L’errore di Allan Lichtman, l’inventore del metodo per “predire” accuratamente chi vincerà le Elezioni Presidenziali

Allan Lichtman

Il Prof. Allan Lichtman è famoso per aver inventato il metodo per “predire” accuratamente chi vincerà le Elezioni Presidenziali negli Stati Uniti. Ma il “mostro sacro” della politologia americana questa volta si sarebbe lasciato un po’ “prendere la mano”, ed avrebbe commesso alcuni errori di valutazione che andiamo ad analizzare.

Molti di voi hanno sicuramente già sentito parlare di lui, Allan Lichtman, professore di Storia nelle migliori Università Americane, poliedrico, geniale ed entrato meritatamente nella leggenda per aver elaborato negli anni ’80 un metodo attraverso il quale, sin dal 1984, prevede accuratamente l’elezione del Presidente degli Stati Uniti; il metodo è stato elaborato con il Prof. Vladimir Keilisis, scienziato russo esperto nella previsione dei terremoti, e si basa su 13 “chiavi”: chi ottiene il favore di 7 o più di queste “chiavi” sarebbe destinato alla vittoria della Casa Bianca.

Il modello si basa sullo studio delle elezioni americane dal 1860 al 1980 e ad oggi si è dovuto confrontare solo con un’imprecisione nel 2000, elezione in cui aveva predetto la vittoria di Al Gore contro George W. Bush; si può parlare di “imprecisione” e non di errore perché in tale occasione Al Gore vinse comunque il voto popolare e, fino ad allora, era necessario risalire addirittura al 1888 prima di riscontrare un’incongruenza tra tale voto popolare e voto dei collegi elettorali; Bush Jr. vinse infatti solo per poche centinaia di voti nel Collegio Elettorale, grazie ai voti della Florida, e ciò portò all’intervento della Corte Suprema per dirimere chi fosse il vincitore di una battaglia intricatissima, fatta letteralmente di contestazioni cartella per cartella.

In questa occasione elettorale, dunque, Lichtman attribuirebbe 7 delle 13 chiavi a vantaggio di Biden e le altre 6 a Trump. Per la precisione, Biden vincerebbe prevalendo nelle chiavi 1, 5, 6, 8, 9, 11, 12, di tale metodo Lichtman/Keilisis e Trump perderebbe, pur avendo il favore delle chiavi 2, 3, 4, 7, 10 e 13; semplificando all’estremo Biden vincerebbe quindi 7 a 6.

Biden vincerebbe perchè il suo partito avrebbe vinto le elezioni di midterm (1), perchè causa Coronavirus l’economia a breve termine sarebbe in recessione (5) e perché, sempre per lo stesso motivo, la crescita economica nel lungo termine sarebbe inferiore a quella dei due mandati precedenti (6), perchè vi è significativa instabilità sociale a seguito della morte di George Floyd (8), per i numerosi scandali che avrebbero colpito l’Amministrazione Trump (9), per la mancanza di successi in politica internazionale da parte della medesima amministrazione (11), perché il carisma “da showman” del candidato in carica sarebbe molto divisivo: odiato da una maggioranza ed amato da una minoranza (12).

Il Presidente Donald Trump, invece, perderebbe perché si limiterebbe a non aver avuto concorrenti alle primarie per la rielezione (2), ad avere il vantaggio di essere il presidente in carica (3), per non avere la concorrenza di un candidato indipendente significativo (4), per aver effettuato importanti riforme in campo fiscale (7), per non aver subito importanti fallimenti militari o in politica estera (10), per lo scarso carisma dello sfidante (13).

In una banale notte di Agosto però, mentre osservavo le notizie riguardanti due Stati del mediterraneo orientale, sulla carta Alleati ma sull’orlo di un conflitto armato, decido di rilassarmi guardando i video in cui lo stesso Prof. Lichtman spiega come ha applicato il suo metodo per queste elezioni… e sono letteralmente sobbalzato sulla sedia! Ciò che ho notato voglio condividerlo qui, con voi, e, mentre lo faccio, mi “cospargo il capo di cenere” per aver osato mettere in dubbio le conclusioni di un tale “mostro sacro” .

