“The Road To 270”: Maine

Leggi anche: Date il benvenuto a “The Road To 270”: Gli Stati che saranno il Campo di Battaglia nelle prossime elezioni presidenziali – Introduzione

The Road to 270 è una serie settimanale – curata dal sito di approfondimento politico elettorale americano 270ToWin – che porterà fino alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Ogni puntata viene dedicata alla comprensione del panorama politico di uno Stato e al modo in cui ciò potrebbe influenzare la corsa verso la Casa Bianca del candidato presidente che ne vincerà i Grandi Elettori nel 2020.

Il Maine

Il Maine (more info), che in Italia è diventato famoso per fare da sfondo al celebre telefilm “La Signora in Giallo” interpretata da Angela Lansbury, negli Stati Uniti è conosciuto per il suo feroce senso di indipendenza e per la sua vivace industria della pesca, e per questo ha sviluppato una politica unica, distinta da quella del resto del New England (complice, forse, anche la vicinanza al Canada francese). Connotato da una forte natura rurale, gli elettori del Maine si aspettano di vedere spesso i rappresentanti che eleggono e la “politica di prossimità” è essenziale in questo Stato. Nonostante le sue piccole dimensioni, il Maine gode di larga influenza nella politica federale, grazie sopratutto ai politici che esprime, che spesso vengono premiati con la riconferma e possono godere per questo di una lunga permanenza in servizio.

Le Elezioni al Congresso: Collins (R) vs. Gideon (D) al Senato

Susan Collins

Gli elettori del Maine sperimenteranno qualcosa di insolito quest’anno: un elezione estremamente competitiva per il seggio al Senato degli Stati Uniti. La senatrice di lungo corso, la Repubblicana Susan Collins (R), sta affrontando la “corsa della sua vita” contro la Speaker della Camera del Maine, la Democratica Sara Gideon (D). Eletta per la prima volta nel 1996, la Collins ha coltivato un’immagine moderata di sé durante la sua carriera politica al Senato. Negli ultimi anni, quando i Repubblicani hanno avuto a disposizione solo che un’esile maggioranza al Senato, la Collins ha quindi svolto un ruolo cruciale negli equilibri di questa Assemblea. Nel 2017 quando la Camera – allora controllata dal GOP – approvò l’abrogazione dell’Affordable Care Act di Barack Obama, molta attenzione è stata rivolta a quei pochi Repubblicani al Senato che avrebbero potuto “salvare” l’Obamacare quando il disegno di legge per la sua abrogazione approdò alla Camera Alta. Proprio la Collins, assieme alla senatrice Lisa Murkowski (R-AK) e al compianto John McCain (R-AZ), si sono schierati con tutti e i 48 i Democratici al Senato, ed hanno votato contro l’abrogazione. Questo episodio diede una forte popolarità alla Collins tra le file dei Democratici, ma questa non sarebbe durata a lungo.

L’estate successiva, il giudice Anthony Kennedy annunciò il suo ritiro. Uno per uno, i Senatori annunciarono il loro sostegno o la propria opposizione al candidato alla sua successione scelto dal Presidente, il giudice Brett Kavanaugh. Per la Collins, la nomina di Kavanaugh è stata molto controversa e per diversi motivi. In qualità di giudice della Corte Suprema, Anthony Kennedy era l’unico giudice nominato dai Repubblicani che difendeva il diritto di abortire. Con il ritiro di Kennedy e la nomina di Kavanaugh, la Corte si sarebbe spostata inevitabilmente più “a Destra” e, quindi, la sentenza Roe vs. Wade avrebbe avuto maggiori possibilità di essere ribaltata. La Collins è infatti una delle tre attuali Senatrici Repubblicane, assieme a Shelley Moore Capito e a Lisa Murkowski, a definirsi favorevole all’aborto e ad aver sostenuto pubblicamente Roe vs. Wade. Entro la fine dell’estate cominciarono ad arrivare le (infamati e completamente infondate) accuse di violenza sessuale contro Kavanaugh, che vennero usate dei Senatori Democratici per aumentare le pressioni sulla Collins affinché affondasse la nomina di Donald Trump. Tuttavia, dopo un lungo discorso nell’aula del Senato, la Collins annunciò che avrebbe votato per confermare Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. La decisione ha attirato immediatamente l’ira di tutti i gruppi liberal, che hanno cominciato la spasmodica ricerca di uno sfidante democratico da opporle.

