Sondaggi (fine Maggio): Situazione invariata rispetto all’inizio del mese, Sleepy Joe Biden non sfonda, la “pessima” (?) gestione dell’emergenza COVID-19 narrata dai media non scalfisce il Presidente Donald Trump

#ElezioniUSA2020 La “vittoria” annunciata dell’ex Vicepresidente Joe Biden è ancora al di là da venire, mentre il Presidente Donald J. Trump resiste alla cattiva stampa su COVID-19 e le proteste per la morte di George Floyd

Leggi anche: “la nostra media sondaggi (ragionata) di aprile-maggio”

I sondaggi a livello statale pubblicati a fine maggio ci dicono che se si votasse oggi la “vittoria” annunciata dell’ex vicepresidente Joe Biden – che ieri ha raggiunto i 1.991 delegati necessari per ottenere la nomination – è ancora al di là da venire, mentre il Presidente Donald J. Trump resiste alla cattiva stampa su COVID-19 e le proteste per la morte di George Floyd.

La media pubblicata su 270ToWin (sito americano a cui ci affidiamo, che fa le medie dei sondaggi degli istituti più importanti) mostra che entrambi i contendenti non hanno ancora raggiunto la maggioranza dei 270 Grandi Elettori necessari per essere eletti Presidente degli Stati Uniti

IL SONDAGGIO NAZIONALE

Il National 2020 Presidential Election Polls mostra che attualmente le medie dei sondaggi danno Trump al 41,7% (+ 0.3 rispetto ad inizio maggio) e Biden al 48,2% (+ 0.5 rispetto ad inizio maggio)… Vittoria annunciata per il Democratico? Niente affatto, in America non conta tanto quanto sia il distacco nei voti a livello nazionale, ma come questo si distribuisce nei 50 Stati (è il Collegio Elettorale bellezza!). Ci sono poi mediamente tra il 7% e il 17% di Indecisi ancora da assegnare, un dato che viene spesso ignorato da chi lavora con i sondaggi. Gli Indecisi sono ancora in una percentuale tale da poter ribaltare le previsioni dei più blasonati sondaggisti in molti degli Stati “indecisi” o “Toss Up”.

Media Sondaggi 270ToWin al 24 maggio

GLI STATI INDECISI

I “Battle Ground State” di queste elezioni vengono unanimemente identificati in Arizona, Florida, North Carolina, Pennsylvania, Wisconsin, Michigan, Nebraska 2… Sono Stati (più il collegio del Nebraska) in cui il margine tra i due sfidanti è molto vicino e dove gli indecisi sono determinanti per vincere. Attenzione però, sono tutti Stati in cui Trump ha vinto nel 2016! Se la tradizione tutta americana di preferire il candidato uscente piuttosto che il “nuovo” verrà confermata anche quest’anno, non sono buone notizie per Biden!

Laddove le medie dei sondaggisti concordano sull’identificare questi Stati come “Toss Up” ci sono delle differenze interessanti tra i vari istituti: Sabato Crystal Ball assegna per la seconda volta consecutiva rispetto all’inizio del mese il Michigan con un “lieve” vantaggio per Biden, ma assegna a Trump ancora una volta un analogo vantaggio in Florida e riduce il distacco in Nevada. Cook Political lascia ancora una volta rispetto all’inizio del mese tutti gli Stati della “Rust Belt” come “Toss Up” (Pennsylvania, Michigan, Wisconsin) ma riporta Trump molto solido in Ohio e in Iowa e, per la prima volta, anche nel 2° distretto del Maine. Inside Elections assegna Michigan e Pennsylvania come “tilt” per Biden (significa che probabilmente li vincerà lui, tuttavia con un ridottissimo vantaggio per poter essere dato per “certo”) che tuttavia non bastano a Biden per arrivare a 270. Trump viene però dato come “più forte” in Texas rispetto agli altri sondaggi Infine, POLITICO aggiunge ai “Toss Up” il New Hampshire e il Nevada, ed assegna un vantaggio – però ancor più “lieve” rispetto agli altri – per Biden in Colorado, Minnesota e in Virginia. La novità del sondaggio di POLITICO della fine del mese di maggio segnala il passaggio di due stati da “Safe” a “Likely”, Oregon per i Democratici e Utah per i Repubblicani, stati in cui secondo il suo sondaggio il sostegno ai rispettivi candidati si sia rispettivamente “affievolito” alla fine del mese.

Come vedete, la media dei sondaggi ci mostra un quadro tutt’altro che deciso (leggasi, a favore di Biden).

I SONDAGGI NEGLI STATI “COMPETITIVI” 

Ohio e Iowa sono dati dai sondaggisti come “favorevoli” a Donald Trump;

StATOTRUMPBIDENINDECISIDATA NOTE
Ohio45 %44 %11%6 giugno
Iowa48 %47 %5 %5 giugno+ 1 punto per Biden

Rispetto al mese precedente, il Presidente Donald Trump rimane stabile e segnala anche dei guadagni in molti degli Stati “indecisi”

StATOTRUMPBIDENINDECISIDATA NOTE
Wisconsin43 %47 %11%3 giugno
Michigan44 %49 %7 %3 giugno+ 4 punti per Trump
Pennsylvania45 %47 %8 %3 giugno+ 3 punti per Trump
North Carolina46 %45 %9 %4 giugno+ 2 punti per Trump
Arizona43 %46 %11 %3 giungo
Florida46 %49 %5 %3 giugno+ 2 punti per Trump

Biden viene dato in vantaggio su Trump in 5 stati su 6.

Tuttavia c’è ancora una buona fetta di Indecisi che possono cambiare tutto e non tutti i sondaggisti concordano nel concedere a Biden dei vantaggi così generosi. Ecco perché vengono dati come “indecisi”.