Partiamo dalla “chiave” che il professore stesso dichiara essere la sua “favorita”, la 9, ovvero i numerosi scandali che avrebbero investito Trump: Stormy Daniels, Russiagate ed infine, come previsto per tempo dal professore… il Presidente Trump che sarebbe stato sottoposto ad Impeachment, ebbene… tali scandali sono finiti uno ad uno nel NULLA! Stormy Daniels, Russiagate, “piogge dorate” sono tutti evaporati come bolle di sapone… niente è stato trovato! Il tentativo di Impeachment stesso è fallito; andrebbe infatti ricordato che il concetto stesso di “scandalo” deriva dall’Antico Testamento e rappresentava il sassolino nascosto nel terreno che poteva divenire occasione di inciampo. Trump non solo NON è inciampato, ma tali scandali potrebbero persino, e a breve, “ritorcersi contro” chi li ha costruiti a tavolino, da un lato con incriminazioni per spionaggio della campagna elettorale di un Candidato Presidente da parte dell’Amministrazione di cui Biden faceva parte, dall’altro con il disvelamento di una rete internazionale coinvolta nella fabbricazione di dossier falsi…  anche in Italia… ma questa è un’altra storia e ne riparleremo eventualmente dopo il 9 settembre, data in cui l’ex Segretario di Stato, Hillary Clinton, dovrà deporre di fronte al Procuratore Generale William Barr.

La “chiave 10” è stata anch’essa, in qualche modo, “alterata”. Al netto del fatto che un Presidente che dopo 20 anni, finalmente, non ha iniziato una nuova guerra, sarebbe già di per sé un successo, almeno in termini di vite risparmiate, ed anche non volendo considerare come dei successi le rinegoziazioni dei trattati commerciali con il Messico, il Canada e la trattativa in corso con la Cina… è sicuramente un successo, proprio di questi giorni, l’accordo tra Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi Uniti per la riapertura dei canali diplomatici tra questi ultimi due stati: questo è sicuramente un “successo” senza precedenti. La previsione di Lichtmann è ovviamente uscita in anticipo rispetto a tale evento… ma anche così, la chiave 10 rimarrebbe comunque a favore di Trump.

Per concludere, le “chiavi” a vantaggio di Trump non sarebbero affatto solo 6, bensì addirittura 8 su 13.

Il Prof. Lichtmann sottolinea a più riprese che gli elettori non possono essere ingannati dalle menzogne, dagli artifici, dai sondaggi: ciò che conta sono le 13 chiavi, a stretto rigore, quindi, non conterebbero nemmeno gli inganni mascherati da scandali, costruiti artificialmente contro il proprio nemico e puntualmente finiti nel nulla…

Il Prof. Lichtmann, inoltre, è un Democratico che – onestamente – ammette che in ogni previsione la cosa più difficile sia “tenere fuori il proprio orientamento politico dalla previsione stessa” e personalmente, direi, che stavolta non sia riuscito a mantenere il distacco dovuto. Lo dimostra, indirettamente, anche il suo “mettere le mani avanti” rispetto ad un eventuale errore nel suo pronostico prossimo venturo, definendo come “soppressione dei diritti” l’atteggiamento ostativo di Trump nei confronti del voto postale. Di fronte ad una tale visione, però, si potrebbe controargomentare che se in questo periodo si può di persona mettere a ferro e fuoco le città, forse si può anche votare di persona. Inoltre, il “diavolo” del un voto postale si nasconderebbe nei “dettagli” e tutto starebbe nel vedere quali saranno tali “dettagli”. Inoltre, se la Russia ha elaborato un vaccino, non è da escludere che anche gli Stati Uniti renderanno a breve disponibile un vaccino che consentirà anche agli elettori “più pigri” di muovere i loro bassifondi verso le cabine elettorali in totale sicurezza… con le metodologie delle elezioni “di sempre”… senza le improvvisazioni emergenziali. Le elezioni sono il “cuore” della democrazia, pertanto, meno si improvvisa e meglio è.

Il Prof. Lichtmann “mette le mani avanti” anche dando per scontato un intervento della Russia nelle elezioni americane. Ammettendo che, effettivamente, le cose stiano così, si dimenticherebbe comunque di mettere nell’equazione un altrettanto verosimile intervento Cinese… ovviamente a favore di Biden…

In conclusione, se il metodo questa volta fallirà, come credo, non sarà affatto per il voto postale, più o meno esteso, o per l’intervento Russo o Cinese. L’errore non risiederebbe nemmeno nelle chiavi 9 e 10, sopra analizzate, in sé e per sé… bensì nelle mani che le hanno soppesate.



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