Susan Collins e Brett Kavanaugh

In tempi in cui la politica è sempre più polarizzata, la Collins rappresenta un vero e proprio “ritorno a un’era nel passato“. Nel 2008 vinse un terzo mandato, avendo dovuto affrontare la seria competizione dell’allora Rappresentante Tom Allen (Democratico eletto nel 1° Distretto). Mentre Barack Obama vinse nel Maine con un margine del 17%, la Collins è stata rieletta con un margine del 23%. Com’è abbastanza frequente negli Stati Uniti, gli elettori hanno fatto una chiara distinzione tra il voto al Presidente e quello per il loro Senatore, votando più per la persona in sé che per il ticket di candidati del loro partito di riferimento. Nel 2014, i Democratici si sono trovati in gran parte sulla difensiva al Senato, e quindi non hanno preso di mira il suo seggio; anche per questo vinse con quasi il 70% dei voti.

Quest’anno, la raccolta fondi della sua attuale sfidante democratica, Sara Gideon, ha però superato di gran lunga quello che i precedenti sfidanti della Collins erano riusciti a raccogliere; nell’ultimo trimestre di raccolta fondi, ha addirittura superato la Collins per $ 5 milioni. I principali pronostici vedono questa competizione come un “Tossup” (ovvero “Indecisa“) ma la Collins è pronta a sostenere la più dura lotta per la rielezione della sua carriera.

Mappa del 2° Distretto congressuale del Maine, in Verde, nove volte più vasto del 1°, in giallo

I due distretti congressuali del Maine rappresentano bene le due “metà” dello Stato.

  • Nel Maine meridionale si trova il 1° Distretto del Congresso, rappresentato dalla Democratica Chellie Pingree (D). Ex Senatrice statale, la Pingree si era scontrata con la Collins nelle elezioni del 2002, perdendo con un distacco del 16%. E’ rientrata nei giochi nel 2008, quando venne eletta alla Camera per sostituire il collega di partito Tom Allen, poi sconfitto dalla Collins nella corsa per il Senato. Il 1° Distretto è molto affidabile per i Democratici e copre parte della fascia costiera dello Stato, compresa l’area di Portland. Secondo il censimento, in questo distretto la popolazione urbana e quella rurale sostanzialmente si equivalgono, il che lo rende uno dei distretti congressuali “più rurali” tenuti da un esponente Democratico. È opinione diffusa che quando la Pingree si ritirerà, le succederà la figlia Hannah, che ha servito come Speaker della Camera del Maine dal 2008 al 2010.
  • Il resto dello Stato è coperto dal vasto 2° Distretto del Congresso, nove volte più grande del 1° (è anche il più vasto del Fuso Orario della Costa Orientale). Questo distretto rurale e prevalentemente bianco è noto per essere passato da Barack Obama a Donald Trump nel 2016, quindi, non sembra essere un luogo in cui ci si aspetterebbe di vedere un Democratico trovare ancora del successo. Eppure, il veterano dei Marines ed ex membro dello staff di Collins, Jared Golden (D) ha sconfitto rappresentante Repubblicano in carica Bruce Poliquin (R) nelle elezioni di midterm del 2018. È stata la prima elezione al Congresso decisa attraverso il ricorso al ballottaggio e la sconfitta di Poliquin è stata anche la prima volta in cui un rappresentante in carica del Maine è stato sconfitto in una rielezione in 100 anni.

