Date il benvenuto a “The Road To 270” [LA SERIE]: Gli Stati che saranno il Campo di Battaglia nelle prossime elezioni presidenziali – Introduzione

“Sleepy” Joe Biden e Donald Trump

Introduzione

The Road to 270 è una serie settimanale – curata dal sito di approfondimento politico elettorale americano 270ToWin – che porterà fino alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Ogni puntata viene dedicata alla comprensione del panorama politico di uno Stato e al modo in cui ciò potrebbe influenzare la corsa verso la Casa Bianca del candidato presidente che ne vincerà i Grandi Elettori nel 2020.

NOTA DI MERITO. Come Osservatore Repubblicano abbiamo deciso di basarci su questi approfondimenti, da noi tradotti dall’inglese in italiano, che meritano davvero molto per contenuto, capacità di analisi e accuratezza, decidendo però di concentrarci solamente sui c.d. “Battleground State” ovvero gli Stati in cui c’è competizione tra i candidati presidenti per aggiudicarsi i Grandi Elettori.

Sull’analisi approfondita riguardante gli altri Stati c.d. “già decisi” rimandiamo ovviamente al Sito di 270ToWin (in lingua inglese). Di questi Stati ci cureremo solamente attraverso un breve riepilogo (in lingua italiana) per gli Stati che hanno già deciso per quale candidato votare.

All’analisi di 270ToWin, che troverete all’inizio di ogni articolo dedicato allo Stato che di volta in volta andremo ad analizzare, troverete in calce i nostri commenti, considerazioni ed integrazioni, che saranno chiaramente individuabili, tali da non confondersi con l’analisi del sito americano.

Nei primi articoli di analisi faremo un breve riassunto sugli Stati già decisi per Donald Trump e Joe Biden per poi passare agli Stati più competitivi.

Quali saranno gli Stati competitivi alle Elezioni Presidenziali del 2020?

La Mappa degli Stati “competitivi” delle Elezioni del 2020. Si noti il 2° Distretto del Nebraska, competitivo. Il Maine, anche se solamente uno dei suoi due distretti è considerato competitivo, verrà trattato per intero.

In base alla media dei sondaggi di quest’anno confrontata con i risultati delle precedenti Elezioni Presidenziali del 2016 si possono individuare correttamente gli Stati che quest’anno, verosimilmente, potranno essere quelli più “competitivi” alle elezioni di novembre, cioè quelli in cui il margine di differenza tra i candidati presidenziali è minore o intorno al 10% e che rappresentano i contesti in cui ci sarà quindi più competizione per aggiudicarsi i Grandi Elettori.

Questi sono…

Gli Stati in cui il margine del candidato vincente è stato tra il 5% e il 10% (94 Grandi Elettori in palio; 76 vinti da Trump, 18 dalla Clinton nelle elezioni del 2016)

  • Iowa, 9,41% – 6 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • Texas, 8,99% – 36 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • New Mexico, 8,21% – 5 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • Ohio, 8,13% – 18 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • Virginia, 5,32% – 13 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • Georgia, 5,16% – 16 Grandi Elettori vinti da Donald Trump

Gli Stati e i Distretti in cui il margine del candidato vincente è stato tra l’1% e il 5% (83 Grandi Elettori in palio; 56 vinti da Trump, 27 dalla Clinton nelle elezioni del 2016)

  • Colorado, 4,91% – 9 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • Carolina del Nord, 3,66% – 15 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • Arizona, 3,55% – 11 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • Maine (Stato*), 2,96% – 2 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • Nevada, 2,42% – 6 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • 2° Distretto del Nebraska, 2,24% – 1 Grande Elettore vinto da Donald Trump
  • Minnesota, 1,52% – 10 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • Florida, 1,20% – 29 Grandi Elettori vinti da Donald Trump

* Il Maine assegna altri 2 Grandi Elettori in base a al candidato vincente nei due Distretti elettorali del Congresso, ma qui consideriamo solo il voto a livello di Stato.

Gli Stati in cui il margine del candidato vincente è stato inferiore all’1% (50 Grandi Elettori in palio; 46 vinti da Trump, 4 dalla Clinton nelle elezioni del 2016)

  • Wisconsin, 0,77% – 10 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • Pennsylvania, 0,72% – 20 Grandi Elettori vinti da Donald Trump
  • New Hampshire, 0,37% – 4 Grandi Elettori vinti da Hillary Clinton
  • Michigan, 0,23% – 16 Grandi Elettori vinti da Donald Trump

Su questi Stati, quindi, concentreremo le nostre analisi, seguendo l’ordine di uscita di 270ToWin.

