#TwitterGate. Il vergognoso e completamente falso “fact-checking” di Twitter alle opinioni del Presidente Donald Trump

Il cartello di un’anonima “fondazione di famiglia” per avvertire contro la frode degli elettori

Il vergognoso e completamente falso “fact-checking” che Twitter ha inserito in un avvertimento su due tweet del Presidente Donald Trump sul voto per corrispondenza, fatto dai sedicenti “fact-checker” della CNN e del Washington Post, e nonostante i veri esperti sostengano le preoccupazioni di Trump!

Il rischio di frode elettorale con il voto per corrispondenza è concreto e il Presidente Donald Trump fa bene a ribadirlo

Da tempo infatti gruppi di esperti bipartisan (cioè appartenenti ad entrambi i partiti – non come i “fact-checker” della CNN e del Washington post, che sono di parte – Democratica s’intende) così come alcuni giornalisti, hanno scoperto che la c.d. “votazione in assenza“, via posta, aumenta il rischio di frode degli elettori.

Le votazioni per gli assenti rimangono la principale fonte di potenziali frodi degli elettori 

questa è la conclusione di un rapporto bipartisan stilato già nel 2005 e redatto dalla Commissione sulla riforma elettorale federale, presieduto dall’ex presidente Jimmy Carter (Democratico) e dall’ex segretario di Stato James Baker (Repubblicano).

L’anno scorso, la California e in particolare la Contea di Los Angeles sono stati costretti a rimuovere dalle liste elettorali 1,5 milioni di elettoriinattivi” grazie ad una causa promossa da Judicial Watch.

Nella presentare la denuncia, Judicial Watch aveva riportato:

  • che la Contea di Los Angeles presentava più registrazioni di elettori nei suoi registri elettorali rispetto ai cittadini che presentavano i requisiti per registrarsi. In particolare, secondo i dati forniti e pubblicati dalla US Election Assistance Commission, la Contea di Los Angeles presentava un tasso di registrazioni pari al 112 percento rispetto alla sua popolazione adulta.
  • che l’intero Stato della California presentava un tasso di registrazioni di circa il 101 percento rispetto alla cittadinanza ammissibile per età al voto.
  • che ben 11 delle 58 contee della California presentavano un tasso di registrazione superiore al 100% rispetto alla cittadinanza ammissibile per età al voto.

La sentenza ha confermato che nella sola Contea di Los Angeles c’erano oltre 1,5 milioni di elettori potenzialmente “inammissibili“. Ciò significa che più di una registrazione su cinque della Contea di Los Angeles probabilmente apparteneva ad un elettore che o si era trasferito o era addirittura deceduto

Judicial Watch ha osservato che

La Contea di Los Angeles ha il maggior numero di registrazioni inattive di qualsiasi altra contea del Paese.

Addirittura, nella causa promossa da Judicial Watch si è anche scoperto che né lo Stato della California né la Contea di Los Angeles avevano rimosso gli elettoriinattivi” dai registri degli elettori negli ultimi 20 anni! La Corte Suprema ha affermato l’anno scorso in “Husted v. A. Philip Randolph Inst., 138 S. Ct. 1833 (2018)” che l’NVRA “rende obbligatoria questa rimozione”.

Continuando, anche i dati forniti dal Public Interest Legal Foundation (PILF) indicano che circa 28 milioni di votazioni per corrispondenza sono scomparse nell’ultimo decennio!

Le elezioni del 2012, 2014, 2016 e 2018 hanno visto oltre 28,3 milioni di schede di posta non contabilizzate”

come si dice nel rapporto della Public Interest Legal Foundation (PILF).

Mettere le elezioni nelle mani del servizio postale degli Stati Uniti sarebbe una catastrofe. Negli ultimi dieci anni, ci sono stati 28 milioni di voti mancanti e indirizzati in modo erroneo

ha dichiarato il presidente e consigliere generale del PILF, J. Christian Adams, in una nota. 

Questi rappresentano 28 milioni di opportunità per qualcuno per imbrogliare. La frode elettorale è la più comune; la più costosa da indagare; e che non potrà mai essere annullata dopo le elezioni. Lo ‘status quo’ era già negativo per le votazioni via posta. La soluzione di emergenza proposta è la peggiore.

L’integrità elettorale è diventata una delle questioni più importanti nelle prossime elezioni. 

