Sondaggi: Sleepy Joe Biden è ancora lontano dal potersi chiamare vincitore e President Donald Trump è a soli 4 stati dalla vittoria

#ElezioniUSA2020 Sleepy Joe Biden è ancora lontano dal potersi chiamare vincitore e President Donald Trump è a soli 4 stati dalla vittoria

I sondaggi a livello statale pubblicati tra aprile e maggio ci dicono che se si votasse oggi la “vittoria” dell’ex vicepresidente Joe Biden non sarebbe così scontata, mentre il Presidente Donald J. Trump è a soli 4 Stati dalla riconferma.

La media pubblicata su 270ToWin (sito americano a cui ci affidiamo, che fa le medie dei sondaggi degli istituti più importanti) mostra che entrambi i contendenti sono ancora lontani dal potersi chiamare rispettivamente come vincitori.

IL SONDAGGIO NAZIONALE

Il National 2020 Presidential Election Polls mostra che attualmente le medie dei sondaggi danno Trump a 41,3% e Biden al 47,7%… Vittoria annunciata per il Democratico? Niente affatto, in America non conta tanto quanto sia il distacco nei voti a livello nazionale, ma come questo si distribuisce nei 50 Stati (è il Collegio Elettorale bellezza!). Ci sono poi mediamente tra il 7% e il 18% di Indecisi ancora da assegnare, un dato che viene spesso ignorato da chi lavora con i sondaggi. Gli Indecisi sono ancora in una percentuale tale da poter ribaltare le previsioni dei più blasonati sondaggisti in molti degli Stati “indecisi” o “Toss Up”.

Media Sondaggi 270ToWin al 4 maggio

GLI STATI INDECISI

I “Battle Ground State” di queste elezioni vengono unanimemente identificati in Arizona, Florida, North Carolina, Pennsylvania, Wisconsin, Michigan, Nebraska 2… Sono Stati (più il collegio del Nebraska) in cui il margine tra i due sfidanti è molto vicino e dove gli indecisi sono determinanti per vincere. Attenzione però, sono tutti Stati in cui Trump ha vinto nel 2016! Se la tradizione tutta americana di preferire il candidato uscente piuttosto che il “nuovo” verrà confermata anche quest’anno, non sono buone notizie per Biden!

Laddove le medie dei sondaggisti concordano sull’identificare questi Stati come “Toss Up” ci sono delle differenze interessanti tra i vari istituti: Sabato Crystal Ball assegna il Michigan con un “lieve” vantaggio per Biden, ma assegna a Trump un analogo vantaggio in Florida e riduce il distacco in Nevada. Cook Political lascia tutti gli Stati della “Rust Belt” come “Toss Up” (Pennsylvania, Michigan, Wisconsin) ma riporta Trump molto solido in Ohio e in Iowa. Inside Elections assegna Michigan e Pennsylvania come “tilt” per Biden (significa che probabilmente li vincerà lui, tuttavia con un ridottissimo vantaggio per poter essere dato per “certo”) ma tuttavia non bastano a Biden per arrivare a 270. Infine, POLITICO aggiunge ai “Toss Up” il New Hampshire e il Nevada, ed assegna un vantaggio – però ancor più “lieve” rispetto agli altri – per Biden in Colorado, Minnesota e in Virginia. 

Come vedete, la media dei sondaggi ci mostra un quadro tutt’altro che deciso (leggasi, a favore di Biden).

I SONDAGGI NEGLI STATI “COMPETITIVI” 

In Georgia, Biden (di seguito D) e Trump (di seguito R) sono entrambi dati al 46% (19 Maggio), c’è però ancora l’11% di Indecisi (di seguito IND) e, data la consolidata tradizione conservatrice dello Stato, la Georgia è data dai sondaggisti come “favorevole” a Trump; lo stesso vale per il Texas, dove la forbice per Trump si allarga: R 46%, D 44% con un 10% di Indecisi.

In Ohio R 45%; D 44%, IND 11% (11 maggio), Iowa R 48%; D 46%, IND 6% (4 maggio), sono dati dai sondaggisti come “favorevoli” a Trump;

  • In Wisconsin, R 43%; D 46%, IND 11% (12 maggio), 
  • in Michigan, R 40%; D 48%, IND 11% (30 aprile)
  • in Pennsylvania, R 42%; D 49%, IND 9% (1° maggio)
  • in North Carolina, R 44%; D 47%, IND 8% (12 maggio)
  • in Arizona, R 43%; D 50%, IND 7% (15 maggio)
  • e Florida, R 44%; D 48%, IND 8% (12 maggio)

Biden viene dato in vantaggio su Trump. 

Tuttavia c’è ancora una buona fetta di Indecisi che possono cambiare tutto e non tutti i sondaggisti concordano nel concedere a Biden dei vantaggi così generosi. Ecco perché vengono dati come “indecisi”.

In Michigan, poi, le proteste anti lockdown si sono fatte sentire particolarmente nelle ultime settimane. Difficile che non possano indicare nulla, dato che non sono solamente i Repubblicani o i Libertari a parteciparvi ma anche molti elettori Democratici (non tutti favorevoli al lockdown come i loro omologhi negli Stati più Progressisti). 

Una leadership Democratica incautamente troppo sbilanciata a favore della prosecuzione dei lockdown – a differenza di un Trump che invece accoglie le richieste di riaperture – potrebbe mettere in seria difficoltà Biden, specialmente se deciderà di attaccare sul lato “economico” l’avversario. Le conseguenze dei lockdown si sono rivelate particolarmente disastrose per l’economia americana: difficile imputare a Trump la “colpa” delle peggiorate condizioni economiche dato che sono principalmente i Democratici a sostenere le chiusure, specie negli Stati da loro governati. 