Anche se Golden dovrebbe essere uno dei principali obiettivi dei Repubblicani quest’anno, il loro candidato, l’ex rappresentante statale Dale Crafts (R), ha raccolto pochi fondi per la sua campagna elettorale – ha riportato solo $ 32.000 a disposizione alla fine del secondo trimestre. Al contrario, Golden ha riportato $ 2,2 milioni. Un recente sondaggio del Colby College del Maine da avanti Golden con il 45% contro il 33% di Crafts. Sebbene analisti come Crystal Ball e il Cook Political Report considerino questa sfida come un “Tossup” (cioè “indecisa”) al momento, non c’è da sorprendersi se la gara alla fine volgesse a favore di Golden già con l’avvicinarsi del giorno delle elezioni.

Angus King, il Senatore Indipendente del Maine. Assieme a Bernie Sanders, è l’unico Senatore a non avere affiliazione politica con nessuno dei due partiti tradizionali degli Stati Uniti.

L’altro senatore del Pine Tree State nonché collega della Collins è Angus King, un indipendente. King ha servito per due mandati come Governatore, dal 1995 al 2003. King ha iniziato la sua carriera politica come Democratico, lavorando come assistente legislativo per il senatore Bill Hathaway (D). Quando si candidò a Governatore nel 1994, King decise di abbandonare l’affiliazione partitica e di candidarsi come “indipendente”. I due candidati paritici erano l’ex governatore Joe Brennan (D) e l’allora Coordinatrice regionale della Small Business Administration, ovvero proprio Susan Collins (R) – che in seguito lui stesso avrebbe raggiunto al Senato. King vinse le elezioni con il 35% dei voti e, quattro anni dopo, venne rieletto a larghissima maggioranza, con il 59% dei voti.

Quando la senatrice di lungo corso del Maine, la Repubblicana Olympia Snowe (R) annunciò il suo ritiro nel 2012, le speculazioni caddero immediatamente sui due Democratici dello Stato alla Camera, ma anche King era visto come un candidato forte. Alla fine King è approdato al Senato con il 53% dei voti, il 22% in più del suo avversario Repubblicano e il 40% in più della candidata ufficiale del Partito Democratico. Al Senato, King si è spostato un po’ più a Sinistra rispetto alle posizioni che aveva quando era Governatore, ma rimane uno dei Senatori più moderati dell’intera Assemblea. Ha vantato per tutto il suo primo mandato un alto indice di gradimento, ed infatti ha vinto la rielezione con il 54% dei voti nel 2018. Durante la competizione del 2018, King ha detto che probabilmente sarebbe stata la sua ultima campagna elettorale.

Confronto tra le Elezioni Presidenziali del 2012 e del 2016 e l’Elezione al Senato del 2018 nel Maine. Nonostante King corresse come “Indipendente” e i Democratici avessero un proprio candidato da opporgli, il suo dato è segnalato in “Blu” (il colore dei Democratici) poiché King prende molti la maggior parte dei suoi voti dal bacino tradizionale dei Democratici.

La corsa al Senato del 2018 è interessante da guardare perché è una delle rare competizioni in cui corre un importante candidatoterzo“. King, chiaramente trae vantaggio dal non avere un etichetta di partito. A differenza di Bernie Sanders, nel vicino Vermont, King non partecipa alle primarie democratiche (Sanders invece sì, anche se rifiuta l’etichetta di “Democratico”). In entrambe le elezioni al Senato di King, erano presenti sulla scheda dei candidati Democratici. Guardando però alla performance di King rispetto alle due elezioni presidenziali nel Maine, King ha superato sia Obama che la Clinton, ma in misura diversa. Il sostegno nelle zone rurali di King è stato nettamente migliore di quello della Clinton, ed in alcune contee (sopratutto in quelle costiere) è stato anche più forte di quello di Obama, ma mostra anche come ci siano stati molti smottamenti in questi sei anni. Nonostante un margine più forte in tutto lo stato, King ha migliorato solo di poco il risultato di Obama in alcune aree rurali.

La Politica a Livello Statale

L’attuale governatrice del Maine, la Democratica Janet Mills

Il Maine, insieme ad Alaska, Hawaii, New Hampshire e Tennessee, non elegge uffici esecutivi in tutto lo stato oltre a quello di Governatore. Proprio come l’Alaska, il Maine è incredibilmente amichevole per i candidati dei partiti terzi. Il 2018 è stata anche la prima elezione governatoriale da quella del 1998 in cui un candidato vincitore ha potuto rivendicare di aver preso la maggioranza assoluta dei voti.