Il 20 maggio, il Presidente Donald Trump ha minacciato di trattenere fondi federali destinati al Michigan per aver perseguito nel suo intento di implementare il voto per corrispondenza. Una mossa certamente discutibile dal punto di vista Costituzionale, dati i divieti generali apposti contro il governo federale che voglia imporre delle azioni ai singoli Stati su questioni che sono ordinariamente all’interno della giurisdizione degli Stati stessi, ma che rende bene l’idea di quali livelli si siano raggiunti in questa fase.

Il Michigan ha inviato richieste di votazione per assenza a 7,7 milioni di persone in vista delle elezioni primarie e generali”, aveva scritto Trump. “Ciò è stato fatto illegalmente e senza autorizzazione, da parte di un Segretario di Stato canaglia (si riferisce al Segretario di Stato del Michigan – n.d.r.). Chiederò di trattenere i fondi per il Michigan se intendono continuare a percorrere la strada delle frodi elettorali!”

Anche l’Attorney General del Texas, Ken Paxton, dice che Trump ha ragione e che il “controllo dei fatti” di Twitter è sbagliato – la frode del voto per corrispondenza è un vero problema!

L’Attorney General del Texas, Ken Paxton

Sono fortemente in disaccordo con Twitter.

ha scritto l’Attorney General del Texas, Ken Paxton, in un articolo per Fox News.

Nel 2007, durante un vivace dibattito sulla legislazione in materia di documenti di identità con la foto tessera, quando era ancora parlamentare del Texas, racconta l’episodio di un parlamentare democratico di Dallas che aveva contestato un disegno di legge sulla base del fatto che consentiva di votare per corrispondenza senza dover procedere prima con l’identificazione attraverso una foto.

Il parlamentare aveva dichiarato: “Votare per corrispondenza, che sappiamo, è la principale fonte di frode degli elettori in questo Stato. “In effetti una grande maggioranza delle azioni giudiziarie presso il Procuratore Generale si verificano per quanto riguarda il voto per corrispondenza” conferma Paxton. “Circa due terzi dei reati di frode elettorale perseguiti dal mio ufficio hanno coinvolto alcune forme di frode per corrispondenza“. Tali procedimenti comprendono casi di contraffazione e di falsificazione delle schede e ne racconta qualche esempio.

Il Presidente Trump, ritiene l’Attorney General, ha ragione a denunciare il piano della California o di qualsiasi altro Stato di inviare le schede per votare a tutti gli elettori registrati nello Stato prima delle elezioni di novembre. “Il potenziale abuso da parte degli scrutatori professionisti è elevato“.

E ancora: “Il rischio di abuso, che è stato documentato e spiegato più volte, è in qualche modo sfuggito al “fact-checking” di Twitter riguardo ai tweet del Presidente Trump. Forse quell’omissione deve meno alla mancanza di “fatti” e più al pregiudizio dei fact-checkers di Twitter.

Ad esempio, ricorda Paxton, il responsabile dell’integrità del sito di Twitter, Yoel Roth, ha attaccato il presidente Trump ed il suo team, chiamandolo “L’ATTUALE NAZISTA alla Casa Bianca” e ha offeso gli elettori di Trump additandoli come sostenitori di un “mandarino razzista”.

A prescindere dal fatto che Twitter alla fine decida di riconoscere i fatti reali relativi al voto per corrispondenza, l’Attorney General del Texas assicura che: “continuerò a indagare e perseguire tutte le forme di frode elettorale, inclusa la frode mediante votazione per corrispondenza.

Inoltre, ha sollecitato vivamente Twitter a riconsiderare il suo “fact-checking“, così selettivo sulle fonti considerate “obiettive” e poi utilizzate – e apparentemente guidato dal pregiudizio ideologico – in favore di un approccio più obiettivo, equo, accurato e basato su prove.

Twitter costretto a correggere il suo “fact-checking” sul voto per corrispondenza dopo essere stato sottoposto a sua volta fact-checking

Donald Trump e Jack Dorsey

L’invito dell’Attorney General a Twitter non è però rimasto inascoltato.

Twitter ha infatti corretto l’avviso che era stato aggiunto ai tweet del Presidente Donald Trump, dopo che il Wall Street Journal ha sottolineato che il “fact-checking” fornito della piattaforma, di per sé, era in realtà impreciso.

Il link di “verifica dei fatti” di Twitter indirizzava gli utenti agli articoli della CNN e del Washington Post, i “professionisti dell’informazione” noti per la loro opposizione all’Amministrazione di Donald Trump.