Ricordiamo che i sondaggi americani hanno mediamente sottostimato Donald Trump di un 3-4 % nel 2016.

In Michigan, rispetto ai dati di inizio mese, i sondaggi registrano un “balzo” di Donald Trump dal 40 al 44%, segno che la nostra ipotesi che le proteste anti lockdown, che qui si sono fatte sentire in modo particolare, avrebbero favorito il Presidente si è dimostrata veritiera.

In Pennsylvania, rispetto ai dati di inizio mese, i sondaggi registrano anche qui un “balzo” di 3 punti per Donald Trump, che passa dal 42 al 45%, mentre il “favorito” Biden perde 1 punto.

In North Carolina, rispetto ai dati di inizio mese, anche qui Donald Trump guadagna 2 punti ai danni del “favorito” Joe Biden. Aumentano gli indecisi di 1 punto.

In Arizona, rispetto ai dati di inizio mese, Donald Trump rimane stabile ma assottiglia lo svantaggio rispetto al “favorito” Joe Biden, che perde ben 4 punti, passando dal 50% al 46% a causa di un aumento degli indecisi. Si assottiglia lo “svantaggio” segnalato dai sondaggi.

In Florida, rispetto ai dati di inizio mese, Donald Trump guadagna 2 punti, passando dal 44 al 46%, il doppio rispetto al Biden, che aumenta di 1 solo punto. Calano gli indecisi.

In Ohio, anche alla fine di maggio, Donald Trump viene dato molto solido. Viene infatti assegnato a Trump da tutte le case di sondaggi. Come abbiamo già detto la scorsa volta, l’Ohio è il termometro della “Rust Belt”, un “segno premonitore”. Nel 2016 Trump era dato per perdente in tutti gli Stati della Rust Belt tranne che qui… finì che li vinse tutti quanti. Trump dato così solido in Ohio ci fa pensare che il “vantaggio” dei Democratici negli altri non sia poi così sicuro. 

Gli Indecisi, come dicevamo prima, sono ancora in una misura tale da poter rovesciare le sorti del voto in quegli Stati e tendenzialmente non vengono considerati nei commenti ai sondaggi che trovate furi di qui.

CONCLUSIONI

Come avevamo annunciato la volta scorsa, l’annuncio di una vittoria imminente di Biden andava presa con le pinze, ed infatti abbiamo avuto ragione! Passato un mese la situazione rimane sostanzialmente invariata, Biden “non sfonda” nonostante la buona stampa di cui gode e della campagna martellante dei mass media progressisti che hanno accusato il Presidente Trump per tutto il mese di una “pessima” gestione del COVID-19. Per converso, Donald Trump non solo regge ma cresce nei sondaggi negli Stati “indecisi”, laddove Biden registra un calo rispetto all’inizio del mese, segno che gli Americani hanno complessivamente apprezzato la gestione dell’emergenza del presidente e gli ultimi risultati sul fronte dell’economia.

Gli Stati Uniti hanno infatti registrato 2,5 milioni di posti di lavoro in più a Maggio dopo che le aziende hanno iniziato a riaprire (sostenute dal presidente, mentre i Democratici e Biden si erano espressi a favore di una prosecuzione dei lockdown). Il tasso di disoccupazione è sceso al 13,3 % secondo lo U.S. Department of Labor, a fronte delle attese degli esperti, che avevano previsto una perdita di quasi 8 milioni di posti di lavoro che avrebbero portato il tasso di disoccupazione al 19% o superiore.

Nel mese che è passato c’è stata la “gaffe” di Sleepy Joe Biden sul voto dei neri “Se hai problemi a capire se stai con me o con il Presidente Trump, allora non sei nero” e sono iniziate le proteste per la morte di George Floyd. La reazione degli elettori alle proteste violente che ne sono derivate, capeggiate dal movimento “terrorista” Antifa e dal movimento BLM, verranno misurate nei prossimi sondaggi quindi dobbiamo ancora attendere. Possiamo però già affermare che hanno avuto già un effetto: far sparire completamente l’emergenza COVID-19 dai radar.

La “pessima” gestione del Presidente, tanto propagandata dai mass media, è stata talmente “pessima” che già tutti se la sono dimenticata: migliaia di persone in strada a manifestare (quando va bene) in tutto il paese, saccheggi, incendi, furti, altri morti e feriti non hanno scatenato nei Democratici lo stesso sdegno rispetto a quello che era stato riservato dalle proteste anti-lockdown tra aprile e maggio. In realtà, la gestione dell’emergenza negli Stati Uniti è avvenuta in una prospettiva “multilivello”, che ha coinvolto in prima battuta i Governatori e i Singoli Stati, che l’Amministrazione federale doveva semplicemente supportare (si pensi al fatto che Trump non ha il potere di ordinare un lockdown su tutto il territorio nazionale). Dare quindi tutta la “colpa” a Trump è stati un atteggiamento vergognoso ed infantile da parte dei mass media progressisti. Gli Americani però lo sanno, hanno visto, hanno soppesato e decideranno indipendentemente da quanto mass media, attori, star system e politici Democratici possano pensare o dire loro.

Biden e i Democratici ora dovranno difendersi dall’accusa di star dando un “tacito” assenso ad una protesta che è diventata violenta, mentre Donald Trump ha puntato tutto sul “Law and Order” (Legge e Ordine) e sul raccogliere il consenso della c.d. “Maggioranza Silenziosa”.

Non sappiamo cosa riporteranno i prossimi sondaggi, ma di sicuro possiamo dire: “l’emergenza COVID in America è finita” e Trump ne è uscito sostanzialmente indenne.

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