Nonostante la reputazione di eleggere Repubblicanimoderati” al Senato, i recenti candidati dei Repubblicani alla carica di Governatore sono stati sempre più “conservatori” (riflettendo quindi il cambiamento in atto nel GOP nel suo insieme). Ad essere stato eletto durante l'”Onda Rossa” repubblicana del 2010 è stato il roboante Paul LePage (R), che si è modellato sin da subito come un conservatore in stile Tea Party. Sebbene si sia ritirato alla fine del sue secondo mandato nel 2018, LePage starebbe prevedendo un suo ritorno nel 2022.

Parlando dei limiti di mandato (che per il Governatore sono due consecutivi) lo Stato del Maine rappresenta un’eccezione tra gli stati del New England: è l’unico nella regione ad averli anche per il Parlamento, che limita infatti i suoi membri a servire per non più di otto anni consecutivamente in entrambe le camere, ma i suoi ex-membri sono idonei a servire nuovamente dopo un periodo di “vacanza” di due anni. Alla Camera bassa vengono anche assegnati specificamente tre rappresentanti “senza diritto di voto” ai nativi: uno alla tribù Passamaquoddy, una alla Penobscot Nation e uno alla Houlton Band of Maliseet Indians. A seguito di una controversia con lo Stato nel 2015, le prime due hanno ritirato i propri rappresentanti. Tuttavia, la Houlton Band continua a far sedere il suo unico membro. È interessante notare come il Maine abbia una popolazione nativa americana molto bassa rispetto ad altri Stati.

L’ex Governatore Repubblicano del Maine, Paula LePage. Assieme a Chris Christie del New Jersey è stato uno dei primi sostenitori di Donald Trump tra i Governatori

I Democratici controllano entrambe le Camere del Parlamento del Maine e dovrebbero mantenere la maggioranza in entrambe, ma ci sono alcuni Democratici eletti nelle zone rurali che sono a rischio di perdere il proprio seggio già quest’anno. I Democratici hanno continuato a prosperare a livello locale e nelle zone rurali del Maine, ma alcune tendenze elettorali potrebbero cambiare questo paradigma. Il Presidente del Senato Troy Jackson (D), un taglialegna di mestiere, rappresenta un collegio rurale nell’estremo nord della Contea di Aroostook (la punta più settentrionale del Maine) e si è dimostrato piuttosto popolare, anche se nel 2016 qui vinse Donald Trump. Inutile dire che, se i Repubblicani sperano di ottenere dei guadagni nella prossima legislatura, il loro percorso verso la vittoria passa attraverso seggi come quello di Jackson.

Così come il Connecticut, il Maine richiede una maggioranza di 2/3 in entrambe le Camere per approvare i piani di riorganizzazione dei suoi Distretti elettorali. I Democratici, attualmente, non sono in grado di fare questo in nessuna delle due Camere, e sperano solo di cementare il proprio controllo sulle cariche elettive sia di livello statale che congressuale quest’anno. Detto questo, è possibile che i due Distretti dello Stato non cambino poi di molto, anche se, visti i cambiamenti demografici, è probabile che il 2° Distretto dovrà essere allargato, mentre il 1° restringersi ancora.

Nel 2016, gli abitanti del Maine hanno approvato l’uso del c.d. “Ranked Choice Voting” (simile al sistema elettorale australiano). La nuova modalità consente agli elettori di votare i candidati in una classica in ordine di preferenza. Se nessun candidato raggiunge la maggioranza, quello che è arrivato ultimo viene eliminato e i suoi voti vengono redistribuiti tra gli altri candidati. Dopo le cause legali nel 2017, nel 2018 si è tenuto un secondo referendum e l’RCV è stato approvato per l’uso in quell’anno. Con l’abitudine che ha il Maine di scegliere i propri rappresentanti attraverso delle elezioni particolarmente “affollate”, questo dovrebbe garantire che nessuno sia nuovamente eletto senza aver avuto la maggioranza assoluta dei voti.

