Perché Donald Trump ha ancora bisogno del voto dei cattolici

Trump ride di una battuta con il cardinale Timothy Dolan durante la cena della Alfred E. Smith Memorial Foundation. (Foto AP / Evan Vucci)

Una decina di giorni fa, il presidente ha twittato in occasione della commemorazione del centesimo anniversario della nascita di Papa Giovanni Paolo II. In molti hanno visto, dietro a questo tweet, un messaggio diretto ai Cattolici d’America, che saranno fondamentali per la sua rielezione.

Ci sono innumerevoli dibattiti sul “peso” del voto cattolico negli Stati Uniti. Essi infatti rappresentano circa il 25% dell’elettorato e secondo Matt Schalpp, il co-fondatore del movimento “Catholics For Trump” (i Cattolici per Trump) sono l’ultimo gruppo sociale considerabile come “swing” ovvero che alterna il supporto ai candidati, sia essi Democratici che Repubblicani.

Gli Exit Poll del giorno delle ultime elezioni presidenziali nel 2016 mostrano come Donald Trump avesse prevalso tra gli elettori cattolici con il 52%, rispetto al 45 % della rivale Hillary Clinton. Mitt Romney, invece, quattro anni prima, lo perse, ottenendo solamente il 48% contro il 50% di Barack Obama. Hilary Clinton scelse come candidato alla Vice Presidenza l’ex Governatore della Virginia Tim Kaine, cattolico di origini irlandesi, strizzando quindi l’occhio ai Cattolici. La strategia però non funzionò, perse lo stesso il supporto dei Cattolici, sopratutto di quelli ispanici, che passò dal 75% dell’era Obama al 67%. Ma Hillary riuscì a perdere pure il sostegno dei Cattolici “bianchi” (i White Catholics), registrando un – 3%, che può sembrare poca cosa ma che invece fu un fattore decisivo, sopratutto in Stati come il Wisconsin, la Pennsylvania ed il Michigan.

Sleepy Joe Biden, a differenza di Hillary, è però un cattolico praticante, ma – per fortuna di Donald Trump – è stato anche il Vice Presidente durante l’Amministrazione di Barack Obama, la più anti-americana (e anti-cristiana) di sempre.

I Repubblicani, certamente, ne approfitteranno per denunciare il sostegno di Sleepy Joe non solo a tematiche come l’aborto e l’appoggio alle rivendicazioni della comunità LGBTQ ma anche per mettere in risalto come “il suo Presidente” Obama obbligò le “Little Sisters of the Poor“, un ordine di suore, a fornire piani d’assistenza sanitaria che includessero anche la contraccezione.

Queste mosse, sicuramente, riusciranno a convincere i Cattolici “praticanti” a non sostenere un candidato cattolico come Biden ma così “adulto” (come vengono definiti quei Cattolici che sostengono comunque politiche pro-aborto, pro-eutanasia, pro-matrimoni omosessuali etc. nonostante la professione di fede).

Ma il problema di Trump risiede nel fatto che a votare sono anche i Cattolici “non praticanti” o appunto “adulti”, che identificano Biden come “uno di loro”. Sleepy Joe, infatti, cerca di sottolineare il più possibile che la sua appartenenza al cattolicesimo, indossando un rosario (al polso) ed andando in televisione dopo il Mercoledì delle Ceneri mostrando il segno della croce sulla fronte (in foto).

Il Team di Trump è ben cosciente del “pericolo” che Biden rappresenta per vincere di nuovo il voto cattolico, mentre il voto evangelico rimane solidamente nelle mani dei Repubblicani. Pare dunque chiaro il motivo per il quale è stato fondato il movimento “Catholics For Trump“.

L’attuale Amministrazione si è mossa molto bene per mantenere la fiducia del voto cattolico (sopratutto con le nomine di giudici conservatori) a tal punto che, in un futuro non troppo lontano, si potrà arrivare a rovesciare la Sentenza ROE vs. Wade che diede il “via libera” all’aborto negli Stati Uniti. Sebbene questo indirizzo sia molto apprezzabile da tutti i Cristiani d’America, alla Casa Bianca i Cattolici hanno ancora poca rappresentanza. Il Vice Presidente Mike Pence è infatti un “ex-cattolico” che si è poi convertito all’Evangelismo. Ben Carson, il Segretario allo Sviluppo Urbano, fa parte della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, mentre la Segretaria all’Educazione Besty DeVos è una Non Denominazionale.

Sleey Joe Biden appare quindi come un cattolico “vecchio stile” e pur sempre in comunione con la Chiesa cattolica. Il Presidente Donald Trump, invece, ha più volte manifestato le sue posizioni totalmente contrarie a quelle dall’attuale Papa Francesco, sopratutto in tema d’immigrazione, facendo quindi “storcere il naso” a più di qualche cattolico. Questo, per quanto riguarda i Cattolici “bianchi”.

Sleey Joe Biden ha invece certamente più problemi con il voto “ispanico” in generale, che gli ha preferito alle primarie il Senatore del Vermont Crazy Bernie Sanders. Una bassa affluenza di ispanici può favorire Trump negli “Stati Chiave”, sopratutto la Florida, e questo non è una buona notizia per i Dem (ed Hilary Clinton ne è la dimostrazione vivente).

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