#TwitterGate. Il Presidente Donald Trump firmerà l’ordine esecutivo per contrastare la censura sui Social Network: “Questo sarà un grande giorno per i Social Media e per l’IMPARZIALITÀ!”

Il Presidente Donald Trump e la First Lady Melania in viaggio verso il Kennedy Space Center

Il Presidente Donald Trump ha firmato l’ordine esecutivo per contrastare la censura dei Social Network nel mezzo della polemica per il “pregiudizio politico” da parte dei Giganti della Silicon Valley.

Il segretario stampa della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, ha riferito ai giornalisti a bordo dell’Air Force One in viaggio verso il Kennedy Space Center, che il Presidente firmerà a breve l’atteso ordine esecutivo per contrastare la censura dei Social Network, anche se non sono stati forniti ulteriori dettagli su cosa conterrà.

La notizia è arrivata dopo che Trump aveva avvertito le società dei Social Network che il loro ormai manifesto “pregiudizio politico” avrebbe comportato un azione da parte dell’Amministrazione americana.

I Repubblicani ritengono che le piattaforme dei social media facciano tacere totalmente le voci dei conservatori. Regoleremo fortemente, o li chiuderemo, prima di consentire che ciò accada. Abbiamo già visto ciò che hanno tentato di fare, e non gli è riuscito, nel 2016. Non possi

aveva affermato il Presidente su Twitter.

Il Presidente aveva anche detto che “@Twitter sta interferendo nelle elezioni presidenziali 2020“, dopo che la piattaforma aveva “verificato” due dei suoi tweet, che sollevavano preoccupazioni ampiamente diffuse sulla frode degli elettori nelle votazioni per corrispondenza.

Un report del Wall Street Journal della scorsa settimana ha affermato che la Casa Bianca stava preparando un’azione esecutiva sui grandi “pregiudizi politici” sotto forma di una commissione ufficiale che esaminerà i casi di pregiudizio anti-conservatori delle società della Silicon Valley.

Anche Fox News riporta che l’Amministrazione sta lavorando ad una commissione per esaminare i “presunti” pregiudizi anti-conservatori tra le grandi piattaforme di Social Media.

Un portavoce della Casa Bianca è apparso per confermare l’iniziativa, dicendo al Journal

La parzialità della Sinistra nel mondo della tecnologia è una preoccupazione che sicuramente deve essere affrontata dal nostro punto di vista, e almeno esposta [così] che gli americani abbiano ben chiaro ai loro occhi su ciò con cui abbiamo a che fare.

Le Grandi aziende tecnologiche continuano a negare di impegnarsi deliberatamente in “pregiudizi politici”, ma le prove contro le loro dichiarazioni continuano a crescere.

Oltre agli eventi di questa settimana, quasi tutte le principali società tecnologiche sono state coinvolte in uno scandalo di “pregiudizio politico” nelle elezioni del 2016 e tali casi continuano ad accumularsi. Questi includono Facebook, che inserisce i conservatori mainstream come  Candace Owens e Brigitte Gabriel in un elenco di “agenti dell’odio”, Twitter, che impiega giorni per rimuovere le violente minacce contro gli studenti delle scuole superiori che supportano Trump e che si rifiuta di agire contro i “discorsi di odio” del membro del comitato editoriale del New York Times, Sarah Jeong, oltre ai filmati trapelati di dirigenti di Google che dichiarano la loro intenzione di rendere il movimento populista di Trump un “blip” (letteralmente: qualcosa di relativamente piccolo o insignificante) nella storia.

Le anteprime di Donald Trump; “Questo sarà un grande giorno per i Social Media e per l’IMPARZIALITÀ!”

Il Presidente Donald Trump, dal canto suo, ha lasciato trapelare in anteprima l’azione esecutiva imminente rivolta contro le società dei Social Network che censurano i Conservatori.

Questo sarà un grande giorno per i Social Media e per l’IMPARZIALITÀ!

ha scritto su Twitter.

Il New York Times ha riportato di aver visto una bozza preliminare dell’ordine esecutivo che consentirebbe al Dipartimento del Commercio di adeguare le modalità di applicazione della Sezione 230 del “Communications Decency Act“, che consente alle società online di avere un’ampia immunità dalla responsabilità per i contenuti creati dai loro utenti.

La bozza comprenderebbe anche una proposta per la Federal Trade Commission di creare uno strumento per tenere traccia dei pregiudizi online. Un’altra proposta limiterebbe l’utilizzo dei fondi del governo federale per la pubblicità su piattaforme di Social Media.

I contenuti della bozza dell’ordine esecutivo rimangono ancora nell’incertezza, ma il Presidente prevede di firmare l’ordine esecutivo definitivo entro giovedì pomeriggio.

Il Presidente Donald Trump ha agito rapidamente per punire Twitter dopo che la piattaforma di Social Network aveva etichettato alcuni suoi tweet che avvisavano della frode voto per corrispondenza con uno sbrigativo ed esile “fact-checking“, limitandosi infatti a rinviare gli utenti a delle fonti giornalistiche che però difendono da sempre tale modalità di voto.

Il Presidente si è sempre e spesso schierato con i Conservatori in merito alla “censura” e ad i “pregiudizi politici” dei Social Network, ma non aveva mai agito concretamente adottando alcuna politica o misura regolamentare che fosse veramente seria per punirli… alleno fino ad oggi.

I Repubblicani al Congresso hanno anche proposto una nuova legislazione per inviare un chiaro messaggio alle Società di Social Network. Il senatore Josh Hawley e il senatore Marco Rubio hanno avvertito Twitter che se volessero esercitare controlli editoriali sui contenuti degli utenti, avrebbero rischiato di perdere le protezioni concesse della Sezione 230 del “Communications Decency Act“.

Il Ceo di Twitter risponde a Donald Trump: “continueremo a fare fact checking”

Twitter “continuerà a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale, e ammetterà  tutti gli errori che commette”, non perché sia “un arbitro della verità” ma perché la sua missione è quella di “collegare i punti delle dichiarazioni contrastanti e mostrare le informazioni controverse in modo che le persone possano giudicarle da sole”.

E’ la risposta dell’amministratore delegato di Twitter, Jack Dorsey, alla polemica con il Presidente Donald Trump dopo che la sua piattaforma ha portato per prima l’attacco contro i suoi tweet spalleggiata dal debole “face-check” di CNN e Washington Post.

Nessun problema, basta che Twitter si prepari però a rinunciare ai privilegi concessigli dalla legislazione americana a in materia.

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