C’è poi il dato molto positivo di Trump in Ohio. Viene infatti assegnato a Trump da tutte le case di sondaggi. E qui sta il trucco. L’Ohio è il termometro della “Rust Belt”, un “segno premonitore”. Nel 2016 Trump era dato perdente in tutti gli Stati della Rust Belt tranne che qui… finì che li vinse tutti quanti. Trump dato così solido in Ohio ci fa pensare che il “vantaggio” dei Democratici negli altri non sia poi così sicuro. 

Gli Indecisi, come dicevamo prima, sono ancora in una misura tale da poter rovesciare le sorti del voto in quegli Stati e tendenzialmente non vengono considerati nei commenti ai sondaggi che trovate furi di qui. Perchè? Regalare tutti quei TossUp a Biden (benché si tratti pur sempre di medie) ci sembra veramente voler rappresentare uno scenario irrealistico e fin troppo generoso.

TRUMP A SOLI QUATTRO STATI DALLA VITTORIA

Scenario vincente per Trump stando alla media dei sondaggi di 270ToWin

Se proviamo a “colorare” qualche Stato indeciso: poniamo che la Florida riconfermi il Presidente uscente (sappiamo che la Florida stavolta sarà l’home-state di Trump, dato che vi ha spostato lì la residenza, e che i Repubblicani hanno un consolidato consenso in questo Stato). Poniamo che il North Carolina riconfermi Trump (nel 2012, assieme all’Indiana, “voltò le spalle” a Obama e votò per Romney; nel 2016 confermò il trend votando anche per Trump, nonostante fosse dato vincente alla Clinton). Poniamo che l’Arizona confermi anche per quest’anno il suo trend storico favorevole ai Repubblicani. A questo punto, una vittoria in Michigan o in Pennsylvania, alternativamente, sarebbe più che sufficiente a Trump per ottenere la riconferma. Sono questi i quattro Stati che Trump deve vincere assolutamente. 

Al “favorito” Biden, invece, basterebbe vincere anche solo in uno dei sopracitati Stati per “bloccare” la vittoria di Donald Trump. Ma non sono consentiti errori e non si può permettere cedimenti né in New Hampshire, né in Maine, né in Nevada né in Minnesota, dove tutti i sondaggisti concordano che sì, i Democratici partono favoriti, ma che il vantaggio è “lieve”. Biden, insomma, si trova in una situazione in cui ha più da difendere che dove poter attaccare. 

UN CAMPO DI BATTAGLIA MOLTO PIU’ ESTESO

Media Sondaggi 270ToWin al 4 maggio se si considerasse un campo di battaglia più esteso

Sempre secondo la media dei sondaggi di 270ToWin, se considerassimo un campo di battaglia più esteso, nel club del “Toss Up”, gli Stati più contendibili, oltre ai già citati Arizona, Florida, North Carolina, Pennsylvania, Wisconsin, Michigan, Nebraska 2, entrerebbero anche il Minnesota, il Texas, la Georgia, il New Hampshire e il Maine 2.

Questo scenario ci mostra sostanzialmente una “nuova inversione”, in cui il Sud-Ovest si sposta sempre di più verso i Democratici, laddove però il Mid-West si sposta verso i Repubblicani: una “nuova inversione” simile a quella storica già avvenuta in cui i due principali partiti americani si sono invertiti sull’asse Nord-Sud. 

Scenario sicuramente futuribile ma che crediamo non realizzarsi per queste elezioni. Tranquilli, avremo ancora il nostro amato Texas. C’è un però…  

DOVE TRUMP PUO’ ATTACCARE E DOVE DEVE INVECE DIFENDERSI

… In Minnesota e in New Hampshire la sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump finì quasi alla pari nel 2016. Se l’aumento del consenso tra i Latinos per Trump dovesse essere confermato e andare consolidandosi, anche Nevada e Colorado diventerebbero Stati molto interessanti per Trump. 

Questi, una volta assicurato il consenso negli Stati che lo portarono alla Casa Bianca, sono gli Stati in cui Donald Trump potrebbe concentrarsi al fine di strapparli a Biden. Una sconfitta di Biden in uno di questi Stati lo metterebbe in grave difficoltà. Questi sono anche gli Stati che Biden non deve perdere se vuole vincere, la sua “cintura di sicurezza”, la stessa che per Hillary valeva il Wisconsin, Michigan e Pennsylvania… cintura che alla fine cedette rovinosamente (per lei s’intende), dato che Trump li vinse tutti e tre.

Trump deve invece difendersi negli Stati “indecisi” che vinse nel 2016, Florida, North Carolina, Iowa, Wisconsin, Michigan, Pennsylvania e, stando ai sondaggi, tenere in Arizona. Non dovrebbero esserci particolari preoccupazioni per quanto riguarda Georgia e Texas a questo giro.

CONCLUSIONI

I giornali o i siti di approfondimento che dicono che “Se si votasse oggi Biden vincerebbe” peccano a nostro avviso di “presunzione”. La sfida è tutt’altro che già decisa per Sleepy Joe. Trump è molto pericoloso negli Stati indecisi e molti Stati (come la Florida, il Michigan e il North Carolina) vengono concessi a Biden con troppa facilità. Qui gli Indecisi sono ancora numerosi, ogni vantaggio che può avere Biden nei sondaggi non è incolmabile e non lo mette di certo al sicuro. 

Ogni previsione (o meglio, fuga) in avanti nel dare Biden “in vantaggio” va presa quantomeno con grande cautela

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