L’Elezione Presidenziale del 2020

Donald Trump ad un comizio nel Maine durante la campagna elettorale del 2016

Come la maggior parte del New England, il Maine ha votato per i Repubblicani nelle elezioni presidenziali per molti anni. Assieme al Vermont, è stato uno dei due Stati che non ha mai sostenuto Franklin D. Roosevelt. Prima della vittoria di Bill Clinton nel 1992, lo stato del Pine Tree aveva votato per un Presidente Democratico solamente per tre volte (nel 1912, nel 1964 e nel 1968) nel XX secolo. Ma da allora il Maine è rimasto saldamente tra gli Stati “Blu”, anche se ci sono state alcune elezioni con margini abbastanza ravvicinati. Nel 2000 il Democratico Al Gore, nonostante il candidato dei Verdi, Ralph Nader, abbia preso qui il 6%, ha vinto in questo Stato con il 49% contro il 44% di George W. Bush. Le due grandi vittorie di Barack Obama hanno però oscurato quanto fosse realmente competitivo il Maine. Ed è Hillary Clinton ad averne fatto le spese. Nonostante abbia vinto lo Stato per soli per 3 punti nel 2016, registrando un enorme collasso dei consensi tra gli elettori della classe operaia e nelle zone rurali dello Stato. Adattandosi allo stereotipo liberal, tutte le contee vinte dalla Clinton erano quelle lungo la costa. Il passaggio di voti tra Democratici e Repubblicani dalle elezioni del 2000 a quelle del 2016 ricalca il risultato Contea per Contea: le contee dove la Clinton ha guadagnato voti sono quelle che l’hanno votata, mentre le Contee dove c’è stato il travaso di voti per Trump sono quelle in cui è stato lui a vincere.

A livello di elezioni presidenziali, il Maine e il Nebraska sono unici Stati ad assegnare i loro voti nel Collegio Elettorale per Distretto congressuale. L’elezione del 2016 è stata, in realtà, la prima volta da quando il Maine ha adottato questo metodo di assegnazione dei Grandi Elettori, nel lontano 1972, che si è verificata una “scissione“. Hillary Clinton ha vinto il voto in tutto lo Stato, unicamente grazie all’ampio margine raccolto nel 1° Distretto, ma ha ricevuto soltanto 3 dei 4 Grandi Elettori perché Donald Trump, che invece ha vinto nel 2° Distretto, è riuscito a “scippare” 1 Grande Elettore, quello che esprimeva il voto all’interno del Distretto. Ovviamente il 1° Distretto riporta quasi sempre delle maggioranze molto più “bulgare” (o si dovrebbe dire “venete”?) rispetto al 2°, il che avvantaggia i Democratici a livello statale.

Ma i dati demografici dello Stato non sono più particolarmente vantaggiosi per i Democratici: la popolazione del Maine è mediamente più vecchia e più bianca rispetto alla media nazionale. Ed è anche molto più rurale e meno urbanizzata. Tuttavia, con il tasso di approvazione del Presidente che si aggira intorno al 40%, il Maine sembra ancora fuori dalla sua portata. Il 2° Distretto congressuale è dunque il luogo dove si svolgerà tutta l’azione. Sebbene sia andato per Trump per oltre 10 punti nel 2016, i sondaggi indicano che Joe Biden abbia una concreta possibilità di riportarlo indietro.

Per dirla semplicemente, se Trump sta lottando per vincere in luoghi come il 2° Distretto del Maine, allora è in una brutta posizione per la rielezione. I bianchi senza istruzione universitaria si sono fortemente avvicinati a lui nel 2016 e se non riuscirà a trattenere questi elettori, il suo percorso verso la rielezione semplicemente scomparirà. Sabato’s Crystal Ball valuta Biden come il “favorito” per vincere i 3 Grandi Elettori del Maine, ma valuta ancora il 2° Distretto del Maine tra “favorevole” e “indeciso” per Donald Trump. Altri istituti, come The Cook Political Report, hanno recentemente spostato le previsioni del voto nel 2° Distretto da “Leans Republican” a “Tossup“. A sostegno di tale ipotesi, il sopra citato sondaggio del Colby College mostrava infatti Biden come “favorito” con un 45% a 42% di vantaggio nel distretto (l’articolo di 270ToWin è stato scritto prima dell’uscita del nuovo sondaggio del Colby College, n.d.r.)

