno un militare od un veterano, una elettorato più incline a votare per il GOP.

Kelly – come Biden – è avanti con un ampio margine tra coloro che identificano l’epidemia di Coronavirus, l’assistenza sanitaria o la parità di trattamento tra i gruppi razziali come la questione più importante per determinare il loro voto. In effetti, la corsa al Senato assomiglia molto all’elezione presidenziale. Il 94% dei sostenitori di Biden è a favore di Kelly; il 93% di Trump sostiene la McSally.

Un’altra somiglianza: la McSally ottiene il 70% del sostegno dei Likely Voters che intendono votare di persona il giorno delle elezioni. Tra coloro che intendono votare “in anticipo” o “per corrispondenza”, il 61% preferisce Kelly.

ABCnews.com

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