Fake News dei Media sull’Economia USA! Il PIL non è crollato del 32,9%! Anzi, rimane migliore di quello europeo!

Donald Trump

Infranti i sogni degli “euroinomani” che comparano il dato del calo del PIL su base trimestrale dei Paesi dell’Unione al dato annualizzato degli Stati Uniti per far credere a tutti che questi ultimi abbiano subito la recessione economica peggiore. Ma l’economia americana, invece, rimane più forte di quella europea.

La “notizia” è stata data da tutte le principali testate di “prostituzione intellettuale”, sostenendo che l’Italia e gli altri Paesi europei avessero avuto una contrazione del loro Prodotto Interno Lordo mediamente tra il 10% e il 15% circa, mentre gli Stati Uniti registrerebbero un “crollodel PIL addirittura…. del 32,9%! Una cifra incredibile…

I “trinariciuti” lettori del CorrispondeteUnico® hanno ovviamente ed immediatamente iniziato i caroselli su Twitter e sui vari Social Network esibendo la loro consueta retorica da 140 caratteri diffondendo la strepitosa notizia! “Il cattivone Trump è finito!” – tra l’altro, lo stesso che ha evitato che tutti i Paesi Europei regalassero il loro settore telecomunicazioni al 5G del Cinesi.

Peccato che abbiano sbagliato a paragonare i dati!

Esempio della manipolazione dell’informazione di questa notizia da parte dei Mass Media italiani. Il Sole 24 Ore, che dovrebbe essere il giornale economico del nostro paese, fa un titolo fuorviante e falso, indicando un calo del PIL su base trimestrale del 32,9% salvo poi specificare nell’articolo come si tratti invece del dato annuale

Il -32,9% degli Stati Uniti non si riferisce alla contrazione del PIL su base trimestrale, ma è il suo dato annualizzato! Ovvero è una stima, in questo caso, della contrazione (così come può esserlo anche della crescita) dell’economia supponendo che il “tasso di contrazione” (o di crescita) rimanga invariato per tutti e quattro i trimestri dell’anno di riferimento.

Utilizzando quindi i dati annualizzati delle economie europee, emerge il vero dato con cui confrontare il -32.9% degli Stati Uniti, ovvero un range di dati che va dal -40% della Germania al -55% della Spagna.

Confrontando invece la sola variazione tra i trimestri gli Stati Uniti hanno una contrazione del Pil del 9% circa, inferiore quindi ai numeri dei Paesi Europei.

Possiamo inoltre notare altri segnali positivi dell’economia americana, ad esempio le vendite al dettaglio nel mese di Maggio sono cresciute del 7,5% rispetto al mese precedente e dell’1,1% rispetto all’anno precedente, includendo anche il settore automobilistico.

Per quanto riguarda il settore manifatturiero, il Composite PMI raggiunge soglia 50 che è considerata la soglia minima per l’espansione economica. Anche la produzione industriale è cresciuta negli ultimi due mesi, arrivando ad un +5,4% a Giugno, nonostante registri un -10% rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda il debito pubblico statunitense, è anch’esso in crescita al pari di tutte le altre economie sviluppate, con un deficit di circa 2 Trilioni di dollari e un Rapporto Debito/PIL del 98,5%, mentre nell’Eurozona il rapporto è mediamente al 103% secondo la Banca Centrale Europea. Anche sul lato monetario la situazione è migliore rispetto che all’Unione, dove la BCE ha un Bilancio che equivale al 53% del PIL mentre la FED è al 33%, il tutto condito da una domanda crescente del dollaro dall’inizio della pandemia.

Questi sono i dati riportati su The Epoch Times da Daniel Lacalle, PhD Economist e Autore affermato… quindi non da una Giovanna Botteri dal CorrispondeteUnico® qualunque.

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