Sostenitori e oppositori del Presidente Donald Trump si incontrano nella piccola città di Guilford, nel Maine, durante la visita di Trump nel Giugno del 2020

L’Opinione de L’Osservatore Repubblicano

Prima di esprimere le nostre considerazioni, riteniamo interessante riassumere quanto scritto da un sostenitore di Donald Trump nel Maine al Portland Press Herald nel mese di settembre.

Tra le ragioni per cui il Maine potrebbe votare per una riconferma alla Presidenza di Donald Trump si possono includere l’ex governatore Paul LePage del Maine, che ha contribuito a formare la base “Trumpiana” in questo Stato e che non lo abbandonerebbe mai, non importa quanto bizzarro possa sembrare il suo comportamento, o il programma di politica economica di Trump nonché gli stimoli all’economia per la ripresa post Covid, oltre all’isteria dei media, che riuscirebbero a ridurre le già basse aspettative degli elettori. Tuttavia ci sono anche tre rischi per Trump che gli potrebbero occludere la vittoria per un secondo mandato: l’uso improprio di Twitter, il protrarsi delle tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina e l’attuale ciclo economico sfavorevole per gli Stati Uniti.

La Base di Trump, di certo, non è andata da nessuna parte e, semmai, prove aneddotiche suggeriscono che si sia espansa. Molti dei Repubblicani che avevano votato per il Presidente “turandosi il naso” nel 2016 sono poi diventati i suoi sostenitori più convinti; il fatto che questo sostegno sia rimasto sostanzialmente intatto conferma l’idea che la base di Trump si sia espansa, anche qui nel Maine.

Nonostante il suo approccio bipartisan alla questione economica, il tasso di approvazione al 44% del lavoro del Presidente è molto basso, probabilmente il risultato diretto dell’uso di Twitter (così la pensano alcuni dei suoi sostenitori) per impegnarsi in battaglie politiche meschine ed irrilevanti. Il problema però, dal lato dei Democratici, è che essi, in qualche modo, sono riusciti a fare pure peggio, scendendo molte volte al di sotto del livello dal tanto vituperato account Twitter del Presidente. Secondo Gallup, a marzo solo il 35% degli americani approvava cosa stavano facendo i Democratici al Congresso: anche al suo livello di approvazione più basso, Trump non è mai sceso sotto il 37%. Questa corsa “al ribasso” potrebbe spingere gli elettori “Indipendenti“, che condividono comunque l’approccio economico di fondo del Presidente, verso di lui a novembre.

Sostenitori e oppositori del Presidente Donald Trump si incontrano nella piccola città di Guilford, nel Maine, durante la visita di Trump nel Giugno del 2020

In base alle informazioni in nostro possesso, sembra comunque che sia il Presidente Donald Trump ad avere l’iniziativa nel 2° Distretto congressuale del Maine (al netto di quello che riporta 270ToWin). Almeno secondo un sondaggio del Bangor Daily News, che segnala un “cambiamento di rotta” del Presidente in uno Stato che è comunque un “campo di battaglia” e che potrebbe rivelarsi decisivo per le elezioni presidenziali.

Gli 8 punti di vantaggio di Trump sul suo sfidante Democratico, l’ex vicepresidente Sleepy Joe Biden, è al di fuori del margine di errore del 6,2% del sondaggio. Il sondaggio da infatti Trump in vantaggio del 49% su Biden, al 41%.

Il sondaggio del Bangor Daily News è il migliore per Trump nel 2° distretto, poiché altri vedono in testa (seppur di poco) o praticamente “a pari merito” Sleepy Joe Biden.

