“Non Abbiate Paura” la lettera di Brian Burch di Catholic Vote sulla visita di Trump al santuario di Papa Giovani Paolo II

Il Rev. Wilton D. Gregory, arcivescovo di Washington, ha condannato violentemente la visita del Presidente Trump al Santuario Nazionale di San Giovanni Paolo II con la First Lady Melania Trump. (Foto di EVA HAMBACH / AFP via Getty Images)

La missione della Chiesa è religiosa, non politica. Per motivi sia teologici che legali il coinvolgimento della Chiesa nella vita pubblica non si estende al sostegno dei candidati per l’elezione a cariche pubbliche, né alla richiesta della loro sconfitta.

Pubblichiamo una lettera intitolata “Not Be Afraid” di Brian Burch , giornalista del sito cattolico americano Catholic Vote. Parla delle polemiche da parte dell’arcivescovo della capitale americana per la visita del Presidente Donald Trump e della First Lady Melania al santuario di Papa Giovanni Paolo II a Washington D.C. Visita che nasconde un motivo ben più importante – neanche presa in considerazione dai mass media – che riguarda la libertà di culto nel mondo.

Questa mattina (2 giugno – n.d.r.) il Presidente Trump e la First Lady Melania hanno visitato il Santuario Nazionale di San Giovanni Paolo II di Washington D.C. Stando a un portavoce del santuario, la visita era stata pianificata a lungo per segnare la firma di un Executive Order (Ordine Esecutivo) da parte del 45° Presidente sulla libertà religiosa internazionale. L’ordine comprende diverse disposizioni che contribuiranno a proteggere le minoranze religiose nel mondo, in particolare le vulnerabili comunità cristiane del Medio Oriente.

Ma arriviamo al punto…

L’arcivescovo cattolico di Washington D.C. ha attaccato Trump per questo. Si tratta dell’arcivescovo Wilton Gregory, ex arcivescovo di Atlanta e recente sostituto del defunto Theodore McCarrick, e che ha definito “riprovevole” la visita di Trump al santuario.

Cosa ha fatto l’arcivescovo?

Sì, incredibilmente l’arcivescovo di Washington ha approfittato dell’occasione per attaccare il Presidente per aver sgomberato ieri sera (1 giugno, il giorno prima della visita al santuario – n.d.r.) il Parco Lafayette, lo stesso parco in cui si sono scontrati i rivoltosi contro la polizia, dove sono stati deturpati monumenti, dove sono stati feriti gli agenti di polizia e dove la storca chiesa episcopale di Saint John è stata data alle fiamme.

Poche ore prima ho rilasciato questa dichiarazione ai media:

Il fatto che il Presidente degli Stati Uniti abbia scelto il santuario di San Giovanni Paolo II per annunciare un Executive Order per proteggere le minoranze religiose, avrebbe dovuto essere celebrato da tutti coloro che amano la Chiesa, la libertà religiosa e il coraggioso esempio di San Giovanni Paolo II.

E’ deplorevole che l’arcivescovo di Washington abbia scelto questa occasione per impegnarsi in un attacco partigiano al presidente, specialmente quando il paese ha un disperato bisogno di guarigione e unità. Milioni di cattolici negli Stati Uniti, compresi molti all’interno dello stesso gregge dell’Arcivescovo, sono grati per l’odierno ordine esecutivo. La Protezione delle minoranze religiose è una questione bipartisan che ha goduto del sostegno unanime del Congresso, nonché delle amministrazioni di Trump e di Obama. Lo sfortunato attacco partigiano di oggi politicizza inutilmente questo importante problema e distrae dalla difficile situazione delle minoranze religiose in pericolo in tutto il mondo.

Data la terribile situazione dei cristiani in Medio Oriente, si sarebbe ovviamente pensato che l’arcivescovo di Washington avesse ringraziato il presidente Trump per aver dato la priorità a questo problema, in un momento in cui è comprensibilmente occupato dalla minaccia degli anarchici che seminano violenza in tutta la nazione.

Ma l’arcivescovo Gregory ha scelto diversamente.

E’ interessante sapere che l’arcivescovo ha permesso ai politici progressisti favorevoli all’aborto non solo di visitare il santuario, ma di partecipare a una messa! Pochi mesi fa l’arcivescovo Gregory ha permesso a Nancy Pelosi (D- CA, Speaker del Congresso) di pronunciare un discorso alla cattedrale di Saint Matthew a Washington.

Non c’è dubbio che in questo momento difficile abbiamo bisogno di pastori, pastori che devono aiutare a guarire le divisioni e non cercare di ottenere favori politici. L’arcivescovo Gregory è una personalità di spicco negli Stati Uniti. Merita il nostro rispetto e le nostre preghiere. Ma non siamo d’accordo con la sua decisione di attaccare il presidente. E come laici abbiamo tutto il diritto a dirlo. Rifiutare di parlare sarebbe arrendersi a un clericalismo infondato e ingiusto.

Non è un segreto che la nostra Chiesa sia politicamente divisa. Alcuni cattolici ammirano il presidente, altri lo detestano. Allo stesso modo il discorso vale per molti sacerdoti e vescovi. Basta chiedere al Cardinale Dolan (della Cattedrale di St Patrick di New York- ndr): il mese scorso ha preso l’iniziativa di chiedere aiuto per scuole cattoliche e ha avuto il coraggio (sussulto!) di fare i complimenti al presidente per l’aiuto concesso. Da allora la sinistra cattolica ha attaccato incessantemente il cardinale Dolan.

Purtroppo oggi la politica regna su tutto, anche a spese dei nostri figli.

A marzo i cattolici liberal si erano infuriati per il fatto che il Presidente Trump avesse avuto l’audacia di ospitare un evento cattolico a Milwaukee. Hanno chiesto all’arcivescovo della città – Jerome Listecki – di attaccare il Presidente per avere ospitato un evento simile.

L’arcivescovo in questione ha risposto con dignità, chiarendo a tutti che l’evento era solo di Trump e non un evento ufficiale dell’arcidiocesi di Milwaukee. E aveva ragione a chiarirlo.

Allo stesso tempo ha rifiutato di farsi coinvolgere dalla Sinistra cattolica per attaccare Trump:

La missione della Chiesa è religiosa, non politica. Per motivi sia teologici che legali il coinvolgimento della Chiesa nella vita pubblica non si estende al sostegno dei candidati per l’elezione a cariche pubbliche, né alla richiesta della loro sconfitta.

Questo è il nostro lavoro: laici

Ecco perché esiste Catholic Vote.

E ci rifiutiamo di rimanere in silenzio.

Brian.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...