Nonostante i dati si riferiscano alle passate Elezioni Presidenziali, crediamo che questa sia, tutto sommato, la “lista” degli Stati che saranno il Campo di Battaglia anche in quelle del 2020

Perché proprio questi Stati?

In primo luogo, perché gli attuali sondaggi concordano sull’individuare questi Stati come “competitivi“, cioè nei quali la distanza tra il candidato democratico e quello repubblicano è inferiore al 10-15% (cioè consideriamo assieme i c.d. “Toss Up“, dove il distacco è inferiore al 5%, i “Leans” dove è inferiore al 10% e i “Likely” dove è inferiore al 15%) quindi dove oggettivamente un recupero o un sorpasso è possibile (e prevedibile) perché la distanza tra i candidati non è molta.

Un esempio di Stato “Toss Up” piò essere la Florida, lo Stato indeciso e ballerino per eccellenza, di “Leans” possono essere l’Iowa per Trump o il Nevada per Biden, di “Likely” la Georgia per Trump o la Virginia per Biden. Nel caso degli Stati contrassegnati nei sondaggi come “Likely” è ovviamente più difficile che ci possano essere delle sorprese, in quelli come “Leans” è più facile che invece possano essercene, in quelli “Toss Up”… tutto può accadere!

In secondo luogo, perché le Elezioni Presidenziali del 2016 sono state certamente una “sorpresa” (in realtà, andrebbe detto che tutti i segni c’erano, bastava solamente volerli vedere: se Mass Media, sondaggisti, politologi, commentatori ed esperti a vario titolo non l’hanno fatto per cecità o pregiudizio politico… va da sé che mal gliene incolse. Oooh, se mal gliene incolse!) e se qualcosa ci hanno insegnato è… non fidarsi mai completamente dei sondaggi!

Gli ultimi sondaggi del 2016 mostravano un vantaggio per Hillary Clinton. Alla fine ricevette sì più voti, ma per effetto dell’aumento del suo consenso negli Stati già “Blu”, quelli cioè che già votavano Democratico, e quindi, nonostante i suoi voti fossero di più di quelli dell’avversario, questi si sono andati a distribuire in maniera molto poco omogenea Stato per Stato – anche se, e lo si tende a dimenticare, andrebbe fatto notare che, se “Trump non è stato eletto dalla maggioranza degli americani”, bisogna dire che pure lei prese meno della maggioranza assoluta (cioè della metà degli americani andati a votare) laddove il suo predecessore Barack Obama ha sempre preso più del 50% dei voti a livello nazionale.

Donald Trump, a differenza della “gioiosa macchina da guerra” clintoniana, ha performato sorprendentemente bene nel “voto localizzato“, cioè nella distribuzione Stato per Stato del suo di voto popolare, non solo in tutti gli Stati che erano il Campo di Battaglia tradizionale di allora, in particolare Florida, Iowa, Ohio e North Carolina, ma perfino sfondando in Wisconsin, Pennsylvania e Michigan… Stati che si prevedeva votassero per i Democratici (erano contrassegnati come “Leans” o “Likely”), ma che furono invece vinti da Trump.

Nelle Elezioni Presidenziali del 2020 dobbiamo quindi tener conto necessariamente di un Campo di Battaglia più esteso, perché le “sorprese” possono sempre capitare e non si è mai completamente al “sicuro” (anche se i sondaggi dicono al Candidato A che lo Stato X gli è “Favorevole” o che lì si trova in “Vantaggio”… e se lo ricorda molto bene Hillary Clinton).

Ogni elezione è un contesto a sé stante… e chi si cura della materia (dovrebbe) ormai saperlo molto bene!

Attenzione! Non stiamo dicendo che tutti questi Stati sono “Toss Up” o “Indecisi” o che li vincerà tutti il Presidente Donald Trump così come l’ex Vice-Presidente Joe Biden. Ci potrebbe essere una possibilità che in questi Stati “possa accadere qualcosa“, ma comunque, in ogni caso, alcuni lì vincerà Trump, altri Biden, ma alla fine uno solo sarà il vincitore, e lo Stato che gli “riaprirà” (ed è il caso di dirlo, perché vale per entrambi) le porte della Casa Bianca sarà tra questi.

Quindi, concentreremo le nostre analisi nella lista di Stati che trovate qui sopra, seguendo l’ordine di 270ToWin.

Nel primo articolo di analisi, ad onor di completezza, faremo ovviamente un breve riepilogo sugli Stati che invece sono “già decisi” per poi passare ai “pezzi grossi”!

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