La corsa al Senato

La candidata Democratica Sara Gideon (a sinistra) si trova accanto alla Senatrice in carica Repubblicana Susan Collins durante il dibattito a Portland dell’11 settembre.
Credit: Gabrielle Mannino / NEWS CENTER Maine

Nel resto dello Stato, anche la Senatrice uscente Susan Collins (R) sembra essere rimbalzata un po’ nei sondaggi, inseguendo la candidata democratica Sara Gideon (D) per un solo punto percentuale. Il sondaggio, condotto sempre dal Bangor Daily News dal 25 settembre al 4 ottobre, ha mostrato che la Gideon sia ora al 44%, mentre la Collins si trova al 43%, ben all’interno del margine di errore del 4,4% del sondaggio. Come era stato riportato dal Bangor Daily News, questo stesso sondaggio ad agosto vedeva la Gideon in testa di 5 punti, ma con gli elettori che erano all’epoca molto più indecisi – il 14% erano ancora indecisi contro l’8% di oggi.

La media dei sondaggi di RealClearPolitics attualmente classifica la competizione per il Senato come un “Toss Up” (ovvero “Indecisa“).

Il sondaggio è il primo ad essere condotto dopo la morte della giudice liberal della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg ed il successivo all’annuncio della Collins che non voterà alcun candidato per sostituire la Ginsburg prima delle elezioni del 3 novembre. La Collins è stata la sola, assieme ad un’altra collega repubblicana, a “rompere con il partito”, rifiutando la decisione di confermare il candidato scelto da Donald Trump. A “discolpa” della Collins si potrebbe invocare il suo voto del 2018 per il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh, che aveva scatenato un’ondata di raccolta fondi contro di lei da parte dei Democratici.

In compenso, la Collins ha “portato a casa”, oltre all’endorsement dell’ex Presidente George W. Bush, anche il sostegno di Joe Lieberman, ex-Senatore del Connecticut. Pur essendo stato un Democratico per tutta la vita, ha motivato di aver messo al primo posto il bene del suo paese nella sua scelta. Il rapporto di Lieberman con il suo partito è diventato difficile dopo il suo incondizionato sostegno alla Guerra in Iraq. Nel 2006 era stato sconfitto alle primarie democratiche per la riconferma al suo seggio del Senato, ma si era candidato lo stesso come Indipendente ed aveva vinto. Nel 2008 aveva sostenuto il ticket presidenziale del senatore John McCain. Ha lasciato il Senato nel 2013.

Attualmente è impossibile fare delle previsioni, e crediamo che scopriremo chi sarà il Senatore del Maine per i prossimi sei anni la sera stessa dello spoglio.

Nella corsa alla Camera per il seggio del 2° Distretto, il rappresentante in carica Jared Golden (D) sta ormai prendendo il largo rispetto al suo sfidante del GOP Dale Crafts (R) – e con un ampio margine.

Il Presidente Donald Trump parla durante una tavola rotonda con pescatori all’aeroporto internazionale di Bangor, in Maine, durante la sua visita del Giugno 2020.
Credit: AP Photo / Patrick Semansky

Il 2° Distretto Congressuale del Maine diventa decisivo per la vittoria di Trump in uno scenario altamente competitivo contro Biden

Questa volta, a seconda di quanto si avvicinerà la corsa tra i due competitors nel resto del paese, il 2° Distretto del Maine potrebbe diventare decisivo per determinare il risultato finale. Se Donald Trump dovesse vincere in Georgia, Texas, Arizona, North Carolina, Ohio, Florida e Iowa, insieme a tutti gli altri Stati tradizionalmente “Rossi”, arriverebbe a 259 Grandi Elettori. Se Trump perdesse in Pennsylvania e in Michigan – che hanno rispettivamente 20 e 16 voti elettorali – ma vincesse in Wisconsin, che ne ha 10, sarebbe ancora di poco sotto la quota dei 270 Grandi Elettori necessari per riconquistare la Casa Bianca. Il 2° Distretto del Maine, in questo scenario – supponendo una corsa serrata tra Donald Trump e Sleepy Joe Biden – potrebbe dunque essere decisivo per vincere.