Tuttavia, il Wall Street Journal ha osservato:

Il fact check di Twitter dei tweet di Mr. Trump sembrava contenere una sua dichiarazione fuorviante, tuttavia, affermava che “le votazioni per posta vengono già utilizzate in alcuni Stati, tra cui Oregon, Utah e Nebraska”. Tale affermazione sembra però confondere l’all-mail voting con l’absentee ballots in merito ad almeno uno Stato.

Mentre tutti gli Stati consentono il voto degli assenti via posta, solamente una manciata di Stati, tra cui l’Oregon e lo Utah, spediscono automaticamente agli elettori registrati le schede per votare per corrispondenza. Il Nebraska, al contrario, recentemente ha inviato per posta le domande per chiedere il voto via posta a tutti i suoi elettori – in risposta alla pandemia – ma lo Stato non ha inviato automaticamente anche le schede.

L’errore ha sollevato dubbi sulla capacità di Twitter di prestarsi come un servizio indipendente per verificare le dichiarazioni di Mr. Trump o di altri personaggi politici al suo servizio. Nel tardo Martedì, Twitter ha aggiornato il suo messaggio per rimuovere il riferimento al Nebraska ed ha invece dichiarato che “cinque Stati fanno già votare interamente per posta e tutti gli Stati offrono una qualche forma di voto per assente”.

Dustin Volz del Journal ha twittato: “È stato corretto dopo che un professionista delle elezioni ha informato la società (e me) dell’errore”.

Come riportato anche da Breitbart News, la California sta affrontando almeno due cause legali sul voto per corrispondenza da parte di querelanti che sostengono che al Governatore Newsom manchi l’autorità costituzionale e legale per cambiare il sistema di voto dello Stato senza prima un approvazione da parte del potere legislativo.

Come funziona il voto per corrispondenza negli Stati Uniti?

In estrema sintesi, attualmente Cinque Stati – Colorado, Hawaii, Oregon, Utah e Washington – conducono quelle che vengono comunemente chiamate “all-mail elections“. In questi Stati, il voto è condotto principalmente, anche se non necessariamente esclusivamente, via posta.

I sistemi automatici di votazione per posta prevedono che tutti gli elettori idonei ricevano la “scheda elettorale” oppure la “domanda per richiedere la scheda elettorale”. Questi vengono talvolta definiti “all-mail elections systems“.

Ogni Stato prevede un metodo in base al quale gli elettori possono votare senza recarsi in un seggio elettorale fisico. I termini “voto per assente”, “voto per posta”, “voto solo per posta” o “voto da casa” sono talvolta usati per descrivere questi metodi, che possono essere divisi in due categorie: “Automatic mail-in ballots” (sistemi automatici di votazione per posta) e “Automatic mail-in ballot applications” (sistemi di votazione per posta su richiesta).

Nel primo, il c.d. “Automatic mail-in ballots“, i funzionari trasmettono automaticamente le schede elettorali via posta a tutti gli elettori idonei. Gli elettori possono restituire tali schede per posta oppure utilizzando dei siti di deposito designati.

Nel secondo, il c.d. “Automatic mail-in ballot applications“, i funzionari trasmettono automaticamente solo le domande per richiedere la votazione per posta a tutti gli elettori idonei. A sua volta, l’elettore che voglia avvalersi di questo strumento, deve presentare la domanda completa per ricevere il plico con la scheda elettorale e le istruzioni per poter votare. L’elettore restituisce quindi la scheda compilata via posta oppure utilizzando dei siti di deposito designati.

Recarsi “fisicamente” al seggio rimane ovviante possibile in entrambi i sistemi, ma con delle differenze in merito e al numero di seggi “fisici” in cui è possibile recarsi e nelle modalità di accesso a questi, che ovviamente variano da Stato a Stato.

In risposta alla Pandemia di Covid-19, sono stati implementati (clicca qui per vedere la lista di Stati aggiornata) i sistemi automatici di votazione per posta. Si sono aggiunti, ad esempio, la California, che ha adottato il primo, ed il Nebraska, che però, ha scelto di utilizzare il secondo sistema, come fatto notare dal Wall Street Journal.

Ecco dunque spiegato l’errore in cui i “fact-checkers”, utilizzati da Twitter per verificare quanto detto dal Presidente Donald Trump, sono incappati.

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