Pericoloso “Endorsement” di Myrta Merlino su La7 ai terroristi ed ai saccheggiatori di Black Lives Metter che stanno devastando le Città americane e le vite di molti afroamericani

In collegamento durante la puntata anche Alan Friedman, “giornalista” di estrema-sinistra e noto odiatore del Presidente Donald J. Trump, con il suo consueto stuolo di cattiverie, false informazioni, insinuazioni ed accuse al Presidente.

#BlackLivesMatter, all’inizio della puntata de L’Aria Che Tira su La7, la conduttrice Myrta Merlino s’inginocchia per omaggiare l’afroamericano George Floyd.


Abbiamo ricevuto molte segnalazioni sul pericoloso endorsement fatto al movimento estremista ed “antirazzista” afroamericano nella puntata andata in onda il 3 giugno nel programma di approfondimento politico di Myrta Merlino. La conduttrice della trasmissione ha prima fatto una lunga introduzione, facendo un improprio ed abbastanza superficiale (meglio, imbarazzante per il contenuto delle argomentazioni) “paragone” tra le figure di Donald Trump e di Sergio Mattarella – sostenendo che mentre Mattarella invita a parole (appunto, a parole) all’unità della nazione, Trump invece stia giocando con il fuoco cavalcando le divisioni, come un novello “Nerone” – e dove ha anche attaccato l’opposizione nel nostro paese, “rea” a suo dire di non voler supportare entusiasticamente ed acriticamente tutto quello che viene dal governo, ma anche criticando chi accosta le manifestazioni del centro-destra del 2 giugno con quelle del Generale Pappalardo, e terminando il monologo dicendo “Beato il Paese che non ha bisogno di nemici. In Italia come in America”.

Ha concluso poi mostrando solidarietà a George Floyd inginocchiandosi… mettendo però ben in evidenza la scritta sullo sfondo “#BlackLivesMatter”, la sigla del movimento estremista ed “antirazzista” afroamericano protagonista in questi giorni delle violenze e dei saccheggi in molte città americane.

Un pericoloso “endorsement” a nostro avviso, un mal congegnato segnale di vicinanza della conduttrice e del programma (se non anche dell’emittente) ad un movimento che “a parole” predica “anti-razzismo”, ma che nei fatti sta dimostrando tutta la sua violenza e la sua intolleranza, e per vari motivi.

1) Nel suo inginocchiarsi in segno di solidarietà alla morte di George Floyd, ma anche di “vicinanza” al movimento “anti-razzista”, la conduttrice si dimentica che proprio quest’ultimo sta contribuendo in maniera fondamentale ad elevare il carattere degli scontri assieme al collettivo di sinistra radicale noto come “Antifa“ (che l’Amministrazione americana è stata costretta a dichiarare come movimento “terrorista” poiché è riuscito a trasformare le proteste in una vera e propria insurrezione). “Antifa” non viene menzionato dalla Merlino, ma il ruolo complementare tra i due movimenti nelle proteste può legittimamente far sorgere qualche dubbio che non sia stat osservata tutta la diligenza e l’attenzione nel mettere in scena quel gesto che sarebbe stato necessario adottare anche alla luce della violenza che le proteste hanno preso.

Come apprendiamo su InsideOver Italia, BLM sta svolgendo una funzione parallela ma complementare a quella degli “Antifa”: convincere gli afroamericani ad unirsi al moto riottoso, ovunque essi vivano e spostandosi da una città all’altra se necessario, per allargare l’anarchia sociale il più possibile, da costa a costa. BLM ha anche giocato un ruolo unico nell’internazionalizzazione delle proteste, sfruttando la propria rete di alleanze e collaborazioni con le organizzazioni antifasciste e di sinistra radicale attive nel resto dell’Occidente per organizzare mobilitazioni contro la brutalità poliziesca ed il razzismo e di solidarietà verso gli afroamericani anche al di fuori degli Stati Uniti, in un tentativo di prendere il controllo delle piazze occidentali.

(N.B.: manifestazioni analoghe sono previste anche in Italia, organizzate dai collettivi della Sinistra radicale, nonostante la pandemia di COVID-19 ed in barba ai critici delle manifestazioni che sono state organizzate dal “centro-destra”: basta una rapida ricerca su Google per trovare le date e le piazze).

2) Alcuni attivisti neri per i diritti civili si sono mostrati in disaccordo con la strategia del movimento BLM, come Barbara Reynolds e Angel Jennings, anche alla luce del fatto che quello che ERA nato come un movimento di protesta sociale ispirato ai valori della resistenza non-violenta e mirante alla sensibilizzazione contro la brutalità poliziesca, si è presto trasformato in un’entità composta da elementi estremisti, proprio come gli “Antifa”, e questo ha spinto la Federal Bureau of Investigation (FBI) ad incrementare le attività di sorveglianza sui circoli fisici e virtuali legati alla galassia BLM già a partire dal 2017.