A nostro avviso, sembra che anche nelle elezioni presidenziali del 2020 cambierà poco rispetto ai risultati del 2016. Sleepy Joe Biden potrebbe vincere facilmente i 3 Grandi Elettori espressione del voto a livello Statale e del 1° Distretto del Congresso, ma Donald Trump potrebbe riuscire a mantenere 1 Grande Elettore nel 2° Distretto.

La senatrice del Maine Susan Collins parla mentre è affiancata da colleghi del Senato durante una conferenza stampa a Capitol Hill il 21 giugno 2016 a Washington, D.C.
Credit: Mark Wilson / Getty Images

Sondaggi: Trump vs. Biden nel Maine

I sondaggi danno come “favorito” Sleepy Joe Biden nel voto per lo Stato e nel 1° Distretto. C’è competizione per il Grande Elettore del 2° Distretto, dove “favorito” è il Presidente Donald Trump.

* Abbiamo selezionato alcuni sondaggi sul Maine in base alla nostra esperienza ed alla media di RealClearPolitics.com, non tenendo però conto dei sondaggi tra gli elettori registrati (RV) – poiché riteniamo più affidabili quelli tra i Likely Voters (LV), che sono gli elettori che andranno sicuramente a votare – e degli istituti di sondaggio più scadenti (come quello di FOX News). Abbiamo poi inserito in basso il dato delle elezioni presidenziali del 2016 nello Stato per un confronto. Per il Senato, invece, i risultati delle ultime elezioni della Collins, nel 2014.

SONDAGGI A LIVELLO STATALE DEL MAINE- PRESIDENZIALI
Sondaggiodatacampionebiden (d)trump (R)margine
* Bangor Daily News25/9 – 4/10466 LV51.040.0Biden +11
* Colby College17/9 – 23/9847 LV50.039.0Biden +11
* Bangor Daily News28/7 – 9/8500 LV44.036.0Biden +8
* Colby College24-6 – 18/7888 LV50.038.0Biden +12
* Presidenziali 20168/11/16Hillary
Clinton (D)
47.8
Donald
Trump (R)
44.9
Hillary +2.9
*LV – Likely Voters (sono gli elettori che andranno sicuramente a votare)
SONDAGGI NEL 2° DISTRETTO DEL MAINE (COMPETITIVO) – PRESIDENZIALI

* Abbiamo riportato solo i sondaggi riguardanti il 2° Distretto che è più competitivo. Media sondaggi delle elezioni presidenziali nel 1° Distretto è consultabile su RealClearPolitics.com

Sondaggiodatacampionebiden (d)trump (R)margine
* Bangor Daily News25/9 – 4/10234 LV41.049.0Trump +8
* Colby College17/9 – 23/9425 LV46.043.0Biden +3
* Bangor Daily News28/7 – 9/8249 LV39.038.0Biden +1
* Colby College18/7 – 24/6449 LV45.042.0Biden +3
* Presidenziali 20168/11/16Hillary
Clinton (D)
40.9
Donald
Trump (R)
51.2
Trump +10.3
*LV – Likely Voters (sono gli elettori che andranno sicuramente a votare)
SONDAGGI SEGGIO PER IL SEGGIO AL SENATO DEL MAINE (COMPETITIVO)

* Media sondaggi completa per la corsa al Senato è consultabile su RealClearPolitics.com

SondaggiodatacampioneGideON (d)COLLINS (R)margine
* Bangor Daily News25/9 – 4/10466 LV44.043.0Gideon +1
* Colby College17/9 – 23/9847 LV45.041.0Gideon +4
* Bangor Daily News28/7 – 9/8500 LV43.038.0Gideon +5
* Colby College18/7 – 24/6888 LV44.039.0Gideon +5
* Senato 20144/11/14Shenna
Bellows (D)
31.5
Susan
Collins (R)
68.5
Collins +37
*LV – Likely Voters (sono gli elettori che andranno sicuramente a votare)

Note:

  • Le informazioni qui contenute provengono da 270ToWin, cui rimandiamo (è sufficiente cliccare su “more info”) per un ulteriore approfondimento personale.

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