3) Nel suo omaggiare anche il movimento BLM, con la scritta troneggiante nello studio, Myrta Merlino non fa però cenno e tantomeno omaggio alle vittime nere delle proteste.
Almeno quattro uomini afroamericani ed una donna “mulatta” sono stati uccisi negli scontri che hanno provocato il caos nelle città americane nell’ultima settimana.
Le rivolte hanno semplicemente portato più morte, soprattutto tra i neri americani. Le vittime includono: Dave Patrick Underwood, David Dorn (omaggiato anche dal Presidente Trump), Italia Marie Kelly, David McAtee e Chris Beaty, che ricordiamo.

Non si contano più le aggressioni e i poliziotti che sono stati feriti durante gli scontri. Anche gli stessi poliziotti afroamericani, di cui la polizia americana può vantare un gran numero, vengono presi di mira dai manifestanti.

4) Su internet circolano i video degli stessi afroamericani che denunciano le proteste per la morte di George Floyd (che ormai è diventato solo un pretesto e di cui gli stessi manifestanti violenti stanno infangando la memoria) che piangono il proprio negozio dato alle fiamme oppure che hanno chiuso per paura dei “rioters” e dei “looters”. Si possono vedere gli effetti dei vandalismi, dei saccheggi, degli incendi, degli scontri.

Molti afroamericani hanno paura ad uscire di casa o hanno dovuto chiudere nuovamente le loro attività, non fosse bastato già il COVID a creare problemi e a rendere le loro vite più difficili.

Questi afroamericani sono “INVISIBILI” agli occhi dei Mass Media. Le loro vite valgono forse di meno?

Alla luce di questi fatti, può legittimamente apparire, agli occhi di chi guarda, che la “sceneggiata” – come è stata definita sui Social – della Merlino possa essere letta nell’ottica – cui si stanno facendo promotori una parte di certa informazione e di uno stuolo di “opinionisti” – di un tentativo di “normalizzare” e di rendere “apprezzabile” agli occhi dell’opinione pubblica il movimento BLM.

La scarsa considerazione o il pressappochismo sul tema, che ho portato la giornalista a fare quel gesto, fatto certamente per fare “sensazione” ma non considerando tutte le carte sul tavolo, non può che creare l’impressione che le violenze siano in qualche modo “giustificate”, o che abbia voluto fare una sorta di “endorsement” al BLM… Speriamo di no, ovviamente… Tuttavia non abbiamo visto in quel monologo alcun tentativo di “dissociarsi” dalle violenze che sotto la bandiera del BLM vengono perpetrate.

Il gesto di inginocchiarsi ricalca molto la protesta di qualche anno fa dei giocatori della NFL poi divenuta virale anche quella, capeggiati da Colin Kaepernick, che si inginocchiavano durante l’esecuzione dell’inno americano in segno di protesta e contro il razzismo negli Stati Uniti, in una sorte di manifesto fisico della propria rabbia… “Non starò in piedi per dimostrare il mio orgoglio per la bandiera di un paese che opprime i neri e le minoranze etniche”.. disse allora Colin Kaepernick… oggi, quella rabbia è diventata violenza, violenza che sta danneggiando gli stessi afroamericani e che si è portata via quattro di loro…

Immediati sono stati anche gli insulti alla conduttrice, insulti da cui ovviamente prendiamo le distanze.

Da parte nostra, volgiamo solo far notare, con tutta la pacatezza e la completezza che ci contraddistingue, la pericolosità di questa iniziativa, che (forse, complice la continua presenza nel suo programma di Alan Friedman, che fa continua disinformazione, ha contribuito a non consegnarle una visione completa e reale della nazione americana) si è gettata in un gesto sicuramente scenografico ma che lancia un messaggio pericoloso e sbagliato di “legittimazione” di un’attore in una serie di proteste che sono degenerate in violenza e devastazione, anche nei confronti degli stessi afroamericani, alla luce del fatto che proteste del BLM verranno organizzate molto presto anche qui in Italia.

Continueremo a monitorare attentamente la qualità dell’informazione che viene offerta ai telespettatori di LA 7 sull’America nella trasmissione condotta da Myrta Merlino e considereremo in futuro anche la possibilità di mettere in campo delle azioni contro la parzialità e la superficialità con cui i temi che riguardano l’attualità e la politica degli Stati Uniti vengono trattati, a garanzia della correttezza o, almeno, dalla pluralità dell’informazione che viene diffusa in questa emissione televisiva.

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